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Playstation Vita - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Il 17 Dicembre i negozi di tutto il Giappone hanno distribuito ai videogiocatori (giunti in verità da ogni parte del globo) la nuova console portatile firmata Sony: PlayStation Vita.
La macchina che prenderà il posto di PSP si è presentata fin da subito sotto una nuova luce, intenzionata a non commettere ancora una volta i molti errori di gioventù che influirono negativamente sull'immagine di una console rivalutata solo recentemente. Puntando non più sulla multimedialità e sulla fruizione di contenuti audio e video, ma sulla solidità dell'offerta prettamente ludica, Sony ha mandato un chiaro messaggio agli amanti del gaming portatile. Design eccezionale, Line-Up intrigante, ottime capacità tecniche ed un'abbondanza mai vista di sistemi di controllo ed interazione (fra touchpad, touchscreen, doppia leva analogica e pulsantiera classica), bastano a trasformare Vita nell'oscuro oggetto del desiderio di molti videoplayer, già decisi a ricorrere al mercato Import per non attendere i due mesi che ci separano dalla release europea.
Vita arriverà infatti in America e nel vecchio continente soltanto a fine Febbraio, in verità con una Line-Up ben più interessante di quella nipponica, le cui incertezze hanno finito per pesare sulle vendite Hardware della seconda settimana.
Mentre l'utenza attende con fermento l'esordio europeo, accompagnato oltre che da Uncharted Golden Abyss anche da Escape Plan, Motorstorm RC, Unit 13 e Wipeout 2048, noi di Everyeye abbiamo già messo le mani sulla versione Nipponica della console. Dopo estese prove e numerose sessioni di gioco, dunque, siamo felice di proporvi un'approfondita recensione della console portatile, che entri nel dettaglio per soddisfare tutte le vostre curiosità.
 
Design
Memory Stick
Notevole malcontento è serpeggiato nei meandri della rete all'annuncio dei costi per le Memory Stick proprietarie. Per PsVita Sony ha pensato ad un inedito formato, dimenticandosi anche delle “già scomode” Pro Duo, e presentando delle card piccolissime, in verità piuttosto costose. Potete trovare qui i prezzi indicativi. Il nostro consiglio, dobbiate comprare adesso la console d'importazione o attendere l'uscita europea, è quello di orientarvi su un taglio di memoria non troppo grande (la memoria di sistema è 512 MB). Attualmente le applicazioni da scaricare non sono troppo estese, e Sony ha ben pensato di rilasciare un applicativo per connettere la console al PC e trasferire in tutta tranquillità Foto, Musica e Dati. Potete scaricare il CMA (Content Manager Assistant) a questo indirizzo, ed installarlo senza problemi. Al primo avvio il programma vi chiederà di indicare le cartelle di riferimento per la musica, i dati, i video, e vi permetterà di eseguire il Backup di dati dalla console al computer e viceversa. In questa maniera potrete salvare sulla memory stick anche qualche brano musicale, che vi accompagni in viaggio o faccia da sottofondo ai titoli che supportano la Soundtrack personalizzata.
La confezione in cui è alloggiata la macchina è minimale ed elegante, di dimensioni non eccessive, perfettamente quadrata e molto sottile. Sganciato e sollevato il primo rivestimento di cartone, veniamo accolti nel mondo “Playstation” da un messaggio di benvenuto stampato su una seconda nicchia, che contiene semplicemente il Cavo USB proprietario e l'adattatore per attaccarlo direttamente alla corrente. La console è alloggiata in basso, protetta da un sottile rivestimento di poliestere, e coperta da due eleganti foglietti illustrativi. La dotazione di base è dunque ridotta all'osso, ma gli utenti italiani che hanno deciso di preordinare la console riceveranno un gustoso Welcome Pack contenente, oltre a qualche minigame e sconti per l'acquisto di titoli in digital delivery, un portafoglio o un paio di cuffie (vivamente consigliate).
