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Tekken Revolution - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Il futuro dei picchiaduro passa dal mercato Free to Play. Per un genere dalla collocazione abbastanza complessa, recepito in maniera non sempre lusinghiera dal grande pubblico, un modello di business alternativo sembra davvero un potenziale toccasana. Ne sono convinti anche tanti dei publisher ancora impegnati nello sviluppo di "rullacartoni", da Tecmo-Koei a Namco Bandai, fino a Microsoft stessa, che ha annunciato una versione Free to Play del Killer Instinct per Xbox One.
A tentare per primo la storte nei territori inesplorati del "F2P" è proprio Tekken, con un nuovo capitolo dal titolo "Revolution", già disponibile per il (tutto sommato rapido) dowload sugli store digitali. A questa versione del picchiaduro Namco ci siamo approcciati con un po' di sospetto, convinti che dopo l'esoso modello Freemium di Tekken Card Tournament, il publisher avesse combinato un mezzo pasticcio anche con il suo beat'em up. Ed invece il sistema di Tekken Revolution funziona alla grande: si può giocare davvero senza patemi e senza spese aggiuntive, e questo nuovo capitolo appare addirittura rifinito in certi aspetti, non ultimo quello grafico.
Nonostante la titolazione, questo Tekken non sarà certo una rivoluzione; ma almeno è una bella sorpresa.
 
Dalla sala giochi a casa nostra
Tekken Revolution - recensione - PS3 Alla base del modello economico adottato da Tekken Revolution c'è l'idea di ricreare l'esperienza ormai perduta delle sale giochi, in cui ogni partita costava un gettone. Sostanzialmente lo stesso vale in questo picchiaduro, che chiede di spendere un "token" per ogni partita, classificata o meno che sia. Per fortuna Namco Bandai ha deciso di non puntare su un modello fortemente lucrativo, permettendo anzi all'utente medio di giocare senza sborsare un soldo. I gettoni blu e rossi, quelli di base, servono ad avviare rispettivamente partite Multiplayer (Ranked o Player Match) e Single Player (il classico Arcade Mode), ma il loro numero si ricarica abbastanza in fretta. Sul profilo del giocatore viene accreditato automaticamente un Arcade Coin ogni ora (fino a raggiungere il limite di due) ed un Battle Coin ogni trenta minuti (il cumulo massimo è cinque). In tal maniera è possibile giocare un discreto numero di partite prima di trovarsi senza fondi, e Namco Bandai sostiene di aver bilanciato il modello calcolando i tempi di gioco di player non professionisti, che si accontentano di sessioni che molto raramente superano la durata di un'ora.
Nel caso in cui si vogliano effettuare più partite consecutive, è possibile acquistare pacchetti di Premium Coin: dei gettoni universali che possono essere spesi in qualsiasi modalità, e che garantiscono qualche vantaggio all'utilizzatore (ad esempio, non si perdono in caso di sconfitta i punti esperienza e le monete accumulate nello scontro). I Premium Coin hanno un costo tutto sommato moderato, ed in fondo i passionisti della serie potrebbero prenderne una trentina per non rischiare di restare a secco. Ma il punto chiave è che a Tekken Revolution si riesce a giocare senza nessun problema, e questo modello freemium virtuoso e poco invadente è davvero indovinatissimo. Il fatto che le partite non classificate funzionino seguendo la regola "chi vince regna", e non chiedano quindi ulteriori gettoni a chi si dimostra un combattente ben preparato, nonché la presenza dei biglietti speciali, che vengono regalati ogni cinque vittorie ed estendono questo sistema "meritocratico" anche alle partite classificate, mitiga ancor più l'urgenza di ricorrere alle microtransazioni.
Un plauso dunque a Namco Bandai, che per il suo Free to Play sceglie una strada indovinata e vincente, invece di proporre ad esempio l'acquisto di personaggi extra. Quelli disponibili sono per tutti otto (Law, Paul, Asuka, Kazuya, Lars, Lili, Jack-6 and Bryan: una selezione niente male), ed altri si sbloccheranno in maniera casuale semplicemente accumulando partite su partite.
Per il momento l'unica grossa limitazione di Tekken Revolution è l'impossibilità di giocare partite multiplayer in locale: mettete quindi da parte il secondo pad, perchè non vi servirà. Questa scelta non è in fondo troppo limitante, proprio perché la natura Free to Play del prodotto permette a tutti i contatti della vostra lista amici di scaricare il titolo. Inoltre il focus sull'online abitua i neofiti a disputare partite in rete, e non può che far bene per la futura diffusione ed il radicamento del brand.
Lo stesso di sempre
Tekken Revolution - recensione - PS3 Dal punto di vista del gameplay Revolution è sostanzialmente lo stesso Tekken di sempre. I moveset dei personaggi non sono stati ritoccati che marginalmente, anche se qualche miglioramento complessivo si nota. I puristi riconosceranno ad esempio alcune modifiche inerenti i frame d'attacco di certe mosse, ed una gestione dei rimbalzi sulle pareti meno frustrante e confusionaria. Un altro aspetto molto evidente, ma che influisce appena sul bilanciamento del fighting system, è l'effetto grafico legato alle mosse distintive dei vari personaggi. Alcuni colpi, indicati come per ogni lottatore nel menù di selezione, vengono spettacolarizzati grazie ad un effetto particolare, che da l'idea di un'esecuzione più rapida del normale. In verità i tempi d'azione e reazione sono più o meno gli stessi che abbiamo imparato a conoscere in Tekken Tag Tournament 2, ma questa trovata permette ai neofiti di identificare con facilità le "mosse speciali", utili da usare soprattutto in controtempo. Lo scontro, inoltre, si fa più vivace a livello visivo, e tutto sommato si tratta di un'introduzione piacevole.
Anche l'efficacia del sidestep è migliorata di molto rispetto al già citato Tag Tournament: finalmente è possibile imbastire strategie d'attacco e difesa imperniate sull'uso del sidestep, che era stato un po' bistrattato nelle ultime versioni.

