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Batman Arkham Origins Blackgate - Recensione

Inviato il da Lorenzo "Kobe" Fazio
Con la trilogia dei film di Nolan e quella videoludica degli Arkham, ogni fan di Batman sta vivendo tempi meravigliosi, caratterizzati da un ritorno in grande stile del loro eroe preferito. Asylum, City e il più recente Origins ci hanno regalato un terzetto di produzioni videoludiche di prim’ordine, perfettamente a loro agio nel tradurre in poligoni il complesso ecosistema di Gotham City, fatto di villain psicologicamente alterati e occupato da un protagonista quanto mai sfaccettato e affascinante.
Prima che la saga raggiunga la nuova generazione, Warner Bros. ha voluto accompagnare l’ultimo capitolo pubblicato su PS3, PC, Xbox 360 e Wii U con uno spin-off portatile. Accolto con un certo scetticismo, Batman Arkham Origins Blackgate ha ribaltato tutti i pronostici del caso, dimostrandosi meritevole di sedere affianco al (favoloso) fratello maggiore. Imperfetto e penalizzato da alcune scelte di gameplay un po' castranti, si tratta di un gioco consigliato a tutti gli irriducibili del Cavaliere Oscuro e a chi rimane stregato dal gameplay in stile Metroidvania.
Da prigionieri a secondini. Ancora una volta.
Batman Arkham Origins Blackgate - recensione - PS Vita Blackgate è in pratica una riduzione di Origins. Come il fratello maggiore propone un riuscitissimo mix tra esplorazione, puzzle solving e combattimenti, ma rinuncia alla tridimensionalità per proporre un gameplay fondamentalmente legato a due sole dimensioni. Perdendo qualcosa in termini di coinvolgimento e spettacolarità, acquista carattere estremizzando l’anima da action/adventure più classico. Questa virata ha risvolti evidenti anche sul fronte del gameplay: in questo capitolo portatile l'acquisizione dei nuovi gadget gadget sarà legata a doppio filo al backtracking, ed ogni "gingillo" vi permetterà di superare ostacoli prima insormontabili e metterete le mani su gustosi extra nascosti nello scenario.
L’azione prende il via tre mesi dopo gli eventi narrati in Origins. Neanche il tempo di godersi la pace ristabilita, e Batman è costretto nuovamente a fare gli straordinari. Il prologo lo vede gettarsi all’inseguimento di Catwoman, che si allontana di soppiatto da un palazzo a cui ha sottratto del materiale informatico. Il loro primo appuntamento, dopo un rocambolesco inseguimento per i tetti di Gotham, si conclude nel modo più scontato possibile: il nostro ha la meglio e fa rinchiudere l’avvenente ladra mascherata nel famoso carcere di Blackgate.
Passano poche settimane e, neanche a dirlo, il penitenziario viene stravolto da una sommossa dei prigionieri. Il Pinguino, Black Mask e l’onnipresente (pure troppo) Joker si spartiscono le ali della struttura e toccherà ovviamente all’Uomo Pipistrello ristabilire l’ordine e riaccompagnare, con metodi poco gentili, i criminali nelle proprie celle.
Purtroppo il fatto che Batman Arkham Origins Blackgate sia il fratello minore di Origins lo si percepisce chiaramente anche e sopratutto nell’aspetto narrativo. Si perde infatti quella splendida attenzione alla psicologia dei personaggi, e pare che stavolta nessuno abbia l’intenzione di raccontarci nuovi aspetti del passato del Cavaliere Oscuro.

Pur scandita da splendide schermate in pieno stile comic, la trama non prende mai quota. Ogni dialogo si concentra per lo più sulle contingenze della missione, uccidendo sul nascere qualsiasi tentativo di inspessire il plot, magari puntando su un approfondimento dei rapporti tra Batman e il villain di turno. Quest’atmosfera asfissiante e fin troppo rattrappita non si dissolve neanche sul finale, dove un epilogo per nulla ispirato lascia ulteriormente l’amaro in bocca. A peggiorare la situazione di un aspetto narrativo che scorre senza emozioni, ci pensa il ripetersi di situazioni già viste all’interno della saga: ancora una volta un carcere, ancora una volta una sommossa, ancora una volta una sequela di nemici arcinoti da combattere.
Ciononostante basta qualche apparizione del Joker e un paio di ammiccanti siparietti tra Batman e Catwoman per allietare l’utente quanto basta spingerlo a scoprire cosa realmente si nasconde dietro al tumulto che ha sconvolto Blackgate.
Fine detective, ma un lottatore mediocre
Batman Arkham Origins Blackgate - recensione - PS Vita L’aspetto narrativo insomma non convince, mentre il gameplay si difende molto meglio, anche se manca quella qualità a cui la saga ci ha abituato tra le mura domestiche.
Il modello che ha ispirato Armature, team responsabile del gioco, è quello dei classici adventure game che hanno fatto la storia del gaming negli anni '90. Le prime fasi di esplorazione sono caratterizzate da una rigorosa linearità, e solo raccogliendo nuovo equipaggiamento potrete sbizzarrirvi a cercare strade alternative e aree segrete in cui sono nascosti bonus o altri collezionabili. L’immancabile rampino può sollevare Batman per decine di metri, oppure aiutarlo a scoperchiare della distanza grate e altri ostacoli. Le cariche di dinamite fanno deflagrare i muri più deboli. Il decriptatore avvia un elementare minigioco con cui bypassare i sistemi informatici. Usando questi ed altri gadget potrete quindi addentrarvi progressivamente dentro Blackgate.
Farsi largo tra le celle e i corridoi sarebbe comunque impossibile senza il Detective Mode, presente anche in questo episodio. Basta un tocco sullo schermo della PS Vita per attivare la speciale visuale con cui analizzare lo scenario e avere informazioni sullo stato nemici e sugli elementi con cui è possibile interagire. Chi vorrà scoprire ogni segreto del gioco, andando dunque al di là della semplice missione principale, dovrà abusare di questa abilità passando al setaccio ogni anfratto: solo così sarà possibile recuperare tutti i pezzi della corazza, vari power-up di attacco e difesa, e le prove con cui risolvere i misteri che fungono da sub-quest.
Le fasi esplorative e quelle di puzzle solving si alimentano dunque a vicenda, in maniera tutto sommato interessante e funzionale. Pur costretti a seguire un unico sentiero, ogni ambientazione, riprodotta in 3D, nasconde quasi sempre un condotto in cui intrufolarsi, un sottopassaggio dove strisciare o una strada alternativa inizialmente nascosta alla vista.

