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RECENSIONE UTENTE: Heavy Rain (PS3)
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Inviata da RaR7 | Inserita il 12/03/2010
Heavy Rain è stato un gioco con una lunga gestazione. Già presentato all'E3 del 2006, dove l'ormai famoso trailer "The Casting" ruppe più di una mascella, scomparve poco dopo nel nulla, tenuto in vita solo da flebili dichiarazioni con cadenza quasi annuale che assicuravano la non cancellazione del prodotto e il progresso nei lavori. Almeno fino alla Game Convention 2008, quando il gioco è stato ripresentato in pompa magna da parte di Sony.
Dopo tutto questo tempo la fatica dei Quantic Dream, già autori di Omikron e di Fahrenheit (di cui Heavy Rain costituisce un seguito spirituale), è finalmente giunta nei negozi, con l'obiettivo di rivoluzionare lo storytelling nel mondo dei videogiochi. Un obiettivo senza dubbio ambizioso e in un certo senso pericoloso. Sarà riuscita la software house francese nel suo intento?
Fino a dove sei disposto a spingerti per salvare una persona che ami?
E' questa la domanda che fa da colonna portante all'intero gioco, e che costituisce la causa prima di tutte le vicende che si svolgeranno al suo interno. Rivelare anche solo in minima parte la trama del gioco equivale a comprometterne l'esperienza.
Basterà quindi dire che la storia tratta degli assassini di un serial killer, noto come l'origami killer, che affoga le sue vittime (tutti bambini intorno ai 10 anni di età) in acqua piovana, e lascia i loro cadaveri con un'orchidea sul petto e un origami in mano in luoghi dove la polizia li possa ritrovare. Compito del giocatore sarà cercare di fermarlo e salvare la sua ultima potenziale vittima. E' possibile giocare nei panni di quattro personaggi, le cui vicende si intrecceranno nel corso dell'avventura, tutti molto ben caratterizzati e capaci di creare una grande empatia con il giocatore. Sì, perchè la parola chiave di tutta l'"esperienza" Heavy Rain è empatia. Non si potrà fare infatti a meno di sentirsi partecipi delle vicende che si susseguiranno sullo schermo, e essere rapiti dalle stesse emozioni dei personaggi che con tanta tenacia lotteranno per raggiungere la conclusione della vicenda.
La ricerca di un modo per abbattere la barriera tra il gioco e il giocatore è stata portata avanti senza sosta dagli sviluppatori, che hanno cercato di usare ogni mezzo atto a raggiungere questo scopo, a partire dalla grafica, sia per quanto riguarda la tecnica dura e pura, sia per quanto riguarda lo stile, sporco, oscuro e inquietante, e le bellissime locazioni, dominate dalla pioggia che ci accompagnerà per quasi tutta la durata dell'avventura, e continuando con la colonna sonora e il doppiaggio, entrambi molto curati.
L'arte del QTE
Ciò che più contribuisce a separare Heavy Rain da quello che altrimenti sarebbe un (ottimo) film, e che gli permette più di tutto il resto di abbattere i confini tra gioco e giocatore, è però il gameplay. La critica che più spesso è stata rivolta al gioco è quella di non averne uno. Chi lo afferma probabilmente non ha captato lo spirito di Heavy Rain.
I QTE, spesso odiati in altri giochi, perchè seppure siano spettacolari permettono una scarsissima interazione, sono completamente trasformati nel gioco, e portati ad un livello molto più alto.
Innanzitutto non sono invasivi: dimenticatevi i pulsantoni colorati che compaiono spesso in altri giochi e che sono un vero pugno nell'occhio: gli input sono abbastanza visibili da essere notati e capiti subito, ma non abbastanza da oscurare l'azione. Inoltre presentano una grande varietà, tra azioni che richiedono la classica pressione singola, la pressione continua, movimenti dell'analogico destro e scuotimenti dell'intero pad, tutti pensati per ricreare, almeno parzialmente, quello che i personaggi virtuali stanno vivendo in quel momento.
Per finire c'è da segnalare come, al contrario del solito, i QTE non si risolvano in un "fallo giusto o riprova". La storia infatti non si fermerà in seguito ad un nostro sbaglio, facendoci ripetere la sequenza fino al suo completamento corretto. Sbagliare alcuni QTE è da mettere in acconto, e avrà ripercussioni immediate: si va dallo scivolare su un pendio sporcandosi i vestiti di fango, alla morte del proprio personaggio. E neanche questa interromperrà la storia, come è tradizione in praticamente qualsiasi gioco. E' infatti questo lo spirito di Heavy Rain: fare delle scelte (o degli sbagli involontari) e subirne le conseguenze, come sottolineato dai 22 finali disponibili.
COMMENTO FINALE
Alla luce di quel che è stato detto il voto finale non può che essere il massimo possibile, per le ragioni elencate, ma soprattutto perchè ci ritroviamo tra le mani quello che probabilmente diverrà un pezzo di storia del videogioco. La speranza è quella che in futuro altri sviluppatori siano ispirati a seguire questa strada, migliorandola e potenziandola.
Per il momento, invece, godiamoci questo capolavoro.
VOTOUTENTE 10
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Postato da berserker5 (Members) il 13/03/2010 alle 21:27
sono d'accordo... capolavoro....

Heavy Rain

Disponibile per: PS3
Genere: Avventura
Sviluppatore: Quantic Dreams
Distributore: Sony
Pegi: 18+
Pegi Descrittore: Violenza
Lingua: Tutto in Italiano
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PS3: 24/02/2010   
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