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Rock Band - Recensione

Inviato il 26/07/2008 da Francesco Fossetti
Rock Band - recensione - PS3 Nel lontano 2002, sull’intramontata PSTwo, fece la sua timida comparsa quello che è, col senno di poi, uno dei pochi tentativi riusciti di adattare un Rythm Game al limitato potenziale espressivo di un Pad (l’altro fu Bust a Groove, dell’ormai perduta Enix, uscito su Psx nel 1997): si trattava di Frequency, uno stravagante prodotto sconosciuto ai più ma con il ritmo giusto per sfondare (e, ad onor di cronaca, una track list decisamente azzeccata).
A quell’epoca Harmonix era nulla più che una piccola software house “di quartiere” i cui membri condividevano una grande passione per la musica. Quando ad una buona idea di partenza si aggiunse la determinazione nel portare a termine il proprio “iter produttivo” e la dedizione per il lavoro, le cose cambiarono radicalmente. RedOctane, un publisher altrettanto appassionato di musica, vide in Harmonix il team giusto per sfondare sul mercato. Nacque così la serie Guitar Hero. Fu, soprattutto all’arrivo del secondo capitolo, un successo strepitoso: probabilmente la prima volta nella storia del videogioco che un titolo così settoriale e atipico invadeva di prepotenza il mercato statunitense ed europeo, accompagnato da quella strana periferica che in tempi antichi sarebbe stata guardata con distacco e sospetto (Guitar Freaks e Samba de Amigo erano conosciuti da pochi, da quello che ancora era considerato il “popolo dei Nerd”).
Oggi, sulla base di questo successo nasce Rock Band. Abbandonato il brand di GH nelle mani di Activision (che ha prodotto un terzo capitolo al di sotto delle aspettative), Harmonix si è legata ad EA per sviluppare un progetto ancora più ambizioso: trasformare i salotti dei giocatori in sale prove per un intero gruppo musicale.
Sounds Good
Rock Band - recensione - PS3 La versione italiana di Rock Band può essere acquistata assieme ad un pacchetto base di strumenti che contiene le tre periferiche complementari: una Chitarra (wireless), una Batteria, ed un Microfono. Per un prezzo non certo modesto (169€ il pacco strumenti, più 69€ per il Dvd di gioco), è dunque possibile portarsi a casa tutto il necessario per intraprendere con una coppia di amici una carriera musicale in piena regola. Il titolo è comunque progettato per accogliere un quarto componente, armato anch’egli di una chitarra da utilizzare per suonare l’accompagnamento di basso. A differenza di quanto accadde per la versione USA, la chitarra può essere già acquistata singolarmente, al prezzo di 50€. Anche il Drum Set e il Microfono sono venduti in confezione "stand alone" (rispettivamente a 80 e 20 euro). Chi fosse interessato dunque a suonare un solo strumento, può comporre il più opportuno set di partenza.
Ma è giocando in gruppo che lo spirito di Rock Band riesce ad emergere, coinvolgendo gli utenti in quella che è una delle più complete esperienze musicali legate al mondo dei videogiochi. Eppure, anche per chi decida di affrontare il titolo da “solista”, sarà possibile giocare in Rock Band una sorta di modalità Carriera, utile nel caso come allenamento prima di cimentarsi nel più complesso tentativo di convivenza con altri membri della band (e indispensabile, invero, per sbloccare tutte le canzoni presenti nella nutrita Track List). Tutto comincia dalla creazione di un personaggio, modellato sulla base di un editor non troppo ricco di volti ma assai nutrito in fatto di accessori, capigliature e altri segni distintivi, e si avvia -come di consueto- nei locali di “serie B” per procedere poi verso le mete più ambite dell’Europa centrale.
Riff
Rock Band - recensione - PS3 Impugnata la chitarra di Rock Band, riproduzione della splendida Fender Stratocaster (senza dubbio il modello più diffuso e famoso di chitarra elettrica), chi già ha avuto a che fare con la periferica di default di Guitar Hero troverà differenze notevoli. La dimensione leggermente superiore permette di sentire fra le mani uno strumento più solido, consistente, e di avere una presa monto più comoda e naturale. La leva del vibrato, più lunga, è facile da raggiungere, e nelle vicinanze del “plettro virtuale” si trova uno switch che permette di attivare vari effetti (dall’Eco al “chorus mode”), in tempo reale durante l’esecuzione di una canzone. Ma è la durezza dei tasti (plettro compreso), a modificare sostanzialmente l’esperienza di gioco. Le molle dietro i pulsanti sono notevolmente più dure: