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Wet - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Inizialmente travolti dalla marea di FPS che ha monopolizzato i primi vagiti di questa generazione, i Third Person Shooter si sono presi in tempi recenti una sonora rivincita, una volta fatta propria la lezione di Gears of War e delle sue “coperture dinamiche”. Diventato il genere più diffuso e standardizzato, quello dell'Action/Shooter in terza persona riceve oggi una vibrante sferzata, ad opera di Bethesda e Artificial Mind & Movement (team prolifico, ma a cui prima d'ora sono sempre mancati finanziatori convinti e facoltosi). WET giunge infatti su Ps3 e Xbox 360, recuperando la propria tradizione videoludica non tanto dal capolavoro Epic, ma da un prodotto minoritario dimenticato forse troppo presto dai videogiocatori: Stranglehold. Le vicinanze col titolo Midway sono molteplici, a partire da un contesto di riferimento provocatorio e dissacrante, tipico dell'hard boiled e dei thriller movies di serie B, per arrivare ad un'azione esagerata e fracassona, spettacolare e -diremmo- “violentemente Pulp”.
Uno stile eccessivo, un gameplay martellante, ed una protagonista sensuale sono le armi più affilate di Wet. Vediamo come il team è stato in grado di usarle.
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Hard Boiled & Pulp Fiction
Wet, ci informa prima di cominciare una diapositiva esplicativa, è l'abbreviazione di Wetwork. Lo tradurremmo, poco poeticamente, con “lavoro sporco”, visto che si tratta di un eufemismo che indica le mani bagnate di sangue di killer e sicari. Nel titolo impersoneremo dunque Rubi, affascinante quanto letale killer a pagamento, disposta a dispensare roventi dosi di piombo in cambio di un gruzzolo sostanzioso. La sua predisposizione a fare poche domande, tuttavia, la caccerà in un brutto guaio, facendola cadere nel tranello di un losco committente. A livello qualitativo, il plot di Wet non è decisamente fra i migliori, e prosegue forse un po' troppo traballante. C'è da dire però che la sceneggiatura messa in piedi dai ragazzi di A2M dimostra una spiccata personalità. Wet accoglie tutti i clichè tipici delle più moderne “pul fiction”, giocando con un contesto di riferimento esagerato e violento, tipicamente “tarantiniano”. Ambientato negli anni '70, e tutto a cavallo fra San Francisco ed Hong Kong, Wet dispensa scorci assai caratteristici, cari agli amanti dell'action movie anni '90. Brillantissima è l'idea di fondere questo contesto di riferimento ad un art design che ricordi le anticaglie tipiche del periodo d'oro della contestazione, mimando lo scorrere di un film d'epoca. Effetti grafici che simulano le incertezze di una pellicola, Spot Pubblicitari patriottici fra un capitolo e l'altro, bobina che si brucia dopo il Game Over.
Insomma a fronte di un comparto narrativo che regala pochi momenti ispirati, accampa troppo in fretta comprimari e personaggi secondari, Wet dimostra uno stile davvero unico. Del resto, proprio per il genere di riferimento, si sa che conta più l'apparire ed il piglio caratteriale che una trama finemente intrecciata.
Piombo Rovente
Wet - recensione - PS3 Dicevamo, Wet riprende le meccaniche basilari di Stranglehold, per dargli un tocco personale e portare alle estreme conseguenze la spettacolarità già latente nel titolo Midway. L'idea è quella di un'azione fatta tutta al Bullet Time, in cui la protagonista sia in grado di compiere acrobazie fuori dal comune per uccidere con stile i propri nemici. Salti acrobatici, scivolate e corse sul muro sono dunque all'ordine del giorno, e mentre Rubi esibisce le sue sensuali doti funamboliche le sue pistole sono pronte a vomitare quintali di proiettili. Ogni volta che si esegue un'acrobazia, parte un delicato Ralenti, mentre la scena visiva perde lievemente colore. Quando il tempo è rallentato, Rubi mira automaticamente il nemico a lei più vicino con una delle due pistole, e l'altra viene invece direzionata dalla leva analogica. E' possibile in questo modo compiere uccisioni doppie, soddisfacenti ed efficaci. Concatenando kill multiple, e dimostrando particolari doti di mira (fracassando “cranio o palle”, e ci perdonino i benpensanti), si aumenta il moltiplicatore della combo e si guadagnano punti, indispensabili per potenziare armi e acquistare nuove acrobazie. Migliorando arsenale e doti atletiche aumentano a dismisura le possibilità di inanellare “Stilish Kill”, magari sfruttando l'affilatissima lama di Rubi, che non fa scrupolo di tagliare arti e sventrare i malcapitati. Lo scopo principale del gioco è proprio quello di dimostrarsi creativi e spietati, ed una progressione smorta non paga. Il moltiplicatore punteggio è legato infatti anche alla velocità di rigenerazione della salute: farlo salire è indispensabile per venire a capo delle situazioni più rischiose, in cui interi plotoni di nemici sono desiderosi di farci fuori il prima possibile. Spettacolarità e ritmo sono dunque le caratteristiche vincenti di Wet, unite a quella pittoresca impostazione scenografica di cui si diceva. Per scacciare il fantasma della monotonia, poi, il team ha ben pensato di alternare fasi dal gusto sempre diverso. A momenti in cui prevale il carattere “esplorativo”, ed il giocatore deve dimostrare buon tempismo nell'esecuzione delle acrobazie, si alternano inseguimenti mozzafiato sul Golden Gate Bridge, composti da sparatorie e Quick Time Event, e ancora massacri dalle torrette fisse, o battaglie senza posa nelle arene. Spiccano, sulle altre, bellissime sequenze in cui Rubi perde le staffe, con tanto di sirena alla Kill Bill e con un'impostazione cromatica particolarissima: saturata di un rosso acceso, la scena visiva perde la sua complessità e si fa spigolosa. Le sagome degli avversari, rigorosamente in banco e nero, si frammentano e scompaiono ad ogni colpo, schizzando di spruzzi candidi le pareti infuocate. Il tutto mentre il ritmo martellante dei brani di sottofondo incita e sostiene l'azione del giocatore. Mai come in questo caso, infatti, la colonna sonora è parte integrante della progressione: le musiche composte per l'occasione sono esagerate ed esaltanti, perfette per sottolineare il carattere artistico sopra le righe e per stimolare l'utente. Rock, metal, country estremo, o ancora note orientaleggianti nei livelli ad Hong Kong, sono quanto di meglio si può chiedere ad una colonna sonora, ispirata ed efficacissima.
