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Cid The Dummy - Recensione


Inviato il da Andrea "Gabba84" Guarascio
Annunciato oltre due anni fa, Cid the Dummy è un titolo multipiattaforma sviluppato dall’italiana Twelve Interactive, un’ambiziosa software house attiva dal 2003 con sede in Calabria (a Crotone, più precisamente). Disponibile per Pc, PlayStation 2, Wii e Psp, Cid the Dummy è un platform game vecchia scuola, caratterizzato dal tipico side scrolling, da ostacoli di ogni genere da superare e arricchito dalla possibilità di spostarsi limitatamente in profondità; possibilità data dagli scenari interamente poligonali.
Il progetto, d’acchito, non si può certo considerare una megaproduzione, tuttavia non è una impresa semplice proporre un titolo di piattaforme 2D in un mercato come quello odierno, dove il mezzo videoludico si fa sempre più spesso vettore di esperienze che disdegnano il passatempo frivolo a favore di storie e contenuti maturi. L’obiettivo che si prefigge il titolo di Twelve consta, dunque, in un valore ludico superiore: un gameplay immediato e coinvolgente in grado di catturare l’attenzione del giocatore, con evidente riguardo verso la fascia d’utenza più giovane. Prendiamo in esame la versione Psp, sicuramente la più adatta alla tipologia di gioco appena descritta.
Gameplay crashers
Cid The Dummy - recensione - PSP Cid the Dummy è suddiviso in livelli circoscritti, rigorosamente lineari e intervallati da cutscenes in CG al fine di narrare le vicende che coinvolgono il protagonista, un manichino per i crash test di nome, appunto, Cid. La storia, semplice pretesto di nintendiana memoria, ci vede alla ricerca di Mya, figlia del professor B. M. Werken, inventore del nostro manichino senziente. La giovane è stata rapita dal malvagio di turno, tale D-Troit, acerrimo nemico di Werken. Dovremo dunque vedercela con una serie di scagnozzi meccanici sguinzagliati dal nostro antagonista, senza disdegnare, come da tradizione, lo scontro diretto con alcuni boss di generose dimensioni.
I livelli di gioco si distinguono per un design non troppo ispirato che si sviluppa su uno o, in alcuni casi, più piani di gioco, ma sempre senza mostrare alcun guizzo creativo di sorta. Il nostro eroe può saltare, eseguire uno scatto al fine di sfondare muri e raggiungere velocemente porta a tempo (tale azione consuma un’apposita barra auto-rigenerante), colpire a mani nude e con un bazooka (in dotazione sin dall’inizio dell’avventura).
Ogni zona di gioco presenta un mix tra superamento di ostacoli letali, semplici combattimenti e risoluzione di enigmi. Le fasi platform, come vedremo, soffrono controlli imprecisi che non si addicono assolutamente al genere, gli scontri si rivelano minati da un sistema di mira assente che compromette ogni nostra azione e gli “enigmi” si riducono al tipico e ormai obsoleto “premi il pulsante/apri la porta”.
Gli sviluppatori hanno pensato di variare la classica formula di gioco a base di salti e semplici attacchi inserendo piccole fasi stealth. Potremo, infatti, scivolare di soppiatto lungo i muri in modo tale da evitare nemici e camere di sicurezza. Tale aggiunta nel gameplay, però, si rivela alquanto superficiale e, complice la frustrazione che consegue alle fasi platform e ai combattimenti, l’opzione evasiva non può che risultare un ulteriore grattacapo per il giocatore. Un ultimo diversivo è costituito dalla possibilità di guidare un’automobile per i crash test, superando vari ostacoli fino al termine del percorso dove, ovviamente, Cid verrà scagliato dal parabrezza contro una fila di muri di cemento. Tali sezioni utilizzano una visuale isometrica (dall'alto, inclinata di 45 gradi) e, in ogni caso, mantengono la rigida impostazione lineare dei livelli a piedi.
Out of control
Cid the Dummy mette a dura prova la nostra pazienza a causa di controlli imprecisi che mal si adattano al genere; lacuna che sfocia, in molti casi, nell’ingiocabilità pura e nella peggiore frustrazione. Il nostro protagonista, infatti, si è rivelato particolarmente arduo da controllare, soprattutto nel calibrare i salti e negli spostamenti accurati (per esempio nel momento in cui ci dobbiamo spostare sull’orlo di una piattaforma). Anche un’azione in parte accessoria come lo scatto soffre di una reattività insufficiente, tanto che la corsa inizia un secondo dopo la pressione del tasto adibito e termina altrettanto dopo averlo rilasciato. Opinabile anche la scelta di poter muovere Cid solo mediante lo stick analogico. Non aiuta, inoltre, il sistema di vite limitate che, una volta esaurite, ci costringe a ripetere da capo il livello corrente, ignorando i checkpoint già raggiunti e aumentando il senso di frustrazione complessivo.
