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Dead Nation: Apocalypse Edition - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Annunciata a sorpresa ed arrivata in fretta sul PlayStation Store, la Apocalypse Edition di Dead Nation è una riedizione “riveduta, espansa e corretta” del Twin-Stick Shooter con cui Housemarque ha conquistato, nel 2010, l'utenza PlayStation 3.
Prosegue quindi questa moda non troppo apprezzata dei remake e delle versioni “True HD”: ci chiediamo per quanto ancora si trascinerà questo periodo di fortissima transizione del mondo videoludico, in cui le console Next-Gen stentano a decollare.
Nonostante un po' di rammarico per l'assenza di uscite veramente inedite, bisogna però ammettere che l'arrivo di Dead Nation ci ingolosisce parecchio. Del resto il gioco è rimasto ben scolpito nella nostra memoria, come uno shooter a scorrimento ottimamente studiato, stimolante e sorretto da una ricerca stilistica inarrivabile. Ritrovarlo su Ps4 (e con alcune inedite opzioni legate al “social sharing” della nostra esperienza di gioco) non può fare che piacere, soprattutto perchè Sony lo regala agli utenti PlayStation Plus. Senza indugio, quindi, vi consigliamo di effettuare il download: Dead Nation non è invecchiato affatto, ed anzi resta ancora oggi divertentissimo e assuefacente.
 
Da soli o in compagnia
Dead Nation è uno sparatutto in salsa horror ambientato in un mondo devastato da un'orribile epidemia, che ha trasformato in brevissimo tempo l'intera popolazione mondiale in famelici zombi assetati di sangue. Tutto è distrutto, le fiamme divorano qualunque cosa e l'unica cosa che resta per le strade sono i resti di una disperata quanto inutile resistenza. In una delle numerose metropoli cadute tra le fauci dell'orda non morta troviamo il fascinoso Jack MacReady (oppure, a scelta, la coraggiosa Scarlett Blake), protagonista del titolo con una rara predisposizione genetica che lo rende immune al letale virus, nei panni del quale il giocatore dovrà scoprire la causa del disastro e, possibilmente, evitare di diventare la cenetta di qualche famelica creatura in decomposizione. L'incipit narrativo è il solito pretesto per scendere in strada a fare tiro al bersaglio, e si inserisce nel rinnovato, ma mai del tutto tramontato, interesse nei confronti degli zombi che negli ultimi anni hanno attirato tanto il mondo del cinema quanto quello dei videogiochi.

Con la sua nuova creatura Housemarque abbandona le arene tipiche dei “popcorn shooter” per calare il giocatore all'interno degli ampi livelli della modalità campagna, vero cuore pulsante della produzione.
Disponibile sia per il singolo videoplayer che per due giocatori in locale o in rete, la campagna si articola in dieci ampi livelli, che durano mediamente una mezz'ora abbondante ciascuno. Pur non risultando eccezionalmente lunga (ma non mancano modalità extra che tratteremo fra breve) la campagna si dimostra intensa: non si risparmia momenti memorabili e risulta anche altamente rigiocabile (soprattutto se affrontata in compagnia), tanto per sbloccare i trofei, quanto per migliorare il proprio punteggio.
È proprio la ricerca del punteggio a giocare un ruolo importante nella produzione, e tutto è infatti spinto in quella direzione: ogni uccisione aumenterà il nostro contatore ed un moltiplicatore di punti. Ogni nemico abbattuto rilascerà sfere luminose che andranno ad incrementare il nostro bottino ed il già citato moltiplicatore, e più velocemente queste saranno raccolte, maggiore sarà il loro effetto, inoltre completare il livello senza morire o prima del tempo stimato, essere colpiti il meno possibile, massimizzare il numero di uccisioni, saranno tutti fatto che alla fine del livello saranno tenuti in conto per calcolare il punteggio finale. Ormai i pianeti di Super Stardust sono lontani milioni di anni luce, eppure l'anima dello shooter spaziale è ben visibile sotto gli strati di cadaveri e pallottole.
Se campagna, punteggio e classifiche online vanno a braccetto nel delineare la caratteristica principale del titolo dello studio finlandese, non è possibile ignorare la vera vocazione di questo tipo di gioco: la cooperativa. Da sola potrebbe valere il prezzo del biglietto: divertente e ottimamente congegnata, spinge i due impavidi eroi a collaborare ed a coprirsi le spalle a vicenda per venire a capo di situazioni disperate. Oltre ad una gradita opzione per il gioco in locale, non manca ovviamente la controparte Online, che permette anche a distanza di affrontare con un compagno la minaccia zombie.
Armati fino ai denti
Sotto il profilo squisitamente ludico, Dead Nation recupera le caratteristiche e la struttura di base dai suoi congeneri (visuale a volo d'uccello, movimento e mira affidati agli stick analogici), offrendo al contempo un'esperienza completamente diversa, più impegnativa e coinvolgente.
Concept, gameplay e controlli si amalgamano alla perfezione, influenzandosi a vicenda, riuscendo a dare un senso di profondità generale inarrivabile per i concorrenti: i proiettili non bastano mai e la necessità di un'attenta gestione delle proprie risorse si riflette sui controlli, che prevedono fuoco e mira non più gestiti dal solo stick destro, ma separati, consentendo, a fronte di una perdita di immediatezza, un maggiore controllo sui colpi esplosi, una maggiore precisione e dunque meno sprechi. La progressione in Dead Nation è solitamente lenta e ragionata, e già a difficoltà normale non ci sarà spazio per corse a rotta di collo nelle ambientazioni: il giocatore è vulnerabile e per sopravvivere dovrà sfruttare proficuamente l'ambiente di gioco, colpendo al momento giusto gli elementi esplosivi come automobili e serbatoi di carburante, utilizzando con astuzia le fiamme ed evitando gli accerchiamenti.
Il titolo Housemarque permette tuttavia anche un approccio più disimpegnato: a livello facile infatti il gioco è abbordabilissimo e scivola via senza troppi problemi, mentre salendo con i livelli di difficoltà l'impegno richiesto per “sopravvivere” missione dopo missione è davvero notevole, da vero survival horror.
Inutile dire che maggiore è la difficoltà, ugualmente maggiori saranno le soddisfazioni (e le imprecazioni).

