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PSP Go - Speciale

Inviato il 07/10/2009 da Francesco Fossetti
Disponibile dal primo Ottobre nei negozi di tutto il mondo (a parte nelle grosse catene che hanno partecipato ad un esteso boicottaggio), PSP Go è il nuovo modello della portatile Sony, presentato per la prima volta all'E3 di quest'anno e diventato fin da subito uno degli argomenti più discussi e chiacchierati dell'Industry.
Deluse le aspettative di chi si aspettava una nuova Playstation Portable (con tanto di doppio stick analogico, magari), l'arrivo di Psp Go è stato invece accompagnato da un serio rilancio dell'Handheld, in termini di visibilità, immagine e line-up.
Sony sembra dunque decisa a migliorare base installata e ricettività del pubblico, e per far questo si mostra persino pronta a scommettere pesantemente sul futuro della distribuzione digitale. Psp Go, infatti, abbandona definitivamente il supporto rigido (e obsoleto) dell'UMD, in favore di una gestione delle applicazioni che definiremmo “I-Phone style”. Prima di discutere se questa sia o meno una scelta appropriata, dedichiamoci però ad un'analisi preliminare delle caratteristiche della console.
Caratteristiche Tecniche
Aperta la piccola scatola di Psp Go, la console appare in prima linea, ben disposta all'interno di un alloggiamento di cartone. Avvolta dalla protezione di un foglio plastificato (i cui sigilli assicurano ci assicurano di eseguire la prima apertura), la macchina è accompagnata da un cavo connettore ed un trasformatore. Traendo chiara ispirazione dal design tipico della casa di Cupertino, il cavo con connettore USB è lo stesso che, collegato al trasformatore (o al PC), permette di ricaricare la piccola console. La porta per effettuare i collegamenti, disposta nella parte inferiore della macchina, è proprietaria (niente più mini-usb).

Aprendo delicatamente lo slide ci si può rassicurare sulla solidità e sulla buona qualità costruttiva, mentre osservando l'oggetto c'è da rimanere comunque compiaciuti per quanto riguarda il redesign, davvero eccellente. Che Psp Go sia un oggetto gradevole, al tatto ed alla vista, lo avevamo capito già dalle prime presentazioni. Il peso, davvero esiguo, aumenta la portabilità della macchina, che appare per altro molto meno “delicata” rispetto ai vecchi modelli. Disponibile in due colori (ed il bianco-perla “metallizzato” non è affatto male), Psp Go mostra linee sinuose ed attraenti.
Qualche perplessità si desta invece quando si va ad analizzare la disposizione dei tasti. Mentre è esemplare il lavoro sui dorsali, molto comodi da premere, per l'ubicazione di croce direzionale e front button i creativi sono dovuti scendere a compromessi con le ridotte dimensioni della console. Le due pulsantiere sono formate da tasti molti piccoli, e sono davvero molto ravvicinate fra loro, costringendo spesso ad un esercizio digitale attento e meticoloso. Anche la sensibilità dello stick analogico è cambiata, ed insomma è necessario un periodo di adattamento per poter giocare al meglio.
Niente da dire, invece, per quanto riguarda i tasti-funzione (regolazione del volume, della luminosità), tutti sul lato superiore della console. Il pulsante PS, che permette di richiamare in ogni momento la XMB (Cross Media Bar) è sul lato frontale, a sinistra, mentre i trigger di accensione e attivazione del Wi-Fi restano ai margini laterali, come nel vecchio modello.

Accesa la console ed impostati i dati principali (Nick, Data di Nascita, Ora e Fuso) ci troviamo di fronte alla XMB che conosciamo da tempo, oramai completa di tutte le funzioni, compresa quella di navigazione sul PSN. La qualità dello schermo è, come sempre, ottima, e le varie impostazioni per la luminosità permettono di ottimizzare i consumi. Come sapranno i lettori più attenti, Psp Go è dotata di una batteria interna non removibile, dalla buona autonomia. La durata di una singola carica può arrivare fino a sei ore di gioco continuativo, e si estende non poco se la console viene usata come riproduttore musicale.

Prima di trarre qualche conclusione preliminare, citiamo altre caratteristiche importanti. PspGo è dotata di una connessione BlueTooth, che permette quindi di sfruttare accessori Wirless: una vera manna per chi utilizza le funzioni multimediali e necessità di connettere un auricolare alla console.
La macchina è inoltre dotata di una memoria interna di 16 GigaByte (più che sufficiente per godere appieno di tutte le funzionalità), ma se non bastasse è possibile inserire (in un piccolo sportello coperto sul lato sinistro) una memory stick micro (disponibile in “tagli” fino a 32GB).

L'apertura e la chiusura dello slide possono essere collegate (tramite il menù impostazioni) a diverse funzioni. Di default, aprire la PSP spenta la avvia, mentre chiuderla mentre è accesa attiva uno screen saver molto elegante, in cui le icone della XMB fluttuano per qualche secondo, prima di mostrare un orologio digitale.

Complessivamente, dopo numerosi contatti con la console, si rimane ad onor del vero più che soddisfatti. Il design è accattivante e gradevole, e una volta metabolizzata la disposizione dei tasti non si può far altro che pensare di avere per le mani un oggetto solido, funzionale, ed elegante. Molti utenti hanno lamentato un prezzo troppo elevato (soprattutto se paragonato a quello della Home Console Sony), ed in effetti 249€ possono sembrare molti (se si considera che PSP Go diventa, dopo il taglio di prezzo del Wii, la seconda console più costosa sul mercato). Eppure, per la presenza della memoria interna, di una connessione BlueTooth, e per i pregi di un design ricercato, ci sentiamo di dire che la nuova versione di Psp ha davvero un valore elevato.

Come saprete, per incentivare gli “Early Adopters”, Sony ha deciso di regalare a chi registra la console entro il 10 Ottobre, una copia digitale di Gran Turismo PSP. Chi acquista Psp GO nonostante possegga un vecchio modello, potrà invece scaricare gratuitamente 3 titoli Sony a sua scelta, recuperando semmai alcune vecchie glorie della Line Up (pensiamo a Loco Roco o Syphon Filter).

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