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Ace Combat: Joint Assault > Recensione
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Ace Combat: Joint Assault - Recensione

Inviato il da Lorenzo "Kobe" Fazio
Ace Combat ha esaudito i desideri di chi è nato e cresciuto guardando Top Gun o di chi, semplicemente, ha sempre sognato di pilotare un jet supersonico, senza avere mai il coraggio di farlo in prima persona. Il virtuale, si sa, ha di questi vantaggi, e al sicuro nei nostri immobili divani abbiamo potuto solcare i cieli di mezzo mondo, facendo esplodere qualunque cosa si agganciasse al nostro sistema di puntamento dei missili. Il primo capitolo della saga è rimasto lì, indelebile nella memoria di chiunque, estasiato per la recente conquista delle tre dimensioni, pensava che il fotorealismo fosse a pochi centimetri.
Svariati anni dopo, messi a tacere i fuochi dell’infanzia e dell’adolescenza, Ace Combat ha perso parte del suo iniziale smalto, diventando cosa per pochi affezionati. Fossilizzato e messo sottovuoto il gameplay, la saga si è poi spostata su portatile, invadendo i piccoli cieli della PSP nel 2006, con il buon Skies Of Deception.
Anni dopo, Namco Bandai ha ben pensato di proporre un nuovo Ace Combat per il portatile Sony. Siamo di fronte al solito, vecchio e caro gameplay della serie? Oppure questa volta la software house ha ben deciso di proporci qualcosa di nuovo?
 
Un vecchio jet ancora affascinante
Ace Combat: Joint Assault - recensione - PSP Joint Assault, per rispondere immediatamente alle domande di cui sopra, non cambia di una virgola la formula classica della saga.
A bordo di un jet militare, vi ritroverete a portare a termine una serie di missioni tra dogfight mozzafiato e attacchi aerei a truppe o basi terrestri. Il tutto è naturalmente sorretto da una trama che anche in questo caso risulta essere debole e per lo più superflua ai fini del divertimento. La novità, in questo senso, è rappresentata dal fatto che al contrario di tirare in ballo continenti fittizi, in Joint Assault avrete a che fare con città e stati reali. Ciò significa che vi ritroverete a sorvolare Tokyo, Londra, il deserto del Sahara e tante altre location riprodotte sia con le solite texture poco definite, sia con qualche monumento famoso, come lo è il Big Ben, reso in tutta la sua tridimensionalità. Ancora una volta vestirete i panni di un mercenario al soldo di una compagnia internazionale intenzionata a combattere il terrorismo. Qui entrerete in conflitto con un’organizzazione, denominata Valahia, vogliosa, come capita sempre in questi casi, di sconvolgere gli equilibri mondiali con qualche super arma dall’incredibile potere distruttivo.
Questa sarà la scusa alla base di tutte le diverse missioni che dovrete affrontare. Come già detto nulla è cambiato rispetto al passato. La prima cosa che dovrete fare sarà selezionare il velivolo più adatto al compito da svolgere. Livello dopo livello infatti, rinunciando a una certa somma di denaro guadagnata nelle missioni, ne sbloccherete di nuovi. Ognuno di questi sarà dotato di caratteristiche specifiche. Si va da quello piuttosto lento, ma capace di subire ingenti danni, a quello ottimo per incredibili acrobazie in volo, ma scarso negli attacchi aria-terra. In totale gli aerei sono quaranta, un numero più che sufficiente per sbizzarrirsi a dovere. Discorso simile è valido anche per le armi. Dai missili dalle spiccate capacità di virata, a bombe perfette per l’eliminazione di obbiettivi multipli a terra, dovrete valutare di volta in volta quali montare sul jet e quali lasciare nell’hangar.
Effettuate le vostre scelte sarete pronti per entrare nel vivo dell’azione. Qui incontrerete ancora una volta il classico gameplay a metà strada tra la simulazione, che vi impedirà manovre che confutino le tre leggi della termodinamica, e l’anima arcade, cosa ben visibile nella possibilità di contare sempre su un centinaio di missili. Anche sulla piccola PSP il sistema di controllo si dimostra sufficientemente preciso e fluido, permettendovi facilmente di effettuare qualunque manovra vogliate. L’unico vero problema lo da l’imbardata. Questa è effettuabile interagendo con la croce direzionale, rendendovi di fatto impossibile imbardare se state già virando, manovra che si effettua con l’analogico. Il difetto limiterà sicuramente i piloti più arditi, ma difficilmente la cosa intralcerà più di tanto il divertimento, tanto meno renderà il gioco frustrante o più difficile.
Quanto al design delle missioni, anche in questo caso i dejà-vu si sprecano. Non manca la missione in cui bisogna mantenersi sotto una certa quota, quella in cui bisogna difendere truppe alleate e nemmeno il classico scontro contro un gigantesco velivolo da distruggere pezzo dopo pezzo. Va detto che in questo senso la saga ha già esplorato tutti i territori possibili, quindi va da sé una certa ripetitività. Ognuno poi valuterà per sé stesso la voglia o meno di avere a che fare con le solite missioni. Tuttavia qualitativamente parlando Joint Assault da questo punto di vista, soddisfa appieno fornendo missioni comunque intriganti, divertenti e mai noiose.

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Ace Combat: Joint Assault

Disponibile per: PSP
Genere: Simulatore di volo
Sviluppatore: Project Aces
Distributore: Halifax
Pegi: 12+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Online: Multiplayer online fino a 8 Giocatori
M. Offline: Multiplayer offline fino a 4 Giocatori - SystemLink
M. Cooperativa: Multiplayer Cooperativa Offline e Online
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 24/09/2010
Ace Combat: Joint Assault
7.5
8
7
8.5
28 voti
7.1
ND.
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