Presa in mano, PlayStation Vita si rivela un portatile bello ed elegante. Le sue linee morbide compiacciono lo sguardo, che si posa su una silhouette comunque familiare, impreziosita da ottime rifiniture e da un ingombro più sostanzioso. Il generoso aumento delle dimensioni desta qualche sospetto sul fronte della portabilità, ma è facile perdonare una scelta del genere, ammirando la diagonale di uno schermo AMOLED dalla qualità stratosferica. Sollevata, la console stupisce con una leggerezza inaspettata. L'ergonomia è più che buona: le dita si posizionano automaticamente negli incavi che delimitano il touchpad retrostante, e dopo qualche minuto di adattamento i pollici si muovono rapidamente su due analogici piuttosto piccoli. Il feeling restituito dalle molle è buono, ed anche i front button e le quattro direzioni del D-Pad, nonostante una “rigidità” leggermente superiore alla norma, testimoniano una buona qualità dei materiali.
Quello che salta all'occhio è la cura per i particolari, che evidenzia l'essenza Hi-Tech della macchina. Il bordo metallico superiore nasconde due alloggiamenti (per la scheda ed una generica porta d'espansione per il momento non utilizzata), nonché i tasti circolari per il volume (due a destra) e per l'accensione (a sinistra), incassati nella scocca lucida, che come un fregio chiude e smussa il design della macchina. L'alloggiamento per la sim è collocato sul margine arrotondato sinistro, mentre in basso trova spazio lo slot per la memory stick, il jack per le cuffie, e il plug-in per il cavo USB, indispensabile per connettere la console al PC o ricaricarla.
E' un peccato che Sony abbia puntato ancora una volta sui formati proprietari, sia per il connettore USB che per la memory stick, proseguendo una politica non troppo user friendly e di fatto assicurandosi il monopolio della vendita di accessori, almeno nel periodo vicino al lancio.
La qualità dei materiali non si mette in discussione: materie plastiche lucide e satinate compongono un hardware elegante, raffinato, che tocca il vertice del design nel touchpad, solcato da una cascata di loghi. Al tatto la console trasmette una sensazione di buona solidità, per una compattezza finalmente ritrovata, senza gli “squarci” scricchiolanti dell'alloggiamento UMD.
Leggera, maneggevole e bella da vedere, PS Vita stuzzica e invoglia: nonostante gli strali dei più maliziosi, che proprio sulle dimensioni o sulla delicatezza dello schermo trovano l'appiglio preferito, Sony conferma un'altissima qualità nella progettazione e nel design. E certo, non aspettatevi di metterla in tasca come se nulla fosse, o di farla “ballare” negli zaini senza una minima protezione, ma una volta afferrata la vostra console si rivelerà sempre eccellente per il gioco in mobilità.
Vita OS
Playstation Vita - recensione - PS Vita E solo una volta acceso il sistema che si scoprono tutte le potenzialità di Playstation Vita. Lo startup è rapido, ed in una decina di secondi si raggiunge la schermata iniziale, sobria e minimale, in cui compare solamente ora e giorno. Nell'angolo in alto a destra pende una sorta di ricciolo, come se sullo schermo fosse applicato uno sticker. Facendo scivolare il dito diagonalmente mimiamo la rimozione di questo “adesivo”, accedendo di fatto al menù iniziale. Si tratta di un vero e proprio “gesto-simbolo”, come lo slide orizzontale all'accensione di iPhone, che compiamo più volte mentre esploriamo i menù di gioco.
Lo sfondo delle schermate è di un celeste pacifico, rilassante, mentre ci dedichiamo alla configurazione iniziale, selezionando l'italiano come lingua e scoprendo una completa localizzazione, sia dei menù che dei sample audio delle applicazioni integrate. Una volta terminato il primo avvio, raggiungiamo la schermata Home: grosse icone circolari si posizionano simmetricamente su tutto lo schermo. Così come accade per il “melafonino”, con una pressione trattenuta sull'icona è possibile avviare la gestione del posizionamento. Possiamo quindi ordinare tutte le applicazioni, creare nuove pagine (a scorrimento verticale) per organizzare al meglio i contenuti.
