|
RECENSIONE UTENTE: Batman: Arkham Asylum (PS3)
DISCLAIMER: Questo articolo è stato scritto da un utente di Everyeye.it e non dalla nostra Redazione. Le opinioni qui espresse appartengo esclusivamente a questo utente.
Se vuoi leggere la recensione scritta dalla redazione di Everyeye.it clicca qui.
Inviata da joyntex | Inserita il 01/11/2009
Ogniqualvolta venga annunciato lo sviluppo di un videogioco su licenza, numerose e contrastanti sono le reazioni della comunità dei videogiocatori: c'è chi dimostra fiducia per la scelta di fare, di un'opera originale, una trasposizione videoludica e c'è invece chi dimostra diffidenza e quasi insofferenza nei confronti di questo tipo di operazioni, considerate di natura prettamente commerciale. In realtà situazioni di questo tipo non coinvolgono solo l'industria videoludica ma anche altri settori ben più reputati dal grande pubblico e considerati veri e propri medium di rilevanza culturale e artistica come il cinema e la letteratura: politiche di investimento di questo tipo sono altresì semplici da spiegare, poichè spesso questo tipo di produzioni sono affidate a team di sviluppo non proprio di alto profilo o con scarso "pedigree",alcune volte mancanti di talento, altre volte solo privi di coraggio e non supportati da adeguati finanziamenti: il risultato è ovviamente un prodotto deludente e di basso livello che mira a sopravvivere nel vasto panorama videoludico appoggiandosi unicamente al proprio nome e all'universo (su licenza) da cui attinge i propri elementi distintivi. E così nasce la categoria dei tie-in, prodotti su licenza,titoli low budget,la cui esistenza è ovvia conseguenza del successo di un brand da cui bisogna sfruttare ogni possibile occasione lucrativa; prodotti senza alcuna pretesa, ambizione o forza innovatrice,cibo da fast food destinato agli appetiti di famelici appassionati della licenza o dell'eroe di turno. A chi scrive pare giusto precisarlo fin da questo momento...Batman:Arkham Asylum NON fa parte di questa categoria di prodotti.
ROBA DA MATTI
Il setting dell'intera avventura è il manicomio-penitenziario di Arkham, luogo che ospita i più pericolosi malati di mente della città di Gotham City: qui Batman sta scortando il Joker alla dimora che lo accoglierà per il resto dei suoi giorni ma... questa che vi stiamo raccontando ovviamente non è la fine del gioco, bensì l'inizio,da ciò si desume che l'operazione non risulterà semplice così come vi è stata raccontata. Infatti il pipistrello si troverà a dover fronteggiare praticamente da solo una rivolta dei rinchiusi capeggiata da Joker, coadiuvato nella sua azione dai nemici storici di Batman che chi ha un minimo di confidenza con il film/fumetto/cartone animato probabilmente già conoscerà. In generale il videogioco in questione non indugia sui temi complessi e adulti affrontati dalle incarnazioni cinematografiche dell'uomo pipistrello (dalle tematiche dall'odio e della vendetta del Batman di Tim Burton, a quelle dell'anarchia e della corruzione derivante dall'impotenza della giustizia nei confronti del crimene ne "il cavaliere oscuro") ma si limita a proporre lo stile e l'iconografia tipica del fumetto di ultima generazione, caratterizzato da personaggi rappresentati con tratti e lineamenti fisici debordanti (leggasi "muscoli pompati e mascelloni a go go"): non ci troviamo quindi di fronte ad un Batman in versione "giustiziere della notte", ma siamo in presenza di un eroe simbolo di giustizia ed equilibrio, antitesi di un Joker immagine di follia e caos...insomma il classico scontro tra le forze del bene e quelle del male, ne più ne meno. Il cast dei villains destinati a confrontarsi con l'eroe annovera, tra le proprie fila, soggetti poco raccomandabili come Harley Queen, Crocodile, Poison Ivy, l'Enigmista (in realtà non presente in carne ed ossa ma solo in forma di interlocutore esterno nonchè propositore di sciocchi quanto molesti quesiti) e Spaventapasseri: emotivamente intensi saranno i (molteplici) scontri con quest'ultimo, a causa della sua particolare capacità di influenzare la percezione della realtà facendo leva sugli incubi e intimi tormenti della mente umana. Il titolo fa uso del motore grafico Unreal Engine 3 e, dovendolo valutare dal punto di vista visivo ,opteremmo per inserirlo in una fascia qualitativa di livello medio-alto: infatti questo, pur non adottando innovative o particolarmente avanzate soluzioni grafiche (e salvo qualche texture un po' grezza), offre sicuramente un buon colpo d'occhio con ambienti ben realizzati e discretamente dettagliati; le scritte sui muri, la sporcizia,il disordine di ogni ambiente oltre a raffigurare il caos mentale dei loro "inquilini", denotano un' ottimo lavoro artistico e un buono studio degli spazi chiusi...magari non al livello di un Bioshock, ma sicuramente molto al di sopra della media dei titoli presenti sul mercato. In generale, possiamo tranquillamente affermare che tutti questi elementi concorrono a creare una atmosfera di forte impatto emotivo, incarnando perfettamente quella che è (e che deve essere) l'anima tetra e oscura del mondo in cui vive l'uomo pipistrello.
