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Let's Fish! Hooked On - Recensione

Inviato il da Alessandro "Neon" Mazzega
Il genere dei giochi di pesca ha perso fan anno dopo anno, in seguito ad un periodo di splendore che coincide approssimativamente con la commercializzazione del Dreamcast, ultima e mai dimenticata console di Sega.
In quel periodo, infatti, i titoli sul tema proliferavano, forti del supporto hardware del fishing controller della console, periferica tanto affascinante quanto folle, nonchè per la fama di Sega Bass Fishing, uno dei titoli meglio riusciti ispirati alla poco nota disciplina sportiva.
In tempi recenti solo un titolo ha tentato di rinnovare il genere, anche in questo caso proponendo una periferica specifica: si tratta di Fishing Resort per Wii, ideato da Yuji Naka e pubblicato da Xseed in America. Purtroppo il prodotto non ha mai raggiunto il mercato europeo.
Il team di sviluppo nipponico SIMS, quindi, tenta di rilanciare il genere con Let’s Fish! Hooked On per Playstation Vita, sostituendo al controller proprietario il touch screen frontale e posteriore del portatile Sony.
 
Ritorno al passato
Let's Fish! Hooked On - recensione - PSVita Sin dal primo avvio ci si rende conto che il legame tra Let’s Fish e Sega Bass Fishing è molto stretto: non a caso il team di sviluppo è lo stesso, anche se ormai da qualche anno non ha più alcun legame con Sega e opera in totale indipendenza dal colosso nipponico.
Rispetto al passato il primo fattore che salta all’occhio è la volontà di dare un’impronta più fresca all’intera produzione, facendola virare verso i canoni dei moderni anime.
In Let’s Fish, infatti, si potrà scegliere tra quattro diversi personaggi, ognuno con un proprio background, a sua volta legato ad abilità ben specifiche, cercando di portare il prescelto dagli allenamenti iniziali fino alle gare amatoriali, per passare infine ai campionati per i professionisti della pesca.
Jamie appare ben più giovane dei diciassette anni dichiarati dalla sua carta di identità ed è in perenne competizione con Kano, avvenente rivale che ronza spesso intorno a Ryuji, ragazzo che sogna un giorno di poter raggiungere e superare le vittorie nei tornei di pesca ottenute da suo padre. Infine c’è Ai, folle apprendista maga che ha una stravagante fissazione per la pesca inculcatale dal suo maestro.
Non si può dire che il tratto dei personaggi buchi lo schermo ma la presenza di una trama, benché narrata con dialoghi leggermente prolissi e che non possono essere saltati, dona al titolo una profondità maggiore, dandogli quella marcia in più rispetto ai prodotti del passato, che spesso si limitavano a simulare l’atto sportivo.
Indipendentemente dal personaggio scelto, quindi, si potrà scegliere di allenarsi, in modo da prendere confidenza con gli ambienti e le varie esche, oppure iscriversi subito ai tornei.
Un passo alla volta
Per iniziare ad abituarsi al sistema di controllo e alla tipologia di gioco è assolutamente consigliato dedicare alcuni minuti al tutorial: in questo modo si inizierà a provare a pescare nel primo scenario disponibile, un piccolo lago sulla cui riva è presente uno chalet di montagna.
Ci si renderà subito conto che Let’s Fish è stato concepito in modo da poter essere giocato in tre modi differenti: utilizzando solo le leve analogiche e i pulsanti, sfruttando solamente i due touch screen oppure miscelando le due tipologie di controlli.
In poco tempo, quindi, ognuno potrà trovare una soluzione personale, magari lanciando l’amo con uno swipe verticale verso l’alto sullo schermo frontale, controllando però con precisione il movimento dell’esca utilizzando l’analogico sinistro. Quando un pesce abboccherà si potrà gestire il mulinello con la barra presente sul lato destro della schermata, sulla quale far scorrere il dito per allentare la tensione del filo o per tirare la preda a sé, e utilizzando la croce direzionale per risolvere i rapidi quick time event che indeboliranno il pesce ed eviteranno la rottura della lenza.

