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Star Trek: Il Videogioco > Recensione
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Star Trek: Il Videogioco - Recensione

Inviato il da Andrea Vanon
In occasione della recente avventura dedicata al famosissimo Naruto, abbiamo avuto modo di spendere diversi elogi a proposito della qualità odierna dei tie-in, opere videoludiche tratte da manga, anime, film o serie televisive. Negli ultimi anni, grazie ad una gestione più oculata delle risorse ed alla specializzazione di alcuni team come CyberConnect2, queste produzioni si sono allineate ai livelli massimi di qualità per i generi d'appartenenza, donando nuova linfa al movimento. Tuttavia, nei meandri della produzione ludica, si annida sempre qualche "pecora nera", qualche titolo che, a dispetto di una licenza fortissima, riesce a non convincere il giocatore. Oggi questo simbolo è perfettamente incarnato da Star Trek: Il Videogioco, ultima creazione Digital Extremes (Dark Sector) che non ne valorizza assolutamente il curriculum. Ad onor del vero la produzione targata Namco-Bandai aveva inizialmente incuriosito la stampa specializzata, facendo leva soprattutto sulla collaborazione tra Kirk e Spock e sulle loro diametralmente opposte abilità. Hands on dopo hands on Star Trek: Il Videogioco si è dimostrato sempre più un fuoco di paglia, rivelandosi poi piuttosto banale alla prova definitiva.
Un comparto ludico decisamente povero, meccaniche spesso disfunzionali ed una cosmesi molto arretrata, fanno di quello disponibile dal 26 Aprile un videogame per soli collezionisti sfegatati. Una produzione che abbandona prestissimo il piacere ludico lasciando spazio alla monotonia di una progressione altamente lineare.
 
“Diario del Capitano, data stellare...”
Star Trek - recensione - PS3 A livello esclusivamente narrativo Star Trek: Il Videogioco non delude del tutto le aspettative. La vicenda si colloca esattamente dopo la fine del lungometraggio che più o meno tutti abbiamo ammirato nelle sale, inserendo nell'Universo creato da Gene Roddenberry una delle minacce "storiche" della saga - i Gorn. Tutto inizia dall'avvistamento da parte della USS Enterprise di una stazione spaziale non identificata. Data la mancata risposta ai tentativi di comunicazione, Kirk e Spock -spinti dall'impulsività del primo- si recano a bordo, scoprendo trattarsi di una struttura di ricerca vulcaniana. La bella T'Mari rivelerà loro dell'esistenza di un potente dispositivo chiamato Helios, in grado di fornire sufficiente energia ad una rapida ricostruzione del pianeta Vulcano - ora Neo Vulcano.
Sulle tracce di questa fonte d'energia, capace di aprire pericolosi squarci spazio-temporali, i Gorn: alieni dalle sembianze rettiloidi che nel corso della messa in onda della famosa serie tv hanno rappresentato, assieme ai Romulani, la più grande minaccia per la Federazione. Le prime fasi di gioco ci fanno capire che semmai Helios cadesse nelle mani sbagliate sarebbe un disastro per tutti gli abitanti della Galassia. Poco dopo, naturalmente, i Gorn se ne impossessano, nel corso di un tremendo assalto che potremo solo in parte ostacolare.
Nei panni di Kirk o Spock, oppure di entrambi se dovessimo affrontare l'avventura in coop, saremo dunque chiamati ad inseguire i misteriosi e crudeli alieni nelle profondità dello spazio, recuperare Helios e debellare per sempre (si spera ma non sarà così) la minaccia. Tra una battaglia e l'altra ci sarà spazio per qualche colpo di scena (piuttosto scontato) e per ammirare una fedele caratterizzazione delle diverse parti in gioco. Da un lato l'impulsivo ed arrogante Capitano Kirk che abbiamo tutti imparato a conoscere, non molto fiero -in questo caso- di rappresentare la Flotta Terrestre (assetata del potere generato da Helios); dall'altra la logica a tratti fin troppo pratica dei vulcaniani, disposti a qualsiasi sacrificio personale per il futuro del loro popolo. Infine una rappresentazione senz'altro azzeccata dei Gorn - esseri assetati di distruzione, desiderosi di ottenere il potere di Helios solamente per ridurre la Galassia in polvere.
