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Okami HD - Recensione

Inviato il da Lorenzo "Kobe" Fazio
Capolavoro indiscusso di Clover Studio, Okami si è scontrato ben due volte contro un mercato poco recettivo nei confronti di un videogioco semplicemente straordinario, ma forse dal gusto eccessivamente atipico per fare breccia nei cuori del grande pubblico. I numeri parlano chiaro purtroppo: sia l’originale per PS2, pubblicato nel 2006, che la sua riedizione su Wii, più recente e datata 2008, non sono riuscite nemmeno a sfiorare la soglia del milione di copie vendute. A fronte di un risultato così sconsolante e deludente, Capcom non si è tuttavia data per vinta. Prima ha finanziato lo sviluppo di Okamiden, sequel rilasciato su Nintendo DS, e poi si è preoccupata di produrre un remake della sua creatura incompresa. L’occasione, del resto, non poteva essere più ghiotta: cosa ci poteva essere di meglio di una riproposizione in HD, sfruttando la piattaforma digitale di Sony con cui limitare i rischi e abbattere i costi di produzione?
Okami HD approda su PS3 dimostrandosi un titolo poco invecchiato e con tanto da offrire sia ai neofiti, che avranno l’ennesima occasione per scoprire questo capolavoro, sia ai nostalgici che non hanno mai dimenticato la loro prima volta nei panni della Dea del Sole.
 
La Dea del Sole
Okami HD - recensione - PS3 Okami HD, sterilmente parlando, è un gioco d’avventura che condivide moltissimi elementi con i più moderni The Legend Of Zelda. C’è il tema del viaggio, della purificazione di un mondo morente, dell’eroismo, dell’amicizia e del dovere di un essere supremo -dai tratti poco convenzionali- chiamato a sconfiggere un male quanto mai tangibile e soffocante. Si attraversano dunque sconfinate praterie, ci si insinua in dungeon, si affrontano nemici e si raccolgono tutte le forze di cui si dispone per sconfiggere giganteschi boss di fine livello. Eppure scrivere ciò che dovrete fare in questo capolavoro, tentare anche minimamente di descriverlo, è limitante, se non mortificante, sia per l’umile redattore che per il lettore.
Ogni anfratto di Okami HD sprizza poesia, ma guai ad aspettarsi un prodotto monodimensionale e unilaterale: non c’è spazio per gli estremi, né per le emozioni istintive o elementari. Tutto è ragionato, mediato, attenuato e allo stesso tempo impreziosito e raffinato. Per comprendere la polivalenza di quest’opera, del resto, basta dare un’occhiata alla trama.
Il gioco prende il via con un lungo video che funge da preambolo all’avventura vera e propria. Il malefico Orochi, che per secoli ha imposto il sacrificio di una giovane al suo altare, viene sfidato dall’impavido Nagi: innamorato dell’ennesima fanciulla destinata ad essere immolata al demone. Lo scontro vede anche la partecipazione di Shiranui: un misterioso lupo bianco apparso pochi giorni prima. La battaglia è lunga ed estenuante, ma alla fine il bene trionfa.
Sono passati cento anni da allora e Orochi, dopo una lunga prigionia, riesce a liberarsi e avvolge l’intero regno di Nippon nell’oscurità più impenetrabile. Con le poche forze che gli restano, la ninfa Sakuya, protettrice del villaggio di Kamiki, riporta in vita lo stesso lupo che combatté al fianco di Nigi. Dopo pochi preamboli si scopre che altri non è se non la Dea del Sole, Amaterasu Omikami. Il suo compito è quanto mai scontato: recuperare i suoi poteri, riportare Nippon al suo antico splendore e sconfiggere una volta per tutte Orochi.