La reattività dello schermo è eccezionale, assolutamente paragonabile a quella di iPhone e sensibilmente migliore di quella di molti altri smartphone di fascia alta. Probabilmente solo i terminali Android che montano un Tegra 2 offrono un'esperienza utente così fluida. L'interfaccia touch, insomma, è navigabile e comoda.
Ottima la gestione del multitasking: in qualsiasi momento, da qualsiasi applicazione (sia essa ludica o meno), premendo il tasto PlayStation collocato appena sotto lo stick sinistro si può tornare direttamente al menù di selezione dei programmi attivi in Background. Scorrendo da sinistra a destra si passa da un'applicazione all'altra: selezionata quella che ci interessa, è quindi possibile farla tornare in esecuzione oppure chiuderla definitivamente, ripetendo quella “strisciata diagonale” con cui abbiamo avviato la macchina. Ogni “slide” propone inoltre delle “shortcut”, che aumentano notevolmente la navigabilità. La schermata di un gioco come Uncharted Golden Abyss, ad esempio, include un link diretto al sito ufficiale o un'icona che porta al manuale di gioco, interamente digitalizzato, mentre su quella del PlayStation Store basta un click per raggiungere la funzione riscatta codice.
Cominciando a curiosare fra le icone raggiungiamo il menù delle impostazioni, navigabile e completo. Da qui è possibile aggiornare il sistema (è richiesto un primo aggiornamento del Firmware già allo startup), connettere la console alla rete Wi-Fi e smanettare con le opzioni di risparmio energetico, come vedremo necessarie per garantire una durata della batteria dignitosa. Alle opzioni principali (luminosità, volume della musica) si accede anche tenendo premuto il tasto PlayStation: una possibilità molto comoda per abbassare drasticamente la luminosità quando non stiamo utilizzando software ludico. In generale l'ottima performance del sistema operativo è supportata da schermate sempre chiare, organizzate al meglio grazie all'abbondante polliciaggio dello schermo.
Un'altra delle icone presenti nella schermata di base permette poi di gestire i contatti ed il proprio profilo, interfacciandosi anche con le funzionalità Near. Mimando le conquiste in ambito Social del collega Nintendo 3DS, anche PlayStation Vita punta sull'interazione con la community. Con Near è quindi possibile tenere d'occhio tutte le attività degli amici, ed eventualmente scoprire quanti giocatori sono intorno a noi e cosa stanno facendo. Near può anche tracciare uno storico dei nostri viaggi, aggiornando regolarmente la posizione, e ci permette di accedere anche ad un menù delle “scoperte”, che riassume il quantitativo di giocatori, luoghi, oggetti di gioco che abbiamo raccolto esplorando il mondo videoludico di Playstation Vita.
Troviamo poi la Multichat, dalla funzione evidente, e l'icona Party, che ci permette di creare gruppi di gioco permanenti: possiamo così “organizzare” la nostra lista amici, strutturando degli indici con cui filtrare l'elenco generale.
Interessante anche la presenza di uno “Spazio di Benvenuto”: un'applicazione che raccoglie piccoli minigame utili a prendere confidenza con le funzionalità della console. Ora si controllano i movimenti di uno skater utilizzando i tilt sensor, ora si esegue un piccolo gioco basato sul ritmo, sul tempismo e sul colpo d'occhio per testare le scattanti prestazioni del multitouch. Un'accoglienza dallo stile minimale, perfettamente adeguata alla pulizia generale del look di schermate e menù. Oltre ai minigame possiamo dedicarci ad attività particolari utilizzando il microfono (per “giocare” con campionature ed effetti) o la fotocamera (per creare dei piccoli puzzle). Tutte queste attività permettono per altro di guadagnare i primi trofei, di bronzo o d'argento, che vengono integrati poi con l'account in nostro possesso, incrementando il grado giocatore. Proprio l'icona dei trofei ci permette di controllare comodamente l'elenco degli obiettivi per ogni gioco installato.
