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Soul Sacrifice - Recensione

Inviato il da Lorenzo "Kobe" Fazio
Dovendo parlare in via definitiva di Soul Sacrifice, non si possono ignorare due aspetti piuttosto influenti sulla percezione di questo Action-RPG fortemente votato al multiplayer. Da una parte abbiamo la scommessa di un uomo, Keiji Inafune, che dopo una vita tra le fila di Capcom ha deciso che era giunto il momento di seguire la propria visione creativa libero dalle costrizioni di un publisher che gli ha evidentemente lasciato poco spazio. Dall’altra c'è invece una console che molti utenti considerano già alla canna del gas, con la cronica necessità di convincere audience e sviluppatori che il progetto non è affatto fallito, e che la PS Vita ha ancora molto da dire.
Se è vero che i veri campioni si vedono proprio nel momento più complicato, quando la pressione si fa sentire, Soul Sacrifice può indiscutibilmente ritenersi tale. Pur con qualche acciacco, il titolo si distingue grazie a una grande personalità e ad una struttura ludica salda e ben sviluppata. Ben più che un semplice clone di Monster Hunter (paragone che oggi sembra quasi inopportuno) l’avventura realizzata da Marvelous Entertainment rappresenta un’esperienza estremamente appagante, intrigante e impegnativa al punto giusto.
 
Il sacrificio dello stregone
Soul Sacrifice - recensione - PS Vita Il primo impatto con Soul Sacrifice è assolutamente dei migliori. Bastano pochi video e qualche dialogo per scoprirsi irrimediabilmente attratti dall’universo tratteggiato dagli artisti al soldo di Infaune.
Prigionieri del mefistofelico stregone Magusar, la via della libertà passa unicamente attraverso la lettura del Librom: un tomo parlante le cui pagine custodiscono i segreti e la vita del vostro aguzzino. Ogni livello rappresenta dunque un vero e proprio flashback, utile sia a fare luce sul passato dello stregone, sia per permettere al vostro avatar di apprendere incantesimi sempre più efficaci ed aumentare il proprio potere.
Quello che appare come un plot piuttosto scontato e limitato si rivela in realtà denso di pathos e fascino grazie ai toni e al ritmo con cui è condotto. Pagina dopo pagina, missione dopo missione, Magusar rivelerà i sacrifici che gli sono stati richiesti dall’Ordine di Avalon, la gilda degli stregoni, per adempiere ai suoi doveri e divenire un temibile mago. La narrazione è organizzata in maniera non lineare, e lascia ampio margine d'interpretazione al giocatore. L’utente sarà chiamato a riempire buchi narrativi, omissioni e misteriosi rimandi con la propria fantasia, accrescendo a dismisura i confini di una trama che vive molto di "non detto": un background appena tratteggiato, che fa comunque sentire la sua solidissima presenza. Ed è proprio il carattere dell'ambientazione a rappresentare un saldo punto di forza di Soul Sacrifice: sceneggiatori e artisti sono riusciti a creare un mondo credibile, pulsante di vita propria e affascinante nella sua cupa malinconia. Tutto è permeato dalla violenza, dalla sofferenza e dal continuo contrasto che nasce dall’uso della magia: indispensabile per difendere il genere umano, ma al tempo stesso causa di infiniti mali e piaghe.

