Playstation Portable - Slim & Lite > First look
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Playstation Portable - Slim & Lite - First look

Inviato il 07/09/2007 da Michele "theFont73" Fontana
Definire travagliato l'ingresso nel mondo del videogioco portatile effettuato da Sony è a dir poco un eufemismo: Playstation Portable, dalla sua prima apparizione durante una manifestazione tenutasi l'11 maggio 2004 a Los Angeles (pochi giorni prima dell'inizio di E3) ha scatenato le più concitate discussioni tra i sostenitori ed i detrattori di questa piattaforma da gioco. Tralasciamo per qualche momento i tomi scritti a proposito della sua “softeca” e concentriamoci sulle molte critiche mosse al vero e proprio “design” della console, inteso sia come forma ed ergonomia che come scelte progettuali; anche sotto questo punto di vista le critiche sono state molte, alcune piuttosto gravi e, tutto sommato, condivisibili. Playstation Portable, nonostante il look accattivante e le specifiche tecniche di tutto rispetto, si è dimostrata piuttosto “impegnativa” come console portatile, una “mattonella” pesante e voluminosa che raramente trova uno spazio negli indumenti di tutti i giorni o in pratici contenitori da trasporto che ne garantiscano la sicurezza ( messa a rischio anche a causa dell'ampio schermo sempre “a vista”). Una volta in azione PSP dimostrava un ulteriore carenza a dir poco raccapricciante: la croce direzionale posta sopra il pad digitale era mal progettata, insensibile all'imput diagonale e poco sporgente dalla sagoma della console; praticamente inutilizzabile. Fortunatamente la successiva e ben più ambita PSP “Ceramic White” già risolveva in parte questa lacuna, ma non completamente... A completare il quadro dei difetti di questa console contribuiscono, anche se in maniera minore, la durata della batteria, il tempo di caricamento dei giochi (invero imputabile spesso al software più che alla console) e l'effetto “scia” dello schermo LCD.
Comunque negli ultimi due anni Playstation Portable lentamente si è creata un proprio pubblico di affezionati e, nonostante le spropositate vendite delle console concorrenti, si è ricavata un primo, dignitoso, spazio nel mercato degli handheld. Come già capitato in precedenza per tutte le piattaforme portatili Nintendo è giunto anche per PSP il momento di rifarsi il look e di sfruttare il know how tecnologico accumulato dai suoi progettisti durante questi ultimi due anni di commercializzazione. I fan non aspettavano altro e per mesi in Internet si sono rincorse le speculazioni sui possibili ed attesi “enhancement”; eliminazione lettore UMD ed introduzione di memoria di salvataggio giochi e dati, un nuovo schermo, un secondo stick analogico (i più maligni - e nemmeno poche persone - speculavano sull'introduzione di un touchscreen...) o restyling completo, questi sono alcuni (i più realistici) dei desideri nel cassetto dei videogiocatori di tutto il mondo. Ma i sogni, purtroppo, si devono confrontare con la realtà e con le dure leggi del mercato che PSP sta tentando di conquistare: questa “nuova” Playstation Portable dovrà essere quanto più possibile compatibile con la line-up già esistente e nel contempo non escludere i possessori della vecchia versione dall'utilizzo di nuovi giochi. Questo significa che l'hardware non può che rimanere immutato nelle sue parti essenziali con conseguente obbligatoria presentza del lettore UMD e mantenimento del layout controlli. A questo si va ad aggiungere il necessario contenimento dei costi: pochi mesi fa è avvenuto il calo ufficiale del prezzo di PSP, una manovra che ha prodotto effetti sicuramente benefici nelle vendite di questa console. Rinunciare a tale vantaggio adesso sarebbe un azzardo troppo grande...
Con questi vincoli di progetto sembra piuttosto difficile reinventare un prodotto in modo da renderlo appetibile ad un pubblico sempre più sensibile ed attento alla qualità; ciononostante durante lo scorso E3 2007 Phil Harrison, CEO di Sony Computer Entertainement ha mostrato per la prima volta quella che ora è conosciuta come “PSP Slim & Lite”, illustrandone nel dettaglio le novità ed i miglioramenti.
