The Elder Scrolls IV: Oblivion > Recensione
31 Commenti
Aggiungi ai preferiti / Condividi
0
Articolo utile? 18 voti
+0
     

The Elder Scrolls IV: Oblivion - Recensione

Inviato il 27/04/2007 da Francesco Fossetti
The Elder Scrolls IV: Oblivion è ormai il vessillo dell'RPG occidentale. Uscito oltre un anno fa su Xbox 360 e PC, il prodotto firmato Bethesda si è mostrato all'epoca come uno dei massimi esponenti del suo genere. Paradossalmente i detrattori di questo piccolo capolavoro sono stati proprio quei giocatori talmente “assuefatti” ad una concezione stereotipata del gioco di ruolo da non comprendere come le meccaniche di Oblivion siano una originale e decisa presa di coscienza delle radici ruolistiche che accomunano tutti i “figli” del fantasy classico. Nonostante le molte critiche, il titolo ha avuto un successo esorbitante (million seller su entrambe le piattaforme). Oggi, gli scaffali europei sono invasi dalla tanto attesa conversione per Playstation 3. Diversamente da altri “adattamenti dell'ultima ora” (Splinter Cell, ad esempio), la “riscrittura” del codice di Oblivion è supportata da motivazioni largamente condivisibili: da una parte c'è la consapevolezza che il titolo risulti ancora oggi fresco e divertente, dall'altra la sicurezza che non esistano attualmente (e forse neppure nel prossimo futuro) competitori diretti. E se si uniscono questi elementi ad una conversione attenta allo sfruttamento delle caratteristiche peculiari dell'hardware Sony, si capisce come l'impatto di Oblivion nel parco ludico Ps3 sia, nonostante l'età, ancora determinante.
The Elder Scrolls IV: Oblivion - recensione - PS3 Oblivion è un Gioco di Ruolo di concezione molto particolare. Fedele alla precisa ed inequivocabile occupazione descritta dalla parola “Roleplay”, il prodotto Bethesda richiede al giocatore una cosa, anzitutto: quella di “interpretare”. Creare un personaggio e cercare di vivere la vita che per lui si ha in mente, rapiti in un mondo fiabesco ma sempre coerente. Le deviazioni ludiche del genere catalogato come RPG (incarnate nella scuola ruolistica giapponese o nel filone dell'Hack 'n Slash) hanno forse fatto dimenticare ai giocatori quale sia il concreto e più permeante carattere del GdR Fantasy, scaturito dagli ancestrali antenati fatti di testo, carta, penna e dadi. Oblivion sembra invece voler riscoprire di prepotenza l'essenza più piena di questo genere, con pochissime mediazioni.
Una tale decisione si riflette in molti aspetti delle meccaniche di gioco, e l'impatto è quantomeno spiazzante: Oblivion non è un gioco facile da capire. Il senso di disorientamento, la ripetitività dell'azione, il monotono alternarsi di architetture ambientali, sono aspetti che giocoforza si presentano integrati ad uno schema di gioco tanto aperto e libero, e votato alla creazione di un contesto locazionale uniforme e credibile. Da questo punto di vista, Oblivion non è un gioco “per tutti”. Eppure per chi riesca a metabolizzare le meccaniche di gioco, per gli onesti giocatori che cercano di sviluppare il proprio personaggio senza imbrogli, per chi sappia integrarsi con la struttura delle lande smisurate e rapportarsi con l'impostazione sociale della vasta Cyrodill, Oblivion risulterà così ben sviluppato e affascinante che sarà impossibile non esserne incantati.
The Elder Scrolls IV: Oblivion - recensione - PS3 L'avventura comincia, come tutti i capitoli della serie, in una logora prigione della capitale. Introdotto per mano del sovrano agli eventi che danno il via ad un'ipotetica Storyline principale, il giocatore si troverà ben presto di fronte all'editor del personaggio. Oltre ai pregi di un sistema dinamico per il Morphing facciale, sarà il gran numero di opzioni ad essere gradito. In aggiunta ai tratti somatici del proprio alter ego, l'utente dovrà deciderne sesso, razza, segno zodiacale e classe. Tutti questi aspetti influenzeranno piuttosto pesantemente il prosieguo dell'avventura: l'appartenenza ad un'etnia delle 9 presenti nel continente non è meramente estetica, ma si riflette sia sulle caratteristiche fisiche di base che su alcune abilità speciali (resistenza alle malattie, possibilità di incantare animali o di evocare spiriti). Analogamente gli astri regoleranno alcuni bonus, fondamentali per il futuro agire del personaggio (quantità di Mana e modalità di