Ben lontano dal raggiungere gli stessi livelli di complessità di un Super Metroid o delle ultime incarnazioni bidimensionali di Castlevania, Batman Arkham Origins Blackgate ha dalla sua un level design inaspettatamente articolato. Ci sono alcune fasi di backtracking che risultano molto noiose, ed è vero che basta affidarsi continuamente al Detective Mode per scovare qualsiasi segreto: ma nonostante ciò esplorare Blackgate è stimolante e appagante.
Ciò che non convince del tutto è l’altra anima del gioco: quella legata ai combattimenti. Su PS Vita si deve fare i conti con un appiattimento del combat system, dovuto proprio alla bidimensionalità. Impossibilitati ad approcciare i nemici in profondità, gli scontri si fanno quasi tutti uguali e poco interessanti. Scialbi anche gli scontri con i boss: chiusi in difesa, dovrete attendere il momento giusto per eseguire una schivata o un contrattacco e poi assestare qualche montante. Anche quando sarete circondati da più nemici, la situazione resta praticamente la stessa: in mancanza di combo specifiche, mosse alternative e della libertà di muoversi a 360° non si può far altro che attaccare a testa bassa, tra un contrattacco e l’altro.
Si evita la noia solo perché i designer hanno centellinato le battaglie, ai minimi storici della saga, lasciando invece che sia la componente stealth a prendere il sopravvento. Sfruttando cunicoli e piattaforme sospese, potrete prendere alla sprovvista gli ignari nemici, attaccandoli alle spalle o piovendogli addosso con un devastante calcio volante. Purtroppo manca la stessa cura nel level design di Asylum e compagnia bella, ma in questi frangenti le lotte si fanno sicuramente più coinvolgenti e interessanti. Peccato per la telecamera che, pur raramente, tende ad essere troppo ravvicinata, tanto da rendere difficile intuire la posizione dei nemici: più di una volta sarete scoperti, nonostante tutte le precauzioni del caso, e condannati a un prematuro game over.
Artisticamente il gioco eredita per intero le soluzioni visive usate nei capitoli casalinghi. I modelli di Batman (impressionante per cura nei dettagli) e dei vari villain sono identici a quelli dei capitoli principali, così come la maggior parte delle animazioni. Purtroppo queste non sono fluide come ci si aspetterebbe: sbavatura che penalizza ulteriormente le azzuffate, in cui l’eleganza del Cavaliere Oscuro è un fattore tutt’altro che secondario per apprezzare il titolo. Purtroppo anche l’art design delle ambientazioni non brilla più di tanto: costretti quasi sempre all’interno di Blackgate vi muoverete tra celle, corridoi e stanze di contenimento che alla lunga si assomigliano fin troppo. Per fortuna la location occupata dal Joker acquista quel tocco di colore (e follia) in grado di ridestare l’interesse dell’utente.
Buono il sonoro che ricicla qualche theme già noto ai fan e che si sviluppa attraverso (pochi) effetti ben campionati e un buon doppiaggio in inglese.
Chi era già pronto a una sonora bocciatura del capitolo di serie B della saga degli Arkham dovrà rivedere le sue stime. Blackgate, nelle otto ore necessarie a Batman per ristabilire l’ordine nel carcere, non ridefinisce certo le logiche di genere e rispetto ad Asylum, City e Origins si ritaglia ambizioni estremamente più contenute.
Il fatto che sia una "versione ridotta" dei capitoli regolari, lo si vede praticamente ovunque: dall’art design, preso in prestito di sana pianta dagli episodi maggiori, alle soluzioni di gameplay, più spicciole sul fronte dei combattimenti, passando per plot, fin troppo lineare e privo di pathos.
Ciononostante grazie a un level design ben architettato e proponendo delle fasi platform ed esplorative degne di questo nome, il gioco riuscirà a fare la felicità di tutti i fan del Cavaliere Oscuro già in astinenza dopo la scorpacciata fatta con Origins.
VOTOGLOBALE7
Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Batman Arkham Origins Blackgate

Disponibile per: PS Vita | 3DS | PS3 | Wii U | XBOX 360 | PC
Genere: Azione
Sviluppatore: Armature
Distributore: Warner Bros
Publisher: Warner Bros. Interactive Entertainment
Costo Digidelivery: 19,99
Pegi: 16+
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
Data di Pubblicazione:
PS Vita: 25/10/2013   
3DS: 08/11/2013   
PS3: 02/04/2014   
Wii U: 02/04/2014   
XBOX 360: 02/04/2014   
PC: 02/04/2014   
Batman Arkham Origins Blackgate
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ND.
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