Loco Roco 2 > Recensione
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Loco Roco 2 - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Loco Roco fu il primo, vero capolavoro espressamente dedicato alla piattaforma portatile Sony. Playstation Portable, dopo un anno di porting e scarsa appetibilità commerciale, trovò d'un colpo la sua ragion d'essere proprio grazie al supporto (invero incostante) della stessa casa madre, che ammaliò la platea di (veri) videogiocatori con un titolo colorato e vivace, intriso d'una genialità inattesa e sostenuto dalla forza della semplicità. Fu un monito chiaro e deciso, il messaggio salvifico di una realtà commerciale pronta a difendere il proprio (supposto) predominio grazie a prodotti freschi e innovativi, esilaranti e genuini. Da lì in avanti il sostegno di progetti visionari come Flower o Everyday Shooter, l'impegno per una politica di acquisizioni che guardasse ai nuovi talenti della scena Indie (e che ha portato, indirettamente, Little Big Planet), ed un'attenzione marcata all'aspetto artistico della produzione digitale (Linger in Shadows) hanno poco a poco dismesso l'immagine di una Sony grigia e lugubre, per trasformarla in quella di un'azienda più vitale e colorata.
Anche se, ad onor di cronaca, quest'immagine si riflette piuttosto sulle superfici lucide della Playstation 3, visto che la “figlia minore” è costretta, dopo un periodo particolarmente felice a metà dello scorso anno, ad arrancare a stento nel più desolante deserto videoludico degli ultimi tempi.
Ridotta cospicuamente la mole di uscite, e contate sulle dita di una mano le grandi produzioni, PSP si trova ad essere una delle console meno appetibili del momento.
Potrà Loco Roco 2 salvare la situazione ancora una volta?
Loco Roco 2 - recensione - PSP Al di là dell'entusiasmo iniziale, dopo le prime sessioni di gioco con Loco Roco 2 l'idea che si fa largo nella mente del giocatore è quella di trovarsi di fronte ad un semplice “More of The Same”.
La pseudo-trama che introduce gli eventi vede il pianeta già “protagonista” del primo episodio di nuovo attaccato dai malefici Moja, che con il loro canto insozzano la superficie e fanno appassire la fauna rigogliosa e colorata che la ricopre. Oscillando a destra e sinistra, il determinato corpo celeste dovrà di nuovo trasportare i piccoli Loco Roco in giro per strani livelli, così da riunirli ed aiutarli a sconfiggere la pericolosa minaccia. Il gameplay alla base del titolo, il feeling con i controlli, ed il comparto audiovisivo sono rimasti praticamente identici rispetto alla scorsa incarnazione.
Utilizzando semplicemente i tasti dorsali per inclinare le superfici, o per imprimere una scossa che farà sobbalzare i LocoRoco, si dovranno esplorare i vari schemi di gioco, evitando le minacce e recuperando sulla strada i fiori che permetteranno di accrescere le dimensioni dello strano “blob vegetale”.
La formula di gioco, semplice e scheletrica, basa molta della sua forza sul level design e sull'impatto visivo, capaci di trasportare l'utente in un mondo stravagante e lineare, fatto di geometrie essenziali e curve morbide, ricoperto da una strana vegetazione e popolato da ancor più incredibili creature. Inutile dire che, se il primo capitolo ha ammaliato l'intera platea dei compratori, l'estrema somiglianza del secondo episodio lascerà perplesso più di un utente. Ritrovare inalterate forme e colori, constatare l'ampio riuso dei materiali grafici, è una gioa dolceamara, perchè a fronte di uno stile che ancora dimostra grande personalità, il “sense of wonder” diminuisce a dismisura. Spiace, mentre si prosegue nell'avventura principale, constatare che le locazioni sono riprese integralmente da quelle del primo episodio (la giungla, i giardini, le spiagge, la tundra), e che le nuove introduzioni, a livello visivo, sono praticamente assenti.
Anche alla selezione di brani musicali si aggiungono pochissimi nuovi elementi, e fra i colori dei Loco Roco spunta timidamente solo “il viola”, con una nuova sonorità distintiva ma senza troppa personalità.