recupero dello stesso, ad esempio). Assieme alla scelta della classe (o alla creazione di una propria “categoria professionale”), sono le prime fasi di gioco che tanto pesantemente modificano l'intera esperienza. I programmatori hanno tentato di venire incontro agli utenti meno navigati, proponendo selezioni automatiche in base al comportamento tenuto dal giocatore nell'affrontare il primo dungeon, ma le conseguenze delle selezioni iniziali sono così pesanti che questo sforzo sembra essere poco proficuo. Con tutta probabilità i giocatori poco avvezzi al genere, che ancora non hanno una precisa idea di cosa vogliono dal loro personaggio, dovranno ripetere le prime battute di gioco dopo qualche scampagnata prolungata nelle lande di Oblivion. Del resto la classe non solo determina le possibilità dell'alter ego, ma lega a doppia mandata l'agire del giocatore con il graduale potenziamento dell'eroe. A tutti gli effetti la classe definisce quali fra le molte abilità del personaggio sono da considerarsi principali per la sua formazione. Esistono, come ovvio, abilità magiche (divise in sette scuole), taumaturgiche, belliche, furtive, alchemiche e altre di validità più generale. Soltanto allenando quelle principali il protagonista salirà di livello e guadagnerà punti da spendere per incrementare le proprie caratteristiche generali (ovviamente sarà possibile allenare anche le altre capacità, ottenendo i benefici del caso, ma senza ulteriore utilità). Se si considera poi che è il continuo e frequente ripetersi delle azioni “in game” che regola il progresso delle abilità si capisce quanto delicata sia questa scelta. Non solo perchè si rischia di rimanere costretti a compiere azioni che ci risultano noiose: il pericolo maggiore è quello di non riuscire a calarsi nei panni del proprio personaggio, perdendo gran parte di quella “magia immersiva” che fa di Oblivion un grande videogioco. Del resto le meccaniche di comportamento proprie del guerriero (basate sul tempismo di parate e fendenti, in un sistema che ricorda quello di Condamned) sono così diverse da quelle del mago (giocate sull'alternanza di incantesimi d'evocazione, di contatto, di cura) e del ladro (attacchi furtivi), che è impossibile considerare il gameplay di Oblivion come se avesse una sola faccia. Le meccaniche di gioco del titolo in esame sono poliedriche e sfaccettate: esistono in definitiva più linee guida da seguire, ognuna con un ben definito carattere.
Un sistema di questo genere, se da un lato è in grado di far contento chiunque sia cresciuto sulle schede di D&D (o cartacei meno commerciali, per i veri cultori), dall'altro potrebbe presentare qualche ipotetico problema. Ad esempio c'è il rischio che, spazientiti dall'incedere lento e mossi dalla voglia di far crescere il proprio eroe, i giocatori si trovino ben presto a “macrare” vistosamente, saltando qua e là per aumentare le abilità atletiche o evocando spiriti in continuazione per dimostrarsi maghi preparati. Se questo aspetto sia o meno da considerare un difetto (la stampa non sembra aver avuto dubbi a riguardo), è una questione da rimettere all'etica professionale del videogiocatore: Oblivion non costringe ad imbrogliare. Un sistema che anzi regola la potenza dei nemici più comuni in base al livello del protagonista sembra funzionare da deterrente. Chiunque avrà la pazienza, la voglia e anche la giusta “educazione” ludica per lasciarsi andare, vagando per città e dungeon senza esagerare nel suo allenamento forzato (sia chiaro che un minimo è necessario), allora saprà godersi una delle più complete esperienze ruolistiche.

The Elder Scrolls IV: Oblivion

Disponibile per: PC | XBOX 360 | PS3 | PSP
The Elder Scrolls IV: Oblivion - PS3
Genere: Rpg Occidentale
Sviluppatore: Bethesda Softworks
Distributore: Take2 Interactive
Pegi: 18+
Lingua: Tutto in Italiano
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PS3: 27/04/2007   
The Elder Scrolls IV: Oblivion
9
8.5
9
9
231 voti
8,5
ND.
guida alle valutazioni su Everyeye.it
Registrati - Login per iscriverti al Mail Alert.
Registrati - Login per gestire la collezione.
Registrati - Login per scrivere una rece utente.
metallus90
Certe opere, che siano letterarie, musicali, cinematografiche e, perchè no, videoludiche, restano impresse nel profondo di ciascuno, poichè, per una i...[Continua a Leggere]
9.5