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Pro Evolution Soccer 2011 - Recensione

Inviato il da Lorenzo "Kobe" Fazio
Il calcio virtuale portatile ha conosciuto fasi alterne di successo. Dai semplici, ma divertenti, arcade del Game Boy, con l’Advance prima e con il DS poi, si è stati testimoni di un susseguirsi di insuccessi dovuto alla tendenza dei grandi colossi come EA ad accontentarsi di titoli mediocri piuttosto che spingere verso soluzioni e stili innovativi. Diverso il discorso per la potente PSP. Sin dal primo capitolo di PES e FIFA pubblicati sul portatile Sony, fu subito chiaro che ci trovavamo di fronte a buone riduzioni di quanto veniva proposto, in contemporanea, sulle console casalinghe.
Il tempo però passa e le edizioni di PES e FIFA rilasciate cominciano ad accumularsi. Già nella recensione dell’anno scorso dell’iterazione annuale della saga di Konami, sottolineavamo una certa ripetitività del gameplay, così come una cronica mancanza di reali innovazioni e perfezionamenti a un titolo che, comunque, appariva più che buono.
E’ quest’anno? Come sarà quest’edizione portatile del 2011? Si respira finalmente aria fresca o persiste quell’odore di chiuso che comincia ad essere fin troppo pesante?
Quanti “tituli” vuoi vincere?
Pro Evolution Soccer 2011 - recensione - PSP L’impatto iniziale è positivo. Basta scorrere velocemente tra le voci del menù per rendersi immediatamente conto che di carne sul fuoco non ne manca di certo.
Si parte con la classica partita veloce, ideale per un match senza grosse pretese. Qui potrete scegliere se sfidare la CPU o un amico in locale nei classici novanta minuti o se limitarvi a una bella sessione di calci di rigore.
Si continua con le due modalità che fieramente Konami presenta come esclusiva rispetto al FIFA di EA. Stiamo ovviamente parlando della Champions League e della Coppa Libertadores. Entrambe le competizioni godono di licenza ufficiale e, scelta la vostra squadra preferita, potrete lanciarvi nell’emozionante corsa a una delle due ambitissime coppe. Inoltre potrete decidere se utilizzare gruppi e squadre che effettivamente fanno la loro apparizione nei due tornei o se personalizzarli con team e gironi creati da voi.
Continuando con le modalità presenti, giungiamo a parlare delle due modalità che vi permetteranno di controllare un singolo calciatore e di seguirlo per tutta la durata della sua carriera. La prima delle due vi costringerà a creare un atleta ex-novo editandone tanto l’aspetto estetico, quanto i parametri di abilità iniziali. Partita dopo partita lo vedrete crescere e diventare sempre più abile e, in base alle vostre prestazioni in campo, potrete diventare un campione di fama mondiale o, al contrario, un mediocre rimpiazzo di qualche squadretta provinciale. L’altra modalità, denominata World Player, vi permetterà invece di vestire i panni di un calciatore già esistente. Naturalmente non potrete modificarne l’aspetto estetico, ma anche in questo caso vi sarà permesso di accumulare ulteriori punti abilità e scegliere se farvi trasferire o meno. Certo creare un giocatore ex-novo ha il suo fascino, ma anche prolungare la striscia di successi di un Messi qualunque ha il suo perché.
Presenti anche le modalità più classiche di PES. Tramite Campionato, seguirete una squadra nel proprio torneo nazionale, con Coppa potrete gettarvi alla rincorsa di un particolare trofeo, compresa la fantasiosa Coppa Konami, mentre Allenamento tornerà utile per affinare le vostre abilità e conoscere nuove strategie di attacco e difesa. Naturalmente non manca nemmeno l’imprescindibile Campionato Master in cui verrete chiamati a vestire i panni di allenatore-GM di un team e di condurlo, anche sul campo di gioco, per diverse stagioni verso obbiettivi sempre più prestigiosi.
L’ultima voce del menù principale prende il nome di Miti. Dietro a questo nome, in buona parte depistante, si nasconde l’anima multiplayer della produzione. Qui vi sarà chiesto innanzi tutto di creare un’intera squadra dal nulla sempre facendo riferimento all’editor. Niente calciatori famosi, naturalmente: tutta farina del vostro sacco. Una volta completata questa procedura potrete divertirvi a sfidare le squadre dei vostri amici tanto in partite veloci, quanto in tornei più articolati. Purtroppo, esattamente come accadde già l’anno scorso, il tutto è limitato al locale. Anche quest’anno Konami ha mal deciso di dimenticarsi dell’online. Certo la modalità Miti è intrigante ed è estremamente divertente sfidare un amico in un’esibizione veloce, ma quanti vostri conoscenti possiedono una PSP munita di una copia del gioco? Un vero peccato notare come Konami, dopo l’edizione di due anni fa, abbia ormai deciso di abbandonare il gioco online per la piccola di casa Sony.
Tuttavia, di fronte a una tale ricchezza del menù principale, lamentarsi troppo in questo senso sarebbe quanto meno da ingrati.