questi ultimi devono essere premuti con più decisione e scattano sensibilmente quando vengono rilasciati. Durante l’esecuzione dei brani questo accorgimento fa in modo che sia necessario un gioco di dita più attento: insomma l’azione è molto più vicina a quella che effettivamente si compie alternando gli accordi in un riff di chitarra. Anche il plettro è leggermente più duro, la parte finale della sua corsa è attutita, e soprattutto dopo ogni “stoccata” deve tornare nella posizione iniziale per poter suonare la nota seguente. Con ciò, si rende necessario per il giocatore un’azione più decisa nell’esecuzione di note ravvicinate: è possibile afferrare il plettro con le dita e muoverlo su e giù, oppure colpire ripetutamente con maggiore decisione, con la parte laterale del pollice. La sensazione generale, comunque, è quella di avere per le mani qualcosa di più professionale e meno “giocattoloso” rispetto alla periferica di Guitar Hero. La presenza di ulteriori 5 tasti sul manico, disposti vicino al corpo centrale, ha poi una ben precisa funzione che discuteremo fra breve.
Il gameplay che caratterizza le sessioni da chitarrista (o da bassista), non dissimile a quello della batteria, è modellato palesemente su quello di Guitar Hero, con le dovute revisioni grafiche. Lungo lo “spartito verticale” scorreranno le indicazioni sulle note da suonare non più sotto forma di cerchi, ma di piccoli tasselli rettangolari. Compito dell’utente resta quello di premere il tasto corrispondente a quello indicato, e suonare il plettro al momento opportuno. La chiarezza dell’interfaccia grafica è ottima, e persino le indicazioni su quando eseguire gli Hammer On e i Pull Off (tecniche particolari accessibili ai giocatori più esperti), sono sempre ben leggibili. Analogamente a quanto accade nel precedente lavoro Harmonix, suonando le note senza commettere alcun errore è possibile accumulare un moltiplicatore di punti, mentre eseguendo correttamente alcune combinazioni di note lucenti si può accumulare “energia”, da scatenare ponendo la chitarra in orizzontale ed in grado di aumentare notevolmente il punteggio o risollevare le sorti di un’esecuzione non troppo felice.
Le novità rispetto a Giutar Hero consistono materialmente nella presenza degli assolo e dei “big rock ending”. Nel corso di molti brani, difatti, il chitarrista potrà monopolizzare la scena musicale eseguendo accordi e scale particolari: in questi momenti lo spartito si tingerà si blu, ed il giocatore potrà suonare agendo suoi tasti più piccoli, senza necessariamente premere il plettro per l’esecuzione. Se ai livelli di difficoltà inferiori la scelta su quali tasti utilizzare sarà semplicemente “di comodo”, progredendo ci si renderà conto che, data la velocità con cui si susseguono le note nell’assolo, i tasti ravvicinati e la possibilità di non usare il plettro diventeranno indispensabili.
Il Big Rock End è invece una parte al termine della canzone in cui l’utente più sbizzarrirsi e suonare qualsiasi accordo (con l’intenzione di fare più rumore possibile): in tal maniera accumulerà un bonus di punti che dovrà poi guadagnare suonando correttamente un paio di note finali.
Non sono certo questi accorgimenti ludici a variare la qualità dell’offerta ludica di Rock Band rispetto a quella del suo ideale predecessore/antagonista (sebbene riescano a mostrarla leggermente più corposa). A rendere l’ultimo di Harmonix ben più competitivo è non solo una selezione di brani musicali di prim’ordine, ma anche la precisa volontà di portare sulla scena un titolo evidentemente più “simulativo”: oltre alle novità materiali che interessano la chitarra, è la disposizione delle note che mima al meglio i giri di accordi. In alcuni brani e a certi livelli di difficoltà questo si traduce anche in esecuzioni più ripetitive (le solite strutture musicali si susseguono circolarmente): soprattutto affrontando la carriera in singolo potrebbe pesare sull’utente la minaccia di una certa monotonia. Fortunatamente, oltre a gratificare quegli utenti che più sono vicini al mondo della vera musica (a cui il titolo è espressamente dedicato), il gioco di gruppo e i livelli Hard e Expert sono pronti a scongiurare ogni dubbio.

Rock Band

Disponibile per: PS3 | XBOX 360 | WII | PS2 | iPhone
Genere: Musicale
Sviluppatore: Harmonix
Distributore: Electronic Arts
Pegi: 7+
Data di Pubblicazione:
XBOX 360: 23/05/2008   
Rock Band
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ND.
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