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Machinarium - Recensione

Inviato il da Lorenzo "Kobe" Fazio
Machinarium è tra le avventure grafiche più apprezzate, premiate e citate degli ultimi anni. Pubblicato originariamente su PC nel 2009, è stato in seguito convertito su altre piattaforme, tra le quali spicca anche la Playstation 3. Dopo diversi rumor e qualche mese di attesa, il piccolo capolavoro di Amanita Design è infine disponibile sul PSN, pronto per essere scaricato e giocato sulle vostre scintillanti PS Vita.
Chi ha già avuto il piacere di accompagnare il robot protagonista della vicenda nella sua avventura, sa già che stiamo parlando di un prodotto in grado di stupire non certo per le meccaniche del gameplay, invero piuttosto classiche, quanto per l’atmosfera che si respira, la splendida colonna sonora che vi accompagnerà costantemente e il particolare stile grafico frutto del lavoro di Jakub Dvorsky, artista ceco al soldo della minuscola software house.
Vale la pena giocarlo nuovamente sul portatile Sony? Sono state apportate modifiche rispetto alla versione originale? La formula dei punta e clicca si dimostrerà compatibile con le specifiche della PS Vita?
Un robot pieno di Vita
Machinarium - recensione - PS Vita Machinarium è un’avventura grafica dall’impostazione e gameplay completamente aderenti alla tradizione, impreziosito da una componente artistica incredibilmente affascinante.
La trama è quanto di più semplice ci si possa immaginare. Un robot viene inspiegabilmente abbandonato in una discarica e i primi minuti dell’avventura li consumerete cercando di ricomporlo raccogliendone i vari pezzi sparsi nell’ambientazione. I motivi dell’espulsione dalla vicinissima città, popolata da robot e composta unicamente da ferro e bulloni, vengono esplicitati mano a mano che l’azione si sviluppa. Non aspettatevi scene d’intermezzo, né dialoghi: ogni cosa viene espressa con gesti, mugugni o, al massimo, tramite la visualizzazione grafica di pensieri e ricordi del piccolo robot che controllerete. Verrete così a sapere che un terzetto di loschi figuri non solo ha imprigionato la vostra amica (o fidanzata robotica?), ma ha anche intenzione di far detonare un ordigno con cui distruggere la metropoli. Compito del protagonista sarà dunque quello di liberare la ferrosa fanciulla e sventare l’efferato attentato.

I toni con cui è condotta questa vicenda afona, sono carichi di fascino, romanticismo e magia. Grazie al meraviglioso ensemble di musica e stile grafico, esplorare le ambientazioni è un continuo rincorrersi di suggestioni e piccole emozioni. Pur in assenza di dialoghi con cui esplorare a fondo la psicologia dei personaggi, ci si mette poco ad affezionarsi al protagonista e alle comparse che in qualche modo lo aiuteranno (o intralceranno). Che decidiate di giocare per il tempo di una breve pausa, o che preferiate vivere Machinarium in una prolungata full immersion, è un viaggio che vi lascerà qualcosa nella memoria e persino del cuore. La toccante semplicità con cui il robot esprime i suoi sentimenti ha un che di fanciullesco e ciò non mancherà di ridestare in voi sensazioni sopite dal passare del tempo. Da questo punto di vista insomma, siamo di fronte a un vero e proprio capolavoro: un titolo in grado di parlare a un pubblico vastissimo ed eterogeneo grazie all’universalità del linguaggio utilizzato.
In termini di gameplay, la creatura di Amanita Design è meno stupefacente, ma non per questo disfunzionale. Gli enigmi si risolvono in una lunga e complessa sequela di rompicapo o di oggetti da reperire, combinare e inserire al posto giusto. Spesso vale più l’intuizione, il colpo d’occhio, rispetto alle abilità innate del videogiocatore, ma siamo innegabilmente di fronte a un’avventura grafica piuttosto ardua, che spesso manderà in crisi la vostra autostima. Pur potendo contare su alcuni indizi che vi aiuteranno ad uscire dal pantano, siamo sicuri che anche gli esperti del genere in alcune situazioni non potranno fare a meno di consultare qualche guida online. Ciononostante la difficoltà non si tramuta mai in frustrazione sia perché il gioco non è mai scorretto, e vi lascerà sempre il modo di comprendere come e cosa fare, sia perché la vicenda del robot vi coinvolgerà a tal punto che sarete sempre motivati a superare qualsiasi ostacolo.
Il gameplay insomma, baratta la sua sostanziale assenza di feature inedite con enigmi impegnativi al punto giusto e perfettamente contestualizzati con la progressione dell’avventura.

