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RECENSIONE UTENTE: Soulcalibur: Broken Destiny (PSP)
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Inviata da Akito | Inserita il 01/03/2010
Probabilmente come molti, aspettavo l'incarnazione portatile di Soul Calibur da molto, moltissimo tempo.
Per chi ancora non conoscesse l'inossidabile saga di Namco, basterà dire che il rinomato brand si porta sul groppone ormai più di 10 anni d'età, cominciando da Soul Edge/Blade, partendo definitivamente con la prima incarnazione su DC (e da un pò anche su Live Arcade), per arrivare attraverso altre due generazioni fino alle più recenti versioni HD.
E' la serie che per eccellenza, ha da sempre riportato feroci sontri all'arma bianca, guarniti da mirabolanti effetti di luce, credibili espressioni facciali, e personaggi ormai consolidati e amati.
Soul Calibur in your pocket
Riprendendo quanto detto in apertura, una versione tascabile sarebbe stata d'uopo già qualche anno addietro, considerata la potenza di PSP a riguardo (paragonabile in piccolo a una PS2), ma gli ambiziosi sviluppatori hanno voluto superare loro stessi, tentando di "rimpicciolire" non il secondo, non il terzo, ma direttamente il quarto capitolo della serie, quello più oneroso da riprodurre in termini tecnici. Operazione riuscita? Sotto alcuni aspetti sicuramente.
A parte un immancabile downgrade grafico, soprattutto per quanto riguarda gli scenari, i combattenti sono tutti piuttosto fedeli ai loro "fratelli maggiori", la velocità di combattimento è ottima, le mosse ci sono ancora tutte, il sonoro è come sempre epico.
Sono stati anche aggiunti, come ulteriore invito all'acquisto due nuovi personaggi: L'illustre Kratos (da GOW) e l'insulso Dampierre, che sicuramente potrebbe concorrere per il titolo di "personaggio dei videogiochi più brutto di tutti i tempi"... Ma tant'è.
Detto così sembrerebbe tutto a posto... Dov'è quindi la fregatura?
The boredom will never die.
Per quanto possa sembrare strano, questa è la peggiore incarnazione della serie. Limitatamente al sistema su cui viene proposta, si sarebbe potuto fare veramente di meglio.
Purtroppo nonostante il gameplay risulti divertente al primo impatto, SCBD non riesce a trasmettere il feeling dei precedenti titoli, vuoi per un insulsa modalità a sfiea e la totale assenza di una normale sequela di combattimenti in stile arcade, vuoi per la sezione di creazione del personaggio originale, che messo a confronto con quelli "ufficiali" risulta a dir poco inguardabile, risultando in una perdita di stimolo a collezionare tutti gli accessori presenti nel gioco. Va aggiunta l'impossibilità di partecipare a scontri online; chi gioca in singolo lo troverà divertente per un paio di pomeriggi al massimo, nel caso non disponga di amici opportunamente equipaggiati per qualche sessione "ad hoc".
COMMENTO FINALE
Nonostante il lodevole sforzo profuso nel trasferire tutta la possanza di Soul Calibur nelle nostre mani, Broken Destiny riesce solo in parte a coinvolgere il giocatore. E' sicuramente un buon inizio, dato anche il costo contenuto, e chi non ha mai avuto modo di provare un qualsiasi titolo del brand di Namco potrebbe anche esserne allettato.
Nella possibilità di scegliere, molto meglio uno qualsiasi dei suoi "fratelli maggiori" sulle console di casa: chi ha già giocato Il quarto capitolo, può tranquillamente fare a meno di questo. Per tutti gli altri, non è certo questo il miglior modo per entrare nel mondo di Soul Calibur, ma nemmeno un fiasco totale. Divertente per un pò.
VOTOUTENTE 6.5
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Postato da Akito (Members) il 06/03/2010 alle 16:36
"Un'insulsa modalità a sfida", accidenti a me e a quando mi si intrecciano le dita XD!
Postato da Kran-io (Members) il 07/03/2010 alle 18:52
Non è il genere d gioco che vedo bene su psp, soul calibur è da console di casa e basta.

Soulcalibur: Broken Destiny

Disponibile per: PSP
Genere: Picchiaduro 3D
Sviluppatore: Namco Bandai
Distributore: Atari
Pegi: 16+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Offline: Multiplayer offline fino a 2 Giocatori - SystemLink
Data di Pubblicazione:
PSP: 03/09/09   
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Akito
Probabilmente come molti, aspettavo l'incarnazione portatile di Soul Calibur da molto, moltissimo tempo. Per chi ancora non conoscesse l'inossidabile...[Continua a Leggere]
6.5