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Patapon 3 > Recensione
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Patapon 3 - Recensione

Inviato il da Lorenzo "Kobe" Fazio
Guardando al resto della critica videoludica nazionale e internazione, Everyeye è sicuramente stata una delle testate maggiormente critiche con la saga di Patapon. Pur riconoscendone indubbie qualità artistiche e ludiche, più di altri abbiamo messo in evidenza i limiti di un gameplay piuttosto ripetitivo e non così profondo come si potrebbe pensare.
Il terzo capitolo, probabilmente l’ultimo che verrà pubblicato su PSP, punta forte sulla quantità, ampliando in tutte le direzioni l’offerta. Tuttavia è d’obbligo chiedersi se a fronte di una tale espansione corrisponda un proporzionale incremento qualitativo. Se così fosse, Patapon potrebbe aspirare a diventare a tutti gli effetti un must have per i possessori della console portatile Sony. Al contrario, anche quest’episodio confermerebbe l’eterna incompletezza della saga.
 
Se Leonida facesse il comico?
Patapon 3 corre un grosso pericolo. Nella sua pur buona intenzione di espandersi il più possibile, esplorando nuove formule e proponendosi a inconsuete schiere di videogiocatori, rischia di esplodere incontrollatamente. L’equilibrio stilistico e di gameplay sfruttato in passato viene messo in lieve discussione, cercando di incontrare i favori del pubblico più esigente, ma anche rischiando di lasciare l’amaro in bocca a tanti fan.
La "virata contenutistica" si fa sentire immediatamente. Basta l’introduzione alla trama per accorgersi che la quantità del fattore “Frank Miller” è stata ulteriormente aumentata. Immediatamente dopo i fatti accaduti in Patapon 2, i simpatici esserini si imbattono in una sorta di vaso di Pandora. Aperto, ne escono sette demoni che pietrificano l’intero popolo dei Patapon. Da questa condizione, si salva solo il buon Hatapon, il quale con l’aiuto di Hoshipon Argentato, anch’esso sgorgato dallo scrigno maledetto, riuscirà a contattare nuovamente la Divinità, ovvero voi videogiocatori. Se in passato avete semplicemente ricoperto questo ruolo divino, comandando da lontano le truppe in battaglia, questa volta sarete costretti nei mortali panni di uno dei tre eroi leggendari del popolo dei Patapon. A inizio avventura, dunque, vi verrà chiesto se impersonare Yarida, equipaggiato con una potente lancia, Yumiyacha, che si affiderà al suo arco per deboli attacchi dalla distanza, o Taterazay, che grazie alla sua spada e al suo scudo offre una buonissima difesa all’esercito. Questa scelta, non così determinante in termini di gameplay, segnerà l’aspetto del vostro avatar per tutta la durata dell’avventura. Il vostro compito, facilmente intuibile, sarà quello di guidare l’esercito di Patapon alla sconfitta di questi sette malvagi demoni.
Come detto, il tono della narrazione ha subito un netto incremento d'epicità. Se nei precedenti episodi aleggiava un’aura di infantilismo e ironia nei dialoghi e nelle cut-scene, in Patapon 3 questi elementi sono stati pesantemente diluiti. C’è molto più rock (che fa tanto 300) e molti meno ritmi tribali. Ci sono più pose plastiche e meno battute. C’è molta più consapevolezza del pericolo e del male e meno attimi sognanti in cui godersi le ricompense per una battaglia conclusasi favorevolmente.
Ecco però la spaccatura, l’esplosione incontrollata di cui parlavamo in apertura. Patapon 3 cerca di essere duro, ma ironico allo stesso tempo. Il risultato è una netta perdita di armoniosità nel tutto, una continua asimmetria che pur mantenendo piacevole la narrazione, impedisce al videogiocatore di comprende il grado di serietà che questa vuole raggiungere. E’ come se Leonida, nel dialogo con l’ambasciatore persiano, concludesse la drammatica trattativa con una battuta spiritosa, piuttosto che con il famoso “questa è Sparta”.
La trama, insomma, rischia di non piacere né a chi cerca qualcosa di epico, né a chi si era affezionato allo stile dei precedenti capitoli. Per assurdo, tuttavia, potrebbe anche risultare efficace per entrambi i gruppi di videogiocatori. Se cercate un equilibrio, tuttavia, Patapon 3 di sicuro non lo raggiunge.
Bisogno di Fever
Patapon 3 - recensione - PSP Un discorso simile può essere fatto anche parlando del gameplay, ancora superficiale in certi ambiti, inutilmente appesantito in altri.
Come in passato vi ritroverete su un campo di battaglia bidimensionale a gestire le truppe di Patapon al fine di farle sopravvivere, sconfiggendo tutti gli sgherri, giganteschi boss compresi, che vi si pareranno di fronte. Per farlo dovrete impartirgli degli ordini suonando a tempo un tamburo. Ogni pulsante frontale della PSP corrisponde a un suono diverso e combinandoli tra loro otterrete dei comandi che verranno prontamente eseguiti dal vostro esercito. Potrete così ordinare ai soldati di attaccare, avanzare, ritirarsi, saltare e così via. Naturalmente ogni nemico vi costringerà a eseguire un pattern specifico di comandi per avere la meglio, richiedendovi sempre di cambiare i comandi da impartire. Questi, per vostra fortuna, saranno sempre visualizzabili sulla parte più bassa dello schermo, ma ciò non toglie che faticherete sempre un po’ a eseguire le mosse senza mai perdere il ritmo. Come se non bastasse il livello di difficoltà è stato aumentato rispetto al passato. Se ciò può far felici i videogiocatori alla ricerca di una sfida vera, ha ripercussioni negative sulla godibilità del titolo. Innanzi tutto sarà quasi obbligatorio non perdere mai il Fever. Questo particolare status, che si attiverà automaticamente dopo aver eseguito più di due comandi senza perdere il tempo, affiderà alle vostre truppe bonus di velocità, resistenza e attacco. Che si tratti del primo o dell’ultimo livello, perdere il Fever più di un paio di volte si tradurrà quasi automaticamente in un prematuro game over. Ciò costringerà il videogiocatore a ragionare e agire troppo di fretta, con il risultato che spesso, pur di non perdere il bonus, si cercherà di impartire un ordine qualsiasi, anche se completamente inutile in quel preciso momento.
Da questo punto di vista insomma, Patapon 3 fa quasi di peggio rispetto ai suoi predecessori. Se la relativa ripetitività del gameplay è un problema ancora irrisolto, l’elevata difficoltà potrebbe frustrare una parte di videogiocatori in cerca di qualcosa di più semplice e meno stressante.

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Patapon 3

Disponibile per: PSP
Genere: Action/Platform
Sviluppatore: Pyramid
Distributore: Sony Computer Entertainment
Pegi: 7+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Online: Multiplayer online fino a 8 Giocatori
M. Offline: Multiplayer offline fino a 8 Giocatori - SystemLink
M. Cooperativa: Multiplayer Cooperativa Offline e Online
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 15/04/2011
Patapon 3
8
6.5
7.5
8
18 voti
6.3
ND.
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