Nonostante tutti gli accorgimenti di cui sopra, Wet non è un gioco perfetto. Da una parte, alle basse difficoltà, l'avventura scorre anche troppo velocemente, e lascia ben presto il giocatore a confrontarsi con le sfide a punti o gli intricati percorsi a tempo nel campo di addestramento di Rubi (che costituiscono comunque una buona selezione di modalità extra). Dall'altra, impostando i livelli di difficoltà più elevati (Femme Fatale), si devono sopportare sconfitte brucianti e prove disperate, con la sensazione che il Trial & Error sia all'ordine del giorno.
Wet è dunque un prodotto per i patiti dell'azione, per gli amanti della difficoltà e degli action game vecchio stile. Compiacerà anche chi è interessato impianto artistico particolarmente ispirato, con un carattere tutto suo, a memoria delle esagerazioni tipiche del Pulp e degli Hard Boiled di vent'anni fa.
Old Style Look
Il comparto tecnico, analizzato da un punto di vista squisitamente quantitativo, è forse il più evidente punto debole di Wet. La modellazione poligonale non è certo impeccabile, ed anzi i personaggi, anche di quelli principali, sono un po' spigolosi e meno dettagliati di quanto sia lecito attendersi. Con in più una riproduzione dei volti non certo eccellente. E' buono invece il comparto animazioni, anche se è scandaloso il RagDoll post-mortem.
Di fronte a risultati così altalenanti, viene anche da pensare che l'adozione dello stile particolarissimo ampiamente discusso sia stata pensata per nascondere in parte le più evidenti magagne tecniche. Ed il risultato, dobbiamo ammetterlo, è più che opportuno. I filtri a grana grossa e le impurità della pellicola, la telecamera isterica e la Fury Vision, sono tutti espedienti che riescono far dimenticare le incertezze grafiche. La “bellezza grezza” di Wet traspare dalla qualità esagerata dell'azione, dalla sua insperata fluidità. La rabbia di Ruby, in movimento, riesce comunque ad appagare lo sguardo, come le sinuose forme della protagonista, per un Character design davvero ispirato, che getta sullo schermo anche boss decisamente caratteristici e curiosi.
Dal punto di vista acustico si segnala un doppiaggio in italiano non sempre azzeccato (ma in certi momenti quasi memorabile), ed una discreta qualità degli effetti campionati. Si è parlato in precedenza, invece, dell'assoluto rilievo della colonna sonora, con brani semplicemente perfetti e così accattivanti, che non sarà raro un secondo ascolto nella sezione appositamente dedicata alla soundtrack.
Wet è un titolo esplicitamente dedicato agli amanti dell'azione più vivace e martellante. Il ritmo sostenuto, l'esplosivo set di mosse a disposizione, la natura esagerata e ridondante della progressione ne fanno una manna per chi cerca un prodotto ben cadenzato e divertente. Si dovrà fare i conti, è vero, con qualche difetto strutturale, ma almeno la ripetitività concettuale viene in parte sedata dal numero delle varianti e da sezioni ispirate. Resta comunque un titolo per vecchi hardcore gamer, amanti dell'opera blastatoria indiscriminata, e del particolare contesto stilistico che Wet ha preso a modello. Valore aggiunto al titolo è proprio lo splendido Art Design, che gioca con clichè e mode cinematografiche per mostrare un carattere ed una personalità invidiabili.
VOTOGLOBALE7
Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Wet

Disponibile per: PS3 | XBOX 360
Genere: Sparatutto in Terza Persona
Sviluppatore: Artificial Mind & Movement
Distributore: Atari
Pegi: 18+
Lingua: Tutto in Italiano
Data di Pubblicazione: 17/09/09
Wet
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7.5
7
8
99 voti
6,5
ND.
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Vito302
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6
diablo aka shadow
Wet è il nuovo titolo sviluppato da A2M e distribuito da Bethesda ( Fallout 3, Oblivion ) che racconta di una ragazza molto abile che si ritrova in me...[Continua a Leggere]
6.5
pAK
WET acronimo di Wetwork ,il cui significato indica lo sporcarsi le mani di sangue,è il titolo del nuovo gioco targato Bethesda,il cui sviluppo è stato...[Continua a Leggere]
7
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