Immancabili poi le icone Musica e Video: non sarà la feature principale di PsVita, ma la qualità della riproduzione audio è ottima, e sullo schermo AMOLED i vostri video HD non sfigureranno di certo.
L'unico rammarico riguarda la presenza di un unico Browser proprietario a disposizione, anche se le prestazioni generali, fortunatamente, sono comunque accettabili. L'ottimizzazione e l'integrazione con il sistema permettono di navigare in scioltezza, la velocità di rendering è discreta; il pinch to zoom quasi sempre indolore, ma quando ci si sposta sulla pagina con lo zoom al massimo è impossibile non spazientirsi. E' possibile gestire preferiti e aprire contemporaneamente più schede (non è supportato il Flash, troppo oneroso in termini computazionali), ma i menù non sono molto comodi nè immediati. Sarebbe insomma stato auspicabile poter scegliere in autonomia il proprio browser, come accade ad esempio sui dispositivi iOS, e non è detto che in futuro un sistema di distribuzione digitale più vicino a quello di App Store o Android Market non possa permetterci questa “espansione” del software di base. La speranza è che la vicinanza fra Sony e Google (PsVita utilizza funzionalità Google Maps per la geolocalizzazione) porti gradite sorprese anche su questo fronte.
La Vita della Batteria
Line-Up
Attualmente, dal punto di vista dell'offerta ludica, PSVita non è certo al Top. Non tutti i titoli del lancio giapponese sono fra i più “golosi”, anche se Uncharted Golden Abyss, da solo, potrebbe valere una spedizione transoceanica. Per il resto troviamo una Line Up ricchissima di stranezze nipponiche (Monster Radar), giochi di ruolo e titoli arcade. Per gli “Early Adopters” un'opzione potrebbe essere Ultimate Marvel Vs Capcom 3, o il sempreverde Everybody's Golf. Touch My Katamari appare succulento, mentre l'ultimo Ridge Racer, che non salta l'appuntamento con una nuova console, è brutalizzato da una filosofia commerciale non certo eccelsa, che concede “out of the box” appena cinque auto e tre tracciate, per espandere l'offerta con futuri (ma comunque costosi) DLC. Insospettabile (e -diremmo- rinunciabile) la presenza di Michael Jackson The Experience, mentre Disgaea 3, Little Deviants, Virtua Tennis 4, Blaz Blue e Dynasty Warriors potrebbero rivelarsi interessanti, almeno quanto lo sarà il Formula 1 per i piloti virtuali.
Per informazioni su tutti i titoli europei in uscita, vi rimandiamo agli articoli redatti in occasione dell'evento di presentazione ufficiale a Londra.
A margine, citiamo che i titoli retail sono venduti in scatolette piccole ed eleganti, che stanno quasi nel palmo di una mano, e contengono una semplice scheda di memoria allungata, con il bordo superiore arcuato, decisamente comoda da trasportare in una qualsiasi custodia di fortuna.
Veniamo adesso alle dolenti note, riguardanti fotocamera e batteria.
PlayStation Vita è dotata di due fotocamere, anteriore e posteriore, ma la qualità dell'ottica e la risoluzione non sono certo ottimali. L'azienda ha qualche riserva a rilasciare specifiche ufficiali, ma sul sistema sono montate due fotocamere VGA, e la risoluzione sembra essere 1,3MP per quella posteriore (a cui saranno demandate le funzionalità a realtà aumentata della console) e 0.3MP per quella anteriore, pensata solo per le videochat. Senza girarci troppo intorno, insomma, le fotocamere di PsVita sono pessime, e l'ottica non si adatta ottimamente alle varie condizioni di luce, presentando un'impastatissima schermata nera quando la luminosità è bassa, e riflessi bluastri sulle superfici lucide in quasi ogni occasione. L'applicativo ufficiale permette anche di registrare video, che tuttavia risultano in una qualità davvero misera, e sfigurano sull'ottimo schermo del portatile. Insomma, non pensate di usare intensivamente PsVita per fare foto: un qualsiasi telefonino monta ormai fotocamere sicuramente più dignitose.
