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God of War: Ghost of Sparta - Recensione

Inviato il da Lorenzo "Kobe" Fazio
Dobbiamo molto all’ira e alle sfortune di Kratos. A fronte delle sofferenze di un uomo, suo malgrado divenuto dio solo per vendicarsi del fato e con chi lo ha costretto a una vita tormentata, milioni di videogiocatori gioiscono ogni qual volta egli decide di imbracciare le Spade di Atena e fare giustizia personalmente per i torti ricevuti. La morte di uno, per la salvezza dei tanti si dice.
Così dopo due bagni di sangue su PS2, l’epopea delle gesta di Kratos si è spostate sull’ormai corrente next-gen con un capitolo per PS3 e uno per PSP. Sui nuovi sistemi di Sony la saga non ha perso un grammo del suo fascino, confezionando altri due indimenticabili capolavori. Se, tuttavia, dubitate che il Dio della Guerra abbia ancora motivi per scatenare la sua furia, sappiate che vi state sbagliando di grosso. Per sua sfortuna, e per nostro immenso godimento, Kratos è tornato nuovamente su PSP con God Of War: Il Fantasma Di Sparta. Chiedersi quale possa essere il responso critico su questo gioco, significa ammettere di non conoscere il pedigree della saga e di chi la sviluppa. Senza mezzi termini, e senza alcun indugio, possiamo dirlo tranquillamente sin da ora: ci troviamo di fronte all’ennesimo capolavoro firmato Kratos lo spartano.
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Amore fraterno
God of War: Ghost of Sparta - recensione - PSP Prima che possiate chiedervelo, sì: Il Fantasma Di Sparta tiene invariati gli ingredienti salienti che hanno fatto la fortuna di Kratos. Anche in questo episodio avrete a che fare con un titolo tutto azione e botte da orbi, dove maciullare e prendere a calci qualunque cosa vi si pari di fronte. Per tutti coloro che non hanno mai visto il Dio della Guerra in azione, si tratta insomma di un Devil May Cry in salsa Grecia antica, con minotauri e mitologica compagnia bella al posto di demoni e fantasmi. Per dirla in altri termini, è un action 3D tanto vecchio nella formula, quanto moderno nel design e nel combat system.
La trama che sostiene questo capitolo può definirsi, per certi versi, la più riuscita dell’intera saga. Consultando la timeline, questo episodio va ad inserirsi storicamente tra l’originale e il seguito pubblicato sempre su PS2. Ancor più che nel primo capitolo, dove il finale dimenticava in modo inspiegabile il vero dramma di Kratos, lo spartano sarà consumato per tutta la durata dell’avventura da un orribile senso di colpa. Un’inattesa rivelazione infatti, risveglia antichi demoni assopiti e gli riporta alla mente la figura del fratello Deimos. Quando i due erano ancora giovani ragazzi, ed erano soliti allenarsi insieme, il destino li volle separare, lasciando credere a Kratos che l’amato fratello fosse morto. Venuto a conoscenza che in realtà egli è ancora vivo, al Dio della Guerra non resterà altro da fare se non aprirsi la strada con tutta la sua collera per trarlo in salvo e riabbracciarlo, o stringergli almeno la mano, visto il rigore spartano che vieta eccessivi slanci affettivi.
La trama insomma, richiama in ballo i soliti leitmotiv della saga: tormento, vendetta, ira implacabile. Il vero pregio dell’arco narrativo qui descritto consiste nell’assoluta coerenza di ogni suo aspetto. Senza anticipare altro sulla trama, vi basterà sapere che, dall’inizio alla fine, il conflitto interiore del nostro verrà puntualmente alimentato e contestualizzato. Le motivazioni del protagonista sono dunque sempre evidenziate e palesate, restituendoci un personaggio tanto più umano quanto le sue gesta lo rendono sovrannaturale. Pur non aspirando alla composizione di uno script degno di memoria, anche perché non è il genere videoludico da cui pretendere una cosa del genere, la sceneggiatura di questo capitolo è in grado di offrire nuovi scorci interessanti dell’universo di God Of War, grazie a un Kratos sempre più poliedrico e a divinità tanto meschine quanto egoisticamente interessate alla propria sopravvivenza.
Come già detto quindi, non ci troviamo di fronte a capolavoro narrativo, quanto all’episodio più riuscito in questo senso, oltre che a quello più intrigante per far luce sul passato e presente del nuovo Dio della Guerra.
Scudo e lancia, come veri spartani
God of War: Ghost of Sparta - recensione - PSP Per quanto riguarda il gameplay invece, ci troviamo di fronte al solito God Of War, dove “solito”, in questo caso, è sinonimo di perfetto.
