Playstation Vita: Notizie, Recensioni, Anteprime e Video
Francesco e Sergio rispondono a tutte le vostre curiosità
Gravity Rush > Recensione
54 Commenti
Stampa
+0
     
+0
+0
+0

Gravity Rush - Recensione

Inviato il da Lorenzo "Kobe" Fazio
Alcune storie sono difficili da riassumere. Racconti talmente tanto vivaci, frizzanti, indomabili che qualsiasi mediazione, che tenti di riprodurne la fruizione diretta, risulta mortificante, limitante, quasi offensiva. E’ un po’ come ascoltare i propri nonni o genitori che parlano della loro giovinezza: è facile ricordare il come e il perché, più difficile infondere gli odori, i colori, i tumulti emotivi della propria epoca.
Gravity Rush è esattamente questo: un’avventura incredibile, fatta di piccoli tocchi di classe, sorretta da fili praticamente invisibili, capace di veicolare un piacere dal sapore esotico e inatteso. Ma un'avventura che va vissuta in prima persona per essere carpita nella sua interezza. Non si tratta di un prodotto perfetto, ma sopperisce a qualche lieve défaillance grazie a un’incredibile classe e a un concept che, per quanto semplice da descrivere in poche parole, è capace di incantare fanciullescamente.
Nonostante il pur ottimo Uncharted: Golden Abyss, Gravity Rush è la prima, vera e indiscutibile killer application per PS Vita. Ciò è dovuto non solo alla sua qualità, caratteristica che spartisce, oltre che con lo spin-off della saga dei Naughty Dog, con WipEout 2048 e Lumines Electronic Symphony. L’onore grava su questo titolo in quanto si tratta della prima vera IP identificativa del portatile, il primo slancio ontologico, oltre che produttivo, teso a qualificare e caratterizzare l’ultima nata in casa Sony.
 
Un’isola nel cielo
Gravity Rush - recensione - PSVita Gravity Rush impiega pochi secondi per scavare un solco netto nella mente e nell’animo dell’utente. E’ come entrare realmente, non solo virtualmente, in un universo alieno al nostro, dominato da leggi fisiche, antropologiche, sociali proprie. Come diremo meglio in seguito, il connubio tra arte visiva e musica è talmente impattante ed efficace che la suggestione coinvolge i restanti sensi: si respirano gli odori della città, si assapora il retrogusto di ogni incontro e, soprattutto, si sente il vento che colpisce di continuo il volto. Si corre costantemente il rischio di incappare in un overflow sensoriale, che spesso vi costringerà a distogliere lo sguardo dal monitor, ad allontanare i pollici da stick analogici e pulsanti per riappropriarvi della vostra fisicità, completamente assorbita dalla fluidità con cui ci si sente tutt’uno con l’avatar e dall’incapacità di sottrarsi al piacere, quasi sensuale, di cambiare continuamente il verso della forza di gravità.
"Si corre costantemente il rischio di incappare in un overflow sensoriale, che spesso vi costringerà a distogliere lo sguardo dal monitor, ad allontanare i pollici da stick analogici e pulsanti per riappropriarvi della vostra fisicità, completamente assorbita dalla fluidità con cui ci si sente tutt’uno con l’avatar e dall’incapacità di sottrarsi al piacere, quasi sensuale, di cambiare continuamente il verso della forza di gravità."
La trama è una delle principali fautrici di questa sorta di gabbia che vi renderà prigionieri consenzienti della creatura di Sony Studios Japan. Una mela, dopo averla opportunamente sollecitata a colpi di “ditate”, cade da chissà dove nella città di Hekseville, metropoli che galleggia nel nulla. Cade la mela e cade Kat, che si risveglia aliena in un mondo alieno. Vestita di esotici abiti e caratterizzata da un favoloso paio d’occhi rossi, la nostra eroina non sa chi sia, né dove si trovi. Al suo fianco, fiero e taciturno, un misterioso gatto che, in breve, si scoprirà la fonte di un potere portentoso: la capacità di modificare la direzione soggettiva della forza di gravità. Non si tratta quindi di volare, né di cadere con stile, volendo fare una citazione. Sfruttando questa sua abilità, la nostra troverà un senso alla sua vita priva di passato: difendere la popolazione dai continui attacchi dei Nevi, tenebrose e aggressive creature che si materializzano di tanto in tanto, e ricompattare le parti di città sparite nel nulla. Sono queste le due fonti energetiche che alimentano l’avventura, il viaggio di Kat. Premesse così scontate (il classico super-eroe che protegge gli indifesi) non devono però scoraggiare. Innanzitutto perché l’ambientazione e i vari autoctoni che incontrerete rappresentano un unicum nel panorama videoludico. Per quanto di città volanti siano pieni decine di altri videogiochi, Hekseville sembra realmente un’isola distante da tutto. Tagliata fuori da qualsiasi altro luogo, si percepisce un punto di vista antropologicamente atipico: quello di una società che vive unicamente di sé stessa, ignara dell’eventuale esistenza di altro. Si prova come una lontana claustrofobia, comunque mitigata dalla vista di cieli che si espandono all’infinito in tutte le direzioni.