Al di là dei queste opportune limature, il feeling di gioco è sempre identico, e Tekken resta un picchiaduro moderatamente tecnico ma non eccessivamente punitivo, fortemente basato sul juggling e in fondo ben bilanciato (anche le Lars e Lili restano abbastanza avvantaggiati in molte situazioni).
Un'altra novità di Tekken Revolution è la presenza di un sistema di potenziamento dei vari personaggi. Accumulando punti esperienza e monete è possibile incrementare, indipendentemente per ogni lottatore, tre caratteristiche: Forza, Energia e Vigore. Mentre i primi due parametri influiscono rispettivamente sul quantitativo di danno e sulla lunghezza dell'Health Bar, il Vigore regola la probabilità che i colpi normali diventino critici.
Questo sistema di progressione permette di modificare i parametri dei personaggi sulla base del proprio stile di gioco, ma alle volte incide un po' troppo sul bilanciamento complessivo. Idealmente il matchmaking di Tekken Revolution dovrebbe accoppiarvi con avversari del vostro stesso livello, in modo che la differenza di potenza si senta il meno possibile. In verità anche un paio di "level up" in più possono fare la differenza, ed alle volte si finisce ad affrontare scontri veramente impari.
L'urgenza di potenziare il proprio lottatore preferito è, ad oggi, l'unico stimolo forte ad acquistare gettoni premium per disputare più partite accumulando punti esperienza anche in caso di sconfitta. Per fortuna, al di là dei casi già citati, il matchmaking fa un buon lavoro e dirada quindi eventuali problemi legati al Pay to Win.
Il netcode, fra le altre cose, è ottimo, le partite si trovano con moderata facilità, e l'esperienza online di Tekken Revolution è di primo livello.
Sul fronte tecnico, si nota qualche aggiustamento sul fronte stilistico: i contorni più marcati dei modelli e le texture coloratissime avvicinano il colpo d'occhio di Revolution a quello di Street Fighter X Tekken, pur senza gli eccessi di un cell shading puro. L'effetto risulta in ultima analisi interessante, riesce a caratterizzare bene i personaggi e, assieme alle transizioni delle mosse speciali infonde al capitolo Free to Play di Tekken un carattere tutto suo.
La saga di Tekken si approccia al modello Free to Play nel migliore dei modi. Revolution può essere scaricato gratuitamente, e senza costi aggiuntivi si riesce a giocare quanto basta per ritenersi soddisfatti e potenziare i propri personaggi, esplorando le possibilità del nuovo sistema di sviluppo dei lottatori. L'acquisto di gettoni Premium è riservato davvero ai Pro-Player o ai fan più sfegatati, mentre tutti gli altri avranno a disposizione otto dei personaggi più apprezzati di Tekken per darsele di santa ragione. Gli aggiustamenti al bilanciamento delle mosse e la revisione di rimbalzi e passi laterali rendono Revolution più fluido di Tekken Tag Tournament 2, mentre questo nuovo focus sulle “mosse speciali” (se così si possono chiamare) permette ai novizi di sentirsi un po' più sicuri, ma non rovina l'esperienza complessiva e non la rende necessariamente più abbordabile.
Tekken Revolution, insomma, si sviluppa sulla base di un ottimo lavoro concettuale, e dimostra di saper interpretare al meglio le esigenze di vecchi e nuovi fan.
Non indugiate oltre: provatelo. Del resto è gratis.
VOTOGLOBALE8
Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Tekken Revolution

Disponibile per: PS3
Genere: Picchiaduro 3D
Sviluppatore: Bandai Namco
Distributore: Distribuzione digitale
Publisher: Bandai Namco
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