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Silent Hill: Origins - Speciale

Inviato il 24/08/2007 da Edy "Kiki" Martarelli
Esiste una definizione di orrore? E' possibile dare un nome alla paura? Prima che Silent Hill arrivasse a turbare le nostre vite, pensavamo di no. Certo, molte software house hanno trattato il tema, alcune addirittura molto tempo prima che la serie nascesse, ma solo Konami ha saputo cogliere e sfruttare al meglio quello che da sempre è l'unico, grande timore dell'uomo: la paura dell'ignoto, di quello che non si comprende o non si riesce a capire. Sulla base di questo concetto, la saga ha rapidamente prosperato fino a diventare uno dei maggiori esponenti nel campo dei survival horror. Dopo i quattro capitoli su console (il quinto è attualmente in fase di sviluppo su Ps3 e Xbox 360), Konami allunga le mani sul mercato portatile con l'ormai noto Silent Hill Origins, da tempo al centro di discussioni e dubbi riguardanti soprattutto il suo gameplay. Qui alla fiera di Lipsia abbiamo potuto testare per qualche minuto la demo del gioco. Ecco le nostre impressioni.
ATTENZIONE: Di questo gioco abbiamo pubblicato la RECENSIONE
Benvenuti nella città dannata
Silent Hill: Origins - speciale - PSP Nella versione provata non v'è traccia del filmato iniziale, quello in cui l'ignaro camionista Travis Grady finisce fuori strada per evitare di investire una bambina improvvisamete apparsa in mezzo alla strada. Chi ben conosce la serie avrà sicuramente capito che stiamo parlando di Alessa Gillespie, fonte di tutto il male e la dannazione che governano su Silent Hill, ed è proprio seguendo le sue tracce che il malcapitato finisce per ritrovarsi in una delle location più famose del franchise: l'Alchemilla Hospital.

La demo parte esattamente da questo punto. Innanzitutto è bene puntualizzare che il gioco si presenta come un classico survival-horror in terza persona. Nonostante questa informazione sia già stata resa nota nella precedente anteprima, è bene confermare che questo titolo non stravolge affatto le tradizionali meccaniche di gioco. La scelta di tornare alle “vecchie abitudini” molto probabilmente è da attribuire al fatto che l'aderenza stilistica agli altri episodi meglio si adatta a quello che dovrebbe essere un prequel, l'origine appunto di tutte le vicende vissute in questi anni. Un'altra motivazione a questa inversione di rotta potrebbe essere ricercata nel fatto che, malgrado Silent Hill 4 abbia tentato di rinnovare il franchise, non tutti hanno apprezzato il cambiamento.

In effetti la sensazione di deja-vù che si prova nel condurre Travis nei tetri ed inquetanti corridoi dell'ospedale è veramente molto forte. L'atmosfera è pesante fin dal primo momento, sottolineata da un silenzio di tomba rotto, di tanto in tanto, dal rumore dei nostri passi. Il sistema di controllo è molto simile a quello delle passate edizioni e si affida allo stick analogico per camminare, al tasto quadrato per correre, al tasto x per compiere azioni ed attaccare se combinato al tasto dorsale R1 e il tasto triangolo per una rapida occhiata alla piantina. Una piccola novità è costituita dalla possibilità di centrare l'inquadratura tramite la pressione di L1; implementazione sicuramente lodevole ma che non concede grosse libertà nella gestione dell'inquadratura. Il primo piano ha poco o nulla da offrire (una mappa della struttura, un punto di salvataggio inutilizzabile e una serie di porte chiuse) finchè non si arriva in prossimità dell'elevatore e si attiva una sequenza animata che vede il protagonista alle prese con un dialogo inconcludente con un medico, presumibilmente il Dott. Michael Kaufmann . Arrivati al secondo piano, l'unico selezionabile, le cose iniziano a farsi più interessanti. L'esplorazione del secondo piano è decisamente più interessante perchè movimentata dalla presenza di una amichevole infermiera che, attirata dalla luce, viene a darci il suo personalissimo benvenuto nel suo inferno. Per difenderci possiamo usare un grosso martello trovato sul posto anche se, ad essere sinceri, questo combattimento non è poi così impegnativo poichè, data l'estrema lentezza dei suoi movimenti, non si incontrano particolari difficoltà nel toglierla di mezzo. Oltre alla classica mossa per finire il nemico quando si trova a terra (pedata o colpo di grazia con l'arma) il gameplay prevede delle “prove di forza” nel caso in cui ci si trovasse faccia a faccia con qualche mostro: in questo caso, è comparso a video il pulsante da premere ripetutamente per liberarsi della morsa avversaria. Ad ogni modo, analogamente a quanto accadeva nel quarto episodio, le armi hanno una durata limitata e sono da reperire all'interno degli ambienti.
Qualche novità, molta tradizione
Una delle cose che maggiormente aveva colpito di questo titolo era l'alternanza tra le due dimensioni, regolata in passato in maniera del tutto automatica in determinati momenti della storia e sostituita, nella versione handheld, dalla capacità di decidere autonomamente quando entrare nella Silent Hill maledetta e quando uscirne. In realtà, questo meccanismo denota una natura fittizia poichè, a giudicare da questa breve prova, l'utente è sì, libero di andare e venire ogni volta che entra in contatto con uno specchio, ma rimane sempre e comunque una scelta subordinata ad un certo evento stabilito dal copione, ad esempio, la ricerca di un oggetto. Per il resto, Silent Hill Origins ci è sembrato un pò come tutti gli altri: porte da aprire, ambienti da esplorare, mostri da uccidere, enigmi da risolvere, oggetti da trovare e così via.

Quello che invece colpisce all'istante è l'aspetto tecnico. Il mondo deviante e perverso di Silent Hill viene ricreato con la stessa cura delle versioni casalinghe: l'atmosfera opprimente e disturbante viene resa ancora una volta da uno stupendo noise effect che distorce la percezione delle ambientazioni facendole sembrare confuse, indefinite. Anche gli effetti visivi ci hanno favorevolmente colpiti (il riflesso di Travis nello specchio non è una proiezione speculare della sua immagine ma una vera e propria figura dall'altro lato) ma senza ombra di dubbio è il sonoro a fare da padrone a questo gioiellino portatile. La qualità audio, testata con l'ausilio degli auricolari, è impressionante (soprattutto ad un volume sufficientemente alto!) sia per i continui rumori di sottofondo che per i violenti cambiamenti nella potenza dei brani: dai momenti di assoluto silenzio si passa, difatti, agli assordanti e graffianti motivi carichi di tensione e angoscia.
Silent Hill Origins sarà il primo survival horror ad arrivare su PsP ed è normale aspettarsi grandi cose, soprattutto da una serie così popolare. Da quello che abbiamo potuto vedere, questo titolo non accenna a tradire le aspettative dell'utenza e punta alla conservazione di quelle peculiarità storiche che hanno fatto la fortuna della serie. Malgrado qualche accenno di novità (il fatto che lo sviluppo del gioco sia stato affidato a Climax vorrà pure dire qualcosa), la struttura di gioco rimane la stessa che tutti hanno amato o, perchè no, odiato nelle versioni casalinghe. Sta di fatto che la prova pratica, per quanto breve, ha rafforzato la convinzione che Origins sia un titolo più che valido.

Silent Hill: Origins

Disponibile per: PSP | PS2
Silent Hill: Origins - PSP
Tipo: ND.
Data di Pubblicazione:
PS2: 16/05/2008   
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