Sono passati appena due mesi da quell'evento e la nuova PSP è già approdata nei nostri negozi italiani (incredibilmente i primi nel mondo a ricevere la console...); andiamo a scoprire che cosa ha da offrire questo nuovo hardware...
ATTENZIONE: Di questo gioco abbiamo pubblicato la RECENSIONE
Dimensioni e Layout
PlayStation Portable - first look - PSP Basta estrarre PSP Slim & Lite dall'imballo per accorgersi della bontà del lavoro svolto da Sony: nonostante l'assenza dell'UMD nel lettore e della batteria nel suo vano si può già apprezzare la drastica riduzione di peso della console, evidentemente più fina e regolare nella forma (gli ingrossamenti laterali in corrispondenza della batteria e del lettore di Memory Stick sono scomparsi rendendo completamente piana la faccia posteriore della console); anche gli altri ingombri appaiono leggermente ridotti, sebbene in modo meno evidente.
La batteria in dotazione (1200 Mah contro i 1800 Mah della “vecchia”) garantisce la stessa autonomia (non proprio esaltante) nonostante il 30% in meno di carica e le dimensioni inferiori (che contribuiscono alla regolarità del design della console); a sigillarla dall'esterno troviamo un cover completamente ridisegnato e, all'apparenza, piuttosto esile. Le sue slitte di bloccaggio, però, si dimostrano piuttosto solide ed il pulsante di sgancio (nonostante richieda un'unghia piuttosto sviluppata per essere azionato) reagisce in modo preciso ad ogni sollecitazione. Tutti coloro che vorrebbero utilizzare la vecchia batteria da 1800 Mah nella nuova console dovranno attendere qualche giorno: sebbene sia perfettamente compatibile il maggiore spessore ne impedisce l'applicazione della cover di chiusura vano. A quanto pare sarà presto disponibile (forse addirittura in regalo con la batteria da 1800 Mah) un cover bombato da utilizzare su PSP S&L.
Praticamente ogni input/output è stato riprogettato o semplicemente riposizionato: scompare definitivamente la porta ad infrarossi (che non ha MAI trovato alcuna applicazione nei software Sony) ed il suo posto viene preso dall'interruttore WLAN. Il coperchio del lettore di memory stick non è più incernierato alla console ma semplicemente “collegato” ad essa tramite due bretelle di materiale siliconico, una soluzione molto in voga in alcune famiglie di telefoni cellulari. Cambia di posizione anche la presa delle cuffie e dalla sua antica sede sotto il gancio per il laccio portaconsole si sposta leggermente verso il centro dello chassis. In verità questa modifica, evidentemente dettata dalla riduzione di spessore, provoca un piccolo problema: con la prima versione di PSP bastava dotarsi di una coppia di auricolari dotati di spinotto “ad angolo”, che si integravano perfettamente nella sagoma della console, per garantire l'appoggio della stessa su qualsiasi superficie (leggasi console adagiata sul torace per non stancare le braccia durante la partita...). Adesso questo trucchetto non è più utilizzabile, visto che la presa cuffie è a filo della sagoma esterna di PSP (ma, come spiegheremo più avanti, tale necessità “logistica” non ha più senso di esistere...).
Sempre a proposito di “output audio” va segnalata la nuova posizione degli speaker, che ora sono posizionati ai fianchi dello schermo (in precedenza erano nello stesso lato che ospita l'ingresso cuffie ed alimentazione); il prezzo da pagare per una sorgente sonora più diretta e coinvolgente è sopportabile, i due forellini che diffondono il suono sono di dimensioni davvero trascurabili ed almeno ora si può sentire la musica dei propri giochi in qualsiasi condizione di utilizzo.
Il vano UMD ora si apre manualmente, basta una minima trazione per farlo ruotare completamente e mettere quindi in luce il cambiamento avvenuto all'interno della console: la gabbietta in acciaio, in cui andava depositato il gioco, è scomparsa ed al suo posto è stato implementato un semplicissimo carrello, che si solleva ad ogni apertura del tray e deposita l'UMD all'interno del coperchio consentendone il recupero. All'inizio il cambio disco può sembrare piuttosto approssimativo, ma basta pochissimo per impratichirsi e rendersi conto che l'operazione è comunque semplicissima ed efficace (e non necessita di molti degli organi meccanici presenti nella vecchia PSP).

PlayStation Portable

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