Gattuso dribbla anche quest’anno, ma...
Pro Evolution Soccer 2011 - recensione - PSP Come funziona invece il gameplay? La risposta, anche quest’anno, nel bene e nel male è scontata: più o meno come l’anno scorso.
Il stile di gioco è ancora una volta più improntata nei pressi dell’arcade, piuttosto che in quelli della rigorosa simulazione, ma questa frase non deve essere fraintesa. Intanto perché PES non è un titolo che propone situazioni di gioco surreali, né vi permetterà, con un solo giocatore, di dribblare l’intera difesa avversaria e di insaccare la palla alle spalle del portiere. Inoltre, rispetto all’anno scorso qualcosa è effettivamente cambiato. La velocità di gioco ha subito una lieve diminuzione e l’I.A. dei difensori controllati dalla CPU è stata affinata.
Ciò restituisce un gameplay assolutamente familiare per tutti i fan della serie, ma che comunque costringerà anche i più esperti a qualche manovra di adattamento. Persino Gattuso potrà ancora concedersi qualche dribbling in più, ma senza un attacco organizzato, un convincente gioco di squadra e un’attenta difesa le sconfitte saranno più pesanti e umilianti del solito.
Purtroppo mancano in blocco le novità del gameplay inserite dall’edizione annuale destinata alle console casalinghe. Su tutte il controllo a 360 gradi è ancora un’utopia, cosa che restituirà ad ogni partita quella vaga sensazione di trovarsi costretti in solidi binari da seguire.
Tuttavia anche in questo senso è sbagliato lamentarsi troppo per ciò che PES 2011 è in sé, visto che offre comunque una buona e divertente simulazione. La sua natura più dichiaratamente arcade, inoltre, lo rende un titolo sicuramente migliore di FIFA 11 da giocare.
Sì, da giocare, perché basta uno sguardo al database per trovare inalterati i soliti problemi di aggiornamento di cui puntualmente Konami cade vittima. Al di là di giocatori e squadre ancora privi di licenze, desta ulteriori perplessità trovarsi ancora Borriello al Milan e Ibrahimovic al Barcellona. Piccolezze, se vogliamo, visto che è possibile editare manualmente ogni cambiamento, ma lasciano un po’ interdetti simili scivoloni in un gioco che esce alla fine del 2010.
Tecnologicamente PES 2011 si difende piuttosto bene. Rispetto all’anno scorso si deve registrare un lieve miglioramento per quanto riguarda i dettagli dei modelli poligonali, ma per il resto non si notato particolari upgrade. Le animazioni soffrono ancora di una certa legnosità di fondo, mentre la fluidità garantita è sempre massima, senza mai il minimo rallentamento. Rispetto all’anno scorso, inoltre, vi verrà offerta la possibilità di installare sulla Memory Stick Pro Duo parte dei dati del gioco. La cosa è caldamente consigliata, visto che diminuisce sensibilmente i tempi di caricamento. Gradevoli e chiari, come sempre, i menù.
Dal punto di vista sonoro al di là degli buoni effetti e della solita serie di canzoni su licenza che accompagna la navigazione nei menù, si deve registrare il ritorno del commento alla partita. Come nella controparte casalinga, a prestare la propria voce ci saranno Josè Altafini e Pirluigi Pardo. Le frasi campionate non sono moltissime, ma almeno riempiono il silenzio, quasi alienante, che contraddistingueva l’edizione dello scorso anno.
Quanto a longevità difficile lamentarsi. Tra le tante modalità di gioco disponibili e il multiplayer esteso fino a quattro giocatori, Konami ha messo molta carne sul fuoco. Certo la mancanza dell’online è una pecca che si fa sentire e non poco.
C’è poco da dire: PES 2011 per PSP non è altro che l’ennesimo PES per PSP. Nel bene e nel male il gameplay è rimasto pressoché invariato, così come il motore grafico. Le modalità di gioco sono tante e, nonostante l’assenza dell’online, Miti si rivela uno strumento efficacissimo per valorizzare l’esperienza a più giocatori.
Consigliato a chi, per la prima volta, vuole affacciarsi al calcio virtuale portatile. Migliore di FIFA 11, questo capitolo rischierà comunque di essere un acquisto superfluo per tutti coloro che ancora si divertono con l’edizione dell’anno scorso.
VOTOGLOBALE7.2
Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.
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Pro Evolution Soccer 2011

Disponibile per: PSP | PS3 | PC | XBOX 360 | PS2 | Wii | iPhone
Genere: Simulazione Sportiva
Sviluppatore: Konami
Distributore: Halifax
Costo iPhone: 5.99€
Pegi: 3+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Online: Multiplayer online fino a 8 Giocatori
M. Offline: Multiplayer offline fino a 4 Giocatori - SystemLink
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PS3: 30/09/2010   
XBOX 360: 30/09/2010   
iPhone: 06/10/2010   
PSP: 20/10/2010   
Wii: 29/10/2010   
Pro Evolution Soccer 2011
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