L'altro gravoso problema è la durata della batteria. Gestire un Quad Core, del resto, non è impresa facile, e persino uno schermo così brillante, esteso e luminoso è molto esoso in termini di consumi. In Stand-By la console supera abbondantemente la giornata di autonomia, ma quando si gioca intensamente le prestazioni calano drasticamente. Con luminosità attorno al 70% e connessioni spente (è presente eventualmente una modalità volo), abbiamo giocato ad Uncharted per quattro ore e quaranta minuti. Basta attivare le connessioni per ridurre di circa una mezz'ora l'autonomia in-game. Al momento, purtroppo, non possiamo testare la durata della batteria con 3G attivo, giocando online, ma una carica piena dovrebbe comunque garantire quasi quattro ore di gioco.
Il consiglio, quando ci si trova fuori casa, è di abbassare ulteriormente la luminosità: mantenendola attorno al 40 / 50 % non si perde troppo in termini di visibilità (a meno di non trovarsi in condizioni di forte illuminazione ambientale), e i tempi si allungano ulteriormente di una ventina di minuti.
L'autonomia, quindi, non è certo eccellente: chi cercava una compagna di gioco per viaggi molto lunghi o giornate intere di gaming portatile rimarrà inevitabilmente deluso. Una scelta non pienamente condivisibili è anche quella di non lasciare accesso al vano batteria, come per PSP. Impossibile utilizzare eventuali estensioni di terze parti (brutte da vedere, certo, ma magari interessanti per qualche utente), ed anche quando il progresso tecnologico ci porterà batterie con una migliore capacità, dovremo per forza attendere il rilascio di un hardware upgrade ufficiale.
Senza ombra di dubbio, insomma, è la batteria il più grande difetto di questo piccolo gioiello del portable gaming, un forte rammarico per molti videogiocatori, che sempre più ardentemente si scagliano con la ridotta autonomia di tanti blasonati smartphone e con le prestazioni “in calo” delle console portatili.
Playstation Vita è una console accattivante nel look, brillante nel design, ma soprattutto rapida e scattante dal punto di vista del software. Il sistema operativo rapido e responsivo si sposa ottimamente con l'abbondante dimensione dello schermo, mentre fra touchscreen, touchpad, tiltstensor e tasti frontali, i videogiocatori possono stare tranquilli sulla solidità di un sistema di controllo poliedrico e molteplice, che si presta a moltissime applicazioni. Eppure le riserve sul portatile non sono del tutto messe in fuga dai nostri test. La durata della batteria è probabilmente proporzionata ai tempi di fruizione di molti giocatori, ma oggettivamente poco estesa, e capiamo che tanti utenti potrebbero avere esigenze particolari e richiedere una portabilità più accentuata al nuovo Handheld. Inoltre le memory stick proprietarie incrementano i costi per una console che vuole fare del digital delivery il proprio vessillo. Sulla disponibilità di software da scaricare deve proprio puntare Sony, per caratterizzare al meglio la sua console, proponendo non solo titoli di diverse fasce di prezzo e a vari livelli di profondità, ma anche software generico per incrementare le funzionalità della macchina. Da questo punto di vista confidiamo nella sagacia di Sony, mentre gli altri problemi legati alle politiche aziendali sono più o meno i soliti da mettere in conto al lancio di ogni nuova console. Certo è che a livello di ergonomia e design, qualità dell'hardware e del software, e solidità della line-up PsVita ci ha convinto pienamente, e non possiamo far altro che accogliere con piacere l'arrivo di un portatile finalmente attento alle esigenze di tanti giocatori.
Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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