Anche il gameplay prende enormemente le distanze da quello di qualunque altro capitolo della saga. Questo infatti può essere tranquillamente diviso in due parti. L’esplorazione e la fuga dall’Otherworld. Nella prima non correrete mai il rischio di essere attaccati da alcun mostro. Potrete così esplorare l’ambiente e risolvere alcuni semplicissimi enigmi. Questi spesso, richiederanno di sfruttare le possibilità offerte dal cellulare di ultima generazione di Harry. Scatterete foto con cui rivelare particolari altrimenti invisibili, chiamerete numeri telefonici, riceverete sms e ovviamente vi affiderete alle funzionalità GPS per sapere dove vi trovate. Il telefonino è sicuramente un gadget gustoso e intrigante che sfrutterete abbastanza spesso per ritenerlo a tutti gli effetti uno dei veri protagonisti di Shattered Memories. Tuttavia è importante sottolineare nuovamente l’assoluta semplicità degli enigmi messi in campo da questo Silent Hill. Molto spesso la chiave per aprire una porta, semplicemente, si nasconde dietro un armadietto ubicato a due passi dalla porta stessa. Se ciò farà storcere il naso a tutti gli amanti dei rompicapo, ciò rientra perfettamente nella filosofia del prodotto Climax. Queste fasi pongono l’enfasi unicamente sulla narrazione. Narrazione che sarà attiva quando entrerete in possesso di un nuovo tassello delle sotto-trame di cui vi abbiamo già parlato, passiva quando semplicemente esplorerete ogni location della città . Gli ambienti infatti hanno goduto di un ottimo lavoro di caratterizzazione con dettagli e oggetti capaci di creare una storia per ogni luogo che visiterete. Il lavoro in questo senso è veramente ottimo. Ancora più semplice da descrivere è l’altra fase del gameplay. In punti prefissati infatti vedrete il già nevoso ambiente intorno a voi, congelare completamente. Farete così ingresso nel così detto Otherworld, patria di mostri che tenteranno in tutti i modi di uccidervi. A differenza del passato potrete fare una sola cosa: scappare. Gambe in spalla, un po’ come accade in Mirror’s Edge, dovrete correre a più non posso raggiungendo la via di fuga segnalata da porte e altri elementi dello scenario colorati di un blu più intenso. Durate la fuga potrete nascondervi in alcuni luoghi, accendere un bengala per scacciare i mostri o sfruttare alcuni oggetti per rallentarli. Non ci sarà alcun altro modo per interagire con lo scenario, tanto meno per uccidere i nemici. Queste fasi vi causeranno non pochi problemi se soffrite di cuore, visto che la tensione sarà sempre altissima e dovrete cercare di non fermare mai la corsa di Harry. Avrete quindi poco tempo per pensare, mentre i versi dei mostri alle vostre spalle non faranno altro che agitarvi ancora di più. Il gameplay insomma deve essere interpretato. Da una parte la sicurezza di non essere attaccati nelle fasi d’esplorazione, allontana Shattered Memories dall’idea di perenne insicurezza che ogni survival horror dovrebbe infondere nel videogiocatore. Al tempo stesso chi è alla ricerca dello stesso spirito che si respira negli altri Silent Hill rimarrà irrimediabilmente deluso. Tuttavia la nuova formula funziona. Merito di fasi esplorative rese sempre interessanti da ottimi scenari e dalla presenza delle numerose sotto-trame e di quelle di fuga mai troppo lunghe e cariche di tensione.
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