Quella di Star Trek: Il Videogioco, dunque, è una vicenda nel complesso abbastanza interessante, per quanto assolutamente lineare e dall'andamento piuttosto scontato. A renderla gradevole la fedeltà alle "dinamiche originali", che verrà apprezzata soprattutto dai fan più sfegatati di Star Trek. A tutti gli altri la produzione offre una recitazione digitale ben caratterizzata ed impreziosita dal doppiaggio originale dell'ultimo film (in inglese): tra battute piuttosto scontate e battibecchi tra Spock e Kirk troveremo più di qualche spunto d'intrattenimento al quale aggrapparci come ancora di salvezza. Quello narrativo è infatti uno dei pochi aspetti che, pur senza brillare eccessivamente, si salva nella valutazione globale di questo non-riuscito tie-in.
Struttura e meccaniche disfunzionali
Star Trek - recensione - PS3 Ludicamente parlando quella di Star Trek: Il Videogioco è una produzione dalle meccaniche molto classiche ed estremamente semplici e stringate. Uno sparatutto in terza persona comprensivo di sistema di coperture, cambio d'arma rapido tramite D-Pad e tutte le caratteristiche che oramai ogni possessore di Xbox 360 o Playstation 3 conosce sin troppo bene.
Partendo da questa base, come vedremo non troppo solida nel caso di Star Trek, Digital Extremes ha pensato di aggiungere qualche nuovo elemento, andando in particolare a valorizzare la cooperazione tra Kirk e Spock ma anche a far trasparire le loro diversità. Sono state dunque inserite diverse fasi puzzle solving che non molto spesso hanno diritto di cittadinanza in produzione di questo genere, e nelle quali la collaborazione tra i partner risulta essenziale ai fini della prosecuzione. In principio tutto sembra funzionare abbastanza bene: servirà spirito d'osservazione e tempismo per risolvere alcuni dei primi -semplici- enigmi ambientali. Quando le cose si fanno leggermente più complesse, ed il giocatore si aspetta meccaniche più interessanti ed impegnative, tutti i nodi di Star Trek: Il Videogioco vengono al pettine. Gran parte delle sessioni di "risoluzione cooperativa" appaiono lunghe, ripetitive e noiose, spingendoci ad eseguire pedissequamente le stesse azioni due, tre, dieci volte. Non c'è alcun dinamismo, anche qualora tentassimo l'approccio cooperativo con un amico. Situazioni banali e ripetitive, assenza di spiegazioni chiare e comprensibili ed un sistema di controllo molto macchinoso e superficiale fanno il resto, rendono disastrosa l'implementazione di questa componente. Persino i mini-giochi legati alla forzatura di questo o quel pannello elettrico risultano banali e ripetitivi (emblematico il simil-Snake) o incomprensibili, tanto da lasciarne spesso il tedio della risoluzione a Spock.
Ma la collaborazione (a questo punto ci sentiamo di dire forzata) tra Spock e Kirk non si limita, o non si dovrebbe limitare, solamente alla risoluzione di enigmi.
