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Unit 13 - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Per accompagnare in maniera degna il lancio della sua nuova console portatile, Sony ha mobilitato in massa i propri team interni, in modo da presentare all'utente una Line-Up più varia possibile. Il Day One occidentale è stato valorizzato da nomi decisamente altisonanti, fra i quali spiccano sicuramente Uncharted e Wipeout, mentre ModNation Racers e Motorstorm RC fanno timidamente capolino in attesa dell'arrivo di Little Big Planet. Fra i team storici che hanno dato il loro contributo alla costruzione di un parco software tanto ricco, c'è anche Zipper Interactive, gruppo famoso per la serie Socom, che tuttavia esordisce sul nuovo portatile ad un paio di settimane dal rilascio della console. Invece di rispolverare il vecchio brand, Zipper ha per voluto rischiare con una nuova IP, che non sacrifica l'impostazione da Third Person Shooter militaresco ma cerca di adattarsi più efficacemente ai tempi di fruizione del gaming portatile, rivelandosi alla fine un buon primo colpo. Forse non proprio un headshot da antologia, ma comunque un titolo interessante per gli appassionati del genere.
 
Zipper Interactive decide di non dimenticare l'esperienza accumulata con la sua serie principale, e ci propone quindi un nuovo Spartutto in Terza Persona, che torna a posizionarsi a metà strada fra l'approccio fortemente simulativo di molti congeneri ed il fare arcade di altri Shooter. E' difficile descrivere bene il bilanciamento del titolo, che di certo non ricerca una precisione maniacale sul fronte della caratterizzazione dell'armamentario. Tempi di ricarica, fisica delle armi e rinculo, reazioni dei nemici ai proiettili sono molto stereotipate, tutt'altro che inclini a percorrere la strada della verosimiglianza. Eppure, non è neppure un avanzamento a testa bassa simile a quello di molti Call of Duty che Unit 13 vuole proporre: anzi, strategia ragionata e uso intelligente delle coperture sono elementi importantissimi nell'economia di gioco.
Il primo impatto con Unit 13 avviene in un lungo percorso di addestramento, che ci permette di metabolizzare il sistema di controllo. Ovviamente allo spostamento ed alla gestione della telecamera sono deputati i due stick analogici, mentre i dorsali svolgono l'ovvia funzione di attivare la mira di precisione e far premere il grilletto al nostro soldato. Si nota subito che il titolo sfrutta due pulsanti virtuali per la ricarica ed il lancio di granate, disposti agli angoli inferiori dello schermo. Mentre quello per il reload risponde bene agli stimoli e non appare troppo scomodo (nonostante sulle prime l'abitudine di porti a premere spesso il tasto "quadrato", che invece è legato alla classica coltellata), il posizionamento del pulsante per lanciare le granate è molto scomodo. Non è possibile sfortunatamente muoverlo sullo schermo, e neppure impostare una configurazione comandi alternativa.
Al di là di la di questi problemi, da smussare con intense sessioni di pratica, il titolo chiarisce fin da subito la sua natura, dimostrando di essere un prodotto tutt'altro che banale. Nel corso delle missioni, entrare in copertura e cercare di mantenere un basso profilo diventa un imperativo se si vuole sopravvivere ai colpi nemici, piuttosto impietosi nei confronti della nostra salute, che si rigenera automaticamente ma con una rapidità insufficiente per resistere ad assalti ben concertati.
Nel corso delle varie missioni bisogna quindi cercare di adottare un avanzamento molto "delicato", cercando di rimanere il meno possibile esposti al fuoco nemico, o di partire avvantaggiati freddando all'improvviso un paio di guardie avversarie, prima che i colpi allertino tutti i nemici.
Chi ha apprezzato gli scorsi lavori di Zipper Interactive, insomma, si sentirà decisamente a casa, in quanto Unit 13 sembra voler recuperare l'impostazione leggermente strategica dei vecchi Socom.