Se le premesse narrative fanno pensare a un videogioco estremamente serio e dai toni sempre aulici, la realtà dei fatti è ben diversa. Come detto infatti, prevale la polifonia. Amaterasu si comporta spesso come un corpo estraneo alla vicenda. Ora annoiata, ora attirata da altro, raramente si dimostrerà interessata ai suoi interlocutori, lasciando intuire la sua natura divina di chi sa già cosa fare o che vede ben più del mondo fisico e mortale nel quale si vede costretta a muoversi. Al suo fianco un inusuale aiutante: l’artista dalle ridottissime dimensioni Issun. Invece di comportarsi come un emulo della famosa Navi, la competente e premurosa fatina di Link in Ocarina Of Time, non perde mai occasione per parlare a sproposito, lasciarsi andare a qualche battuta di cattivo gusto o anteporre il suo torna conto personale alla missione. La stessa ninfa Sakuya, pur con il suo lessico altisonante, lascia intravedere le sue generose forme regalando ad ogni sua apparizione un retrogusto di lievissimo e delicato erotismo. Come se non bastasse, neanche i vari NPC in cui vi imbatterete sono capaci di prendersi troppo sul serio. Tra anziani ballerini, finti eroi e mamme premurose, vi chiederete spesso con quale lente filtrare l’intera avventura, indecisi se leggerla nei classici toni epici, quelli a cui siamo ormai abituati dopo decine di The Legend Of Zelda, o se in quelli più scanzonati e irriverenti delle altre opere di Clover Studio: Viewtiful Joe e God Hand.
La vera forza della trama di Okami HD sta proprio qui, nella sua incapacità di formalizzarsi e fossilizzarsi su un unico stile. L’utente non è spinto né alla risata convulsiva, né alla catarsi del dramma, quanto piuttosto a una continua riconsiderazione dei topoi appresi in anni e anni di videogiochi, film e romanzi di un certo tipo. Va da sé che finirete per amare la muta e annoiata Amaterasu, madre solo fintamente disinteressata al destino delle sue creature, per attendere spasmodicamente l’ennesimo exploit di Issun e per appassionarvi a un intreccio che, pur nella sua generale mancanza di originalità, non mancherà di tenere con il fiato sospeso sino ai titoli di coda.
Il pennello divino
Okami HD - recensione - PS3 La polivalenza di Okami HD prosegue anche nel gameplay, ulteriormente inspessito dalla possibilità di sfruttare Move e Navigation Controller in alternativa al pur supportato Dualshock 3.
Il titolo di Clover Studio vive fondamentalmente di tre componenti: esplorazione, purificazione di ogni zona di Nippon e lotta contro i demoni che infestano ogni landa.
Ad un livello generale, il modello di riferimento è il medesimo: The Legend Of Zelda. Amaterasu, similmente a Link, si sposta di località in località svolgendo missioni, aiutando le persone in difficoltà e, al posto di ottenere gadget e armi, apprendendo nuovi poteri per il Celestial Brush.
La lupa ha la capacità di interrompere il normale scorrere del tempo e sfruttare un divino pennello con il quale può interagire con lo scenario e combattere i suoi nemici. Come ipotizzabile, inizialmente le vostre possibilità saranno piuttosto limitate: potrete unicamente riparare o creare elementi mancanti nello scenario di turno. Un ponte distrutto può tornare ad essere utile con una singola pennellata, un burrone può essere valicato se si crea un passaggio, un mulino torna in vita una volta riparata la ruota. Proseguendo nell’avventura le possibilità del Celestial Brush aumenteranno progressivamente. Potrete creare bombe con cui aprire passaggi ostruiti o utili per danneggiare gruppi di nemici, far rifiorire alberi appassiti, direzionare il vento per spegnere fiamme e così via.
Il gigantesco pennello apre la strada a due meccaniche di gameplay ben distinte, ma interconnesse.
La prima riguarda l’esplorazione di Nippon. Sbloccando i vari poteri sarete invogliati al backtracking alla ricerca di strade, tesori e collezionabili prima inaccessibili. Inoltre i diversi modi con cui Orochi ha sfigurato le splendide lande del regno, vi stimoleranno di continuo a tentare nuovi metodi di cura, utilizzando di volta in volta i nuovi poteri acquisiti. In particolare la purificazione di ogni zona diventerà una vera e propria ossessione, sia perché vedere la natura trionfare sull’oscurità vi regalerà un genuino e inspiegabile piacere, sia perché otterrete Punti Preghiera. Questi, accumulabili anche aiutando gli abitanti e dando da mangiare alle varie bestiole che incontrerete lungo il cammino, possono essere spesi per incrementare la salute di Amaterasu e la capienza del calamaio del Celestial Brush.
Il tutto va inoltre inserito in una dinamica di puzzle solving quando si tratterà di affrontare dungeon o prendere parte a determinate quest: dovrete usare cervello e ogni potenzialità di avatar e pennello per superare gli stimolanti e geniali ostacoli architettati dagli sviluppatori.