La presenza dello spostamento in profondità, infine, si rivela tanto inutile quanto deleteria, poiché rende del tutto ingestibili i combattimenti con armi da fuoco. Spieghiamo meglio: spesso vedremo avanzare il nemico e, nell’impossibilità di indirizzare in modo preciso il fuoco (del tutto assente un sistema di mira), subiremo l’attacco impietoso dell’avversario mentre stiamo ancora cercando di correggere il tiro (con conseguente perdita di vita e munizioni). Ovviamente, sarebbe bastato implementare una lock-on sull’obiettivo o, ancora meglio, eliminare lo spostamento in profondità, feature che non aggiunge nulla in termini di gameplay e che ibrida ulteriormente quello che sarebbe potuto nascere come “semplice” e puro platform 2D.
Un brutto incidente
Cid The Dummy - recensione - PSP Cid the Dummy delude fin dalle prime battute a causa delle già menzionate cutscenes in computer grafica. Rende onore al team di sviluppo l’aver scelto come modalità di narrazione l’uso di scene pre-renderizzate, tuttavia è palese quanto mezzi a disposizione e verve creativa siano elementi del tutto estranei ai suddetti filmati. Potremmo comparare tali intermezzi a quelli che si potevano ammirare nelle produzioni minori dell’era PsOne (seconda metà degli anni ’90), caratterizzati da una qualità grafica infinitamente inferiore a quanto possiamo ammirare in real time sulle console casalinghe odierne: insomma, uno spettacolo veramente indegno. Alle deficienze tecniche si aggiungono una regia e un montaggio che sembra non aver preso in considerazione l’evoluzione del racconto per immagini avutasi dai Lumière in avanti. Sulla base di tali risultati, forse, sarebbe stato più decoroso raccontare la storia attraverso slides o animazioni bidimensionali (Mytran Wars docet).
Per quanto concerne il comparto grafico in-game, Cid utilizza il motore di terze parti Vicious Engine, già ammirato, per esempio, nel buon Dead Head Fred. I ragazzi di Twelve pare che non siano riusciti a sfruttare al meglio il middleware, risultando in una grafica 3D appena sufficiente a causa di una palette scialba e di un dettaglio delle textures spesso insoddisfacente, a dispetto della natura circoscritta dei livelli di gioco. Le strutture e i background che definiscono ogni ambientazione, inoltre, raramente si rivelano forieri di una concept art sopra la sufficienza o, quantomeno, gradevoli alla vista. Unica nota positiva alcune animazioni del protagonista e gli effetti di luce che ricordano, per l’appunto, il già citato Dead Head Fred. Pollice verso, infine, per quanto riguarda la modellazione di nemici e comprimari, davvero poco ispirati e del tutto anonimi.
Sul versante audio il risultato si mantiene sulla sufficienza. Una colonna sonora piuttosto orecchiabile riesce a sopperire alla qualità altalenante delle composizioni. Meno efficaci gli effetti sonori che, nel complesso, risultano poco puliti e, in parte, mal campionati.
Cid the Dummy mostra pecche evidenti sotto tutti gli aspetti che caratterizzano una produzione videoludica e, purtroppo, duole constatarlo in quanto rappresenta uno dei pochissimi esempi di videogame per console sviluppato in Italia.
Escludendo la veste grafica appena sufficiente e la concept art poco ispirata, il lavoro di Twelve Interactive soffre un level design obsoleto e, soprattutto, controlli particolarmente imprecisi. Tali lacune rendono le fasi platform e i combattimenti un vero e proprio supplizio che, inderogabilmente, sfocia nella frustrazione e, di conseguenza, nell’accantonamento dell’UMD.
Sarebbe stata auspicabile una maggiore concentrazione sulle meccaniche di gioco e sulla qualità delle sezioni di piattaforme, anziché introdurre elementi stealth e “racing” che, nell’economia del titolo, non aggiungono alcunché di significativo. Senza nulla togliere al coraggio e all’intraprendenza dei nostri connazionali, speriamo che il loro prossimo progetto possa ambire a ben altri livelli qualitativi.
VOTOGLOBALE4.5
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Cid The Dummy

Disponibile per: PC | PS2 | WII | NDS | PSP
Genere: Action/Platform
Sviluppatore: Twelve Interactive
Pegi: 7+
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PS2: 30/05/2008   
PC: 13/06/2008   
WII: 10/10/2008   
PSP: 30/04/09   
Cid The Dummy
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ND.
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