Il concetto alla base di questo titolo è estremamente semplice. Nell’avventura impersonerete i panni di
Soggetto 12378, né più né meno che una cavia da laboratorio, imprigionato da chissà chi e costretto a sopravvivere attraversando illeso
120 stanze piene zeppe di punte acuminate e mortali, piattaforme da raggiungere con un salto ben calcolato e, ovviamente, ostacoli da superare con il supporto della materia grigia.
Il tono dell’avventura è piuttosto particolare, grazie a un impianto grafico-sonoro che commenteremo in seguito e a tutta una serie di didascalie che occupano lo schermo, utili per fornirvi indizi e dal tono piuttosto ironico. Tuttavia la caratteristica fondamentale di Shift è un'altra. Ogni livello infatti, si presenterà caratterizzato unicamente da due colori: il bianco e il nero. Dopo un paio di schemi, vi accorgerete immediatamente che è impossibile raggiungere l’uscita contando unicamente sulla capacità di saltare dell’avatar. Ecco allora che giunge in vostro aiuto l’abilità
Shift. Premendo uno dei due trigger, cambierete il colore del Soggetto 12378, ruotando completamente il mondo di gioco. Ciò significa che ciò che prima si trovava in alto, dopo sarà in basso e che le salite diventeranno discese. Inoltre se il vostro avatar sarà nero, potrà attraversare solo le sezioni bianche e viceversa.
Come accade spesso nel mondo dei puzzle game, questa semplice idea si rivela geniale e sufficientemente elastica da permettere la creazione di livelli dal design complesso e articolato.
Ma non è tutto. Non solo dovrete preoccuparvi di utilizzare lo Shift per evitare le punte mortali o per raggiungere piattaforme altrimenti inaccessibili, ma nella maggior parte dei livelli sarete chiamati a recuperare determinati
oggetti necessari per raggiungere la porta d’uscita. Questi sono divisi in tre gruppi. Il primo vi permetterà di eliminare, o spostare, dei blocchi contrassegnati da un lucchetto. Il secondo trasformerà sezioni bianche in nere e viceversa. I terzo, infine, farà scomparire i così detti blocchi anti-shift. Al di là delle pareti della stanza, infatti, non potrete effettuare lo shift su questi blocchi appena citati, che andranno per l’appunto eliminati raccogliendo lo specifico emblema.
Il gameplay è insomma sufficientemente intrigante, ma vanno fatte alcune precisazioni in merito. Innanzi tutto, nonostante l’impostazione profondamente indirizzata verso i lidi del genere dei puzzle game,
Shift Extended presenta una componente platform più sviluppata di quanto sia lecito aspettarsi. In più di un’occasione infatti, vi verrà chiesto di muovervi con tempismo perfetto o di effettuare salti estremamente precisi. Purtroppo alcuni livelli pretendono troppo, scontrandosi con un sistema di controllo limitato e non precisissimo. Si badi bene: non parliamo di situazioni catastrofiche, ma in un paio di stanze faticherete più del dovuto a causa di scelte di design che vi costringeranno a provare e riprovare decine di volte un salto che proprio non vi riuscirà.
Anche la componente puzzle non è esente da difetti. Questi, in realtà, si riducono ad un unico problema di difficoltà di fondo. Ogni livello, infatti, è superabile in una manciata di secondi. Scoperto il primo oggetto raggiungibile, infatti, il resto dell’enigma si risolve quasi da solo, visto che vi sarà sufficiente raggiungere l’area appena resa disponibile per sbloccare la successiva e così via, fino alla porta. Difficilmente il design dei livelli si spinge a proporvi qualcosa di più intricato e complesso, capace di costringervi ad un’attenta analisi prima che all’azione istintiva.
Ad attenuare questa tesi ci pensano alcuni schemi, soprattutto gli ultimi, davvero intricati ed impegnativi e una filosofia di fondo che spinge il videogiocatore a superare il più velocemente possibile ogni stanza per ottenere un buon punteggio.
Tirando le somme, il gameplay è affascinante e fa perno su una meccanica intrigante e riuscita. Purtroppo, alcuni difetti legati al sistema di controllo e a una certa facilità di fondo, non rendono
Shift Extended un titolo perfetto, ma il divertimento è comunque garantito.
Come già anticipato prima il titolo punta su uno
stile grafico dominato da campiture unicamente bianche o nere, con l’avatar rappresentato da un essere umano estremamente stilizzato e mosso da un paio di animazioni. Lo stile è insomma minimalista, piacevole e estremamente leggibile. L’unica nota di colore è rappresentata da alcuni schizzi rossi che accompagneranno la morte del nostro nel caso finisca schiacciato o cada rovinosamente sulle punte.
Anche il
sonoro è ili meno invasivo possibile. Un solo tema vi accompagnerà in ogni livello, con una musicalità da detective story Anni '40, che caricherà ancor più di mistero la debole trama del gioco.
Parlando di
longevità, 120 livelli non sono pochi, ma la maggior parte non vi intratterrà per più di una manciata di secondi. Comunque sia non ve la caverete con meno di tre, quattro ore.