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PlayStation Move - Hands on

Inviato il 12/06/2010 da Alessandro Carnevali
L’E3 è ad un tiro di schioppo, ma Sony, per non farsi mancare niente, ha imbandito un antipasto di futuro direttamente sulle nostre tavole milanesi, per farci familiarizzare con il Move e con Sport Champions, canonica collezione di sport pensata per far brillare il motion controller.
ATTENZIONE: Di questo gioco abbiamo pubblicato la RECENSIONE
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PlayStation Move - hands on - PS3 La prova con mano restituisce a tratti sensazioni che ci riportano al debuto del wiimote, perché, pur senza la carica rivoluzionaria made in nintendo, segna ugualmente un passaggio tangibile di tecnologia, e regala una sensazione di libertà acuita: questa percezione si pasce soprattutto della tecnologia di rilevamento visivo, supportata da Eye Toy, che regala alla console la capacità di tracciare la spazialità del movimento, con potenzialità formidabili sul versante ludico. Se infatti giroscopi e accelerometri registrano il moto del braccio e la velocità dello stesso, replicandoli su schermo con funzionalità che ricalcano il successo del Wiimote, è la possibilità di conquistare lo spazio a stupire. Avvicinare e allontanare il controller allo schermo potrà quindi influire sulla giocabilità, offrendo un range di azioni virtualmente illimitato, perché non si limita ad estrapolare le nostre mosse ma le ambienta “tridimensionalmente” nello spazio. La dimostrazione chiave di queste potenzialità l’abbiamo riscontrata purtroppo solo nel pingpong, ma tanto è bastato per apprezzarne, entusiasti, le implicazioni videoludiche: vedere il proprio avatar che “scende a rete”, rispondendo al nostro rapido avvicinamento allo schermo ci ha davvero impressionati, abbassando di ulteriori cm la sbarra che ci divide dalla simulazione assoluta della realtà. La possibilità di spostare la racchetta nello spazio ci ha posti di fronte ad uno straniante senso di libertà, da metabolizzare con qualche iniziale errore di valutazione; ma una volta presa la mano offre uno spettro di possibilità spettacolare, tale da sfociare nel “reale”, portandoci di un altro passo più vicini al ping pong virtuale, piuttosto che ad un videogioco di ping pong.
Come detto purtroppo questa funzionalità è stata implementata solamente in uno dei minigiochi testati, ma ugualmente negli altri abbiamo potuto apprezzare l’assoluta mancanza di latenza, la risposta precisa e puntuale e soprattutto una pulizia totale nella replica dei movimenti. Il tutto al costo -minimo- di alcuni secondi di calibrazione necessari ad inizio gioco, e ad ogni cambio di utente, vista la necessità di registrare altezza e “apertura alare” di chi impugna il controller.
Pregevole inoltre la disposizione della pulsantiera, che risponde infatti in maniera egregia alla conformazione della mano, con i 4 classici tasti playstation comodamente a portata di pollice, e i due grilletti principali morbidi e decisamente pratici.
Tutti i giochi sono praticabili con una sola periferica per giocatore, ma è innegabile come alcuni meritino il doppio controller a sfera per essere goduti a pieno: ad ogni sfera viene così delegata la funzionalità di un arto, lasciandoci però ancora nel dubbio per quanto riguarda l’interazione motoria del nostro avatar. A parte il sopracitato ping pong (perfetto), l’unico altro gioco in cui testare gli spostamenti del personaggio risulta il beach volley, che offre risultati contraddittori. Se da una parte infatti è gratificante utilizzare la doppia sfera per avvertire il feeling con lo sport, capace di spronarci in bagher e palleggi a due mani, dall’altra notiamo come i movimenti sul campo siano sempre gestiti dalla cpu: questa empasse sembra per il momento ardua da superare, perché se è relativamente semplice riconoscere lo spostamento di due racchette sul tavolo, implementare il riconoscimento spaziale di due giocatori sul campo da volley suona sicuramente più difficile. Questo renderebbe quindi necessario lo stick analogico del sub-controller (vedi Nunchuck) per controllare direttamente il personaggio, ma d’altra parte questo impedirebbe di impugnare le due glowing spheres, che insieme regalano sensazioni esaltanti.
Proprio le due sfere integrate offrono infatti una percezione realistica degli sport che si vanno a testare, dal tiro con l’arco alle sfide gladiatorie da colosseo, che andiamo ora a sviscerare nel gioco dedicato.

PlayStation Move

PlayStation Move - PS3