E dunque, inutile girarci intorno, la forza dell'impatto con questo sequel è molto smorzata, e la meraviglia cede un poco alle logiche del già visto. Fortunatamente non cede del tutto: Loco Roco 2 è un titolo comunque ironico e spensierato, attraversato da un'innocenza infantile che si configura come una precisa e saggia scelta stilistica. Rincontrarlo significa viaggiare nei ricordi, non solo in quelli dolcissimi stimolati dal primo capitolo, ma in quelli -forse impolverati- che nascono dall'appartenenza ad una cultura ludica che trova le proprie radici nella bidimensionalità, ed in essa racchiude molti dei suoi capolavori. Questo amore atavico che si prova, ancora una volta, di fronte a Loco Roco, è proprio la sua salvezza, perchè proseguendo nella corsa attraverso i 25 livelli che compongono l'avventura principale, si scoprono piccole rifiniture di quello che già si era dimostrato un Gameplay solidissimo. Marginali introduzioni che, inserite nel contesto di un level design d'eccellenza, rendono la formula di gioco più varia ed equilibrata.
Dicevamo sopra che la struttura portante di Loco Roco abbraccia una semplicità concettuale quasi disarmante. Il “sistema di controllo” è banalissimo, ma si scontra con una progettazione dei livelli meticolosa e originale, che fa un uso preciso e perfetto della fisica e degli oggetti interattivi. I percorsi compiuti dai piccoli Roco celano insidie, trappole, passaggi segreti. Offrono una serie di spunti ambientali da interpretare ogni volta, che siano liane grazie alle quali oscillare, pendii ghiacciati che fungano da “Half-Pipe” o catapulte organiche. Insomma la varietà non manca di certo, ed in questa seconda incarnazione è resa ancora maggiore da un paio di piccole novità. La possibilità di entrare all'interno di grosse rocce per rimbalzare a gran velocità e rompere qualche ostacolo solido apre in molti casi soluzioni di level design non banali, ed anche la capacità di nuotare, scendendo finalmente sotto il pelo dell'acqua, rende l'avventura meno monotona. Ma altre trovate particolari non mancano di animare la main quest, come un set di “abilità speciali” da apprendere in particolari momenti di gioco. Fra queste, la possibilità di appendersi a qualche filamento e strattonarlo permette di affrontare boss fight stravaganti o di recuperare oggetti segreti, quella di ripulire lo sporco dei Moja attiva invece degli elementi interattivi nascosti dietro alle nuvole nere lasciate dai malefici esseri Rasta.
Niente di rivoluzionario, ma di certo introduzioni graditissime, che hanno concesso ai level designer una maggiore libertà d'azione, a tutto vantaggio non solo della giocabilità, ma anche della longevità. Rivisitare i vecchi livelli dopo aver acquistato le abilità speciali summenzionate, permette di scoprire nuove aree segrete, di attivare nuovi oggetti, e invoglia gli utenti ad esplorare ogni area più volte più di quanto non faccia la voglia di scoprire tutti i fiori rossi o di liberare tutti i Mui Mui intrappolati.
Insomma, Loco Roco 2 appare globalmente un prodotto più “raffinato” del suo predecessore: l'idea di base è stata ripresa ed “aggiornata”, rifinita ed espansa (pur marginalmente), grazie ad una progettazione dei livelli ora più creativa e complessa. A dimostrarlo, anche piccole sezioni in stile Rhythm Game che si devono “affrontare” quando i Loco Roco cantano per risvegliare gli elementi sopiti del paesaggio (alberi, nuvole, animali). O tutta la serie di piccoli Minigiochi che si rendono disponibili in certi momenti chiave dell'avventura. O, ancora, gli splendidi boss fight, finalmente più articolati.
Insomma, al di là dell'impatto iniziale, e del rammarico per l'assenza di novità grafiche e stilistiche, Loco Roco 2 resta un titolo validissimo, efficace e curato fin nei più piccoli dettagli. Quando anche le schermate di caricamento si trasformano in un piccola sfida, del resto, si intuisce che il gioco è davvero un prodotto in qualche modo speciale.



Loco Roco 2

Disponibile per: PSP
Genere: Platform Game
Sviluppatore: SCEE
Distributore: Sony
Pegi: 3+
Lingua: Tutto in Italiano
Data di Pubblicazione:
PSP: 11/2008   
Loco Roco 2
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8
7
8
36 voti
8,1
ND.
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