Little Big Planet > Recensione
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Little Big Planet - Recensione

Inviato il 06/11/2008 da Francesco Fossetti
Little Big Planet si apre in maniera particolare, poetica. Con i sogni degli esseri umani, le loro concettose fantasie sopite, i miraggi dati alla luce dalle chimere notturne, che si sollevano -incorporei- e viaggiano nell'aria. Sempre più in alto, fino a formare un piccolo pianeta. Il regno dell'inventiva e dell'estro creativo, l'eden dei sognatori. Un posto in cui adesso, finalmente, si può andare.
Una voce venuta da chissà dove vi informa che voi siete un piccolo pupazzo di pezza. Simpatico, amabile, estroverso. Siete un parto della fantasia, come tutto quello che vedete attorno a voi. L'introduzione è modesta e dimessa, come il tono di voce che la accompagna. Ma è fascinosa, e lascia un sorriso estatico sul volto.
È lo stesso sorriso, si avrà modo di scoprire, di chi assiste ai mutamenti culturali; di chi riflette sul senso profondo del (video)gioco. O, più semplicemente, di chi scopre uno dei Platform più belli di sempre.
Style
Little Big Planet - recensione - PS3 I venticinque livelli che compongono la modalità Storia di Little Big Planet sono un tributo al level design d'alta scuola. Irriverenti, classici, ironici e innovativi, gli schemi di gioco costituiscono una piccola rivoluzione in seno al genere Platform. Ci sono tante idee, a livello stilistico e ludico, concentrate nello spazio esiguo di una manciata di ambienti, che l'esplorazione dei quadri è sempre fresca e travolgente. In parte, questo risultato è dovuto ad una ricerca espressiva che si muove lontana dai canoni classici. Le complesse scenografie di Little Big Planet sono piccoli universi mai attraversati, sognati mille volte e sedimentati nell'immaginario di ogni utente, ma mai scoperti all'interno di un platform game. Dopo le atmosfere accoglienti e rilassate dei giardini inglesi, in cui i Sackboy muovono i primi passi, il viaggio per il mondo di Little Big Planet attraversa tutti e cinque i continenti. L'impatto con una savana rosso fuoco, ardente per il tramonto eterno e per le le fiamme di un incendio minaccioso, instilla subito il sospetto che il viaggio sia, artisticamente parlando, innovativo, esagerato, fuori dagli schemi. Se ne ha la prova quando s'incontrano atmosfere cimiteriali e distorte riprese a piene mani dall'indimenticabile Nightmare Before Christmas, ridenti e macabre allo stesso tempo. Dopo una breve sosta nei paesaggi desertici e spinosi dell'america centrale, è il turno di un viaggio attraverso la grande metropoli. Un retroterra suburbano si stende fra i relitti delle autorimesse e la giungla d'acciaio dei cantieri edili: uno scorcio disincantato e moderno, prima di tornare a luoghi più eteri. I palazzi celesti dei monti giapponesi, costellati di vulcani e demoni, e intrisi di un'arte sottile come la carta di riso, sono il giusto preludio per le atmosfere conturbanti dell'india più fatata e misteriosa. Fatta, quest'ultima, della magia calda dei Jinn e delle lampade, della danza sinuosa di serpenti e ballerine del ventre, dei movimenti impacciati di un pachiderma divino. Il viaggio di Little Big Planet lascia senza fiato, composto di splendide istantanee in movimento, fino a condurre nelle steppe desolate della siberia. E anche quello che potrebbe essere il livello più classico, “quello della neve”, infrange i tabù artistici di un'epoca, si tinge dei toni militareschi di un bunker cadente, relitto della Guerra Fredda.
Little Big Planet, dopo l'originale, indimenticabile Ratchet & Clank, è il primo titolo dell'epoca moderna che distrugge con metodo i clichè di genere, getta nuove fondamenta per la base artistica del Platform game. E lo fa con delicatezza, senza scorci graffianti, grazie a materiali “poveri”. I quadri sono composti con cartone, legno e spugna, colorati con stencil e adesivi. E come se fossero gli schizzi di una mente creativa, in cui i Sackboy riescono, per qualche strano sortilegio, a muoversi.
Play
