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Dustforce - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Dopo il discreto successo ottenuto su PC, e a ben due anni dalla release originale, Dustforce arriva anche su console, disponibile in digital delivery su PlayStation 3 e PsVita e prossimo all'esordio anche su Xbox 360. Il platform firmato Hitbox Team (ma l'adattamento è curato da QLOC) appare ancora oggi un titolo originale e intrigante, caratterizzato da una precisione geometrica non solo nel look spigoloso e minimale, ma anche nell'ossessione per un flusso di movimenti calcolatissimi.
Considerato a ragione una delle proposte più indovinate della scena indie, Dustforce esibisce il su look diretto ed un gameplay discretamente tecnico, per stuzzicare tutti gli appassionati del genere che hanno apprezzato Super Meat Boy e relativi epigoni.
Colpi di ramazza
Dustforce - recensione - PS Vita Dustforce è un platform bidimensionale a scorrimento che vede protagonista una vera e propria task force di spazzini, in questo caso dediti alla professione come solo un vero lavoratore potrebbe fare. Naturalmente non stiamo parlando di operatori ecologici, ma di individui in grado di arrampicarsi sui muri e di correre sul soffitto, vantando un'agilità degna persino dell'amichevole Spiderman di quartiere. Ci sono quattro personaggi selezionabili che ricalcano dei classici stereotipi, tra cui l'immancabile omino baffuto in salopette, che nonostante la verve e l'equipaggiamento in dotazione "Folletto a 5 velocità" sembra volerci comunicare "mi mancano due giorni al pensionamento". Bastano pochi minuti e il livello di tutorial per comprendere che la folle idea del team Hitbox funziona egregiamente.
Ad ogni avvio del gioco ci troviamo in un grande ambiente esplorabile, dal quale è possibile accedere ai vari livelli attraverso delle porte. Qui troviamo anche dei personaggi in grado di aiutarci grazie a piccoli consigli e trucchetti per poter affrontare le situazioni di maggior difficoltà. Il gioco è strutturato su più di 50 livelli, alcuni giocabili liberamente e altri da sbloccare recuperando delle chiavi sparse per l'intero mondo o per i singoli schemi; naturalmente il gioco vero e proprio inizia non appena si varca la soglia di una porta.

Un conto alla rovescia ci prepara al via. I pulsanti direzionali servono per muovere il personaggio sulle piattaforme e sulle pareti in wall running, ripulendo le tracce di sudiciume sparse sulle superfici impervie delle intricate costruzioni che compongono i labirinti di Dustforce. Per superare gli ostacoli più lunghi, come una voragine o una fossa piena di spuntoni, può esser necessario eseguire un doppio salto oppure uno scatto. Alcune azioni si possono invece risolvere solo con una serie attenta e calcolata di balzi da un muro all'altro, con capriole e piroette tipo parkour. Talvolta la polvere forma delle e vere e proprie barriere solide, che possono essere superate solo con una massiccia dose di batoste. Naturalmente a suon di spazzolone.
Il mondo surreale di Dustforce si suddivide in diverse aree, ognuna delle quali ruota attorno ad uno specifico tema: c'è il parco colmo di foglie secche da raccogliere, il vecchio maniero con le sue polverose librerie, oppure il laboratorio pieno di rifiuti altamente tossici, tutti ambienti che necessitano del drastico intervento della nostra squadra di super inservienti.
Il completamento dei vari livelli lo si ottiene salvando gli animali e le persone situati sul percorso, sventando la minaccia dello sporco, che come uno spirito o un demone si è letteralmente impossessato degli abitanti di questa lercia cittadina. Per fare ciò dobbiamo abbiamo a disposizione due colpi, uno veloce e uno potente, e una mossa speciale che si può eseguire solo dopo aver accumulato un po' di punti. Fattori secondari ma ugualmente importanti sono la percentuale di pulizia del livello, lo stile e le combo utilizzati per il completamento, e infine, non meno importante, il tempo impiegato per portare a compimento la missione. Al termine del livello otteniamo una valutazione ed un'eventuale ricompensa in chiavi per l’accesso a nuove aree. Con queste premesse, è chiaro che siamo di fronte ad un titolo frenetico e veloce, dove un singolo errore può pregiudicare l'intera partita. Interrompere le combo infatti, finisce irrimediabilmente con l'influenzare negativamente la valutazione finale di "Stile", mentre la lancetta dell'orologio avanza inesorabilmente, anche solo di pochi, preziosissimi secondi. Il più delle volte essere colpiti da un nemico non risulta fatale, ma si traduce nell'irrimediabile perdita del contatore combo, pregiudicando quindi la valutazione finale della partita.