L'entusiasmo iniziale per uno sparatutto finalmente meno diretto e più ragionato viene però smorzato da qualche problema di troppo sul fronte del gameplay. Anzitutto bisogna registrare qualche problema nella gestione delle coperture, che spesso impallano la visuale anche quando mettiamo fuori la testa per far fuoco. La componente strategica viene poi smussata dalla presenza di una minimappa che segnala la posizione di tutti i nemici e persino l'orientamento della loro linea di vista: un vero delitto per i puristi. Del resto però bisogna segnalare una difficoltà molto elevata: ogni allerta si trasforma in uno scontro a fuoco violentissimo, mentre tutti i nemici della zona si scaraventano contro il nostro soldato, dimostrando una discreta intraprendenza nell'accerchiarlo e bersagliarlo senza sosta. Visto che una manciata di proiettili è sufficiente per mandare a terra i protagonisti, un approccio più libero sarebbe stato probabilmente troppo anche per gli Hardcore Gamer più incalliti. Tant'è che persino con una struttura del genere, in qualche missione si avanza solo attraverso un "Trial & Error" quasi logorante: si studia il posizionamento dei nemici, si prova una tattica, da affinare in seguito alle molte morti a cui spesso si va incontro.
Giocare a Unit 13 è una continua alternanza di soddisfazioni e amarezze: quando si riesce ad improvvisare un'azione furtiva, inanellando una stealth kill dopo l'altra, si è quasi galvanizzati dal sapore un po' retrò dell'azione. Quando invece si deve ricominciare tutto da capo solo perchè una guardia si è girata all'ultimo minuto, allertando tutto il piano, questa aderenza ad un canone classico risulta abbastanza fuori luogo. Ed è un peccato, in fondo, che Zipper Interactive non abbia avuto un po' più di tempo per affinare il bilanciamento complessivo dell'esperienza di gioco, perchè a livello contenutistico Unit 13 è un prodotto davvero eccezionale.
Unit 13 - recensione - PSVita La campagna single player, invece di una progressione lineare e scandita da un comparto narrativo ben diretto, sarà suddivisa in 36 missioni, che gli utenti potranno intraprendere "spelluzzicando" qua e là nel menù di gioco. Dopo aver superato il primo incarico, sarà possibile selezionare liberamente una delle caselle adiacenti, muovendosi secondo i propri capricci. Ci sono quattro tipologie di missioni, drasticamente diverse le une dalle altre. La prima è "Assalto", che ci vede impegnati a superare una serie di obiettivi spostandosi spesso in aree molto vaste, ed incontrando numerosi Checkpoint. Si tratta di incarichi molto classici, che possono durare una decina di minuti intensi. Si trovano poi le missioni "Operazione", strutturate come le prime ma scandite dallo scorrere inesorabile del tempo, che viene rimpinguato ad ogni savepoint: rapidità e determinazione sono le doti necessarie per superare indenni questi compiti.
Molto interessanti le missioni Incognito: scenari brevissimi che devono essere superati senza mettere in allerta le guardie o farsi scoprire da telecamere (meglio metterle fuori gioco con un colpo preciso) o trappole laser (da disattivare avvicinandosi con cautela).
Infine, le missioni Elite sono quelle più difficili da superare: non ci sono checkpoint e la salute non viene rigenerata automaticamente (è possibile tuttavia curarsi recuperando rarissimi medikit).
Per ogni missione viene suggerito uno dei sei soldati a disposizione, tutti caratterizzati da un diverso bilanciamento delle statistiche di base e da un diverso equipaggiamento: i veterani più resistenti sono una buona scelta per gli estenuanti incarichi Elite, mentre i mercenari più furtivi, equipaggiati con silenziatore, sono una scelta obbligata per gli incarichi Incognito.
