Worms: Open Warfare 2 > Recensione
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Worms: Open Warfare 2 - Recensione

Inviato il da Andrea "Erik Rekdal" Canigiani
Poche serie sono così longeve come quella di Worms. Nata nel 1994 su Amiga, la saga ha fatto la fortuna dello sviluppatore indipendente Team 17, celebre soprattutto per aver dato lustro negli anni ’90 all’ammiraglia di casa Commodore (con titoli del calibro di “Assassin” e “SuperFrog”) e per aver riportato in auge uno dei generi “storici” dei videogiochi: quello dei giochi di artiglieria. Ad oggi, soltanto Worms tiene vivo quel genere, avendo praticamente annichilito qualsiasi concorrenza, ma nel mercato pioneristico degli anni ’80 (ed in parte ’90) erano molti i cloni, anche amatoriali, di Artillery, sviluppato nel 1976 in BASIC e pubblicato addirittura in edicola. Il gioco vedeva due postazioni di artiglieria affrontarsi su scenari generati dal caso. Essendo le postazioni del tutto statiche, compito del giocatore era valutare la forza del vento, l’alzata del cannone ed il quantitativo di polvere da sparo in modo da centrare con precisione il proprio avversario.
Come detto, nel 1994 questo concept, semplice ma vincente, venne rivisto dall’humor prettamente britannico dei ragazzacci di Team 17. L’immobile artiglieria venne sostituita da squadre di quattro agguerritissimi vermi armati di tutto punto ed il resto, come si suol dire, è storia (fatta di ben 13 titoli, tra seguiti, espansioni e spin off).
Il ritorno del verme solitario
Worms: Open Warfare 2 - recensione - PSP Per chi non conoscesse il gameplay della serie Worms, riassumiamo brevemente il sistema di controllo. Su di uno scenario generato a caso, e farcito di ostacoli e tranelli si affrontano due o più squadre composte vermi (da uno a quattro). A turno, ciascun componente della squadra tenta di infliggere il maggior numero di danni possibile ai propri avversari, sfruttando la conformazione del terreno a proprio vantaggio ed utilizzando un vasto arsenale di armi più o meno convenzionali. I turni sono scanditi da una durata temporale stabilita in partenza, durante la quale, ciascun protagonista può spostarsi sullo scenario (strisciando, effettuando piccoli salti o utilizzando appositi strumenti come jetpack o teletrasporti) e colpire l’avversario. Le operazioni di mira sono semplicissime, premendo in alto ed in basso si modifica l’angolo di tiro, tenendo premuto ‘X’ si decide la forza del colpo (da dosare tenendo conto della direzione e dell’intensità del vento). E così via, di turno in turno, fino a che una delle due squadre non viene sterminata.
Open Warfare 2 nasce dall’esperienza maturata dal primo episodio portatile (uscito appena un anno fa su Sony PSP e Nintendo DS) e dalle critiche raccolte dal team di sviluppo. Le prime novità, riguardano l’esperienza di gioco in singolo con l’introduzione di una modalità Puzzle, il canonico Time Attack ed una rinnovata Campagna.
La campagna, introdotta come da tradizione da filmati in computer grafica che vedono le tragicomiche avventure dei piccoli vermi, appare più articolata e varia che in precedenza. Lungi dal proporre una serie infinita di scontri a squadre atte a simulare il multiplayer, questa modalità offre presupposti sempre nuovi e stimolanti al giocatore, ora limitandone l’arsenale, o posizionandolo in luoghi difficili da difendere oppure schierando avversari dotati di maggiore energia vitale. Ciliegina sulla torta, la presenza diboss di fine livello, in realtà null’altro che semplici vermi, ma tutti da affrontare con la dovuta strategia. Per esempio, il primo è completamente statico (e circondato di esplosivi) ed il compito del giocatore è quello di raggiungerlo sulla vetta di una montagna utilizzando un numero limitato di strumenti ed armi per innescare una reazione a catena. Piace constatare come l’intelligenza artificiale sia stata completamente ridisegnata: lungi dall’essere dei completi idioti, i vermi controllati dalla CPU non sono però più le micidiali e precisissime macchine da guerra del passato e si macchiano, di tanto in tanto, di errori pacchiani, simulando a tutti gli effetti la disattenzione di un avversario reale.
Diverso l’approccio della modalità Puzzle: qui il giocatore è chiamato ad ingegnarsi per trovare la giusta soluzione agli enigmi proposti dal gioco (che possono essere l’abbattimento di bersagli o il raggiungimento di un checkpoint) in situazioni ostili. Per esempio il gioco può costringere a colpi di precisione millimetrica, sfruttando un vento contrario, o ad utilizzare con perizia gli strumenti forniti per il trasporto, come la corda Ninja, od il Jetpack. Tutto questo viene riproposto nella modalità Time Attack, con l’aggiunta di un limite temporale da non superare.
Ciascuna di queste tipologie di gioco è sviluppata con grande cura e la curva di apprendimento proposta non è mai né frustrante né banale, anzi, sia il Puzzle Mode che la Campagna rappresentano un utile strumento per imparare a sfruttare al meglio tutte le possibilità offerte dall’arsenale e dalle modalità di gioco. Unici nei, l’impossibilità di salvare nel corso di una missione o di un rompicapo (spesso molto articolati e bisognosi di tempo e precisione per essere completati) ed un’eccessiva precisione nel rilevamento delle collisioni e delle esplosioni. Abbastanza spesso si rimane bloccati da una parete che si pensava di avere abbattuto, a causa di pixel appena percettibili non coinvolti nelle esplosioni, e per questo costretti a riiniziare da capo il livello o la missione.
Completa la panoramica sulle novità, l’introduzione di armi inedite, come il Bufalo Mentitore (un bufalo che travolge ogni cosa sul suo cammino), l’Asino di Cemento (una ciclopica statua di asino che devasta lo scenario) e l’Abbatti Bunker (un attacco aereo in grado di scavare il terreno prima di esplodere). Ovviamente, ogni strumento di morte è dotato della sua carica di demenziale umorismo e di un’utilità strategica da ben comprendere prima del suo utilizzo.

Worms: Open Warfare 2

Disponibile per: NDS | PSP
Tipo: ND.
Distributore: THQ
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
NDS: 31/08/2007   
PSP: 31/08/2007   
Worms: Open Warfare 2
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