In soccorso del giocatore nell'ostile metropoli di Dead Nation interviene un arsenale di tutto rispetto, vario ed equilibrato, che spazia dalle classiche mitragliatrici alla doppietta, passando per i più pesanti lanciagranate ed elettrificatori, ma accogliendo anche bombe a mano, molotov e mine. Ognuna di queste armi ha una ben precisa region d'essere e si dimostra utile in contesti particolari: ad esempio la mitragliatrice leggera non è molto potente, ma l'altissima frequenza di fuoco la rende utilissima contro le ondate di zombi, mentre lo shotgun, potentissimo, è perfetto contro i nemici più coriacei o particolarmente rapidi nell'avvicinamento, tuttavia il caricatore limitato e la lentezza di caricamento lo rendono inadatto al combattimento in mischia. Ancora, il razzo segnalatore non arreca nessun danno, ma ha la capacità di attirare gli zombi per un certo periodo di tempo, durante il quale si dimenticheranno completamente del giocatore. Nei negozi presenti ad ogni checkpoint, inoltre, potremo scegliere i pezzi dell'armatura del nostro eroe, ognuno con caratteristiche ben precise che influenzeranno statistiche quali forza, resistenza ed agilità, e spendere il denaro acquisito nel corso delle missioni per acquistare preziosissime munizioni o potenziare le nostre armi in vari campi (rateo di fuoco, potenza, caricatore, inventario) e, dato l'elevato costo di ogni modifica, bisognerà ponderare con calma dove investire il nostro tesoretto.
Per tirare le somme l'esperienza offerta da Dead Nation è più vicina a quella di un survival horror piuttosto che a quella di uno sparatutto. Le sue qualità lo resero, al tempo della sua uscita, uno dei migliori titoli sul PlayStation Store, e questa Apocalypse Edition, a quattro anni di distanza dall'uscita originale, si lascia rigiocare confermando le stesse, identiche impressioni. Impegnativo, inquietante e assuefacente in singolo, divertente e brillante in locale, e l'arrivo come titolo gratuito su PlayStation Plus è un'occasione imperdibile per riscoprire questa grande perla del digital delivery.
L'orrore
La prima cosa che salta all'occhio appena avviato il titolo è l'ambientazione: abbandonati i colori vivi, le navicelle e le brillati esplosioni di luce del loro precedente lavoro e del più recente Resogun, i ragazzi di Housemarque sono andati stilisticamente nella direzione diametralmente opposta, gettandosi a capofitto in un mondo decadente, oscuro e putrefatto. L'impatto scenico è notevole e l'eccellente motore grafico, rivisto per questo ritorno in alta definizione, ricostruisce alla perfezione una città caduta in rovina: ad ogni angolo si respira dolore e devastazione. Sebbene oggi i modelli poligonali non lascino intravedere un utilizzo intenso delle caratteristiche della macchina, a colpire il giocatore prima di ogni altra cosa è l'eccezionale illuminazione dinamica, indiscussa protagonista del titolo. Ma l'aspetto più riuscito è la caratterizzazione del mondo di gioco: gli ambienti sono più che soddisfacenti tanto in design quanto in estensione e ricchissimi di dettagli. La città ricreata dal team finlandese è credibilmente dilaniata, l'apocalisse avvenuta è tangibile: le auto di polizia ribaltate e i carri armati in fiamme fanno pensare ad un disperato tentativo di resistenza, i cadaveri e gli zombi di persone sul posto di lavoro rendono lampante la velocità con la quale il caos si è impadronito della città. L'atmosfera ricreata è praticamente perfetta, e non potrà che essere amata de tutti gli appassionati del genere.