L’altra meccanica innescata dal Celestial Brush ha invece ha che fare con il combat system. Senza mezzi termini questo è l’ambito meno riuscito del gioco. La Dea del Sole può essere armata con tre diversi tipi di armi: scudi, spade o rosari che potranno essere abbinate tra loro in vario modo per ottenere diversi effetti. Anche in questo caso la sovrastruttura ruolistica propria di Okami HD vi permetterà di imparare sempre nuove mosse, rendendovi via via più abili, potenti e capaci di affrontare i tanti demoni che vi sfideranno.
Come anticipato, in ogni battaglia non potrete solo contare sugli attacchi fisici di Amaterasu, ma potrete anche usufruire degli stessi poteri del Celestial Brush che utilizzerete di norma nelle fasi esplorative. Ciò vi renderà, senza mezzi termini, praticamente imbattibili, anche quando ve la dovrete vedere con i boss di fine livello. La vostra estrema superiorità non farà altro che appiattire un pur permissivo e profondo combat system: del resto perché impegnarsi nell’utilizzo di tecniche complicate, quando il solo pennello e l’attacco base è in grado di risolvere la maggior parte dei problemi?
Se è pur vero che alla lunga diventa noioso affrontare i nemici più comuni, i combattimenti non saranno mai troppo frequenti e l’introduzione di piccole nuove difficoltà renderanno quest’ambito meno lacunoso e fallace di quanto si possa immaginare.
Prima di concludere la lunga disamina sul gameplay, è necessario soffermarsi un attimo sul sistema di controllo. Oltre al classico Dualshock 3 e infatti previsto il supporto al Move e Navigation Controller. Se il primo ripropone lo stesso feeling già conosciuto ai tempi della PS2, il duo si avvicina per filosofia al remake per Wii. Se fortunatamente l’attacco principale è stato affidato alla pressione di un pulsante, invece che allo scuotimento del telecomando, sarà nuovamente possibile pennellare lo schermo sfruttando direttamente il puntatore. Vista l’efficacia e precisione degli analogici del Dualshock 3 non si tratta di un upgrade così sensibile o imprescindibile, ma chi ne ha la possibilità dovrà sicuramente provare Okami HD con il Move visto che la periferica si comporta più che aggreggiamente.
Il gameplay del gioco appare insomma ancor oggi attualissimo e godibilissimo. Nonostante qualche piccola perplessità sugli scontri con i nemici, solcare le lande di Nippon muovendo la fiera Amaterasu vi regalerà divertimento e soddisfazione sia quando dovrete combattere l’oscurità, che quando si tratterà di usare il Celestial Brush per la risoluzione di enigmi o per raggiungere nuove aree esplorabili. Naturalmente la mancanza di novità, oltre al supporto al Move, renderà l’avventura meno stupefacente per chi ha già avuto il piacere su PS2 o Wii, ma a questo potrebbe in parte sopperire il rinnovato aspetto grafico.

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Okami HD

Disponibile per: PS3
Genere: Avventura
Sviluppatore: Clover Studio
Publisher: Capcom
Costo Digidelivery: 19,99€
Lingua: Tutto in Inglese
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 31/10/2012
Okami HD
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