Nel flusso continuo di movimenti e acrobazie di Dustforce, fallimento dopo fallimento, c'è una poesia quasi magnetica, che ben presto cattura il giocatore nonostante l'impostazione seriamente “punitiva” del titolo. In verità raggiungere la fine degli stage non è un compito troppo complesso, ma per farlo in maniera dignitosa bisognerà lavorare con un'attenzione esagerata e meticolosa. I risultati migliori si ottengono provando e riprovando, con costanza e dedizione, e cercando anche di capire quali sono le proprietà di ogni spazzino. L'inerzia dei movimenti dei quattro “protagonisti” è leggermente differente, così come le loro reazioni quando si trovano appiccicati alle pareti o al soffitto: studiare e sperimentare diventerà quindi importantissimo, soprattutto perchè il tutorial iniziale, sbrigativo e poco esaustivo, farà ben poco per lasciarvi metabolizzare come si deve le dinamiche di gioco. Il sistema di controllo, per altro, è reattivo ma sempre spinoso: richiede una precisione certosina e matematica, un flusso di input flessuoso e rapido come i movimenti dei nostri spazzini. Spesso e volentieri la conformazione degli stage è studiata per fare in modo i livelli siano completati in un'unica, spettacolare sessione di corse sul muro e sprint a mezz'aria. Si tratta di un approccio particolare e non semplicissimo, che spesso e volentieri si appoggia su un bel po' di Trial & Error e che potrebbe spazientire i meno affini allo spirito “arcade” che qui riecheggia, recuperato da certi grandi platform degli anni '90.

Sotto il profilo tecnico Dustforce adotta uno stile di chiaro stampo minimale: questa piccola perla dell'industria indipentende vanta un comparto visivo decisamente affascinante, con un audio e delle musiche semplici ma del tutto funzionali. La grafica "essenziale" è l'anima stessa di questo titolo, non riduttiva esigenza di un piccolo team di sviluppo quanto manifesto del design nell'era del web 2.0, aspetto visivo che si concretizza in uno stile obiettivamente gradevole e certamente azzeccato, con numerosi ammiccamenti all'animazione Flash e alla street art.
La soundtrack è composta da pezzi synth che accompagnano con temi diversi le varie aree di gioco, ricalcando le atmosfere evocate dal contesto scenico. La semplicità di composizione non pare solo una scelta stilistica, ma un'esigenza dettata dalla concentrazione richiesta al giocatore per portare a termine i livelli più difficili. Gli effetti sonori partecipano in maniera eccellente a questa soluzione costruttiva, risultando poco invasivi nei confronti del gameplay.
L'edizione per le piattaforme PlayStation è ancora in attesa di 100 livelli aggiuntivi che dovrebbero essere proposti come contenuto aggiuntivo totalmente gratuito: nel frattempo potreste dedicarvi per qualche ora al multiplayer: 10 mappe e due modalità di gioco vi permettono di affrontare sfide 4 contro 4. Una possibilità che si rivela intrigante per qualche ora, ma sicuramente molto meno ispirata rispetto all'esperienza classica di Dustforce.
A due anni dalla sua uscita, Dustforce tiene ancora banco, approdando su console con il suo stile accattivante ed una filosofia che manderà in visibilio gli amanti delle sfide. Il titolo ha una soglia d'ingresso molto alta: prima di metabolizzare il sistema di controllo, padroneggiare le reazioni degli spazzini ed arrivare a chiudere i livelli con l'eleganza che il level design si sforza di prevedere, ci vorrà un bel po' di tempo. Fallimenti, cadute e feroci imprecazioni contro la console saranno all'ordine del giorno. Per fortuna, rapiti da un look minimale ma ispiratissimo, si comincerà poco a poco a scoprire quest'anima "arcade" della produzione, esibendoci in una serie interminabile e flessuosa di trick, salti e capriole. Sarà in quel momento che Diustforce avrà conquistato gli amanti delle sfide, e lasciato indietro chi invece cerca un platform più leggero e immediato.
VOTOGLOBALE7.5
Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Dustforce

Disponibile per: PC | PS3 | PS Vita | XBOX 360
Genere: Platform
Sviluppatore: Hitbox Team
Distributore: Steam
Costo Digidelivery: 6,99
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PC: 17/01/2012   
PS3: 04/02/2014   
PS Vita: 04/02/2014   
Dustforce
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