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Hammerin' Hero - Recensione

Inviato il da Andrea "Gabba84" Guarascio
Da poco pubblicato su territorio nordamericano, Hammerin’ Hero è il seguito ufficiale del famoso action game Hammerin’ Harry (Daiku no Gensan), datato 1990. Esclusiva PlayStation Portable, questo sequel si è fatto notare sin dall’uscita in Giappone per uno stile e un impatto grafico notevole. L’annuncio di una versione Usa confermò, in seguito, le ottime impressioni avute al momento dell’esordio.
Irem e Atlus hanno prodotto un action/platform concettualmente bidimensionale, per quanto contestualizzato all’interno di scenari poligonali. Le “due dimensioni e mezzo” richiamano alla mente i primi episodi di Crash Bandicoot, Klonoa e Tombi; grandi esponenti del platform gaming a 32-bit. La formula di gioco, tuttavia, esula dal salto del precipizio di piattaforma in piattaforma, concentrandosi per gran parte dell’avventura nel confronto con un gran numero di avversari e ostacoli letali.
Let's get busy
Hammerin' Hero - recensione - PSP Due modalità di gioco costituiscono la base ludica del titolo sviluppato da Irem: l’avventura in sigle player e la sfida a due giocatori via connessione Ad-Hoc. Tale feature -di tipo competitivo- ci consente di giocare un livello in contemporanea; sarà decretato il vincitore in base al tempo impiegato per terminare lo stage, il numero di nemici sconfitti, le vite perse, e così via. Si tratta di una feature che, a nostro avviso, aggiunge ben poco alla mole ludica progettata da Irem e racchiusa all’interno della modalità in singolo.

Il peregrinare del protagonista, il giovane carpentiere Genzo Tamura, ha inizio nel momento in cui Hyosuke Koromoku e la sua compagnia edile fanno capolino nel quartiere dove abita Gen, decisi a scacciare gli abitanti al fine di costruire nuovi edifici. Il nostro eroe, aiutato dall’amica-fidanzata Kanna, dovrà sventare il piano dello spietato imprenditore sconfiggendo i suoi scagnozzi che, nel corso dell’avventura, diventeranno sempre più grossi e agguerriti.
Il primo livello, ambientato nei pressi dell’abitazione di Genzo, ci permette di familiarizzare con i controlli e le meccaniche di gioco. Due sono gli attacchi a disposizione (debole/rapido e forte/lento), il classico salto, la posizione accucciata e la potente mossa speciale (utilizzabile non più di tre volte per livello).
Hammerin’ Hero, fin dalle prime battute, mette in luce meccaniche a dir poco anacronistiche: la sensazione è di giocare un remake del capitolo originale più che un sequel, tuttavia, nonostante la semplicità del gameplay, o, probabilmente, proprio grazie ad essa, il titolo Irem si rivela divertente e appassionante. I quattro livelli di difficoltà, inoltre, permettono di impostare una curva d’apprendimento personalizzata, rivelando un’esperienza di gioco adatta sia al giocatore casual sia all’hardcore gamer reduce da supplizi digitali ormai dimenticati (Hammerin’ Harry, per esempio).
I livelli sono tutti lineari e presentano pochi elementi platform (la precisione nel salto si rivela fondamentale in pochi frangenti); maggiore attenzione è stata, infatti, riservata al combattimento, soprattutto per quanto riguarda i boss che, come da tradizione, sanciscono il termine di ognuno dei dodici livelli. A rendere facilmente individuabili le minacce su schermo i programmatori hanno pensato d’evidenziare di rosso i contorni di tutti quegli elementi che possono nuocere al nostro alter ego: dal piccone in mano ai manovali assoldati da Koromoku, a spuntoni e pericoli ambientali di vario genere. Il tempismo e lo studio del pattern d’attacco degli avversari divengono d’importanza fondamentale, nella misura in cui, già al secondo livello di difficoltà, un solo colpo subito si rivela letale.
Appurate le meccaniche classiche alla base del gameplay, la particolarità di Hammerin’ Hero risiede nel poter cambiare l’occupazione di Gen (sia dal menu principale dello story mode, sia durante la partita). Inizialmente, come accennato, il nostro eroe veste i panni di un carpentiere armato di un grosso martello di legno con il quale colpire i nemici. Nel corso dell’avventura, tuttavia, sbloccheremo altri sette mestieri, ognuno caratterizzato da un nuovo, atipico, strumento d’attacco: per esempio il DJ armato di vinili, o il giocatore di baseball, il sub, il sushi chef, l’agente federale.
Purtroppo, come appurato in sede d’anteprima, l’idea è stata sviluppata con eccessiva superficialità: per quanto ogni livello abbia un mestiere maggiormente indicato al superamento dello stesso, le differenze in termini di gameplay tra un costume e l’altro si rivelano minime e, in sintesi, sembra che il team di sviluppo non abbia sfruttato a dovere una trovata che, come minimo, avrebbe potuto incrementare esponenzialmente il replay value del titolo. Ciò nonostante, Hammerin’ Hero rimane un titolo godibilissimo, facile da giocare e in grado di rievocare l’attitudine tipica degli action platform tanto in voga tra gli anni ’80 e ’90. Ma, come vedremo, attanagliato da un grosso deficit: l'esigua longevità.
Breve e intenso
Hammerin' Hero - recensione - PSP Abbiamo iniziato una nuova partita, abbiamo seguito con interesse le avventure di Gen, abbiamo ammirato quartieri residenziali al tramonto, profondità marine, un edificio infestato da fantasmi, un luccicante luna park, siamo finiti nello spazio. Poi, dopo due ore abbondanti di gioco, scorrono i titoli di coda. Hammerin’ Hero è un gioco spensierato e appassionante, ma, purtroppo, limitato da una longevità improponibile, nel 2009.
I dodici livelli di gioco hanno una durata che non supera la decina di minuti. Il giocatore occasionale è il primo a subire tale brevità, mentre l’hardcore gamer potrà guadagnare una mezza dozzina d’ore di gioco aggiuntive date dalla grande mole di extra a disposizione. Ogni stage, infatti, include la presenza di un numero variabile di personaggi accompagnati da un baloon animato; sarà sufficiente colpirlo in modo tale da ricevere un ringraziamento da parte del proprietario (sono 55 i baloons totali). Vi è, inoltre, una serie di trofei da guadagnare adempiendo determinati obiettivi (alla stregua dei trophies e degli achievements dei titoli per console HD): per esempio, sconfiggere un determinato numero di nemici, sbloccare tutti i livelli, i costumi, ecc.
Riuscire a raggiungere il fatidico 100% è, dunque, un’impresa non semplice che implica lo sterile ed eccessivo ripetersi dei livelli e che, in conclusione, non riesce a mettere una toppa su una longevità che, purtroppo, ci costringe a limitare il giudizio globale del titolo.

Hammerin' Hero

Disponibile per: PSP
Genere: Action/Platform
Sviluppatore: Irem
Sito Ufficiale: Link
Hammerin' Hero
8.5
7.5
4
7.5
24 voti
7
ND.
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