Little Big Planet - recensione - PS3 Anche dal punto di vista ludico, il level design fa scuola. Il sistema di gioco di Little Big Planet è esile, scheletrico. I personaggi si muovono, saltano, si aggrappano, e così interagiscono con le intricate architetture. La struttura sostanzialmente bidimensionale del gioco è in realtà intrecciata con un basilare sistema di “plane shifting”, per cui ai Sackboy è permesso di spostarsi anche in profondità, per muoversi attraverso i tre piani gioco. Ma ciò che rende davvero speciale ogni stage della modalità Storia, è una progettazione meticolosa e accurata, ricca di spunti. I livelli nascondono insidie sempre nuove, strade segrete che conducono ad oggetti bonus, meccanismi complessi. Senza mai escludere un omaggio sentito al platform puro, ai salti millimetrici ed alla necessità di un tempismo impeccabile. Grazie ad un editor malleabile come non mai, i creativi di Media Molecule hanno dato vita ad uno spettro vastissimo di possibilità, che include, di tanto in tanto, qualche cornice più classica. Livelli in stile “platform rush”, in cui si deve fuggire a rotta di collo inseguiti da una mortale scavatrice, o ancora scalate verticali, piattaforme semoventi, schemi immersi nel buio totale, in cui procedere con l'aiuto di un piccolo, tremulo lumicino. E ancora nemici dalle routine semplici, a cui saltare sulla testa. Little Big Planet, pur essendo un titolo attuale, immischiato in quella geniale “riforma” contemporanea legata alla gestione delle routine fisiche, raccoglie l'eredità dei suoi congeneri e la onora. In esso si respira un po' di Super Mario Bros., qualche suggestione del primo Crash Bandicoot, ricordi sopiti da un inaspettato Pandemonium. Ma, come accennavamo sopra, senza che lo stile appaia mai imitativo. Perchè in fondo Little Big Planet lascia spazio anche ad un'interpretazione tutta sua del platform, proprio utilizzando la “profondità” dei livelli come parte integrante dei puzzle ambientali, o sfruttando il motore fisico per la risoluzione dei vari enigmi. Gli elementi interattivi non si contano (spaziano dalle ruote dei mulini alle altalene, dalle auto agli ordigni esplosivi), e tutti permettono un approccio particolare alla progressione, dinamico e curioso. L'esplorazione indiscreta e vorace diventa un elemento fondamentale del gioco: in piccole “bolle premio” sono disseminati all'interno dei livelli i materiali costituenti della loro stessa struttura. Trovarli significa, per il giocatore, poterli riutilizzare nelle proprie creazioni, arricchire quindi la gamma di materiali ed oggetti disponibili per l'editor. E allora l'impegno per ottenere il 100% viene stimolato continuamente, e i 25 livelli principali della trama saranno giocati e rigiocati, alla ricerca di tutti gli ingranaggi segreti (da attivare grazie ad appositi adesivi), di tutti i passaggi nascosti, e di qualche amico che aiuti a superare le piccole stanze bonus in cui la cooperazione è indispensabile per raggiungere i premi. L'avventura di Little Big Planet, dunque, procede ben oltre le ore necessarie per il completamento preliminare della trama, anche grazie alla presenza di piccole sfide, alla stregua di minigiochi, da sbloccare recuperando delle chiavi ben nascoste: percorsi ad ostacoli, prove di abilità, corse contro il tempo, anche questi “bonus stage” dimostrano una marcata consapevolezza delle leggi incontrovertibili del platform, e si rivelano un passatempo leggero, ma gradevole. Semmai da giocare in compagnia, per battere i punteggi degli amici.
L'esperienza “solitaria” di Little Big Planet, comunque, sazia e al contempo stimola l'appetito. Il colpo d'occhio avvolgente, la struttura perfetta, l'assortimento vastissimo di circostanze instillano il desiderio di non staccarsi, ancora, da quella che è una creazione compiuta, con uno stile unico ed una giocabilità d'eccezione. Ed è così che, spostandosi dal pianeta della “storia” alla sua luna, si arriva a toccare con mano uno strumento d'importanza sostanziale: l'editor per la creazione dei propri livelli.



Little Big Planet

Disponibile per: PS3
Genere: Action/Platform
Sviluppatore: Media Molecule
Distributore: Sony
Pegi: 3+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Online: Multiplayer online fino a 4 Giocatori
M. Offline: Multiplayer offline fino a 4 Giocatori - SystemLink
Data di Pubblicazione:
PS3: 22/10/2008   
Little Big Planet
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ND.
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