Completiamo il quadro (d'eccellenza) con il sonoro, eccezionale. Gli effetti ambientali sono stupendi; le prime volte capiterà di sobbalzare ad un rumore sospetto, come lattine che rotolano o carrelli della spesa cigolanti. Le musiche non impressionano più di tanto, ma sono usate con perizia ed intelligenza e, alternandosi a profondi quanto espressivi silenzi, sottolineano efficacemente i momenti di massima tensione e pericolo. Essendo un titolo Sony sorprende inoltre constatare l'assenza del doppiaggio in Italiano, ma si può facilmente chiudere un occhio in virtù dei pochissimi dialoghi presenti.
Apocalittico
Oltre ad un rinnovato comparto tecnico ed alle gioie della risoluzione Full HD nativa, questa Apocalypse Edition include anche qualche aggiunta contenutistica di rilievo. Anzitutto è presente l'espansione Road to Devastation, rilasciata pochi mesi dopo l'originale. Si tratta di un particolare Endless Mode, che ci chiede di superare più e più volte un percorso circolare. Ad ogni “corsa” le cose si faranno ovviamente più difficili, e sarà possibile anche prendere strade diverse in prossimità di vari bivi. E' possibile affrontare questa prova di abilità sia in modalità Arcade (classica, con tanto di Checkpoint) che nella spietata modalità Survival, con una sola vita a disposizione.
Il team ha aggiunto anche l'opzione “Sfida”: è così possibile inviare ai propri amici i punteggi ottenuti in uno dei 10 livelli dell'avventura, invitandoli a cercare di batterli.
Ma l'aspetto forse più interessante dell'edizione “apocalittica” è il Broadcast Mode +. Selezionando questa opzione, avvierete automaticamente lo streaming della vostra partita. Gli spettatori, tuttavia, potranno votare ad intervalli regolari per fare in modo che si attivi un effetto positivo o negativo. Potranno insomma materializzare nuovi zombie, concedervi medikit o ricariche, disattivare lo sprint, e stuzzicarvi con una serie veramente tremenda di power-up al contrario. L'idea è francamente geniale, tantopiù che persino all'utente è data la possibilità di prendersi una piccola rivincita su i “viewer” che lo tartassano, trasformati in zombi virtuali a cui è possibile far saltare la testa.
Ben presto si viene a creare fra il giocatore ed il pubblico una sorta di rapporto morboso, per cui il primo dovrà cercare di convincere gli spettatori a sostenerlo. Non dovesse funzionare la captatio benevolentiae, infatti, potrebbero cominciare guai seri, in una strenua battaglia contro gli aguzzini appostati su Twitch. Che si tratti del primo esperimento di spettacolo interattivo sul fronte videoludico?
Oggi come al tempo dell'uscita originale, Dead Nation è uno scrolling shooter sensazionale. Abbandonando le dinamiche martellanti e compulsive di SuperStarDust e Resogun, il team Housemarque ha saputo infondere un ritmo davvero particolare al suo sparatutto, che arriva ad abbracciare elementi survival e trasmette al giocatore una tensione viscerale ed atavica. Curato nei dettagli, ricchissimo soprattutto in questa edizione potenziata, intriso di un'atmosfera sempre avvolgente, Dead Nation si riconferma un grande successo anche su piattaforma Next-Gen (e del resto il genere di riferimento è di quelli che invecchiano bene).
Dopo Don't Starve e Outlast, non poteva esserci regalo più gradito per cominciare alla grande questa primavera videoludica.
VOTOGLOBALE8
Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Dead Nation

Disponibile per: PS3 | PS4 | PS Vita
Genere: Azione
Sviluppatore: Housemarque
Distributore: Distribuzione digitale
Publisher: Sony
Pegi: 16+
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
M. Cooperativa: Multiplayer Cooperativa Offline e Online
Data di Pubblicazione:
PS3: 1/12/2010   
PS4: 05/03/2014   
PS Vita: 16/04/2014   
Dead Nation
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