Attrae il modo in cui la mitologia classica ed il canone fantasy vengono integralmente reinterpretati. I Goblin diventano topi di enormi dimensioni, gli Orchi non sono altro da gatti che hanno iniziato a mangiare i propri padroni e le Arpie rappresentano il peccato di gola a cui hanno ceduto donne perdutamente innamorate. In questo senso il Librom è ricolmo di miti e leggende che oltre a spiegare le origini della Terra, il destino degli uomini e la genesi di ogni nemico che affronterete sul campo di battaglia, incrementa la coerenza interna dell'ambientazione.
In un quadro così ben delineato, non sfigurano neanche i personaggi tirati in ballo. Fatto salvo per il vostro avatar, ci si imbatte in protagonisti credibili e psicologicamente poliedrici. Magusar non nasconde un profondo senso di carità e umanità, che si scontra con il ruolo di killer a cui l’Ordine di Avalon lo costringe. La sua prima partner, la maga Sortiara, lascia intravedere sentimenti candidamente puri, purtroppo mortificati e malsanamente deviati dalla sua innata sete di sangue. Il Librom non perde occasione per schernire il prigioniero, assecondando il proprio cinico piacere nell’accrescere ulteriormente i misteri che lui stesso si promette di svelare pagina dopo pagina.
Il risultato finale ha dell’incredibile. Soul Sacrifice riesce là dove lo stesso Monster Hunter ha quasi sempre fallito: unire un gameplay fondamentalmente basato sul multiplayer ad una struttura narrativa emotivamente efficace. Il saggio ricorso ad omissioni e rimandi non farà altro che accrescere la vostra voglia di scoprire ogni segreto della vita di Magusar, con l’ovvia conseguenza di crearvi una fondamentale contraddizione interna: come sconfiggere -o peggio: odiare- un personaggio con cui la narrazione riesce a creare un legame fortissimo, mostrandoci il calvario che lo ha condotto alla dannazione ed alla perdita dell'umanità?
Poteri magici e sacrifici sopportabili
Soul Sacrifice - recensione - PS Vita Fortunatamente anche il gameplay non tradisce le attese, pur evidenziando qualche limitazione piuttosto evidente.
Come detto nell’introduzione, la creatura di Marvelous Entertainment è un action RPG pensato anche e soprattutto per essere fruito in multiplayer. Al contrario della fonte d’ispirazione, il Monster Hunter di Capcom, non potrete esplorare e muovervi liberamente attraverso una serie di aree che compongono le varie ambientazioni. Ogni livello è rappresentato da un’unica arena di cospicue dimensioni, all’interno della quale portare a termine una serie di compiti. Spesso si tratterà di eliminare un certo numero di nemici, ma non mancheranno incarichi di altro genere come il reperimento di specifici oggetti.
Al posto di armi, armature e vere e proprie statistiche, Soul Sacrifice basa il proprio battle system ed il meccanismo di crescita del personaggio su due meccaniche principali. La prima riguarda le magie con cui equipaggerete l’avatar all’inizio di ogni missione. Potrete selezionarne sei al massimo, a partire da una lista che si amplierà progressivamente, raggiungendo dimensioni davvero notevoli (considerando che potrete persino fonderne due tra loro o utilizzare parte delle risorse accumulate per potenziare quelle già in vostro possesso). La varietà di effetti è veramente soddisfacente. Si va da incantesimi offensivi in grado di materializzare spade, coltelli da lancio, lingue di fuoco e quant’altro, ad altri che vi permetteranno di recuperare salute, evocare scudi o armature, alterare per un certo lasso di tempo le vostre statistiche. Da questo punto di vista sarà vitale equipaggiarvi saggiamente tenendo a mente le difficoltà e gli avversari che dovrete fronteggiare nella missione di turno. Trovarsi a corto di armi da lancio combattendo mostri volanti potrebbe rivelarsi fatale, così come sottovalutare l’importanza di munirsi di magie difensive quando vi troverete al cospetto di nemici particolarmente aggressivi.
Come se non bastasse, dovrete sempre tenere presente che ogni potere potrà essere utilizzato solo un numero limitato di volte prima di consumarsi completamente. Ciò vi costringerà ad assumere specifici approcci in ogni scontro. In sigle player dovrete evitare il più possibile gli sprechi, attaccando con precisione e sperando nel supporto degli eventuali alleati controllati dalla CPU. In multiplayer sarà invece fondamentale la collaborazione con i propri partner: solo in questo modo potrete incrementare l’efficienza del gruppo, evitando di ritrovarvi a corto di poteri. Fortunatamente, girovagando per lo scenario avrete modo di ricaricare le vostre magie, ma anche in questo caso si tratterà di rare e fortunose opportunità.

Nonostante la necessità di assumere un approccio strategico e ragionato, il ritmo di Soul Sacrifice resta comunque altissimo. Come in Monster Hunter sarà vitale interpretare correttamente i movimenti dei nemici, soprattutto per eluderne gli attacchi, ma spesso verrà premiata maggiormente la velocità d’esecuzione e la prontezza dei riflessi. Oltre a proporre un ritmo bello intenso, la rapidità con cui si consumano gli scontri aiuta enormemente a far emergere le ambizioni portatili del prodotto.
La seconda caratteristica cardine del gameplay, consiste nella possibilità di salvare o sacrificare ogni nemico sconfitto. E’ proprio a questo aspetto che gli sviluppatori hanno legato le meccaniche di crescita del personaggio. In base alla vostra decisione, infatti, incrementerete una delle vostre caratteristiche di base: se vi dimostrate magnanimi acquisterete difesa e punti vita, al contrario -eliminando per sempre i mostri- otterrete maggior potenza di attacco. Nulla ci così originale, a ben vedere, ma non per questo poco efficace.
Ciò detto resta un importante quesito a cui rispondere: dove sono finiti i sacrifici delle parti del corpo dell’avatar più volte tirati in ballo da Inafune e compagni? Purtroppo siamo di fronte alla parte più evidentemente castrata dell’intero progetto, visto che il tutto si limita all’esecuzione di attacchi particolarmente devastanti che potrete attivare solo quando vi ritroverete in fin di vita. Sacrificando la vostra epidermide, per esempio, potrete avvolgere ogni nemico con un muro di fiamme, ma ciò vi costerà il perentorio dimezzamento della difesa. Fortunatamente (o sfortunatamente?) potrete portare tutto alla normalità utilizzando le lacrime del Librom che di tanto in tanto si formeranno intorno al suo occhio e che potrete raccogliere con un piccolo tocco sul touch-screen.