"A livello ludico, quello Digital Extremes non può dirsi un prodotto riuscito. La superficiale implementazione di gran parte delle meccaniche e delle feature riesce a rovinare anche le poche idee interessanti riguardo al "gioco di coppia", rendendo noiosa -se non frustrante- la progressione"
Ci saranno infatti, nel corso dell'avventura, sessioni nelle quali potremo aggirare il nemico invece che attaccarlo frontalmente, guadagnando esperienza extra grazie a particolari obiettivi secondari legati proprio alla furtività. Si tratta di momenti in cui muoversi obbligatoriamente all'unisono, sfruttando i momenti di distrazione del nemico per sgattaiolargli alle spalle. Situazioni potenzialmente interessanti e ludicamente appaganti, che si rivelano invece frustranti al punto da abbandonare completamente qualsivoglia dinamica stealth. Il primo problema -il più grave- è legato all'intelligenza artificiale alleata: che abbiate scelto d'impersonare Kirk o Spock non fa differenza: il vostro compagno semplicemente non sarà in grado di sgattaiolare velocemente quanto voi lontano dagli sguardi nemici. I pattern scritti per la CPU non funzionano e vi ritroverete spesso ad osservare il partner "gattonare" allegramente addosso all'avversario o alla torretta di sorveglianza di turno, mandando a monte l'intera pianificazione. Purtroppo, anche affiancando due intelligenze umane, i risultati cambiano solo in parte. In questa maniera scompare il problema della pessima gestione dell'IA computerizzata, ma si inserisce quello di un sistema d'animazioni obsoleto e di un'implementazione ancora una volta macchinosa ed imprecisa dei controlli. L'approccio stealth risulta, in poche parole, impraticabile, invalidando di fatto molte strategie per recuperare un maggior numero di EXP, diversi obiettivi secondari ed alcune funzioni extra (stordenti) di alcune delle armi da fuoco.
Con tutti questi (gravi) difetti rimane dunque da battere l'unico sentiero apparentemente solido sul quale la produzione doveva fondarsi: gli scontri a fuoco. Anche in questo caso, purtroppo, i risultati non sono incoraggianti, anche se non si tratta di una totale bocciatura, quanto più di un andamento altalenante. Volendo partire dai pregi possiamo dire che la varietà tra le fila nemiche, pur senza sconvolgere, non manca: tra cecchini, sentinelle automatizzate, mastodontici incursori e fanteria semplice avremo i nostri bei grattacapi. La dotazione stessa regala qualche timida soddisfazione, donandoci le classiche armi della Federazione e permettendoci di raccogliere senza distinzione quelle nemiche. In più, grazie ad un accessorio chiamato Tricoder (lo stesso atto a veicolare la risoluzione di molti enigmi) saremo in grado di effettuare un automatico hacking ai droni di supporto per renderli nostri alleati. Un po' di pepe che non guasta mai, soprattutto se parliamo di una struttura tanto abusata come quella da Third Person Shooter classico. Come si diceva, però, si tratta di un comparto altalenante. Sebbene le idee e la varietà siano soddisfacenti, infatti, l'esecuzione non convince mai come ci si aspetterebbe. Lo sfruttamento delle coperture sottende a meccaniche piuttosto raffazzonate, poco reattive e dal funzionamento mai fluido come si converrebbe ad un TPS nel 2013; le dinamiche di fuoco, poi, non restituiscono alcuna "corposità" nel feeling pad alla mano, tanto che, se non fosse per il movimento (a schermo) generato da un certo rinculo delle più poderose, non ci sarebbe alcuna differenza. Infine, ancora una volta, ci troviamo ad avere a che fare con un'intelligenza artificiale scadente oltremisura. Oltre allo scarso aiuto da parte del compagno (Spock o Kirk che sia) ci troveremo ad affrontare la negligenza totale degli avversari, anche al massimo della difficoltà. Veri e propri pupazzi per il tiro al bersaglio nelle sessioni shooter e Mister Magoo poligonali nelle sezioni stealth - dove prima di accorgersi della nostra presenza dovremo letteralmente franargli addosso.

Chiude un quadro abbastanza deludente qualche sessione platform copiata (male) dal più recente Uncharted, alla quale si affiancano sessioni esplorative praticamente telecomandate (si tratterà semplicemente di scannerizzare oggetti/pannelli di controllo) all'interno di aree composte perlopiù dall'alternanza di stanze e corridoi. Non migliora le cose nemmeno la componente simil-RPG, che a conti fatti resta piuttosto marginale all'intera avventura. Spendendo i punti esperienza guadagnati dall'esplorazione e dal combattimento saremo in grado di attivare nuove potenzialità per la dotazione e nuove abilità per i personaggi. Talenti soprattuto passivi che offriranno per la quasi totalità un semplice boost a caratteristiche come la velocità di ricarica o il raggio d'azione del Tricoder. In più, come vera e propria ciliegina sulla torta, gli skill tree saranno esattamente identici, sia per Kirk che per Spock, limitando le differenze tra loro all'espressione caratteriale.