A distanza di tanti anni, e episodi, ci si sorprende ancora ogni qual volta si poggiano le dita sull’analogico e sui tasti. Anche sulla piccola PSP il combat system sorprende per precisione, velocità di risposta e numero di mosse disponibili. Il set di comandi è inoltre relativamente semplice. Con l’analogico si controlla l’avatar, con il trigger sinistro si parano i colpi nemici, il cerchio vi permette di dare vita alle prese, compresa la nuova Carica di Iperione che consiste in una placaggio particolarmente efficace contro nemici di piccolo taglio, mentre altri due tasti sono deputati uno all’attacco normale e l’altro a quello più lento ma potente. Altre azioni, come il salto e la schivata, completano il quadro dei comandi principali. Con la combinazione di questi è possibile dar vita a una lunga serie di combo e mosse evasive. Basta un brevissimo apprendistato per comprendere e sfruttare al meglio ogni sfumatura del combat system. Anche i meno abili sapranno sempre e comunque dar vita a ciò che si sono prefissati di fare, tra parate all’ultimo secondo e devastanti fendenti. Non vanno nemmeno dimenticate le magie, tre per la precisione, attivabili tramite la croce direzionale, che allargheranno ulteriormente il parco mosse di Kratos. Partita dopo partita sfrutterete sempre più a dovere ogni possibilità offertavi, imparando a opporre a ciascun avversario, la giusta arma offensiva.
Già, perché parlando del combat system devono essere tenuti in considerazione altri tre elementi. Il primo di questi è la presenza di una coppia d’armi che possono essere alternate alle canoniche e famose Spade di Atena: stiamo parlando dello scudo e della lancia spartana di cui entrerete in possesso a circa metà dell’avventura. Questo set di armi si distingue per la capacità di offrire maggior difesa e per la possibilità di scagliare la lancia al fine di colpire oggetti o nemici distanti. Purtroppo però, alla prova dei fatti, difficilmente le utilizzerete al posto delle Spade di Atena se non in rare situazioni: il divario di potenza ed efficacia nei duelli a distanza ravvicinata è fin troppo sensibile. Ad ogni modo la possibilità offerta è gradita e il fascino di un Kratos munito delle classiche armi spartane è tutt’altro che secondario.
Secondariamente il combat system è impreziosito dall’ormai classica meccanica legata alla raccolta dei globi rossi. Raccogliendoli dai nemici sconfitti o nelle casse disseminate lungo i livelli, potrete spenderli per potenziare magie e armi. Sbloccherete così nuove mosse e abilità, ampliando ulteriormente il parco mosse a vostra disposizione. Più i nemici diventeranno numerosi e forti, più aumenterà il vostro bagaglio tattico con cui affrontarli, creando un equilibrio che impedisce al gioco sia di scadere nell’impasse della frustrazione, sia in un’eccessiva facilità capace di eliminare qualsiasi stimolo.
Il terzo e ultimo fattore, infine, è relativo all’I.A. dei nemici. Nessun avversario, a nessun livello di difficoltà, è imbattibile e nessuno è troppo facilmente sgominabile. Scordate di trovare una mossa efficace con tutti, così come di pretendere di abbattere un Minotauro con le stesse tecniche utilizzate contro un Ciclope. God Of War: Il Fantasma Di Sparta sorprende anche nell’’intelligenza e arguzia dei nemici, tutti divisi in diverse tipologie, da quelli veloci a quelli che attaccano dalla distanza e così via. Ognuno di essi è capace di sfruttare sapientemente la superiorità numerica di cui gode, così come le mosse a propria disposizione, costringendovi a non sottovalutare mai nessuno scontro anche al livello di difficoltà più basso. Naturalmente tuttavia, solo i più esperti e pazienti potranno permettersi di completare l’avventura in modalità Dio, dove ogni colpo ricevuto è quasi mortale e i mostri godono di una barra di vita sensibilmente più ampia, oltre che di un’aggressività senza confronti.
Non deludono nemmeno i boss fight. Per quanto non siano numerosissimi, tutti lasceranno un ricordo indelebile nella vostra memoria. Anche qui non vogliamo rovinare la sorpresa a nessuno, ma ci basterà citare il già svelato scontro contro una gigantesca Scilla. Lo scontro con questo boss avverrà a più riprese e in diverse modalità, costringendovi a cambiare ogni volta strategia..
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God of War: Ghost of Sparta

Disponibile per: PSP
Genere: Azione
Sviluppatore: Ready at Dawn Studios
Distributore: Sony Computer Entertainment
Pegi: 18+
Lingua: Tutto in Italiano
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 03/11/2010
God of War: Ghost of Sparta
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81 voti
8,7
ND.
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