Resta da capire se questa edizione per PS Vita presenta o meno plus rispetto all’originale. In termini puramente contenutistici la risposta è perentoriamente negativa. Ancora una volta per giungere ai titoli di coda non serviranno più di una decina di ore e nessuna sezione o rompicapo extra è stato aggiunto. L’unica differenza rispetto alla versione PC riguarda naturalmente il sistema di controllo. Potrete decidere se muovere il cursore con l’analogico e interagire con lo scenario per mezzo dei classici pulsanti, o se fare il tutto servendovi di touch-screen e touch-pad: configurazione che ha ben poco da invidiare al binomio mouse-tastiera. Utilizzando gli schermi sensibili al tocco tutto diventa enormemente più godibile, diretto e immediato a tutto vantaggio della portabilità di questa versione.
Graficamente siamo di fronte a uno spettacolo difficilmente descrivibile a parole. Grazie alla definizione dello schermo OLED della PS Vita, scenario dopo scenario resterete a bocca aperta di fronte a scorci così ben definiti, caratterizzati, stilisticamente curati. Ogni anfratto della città racconta una storia e sembra davvero di avere a che fare con un fumetto animato.
Inutile soffermarsi più di tanto anche sul sonoro. Se gli effetti riescono quasi sempre a strapparvi una risata (soprattutto quando ad emetterli sarà il robot), la colonna sonora composta Tomas Dvorak è semplicemente un capolavoro. L’abilità con cui il musicista è riuscito a caratterizzare ogni ambientazione grazie ai suoi temi ha quasi del miracoloso e siamo certi che molti di voi correranno a scaricarsi immediatamente la OST dopo aver terminato l’avventura.
Machinarium è un semplice capolavoro. Lo splendido lavoro artistico, unito a un gameplay classico ma efficacissimo, regalano alla PS Vita un’avventura grafica imperdibile per gli amanti del genere e non.
Trattandosi di un porting privo di qualsiasi novità, fatta eccezione per il sistema di controllo, sconsigliamo l’acquisto solo a coloro che hanno già avuto il piacere su PC o su Playstation 3. Escluso questo caso, non esiste un motivo valido per ignorare anche questa volta la creatura di Amanita Design. Tra l’altro, complice la portabilità della console ospitante e il prezzo relativamente contenuto (meno di sei euro), la versione per PS Vita è la migliore per godere appieno e al meglio di questa meravigliosa e indimenticabile avventura.
VOTOGLOBALE9
Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Machinarium

Disponibile per: PC | iPad | PS Vita
Genere: Avventura Grafica
Sviluppatore: Amanita Design
Distributore: Distribuzione digitale
Publisher: Amanita Design
Costo iPhone: http://a18€
Costo iPad: 3,99€
Costo Digidelivery: 5,99 €
Pegi: 7+
Lingua: Tutto in Inglese
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PC: 16/10/09   
iPad: 08/09/2011   
PS Vita: 01/05/2013   
Machinarium
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Machinarium un videogioco "punta e clicca", pubblicato da Amanita Design nell'ottobre del 2009. Il videogame ha per protagonista un piccolo robot a...[Continua a Leggere]
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