DIVERTIMENTO INSANO
Il titolo si qualifica come action-stealth, ponendo un accento su entrambe le espressioni poichè ambedue definiscono nella stessa misura le fondamenta della struttura ludica del titolo Rocksteady: l'alternanza tra azione rocambolesca e occulta, sono questi gli aspetti che glorificano il gameplay di Arkham Asylum e lo candidano concretamente alla nomination per il premio di "Miglior action-game dell'anno". Tralasciate le fin troppo deludenti e trascurabili indagini (effettuabile attraverso l'uso di gadget ipertecnologici in dotazione al pipistrello,in questo caso purtroppo senza merito, investito del titolo de "il più grande detective del mondo") e le appena accennate sezioni platform, il gameplay prende realmente corpo nei combattimenti a mani nude dove un efficace sistema di attacchi e parate permetterà al giocatore ,non appena assunta una minima padronanza dei comandi, di mettere fuori gioco un numero considerevole di nemici, senza troppa fatica e in modo assolutamente coreografico: tali sessioni si presenteranno frequentemente durante l'avventura e proprio a ragione della loro spettacolarità, gli sviluppatori hanno deciso di riproporle in specifiche sfide esterne alla campagna single-player e sbloccabili grazie ai progressi compiuti nello storymode. Assolutamente ad effetto poi sono le fasi stealth, dove per poter accedere all'area successiva, sarà necessario eliminare le guardie poste a sorveglianza della zona in cui ci si trova; in queste sezioni Joker, nei panni di uno speaker improvvisato, scandisce un malatissimo count down che porterà alla progressiva eliminazione, ad opera del pipistrello, dei nemici posti a presidio dell'ambiente: da ciò deriva che le perdite numeriche cagionate al plotone di guardia saranno direttamente proporzionali al terrore che si manifesterà nell'animo dei superstiti che, terrorizzati e consci della loro prossima fine, alzeranno il livello di allerta rendendosi sempre più pericolosi sino a impazzire dal terrore incominciando, nei casi più estremi, a sparare alla cieca in tutte le direzione nel tentativo di colpire il temutissimo incubo alato. In queste situazioni il folle pagliaccio incarnerà sostanzialmente il ruolo del cronista dell'azione, con irriverenti commenti e sfottò rivolti alle malcapitate guardie evidentemente non abbastanza, a suo avviso, inquiete per le improvvise sortite dell'uomo pipistrello, sempre pronto a sbucare dall'ombra per colpire senza alcuna esitazione. Un Joker quindi spettatore dell'azione e complice allo stesso tempo del giocatore (Batman appunto) in una spirale di sadico divertimento che sembra coinvolgere entrambi in egual misura: profonda è l'esaltazione derivante da queste sessioni per il gaudio infame che provoca scrutare i nemici dall'ombra, elaborare tattiche e eliminarli furtivamente sbucando da botole e angoli bui o calandosi dai gargoyle di pietra o progettando trappole grazie ad esplosivi e marchingegni ipertecnologici: tra questi, veri punti di forza della produzione Rocksteady, sono il visore (che vi permetterà di vedere i nemici oltre le pareti distinguendo quelli forniti di armi da fuoco da quelli che invece ne sono sprovvisti) il batarang (arma a lungo raggio) e altri gadgets di cui si entrerà in possesso nel prosieguo dell'avventura. La longevità del single-player si attesta sulle canoniche dieci ore con la possibilità di allungarla ulteriormente concludendo la campagna al cento per cento e affrontando specifiche sfide sbloccabili man mano che si avanza nel gioco. Praticamente assente invece il multiplayer, presente soltanto in forma di classifiche online che vi permetteranno di confrontare i vostri punteggi con i risultati ottenuti dagli altri giocatori collegati alla rete.
COMMENTO FINALE
Batman alla prova dei fatti risulta essre un prodotto maledettamente solido e divertente che incarna perfettamente quello che è lo spirito e l'atmosfera del fumetto DC Comics. Un titolo assolutamente soddisfacente sotto molti punti di vista ma che trova vera consacrazione in un gameplay che alterna spettacolari scazzottate a fasi stealth tra le piu appaganti mai concepite nell'industria videoludica. Insomma un prodotto potente e autonomo, che vive di pregi e meriti indipendenti dal proprio nome e che ha la capacità di far godere il giocatore tanto, per il piacere insano che in esso provoca, da farlo regredire al livello mentale dei protagonisti di cui narra le vicende.
|