Un piccolo appunto va fatto anche all’incredibile tenacia dei nemici. Dotati di un’insospettabile resistenza e diversi pattern d’attacco, vi daranno spesso filo da torcere, rendendo alcune fasi dell’avventura un vero incubo per i videogiocatori meno navigati, che oseranno sottovalutare l’importanza di dotare il personaggio dei giusti poteri magici.
Non mancano naturalmente piccoli limiti e difetti. Il maggiore riguarda una certa ripetitività di fondo, legata ad un numero non troppo alto di scenari e tipologie di nemici da affrontare. Sebbene stiamo cercando il classico pelo nell’uovo è innegabile che le missioni più ordinarie a lungo andare stanchino. Fortunatamente il multiplayer, disponibile sia in locale che online e sino a quattro giocatori, risolve alla grande anche questa sbavatura. Giocando con altri utenti il divertimento aumenta esponenzialmente, e potrete addirittura applicare la meccanica di salvataggio o sacrificio anche nei confronti dei compagni caduti: sarà più conveniente rimetterli in sesto o sacrificarli per un ultimo, drammatico ed efficacissimo attacco?
Tirando le somme anche dal punto di vista del gameplay Soul Sacrifice convince appieno. Nonostante qualche evidente taglio nel concept e una certa ripetitività di fondo, sia da soli che in compagnia ci si diverte alla grande. Come già lasciato intuire avrete a che fare con un gioco piuttosto impegnativo, che vi costringerà a sviluppare un grande senso tattico e una certa abilità con pad, ma ciò non farà altro che attrarre ulteriormente quella schiera di videogiocatori sempre a caccia di qualcosa con cui mettersi alla prova.
Graficamente siamo di fronte a un ottimo lavoro, per quanto non maestoso come ci saremmo aspettati. Le ambientazioni appaiono fin troppo vuote, ma modelli poligonali dettagliati e ben animati, texture sufficientemente definite e un frame-rate solido equilibrano abbondantemente la situazione. Ineccepibile l’art design, capace di stuzzicare intensamente la fantasia dell’utente, con un bestiario ben curato ed uno stile generale sempre pungente e pieno di carattere.
Splendido il sonoro. L’ottimo doppiaggio in inglese caratterizza ulteriormente i personaggi, mentre musiche ora malinconiche ora pulsanti accompagnano perfettamente l’azione su schermo.
Parlando di longevità infine, anche sotto questo punto di vista non ci si può affatto lamentare. Sebbene il gioco vi dia la possibilità di affrontare Magusar anche dopo pochissime ore dall’inizio dell’avventura, per avere veramente speranze di sconfiggerlo, ma anche solo per scoprire la maggior parte dei segreti dello stregone, vi serviranno non meno di trenta ore. Il multiplayer poi estende a dismisura l'esperienza di gioco, come sempre in questo genere di produzioni.
Soul Sacrifice non ha disatteso le aspettative, dimostrandosi un Action-RPG assolutamente coinvolgente, dotato di un buon spessore strategico e vivacizzato da una trama riuscitissima. Sia in singolo che in multiplayer, grazie al ritmo sostenuto e ai tanti attacchi disponibili, mantiene sempre alta l’attenzione, nonostante permanga una certa ripetitività di fondo che si palesa soprattutto nelle missioni in cui sono assenti i boss.
Al di là di qualche piccola pecca, resta comunque un titolo assolutamente consigliato a tutta l’utenza di PS Vita, sebbene sia necessario sottolineare ancora una volta una certa difficoltà di fondo che richiederà al videogiocatore tanta applicazione e pazienza nell’apprendimento.
L’esordio da solista di Inafune è dunque un successo. Resta da sperare che anche la console di Sony possa trarne beneficio dalla pubblicazione di un gioco qualitativamente eccelso.
VOTOGLOBALE8.5
Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Soul Sacrifice

Disponibile per: PS Vita
Genere: Gioco di Ruolo
Sviluppatore: Marvelous Entertainment
Distributore: Sony Computer Entertainment
Publisher: Sony
M. Offline: Multiplayer offline fino a 4 Giocatori - SystemLink
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 03/05/2013
Soul Sacrifice
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