Volendo tirare le somme, a livello ludico, quello Digital Extremes non si può certo dire un prodotto riuscito. La superficiale implementazione di gran parte delle meccaniche e delle feature riesce a rovinare anche le poche idee interessanti riguardo al "gioco di coppia", rendendo noiosa -se non frustrante- la progressione.
Velocità di curvatura non raggiunta
Star Trek - recensione - PS3 Per quanto riguarda il comparto tecnico il trend piuttosto mediocre di Star Trek: Il Videogioco prosegue con allarmante soluzione di continuità. A salvarsi, in buona sostanza, sono solamente i modelli poligonali dei due protagonisti e dei membri principali dell'equipaggio della Enterprise (Checkov, McCoy, Sulu, Uhura, Kelso e Scott), realizzati praticamente in fotocopia alla recente pellicola cinematografica. Tutti gli altri mostrano fattezze molto meno definite, espressioni facciali inesistenti ed una caratterizzazione generalmente piuttosto povera. A mettere tutti sullo stesso piano ci pensa purtroppo il comparto animazioni, del tutto arretrato rispetto alle produzioni odierne. I personaggi a schermo si muovono in maniera innaturale, spesso meccanica; nel corso della progressione emergono bug e glitch grafici di ogni tipo: compenetrazioni poligonali, gestione delle collisioni randomica e molti altri ancora. Osservare il proprio alter ego incastrato a ridosso di qualche spigolo è infine la prassi per una produzione visivamente non all'altezza delle aspettative.
Sullo stesso livello anche la texturizzazione, spesso slavata e povera di quel range d'effettistica che abbiamo imparato a conoscere nel corso di questa generazione. Ambienti piatti e senza il minimo appeal stilistico costituiscono gran parte delle location, sicuramente in linea con i canoni della saga ma assolutamente incapaci di suscitare qualsivoglia emozione. Lo sono altrettanto gli effetti particellari - poveri anche nelle situazioni più spettacolari.
D'impatto sicuramente differente il comparto sonoro, dove alle buone campionature ambientali si unisce l'ottimo doppiaggio in lingua inglese, impreziosito -come si diceva- dalla recitazione degli attori stessi che hanno preso parte alla più recente trasposizione cinematografica.
Star Trek: Il Videogioco è un chiaro esempio di come non sviluppare un tie-in cinematografico. A convincere (ma nemmeno con forza decisiva) è solamente l’aspetto narrativo, e non tanto per la vicenda in se quanto più per la caratterizzazione generalmente in linea con l’Universo di Star Trek. Per il resto si tratta di una sequela di difetti per la maggior parte insanabili, capaci di rovinare anche le interessanti idee di fondo. A livello di gameplay quanto pensato sulla carta a livello cooperativo non funziona praticamente mai, a causa di dinamiche mal implementate e situazioni ripetitive allo stremo. La fase shooter, per quanto classica, non riesce a mantenerne saldi i canoni, mostrando ancora una volta disfunzionalità a livello di meccaniche e di controlli e un’intelligenza artificiale troppo sottotono. La produzione non riesce a risollevarsi nemmeno se affrontata in cooperativa, e nemmeno sfruttando le dinamiche ruolistiche - poche e quasi totalmente marginali. Un buco nell’acqua, in buona sostanza, considerando che nemmeno a livello tecnico si possono tessere le lodi (anzi tutt’altro) del lavoro Digital Extremes. Un titolo di fatto da prendere in considerazione (magari a prezzo budget) solo e soltanto da grandi appassionati della saga, e per collezionismo. Tutti gli altri farebbero meglio a rivolgere da qualche altra parte le loro mire TPS, specialmente in un mercato così affollato.
VOTOGLOBALE5
Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Star Trek

Disponibile per: XBOX 360 | PC | PS3
Genere: Azione/Avventura
Sviluppatore: Digital Extremes
Data di Pubblicazione: 26/04/2013
Star Trek
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4.9
ND.
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