Ogni tipologia di interazione è duplice, anche se il touch screen posteriore rimane comunque sottosfruttato, in quanto può essere utilizzato solo per gestire lo zoom della visuale: utile per guardarsi intorno e trovare i punti nei quali si vedono passare dei pesci, spesso corrispondenti ad insenature o a fondali più profondi.
Come da tradizione, comunque, l’atto del pescare riprodotto all’interno di Let’s Fish è limitato e suddiviso in quattro fasi differenti: si cerca un punto in cui sono presenti dei pesi, si sceglie un’esca in base alla tipologia di fondale, si lancia e, una volta abboccato, si lotta con il pesce per riuscire a portarlo fino alla barca, facendolo affaticare un po’ alla volta e non lasciandolo fuggire. Nessuna pretesa di realismo, quindi, per una formula rodata e che in passato è già stata in grado di appassionare.
Ambienti naturali
Graficamente Let’s Fish si presenta molto bene, soprattutto per quanto riguarda gli ambienti: laghi, fiumi e specchi d’acqua di ogni tipo accompagneranno la scalata al successo, partendo dalle gare per principianti fino alle leghe per professionisti.
Meno convincente la resa dell’acqua e, soprattutto, l’algoritmo che gestisce i movimenti della lenza, spesso formata semplicemente da una linea spezzata, che passa intorno agli ostacoli senza incurvarsi realisticamente. Ottime invece le animazioni dei pesci, soprattutto quando lottano per non farsi tirare verso la barca, arrivando a saltare oltre il pelo dell’acqua per poi rituffarsi nuovamente: momento nel quale spesso si riescono a guadagnare parecchi metri.

Stonano infine i menu, non molto rifiniti e nei quali spesso vengono utilizzate delle fotografie, completamente fuori contesto rispetto allo stile da anime che pervade tutto il gioco.
Interessante anche la modalità sub, che permette di esplorare i fondali delle varie zone di pesca, seguendo un percorso prefissato ma con l’opportunità di muovere in ogni direzione la console, spostando quindi il punto di vista grazie ai sensori di movimento integrati.
Let’s Fish ripropone un genere che sembrava ormai scomparso, tentando di traslare le tipologie di gameplay permesse dall’uso di strambe periferiche verso il touch screen della console.
Riesce nel suo tentativo, anche se dallo sforzo prende vita un gioco leggermente troppo complesso, che soprattutto in termini di difficoltà non perdona: fattore che mal si adatta all’atmosfera leggera, quasi comica, offerta dalla presenza dei quattro personaggi ispirati agli anime.
I vari sistemi di controllo funzionano bene e aprono un buon ventaglio di opzioni al giocatore, che potrà decidere di giocare sia utilizzando i pulsanti standard, sia affidandosi all’abilità delle proprie dita sullo schermo.
A tradire in parte Let’s Fish, quindi, è il prezzo, posizionato molto in alto per quanto riguarda i giochi in digital delivery: giustificato se analizziamo i contenuti puri e la longevità, ma comunque difficile da accettare, a causa di una ripetitività di fondo che fa sfumare rapidamente l’entusiasmo per un gioco ben realizzato ma che difficilmente potrà piacere a tutti.
Un tuffo nel passato che potrà soddisfare chi aveva passato ore e ore in compagnia di Sega Bass Fishing ma che, sfortunatamente, potrebbe lasciare indifferenti tutti gli altri.
VOTOGLOBALE7
Alessandro "Neon" Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente ai videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di gaming in ambito mobile e aziendale. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Let's Fish! Hooked On

Disponibile per: PSVita
Genere: Simulazione Sportiva
Sviluppatore: SIMS
Distributore: Sony Computer Entertainment
Publisher: Sony Computer Entertainmnet
Costo Digidelivery: 19,99€
Data di Pubblicazione: 30/01/2013
Let's Fish! Hooked On
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