La relativa banalità delle premesse narrative è inoltre sconvolta da tutta una serie di elementi che, non tardando a fare la loro comparsa sulla scena, ingigantiscono immediatamente l’universo immaginifico di riferimento, facendo sprofondare l’utente in una situazione più grande di quanto ipotizzabile, più grande del gioco stesso. Purtroppo è difficile parlarne senza incappare in qualche pur pallido spoiler. Ci limiteremo a dire che la stessa fine del gioco lascia molte cose in sospeso, facendo presagire un diretto sequel, e che l’indagine, spesso involontaria, di Kat sul suo passato tirerà in ballo mondi metafisici e Creatori che gettano diversi sospetti sulla realtà dei fatti.
La trama di Gravity Rush è insomma qualcosa di semplicemente incredibile. Non mancano molteplici rimandi ad altri prodotti culturali: i Nevi si avvicinano agli Angeli di Evangelion, la strana lingua parlata dagli abitanti di Hekseville ricorda quella sentita in ICO. Eppure, nonostante i tanti rimandi, avrete a che fare con una storia unica nel suo genere. I protagonisti della vicenda, da Kat alla sua nemica Raven, sono tutti dotati di una caratterizzazione tale, sia estetica che psicologica, da far impallidire buona parte dei migliori avatar visti in produzioni ben più blasonate. L’universo immaginifico è perennemente coerente con sé stesso, costantemente generoso di stuzzicanti accenni, continuamente esortato ad espandersi. Infine l’intreccio, per quanto possa essere accusato di un eccesso di cripticità, distribuisce saggiamente i suoi colpi di scena e tiene alto l’interesse dell’utente per tutta la durata dell’avventura.
In barba a Newton
Gravity Rush - recensione - PSVita Se la trama è appassionante e affascinante, non è da meno il gameplay: pulito, assuefacente e capace di sfruttare con equilibrio e coerenza le feature uniche della PS Vita.
Gravity Rush si presenta con un’ambientazione open world, dove di volta in volta potrete decidere quando e a quali missioni prendere parte. Naturalmente non dovete aspettarvi un GTA: il focus principale è legato allo sviluppo della trama, ma ciò non toglie che sono presenti alcuni livelli secondari che metteranno a dura prova le vostre abilità, o che potrete dedicarvi alla semplice esplorazione di Hekseville.
Come già anticipato, la base su cui il tutto si sviluppa sono i poteri di Kat: la sua capacità di cambiare il senso di attrazione della forza di gravità. Grazie a questa caratteristica potrete raggiungere con estrema rapidità la sommità di un palazzo, correre sulle sue pareti o ritrovarvi a testa in giù senza colpo ferire. La fluidità e rapidità con cui il tutto si realizza ha del magico: il dorsale destro attiva una sorta di mirino che, mosso dallo stick destro, deciderà in quale direzione la nostra eroina comincerà a precipitare. Non si tratta di volare, quanto di cadere nel vuoto: ciò significa che spesso sarete chiamati a modificare la traiettoria, cosa che vi costringerà a azionare di continuo analogico e pulsante. Tuttavia, se vi state chiedendo se ciò alla lunga non possa stancare, sappiate che non si correrà mai questo rischio. Il sistema di controllo non solo risponde prontamente, ma è quanto di più fluido ci si possa aspettare. Si resta affascinati e attratti dalla rapidità con cui imparerete a controllare, modificare e accompagnare sempre meglio la splendida Kat, mentre si sposta, con estrema rapidità, da un punto all’altro di Hekseville. E’ un piacere, ci sentiamo in obbligo di ripeterlo, estremamente sensoriale: pur immobili con la propria PS Vita tra le mani, si sente davvero il vento tra i capelli e, anche a console spenta, vi verrà naturale spiccare un piccolo salto aspettandosi di finire per camminare sul soffitto della propria camera.
A sorprendere, più di ogni altra cosa, è l’assoluta incapacità di perdere il senso d’orientamento. Nonostante i tanti cambiamenti di prospettiva, sarete sempre in grado di orientarvi, di capire dov’è il pavimento e dove il soffitto e di individuare con rapidità i target che state puntando. Difficile analizzare ciò che rende possibile un simile risultato: sicuramente la pulizia grafica, nonchè la sciarpa e i capelli di Kat (che si attengono all’attrazione “classica” della forza di gravità) aiutano molto in questo senso.
Gravity Rush, insomma, potrebbe anche limitarsi a uno splendido contenitore, nel quale spostarsi da un punto all’altro, per avere già un senso: tuttavia fa anche dell’altro.

INVIA COMMENTO

Gravity Rush

Disponibile per: PSVita
Genere: Action/Platform
Sviluppatore: Japan Studio
Distributore: Sony Computer Entertainment
Pegi: 12+
Lingua: Tutto in Italiano
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 15/06/2012
Gravity Rush
9
9
8.5
10
59 voti
9
ND.
guida alle valutazioni su Everyeye.it
Registrati - Login per iscriverti al Mail Alert.
Registrati - Login per gestire la collezione.
Registrati - Login per scrivere una rece utente.
Gravity Rush: Elenco Topic Ufficiali
Screenshot
Artwork
Scansioni
Wallpaper
Everyeye.it © 2001-2014 - Editore:HIDEDESIGN SNC PI:05619350720
Registrati in pochi passi utilizzando un tuo account esistente
oppure
SCEGLI UN NOME UTENTE, E REGISTRA UN ACCOUNT PER IL SITO ED IL FORUM
EMAIL
PASSWORD