Le missioni sono solitamente di breve durata, totalmente irrelate fra di loro, e quindi risultano perfette per il Pick-Up & Play, nonostante i tempi di caricamento iniziali siano leggermente estesi (non al livello di quelli di Wipeout). Al termine di ogni stage si viene valutati con un numero di stelle variabile (da 1 a 5), ad indicare la nostra prestazione. Per ottenere punteggi elevati è necessario interpretare bene lo stage, cercando di massimizzare la nostra prestazione. L'intera struttura di Unit 13 invoglia il videogiocatore a restare incollato al prodotto e dare il suo meglio. Per ogni missione, ottenuta una valutazione di 3 stelle si sblocca la variante "Dinamica", ambientata nello stesso stage ma con obiettivi ogni volta completamente diversi. Accumulando punti è poi possibile potenziare i vari soldati, migliorando i bonus di combattimento che ottengono e la qualità dell'equipaggiamento: tornare in seguito in uno stage già affrontato può essere un ottimo sistema per rimpinguare il conteggio delle stelle. Queste serviranno del resto per sbloccare gli "Obiettivi Primari": una serie di complesse missioni in cui dovremo abbattere uno dei pezzi grossi delle fila nemiche, caratterizzate da un incedere sicuramente più epico e stimolante.
Svetta anche la possibilità di giocare in co-op, riscattando l'online pass nella confezione. Inutile dire che nel caso si abbia a disposizione un amico ben affiatato, la qualità dell'esperienza complessiva aumenta notevolmente, dal momento che è un piacere mettere in atto tattiche e strategie letali in compagnia, ripulendo più facilmente le aree e proteggendosi le spalle a vicenda nelle missioni più movimentate. Sembra quasi che il gioco sia stato pensato con in testa questa modalità, che di fatto rappresenta il fiore all'occhiello della produzione. L'avanzamento più tranquillo, e lo stesso level design che favorisce incursioni da due lati, bastano per annullare la frustrazione di certi incarichi.
Sia che vogliate tentare la vita di coppia, sia che preferiate un approccio solitario, sulla produzione si allunga l'ombra di una evidente ripetitività concettuale, soprattutto quando si scopre che le missioni avanzate sono ambientate spesso in locazioni già attraversate. Terminare le 36 quest principali sarà un lavoro a cui molti si dedicheranno volentieri, ma guadagnare i trofei più ambiti e incrementare il numero di stelle è un'opzione per veri appassionati. E non basta, come incentivo, la presenza di una sorta di Autolog, che tiene traccia dei progressi di tutti gli amici e vi assegna un grado, cercando di spronarvi a migliorare le prestazioni. Certo, Unit 13 potrebbe comunque essere un buon titolo da accompagnare ad altri prodotti più solidi: questo suo piegarsi alle necessità delle partite-lampo è sicuramente un punto a favore della produzione, che risulta a proprio agio sul nuovo portatile.
Unit 13 - recensione - PSVita Unit 13 ha un colpo d'occhio interessante, anche se non arriva ai livelli di Golden Abyss e Wipeout 2048. La modellazione dei protagonisti è buona, ed anche la texturizzazione è di livello medio alto, con molte mappe superficiali (alcune credibili, altre fin troppo "cariche" di dettagli) che impreziosiscono il tutto. Il comparto animazioni è però molto artefatto, e si notano alcuni problemi nelle collisioni dei poligoni che formano le articolazioni. La qualità degli ambienti è molto variabile: in certi casi gli stage sono decisamente ricchi di dettagli, altre volte invece denunciano una globale povertà, per quel che riguarda la qualità dei Tile e delle strutture architettoniche. Ad una discreta varietà di locazioni (basi militari fra i ghiacci del nord, casinò in vetta a enormi grattacieli, zone di guerra nel Medioriente), si oppone quindi un colpo d'occhio che oscilla. Alcuni interni risultano spogli e anonimi, altri solidi e ben caratterizzati. Praticamente impeccabile la fluidità, mentre si nota il riuso dei modelli poligonali per i nemici: neppure i bersagli d'interesse primario divergono dalla massa di scagnozzi.
Il problema principale del titolo è tuttavia l'impianto stilistico. Il militarismo di Unit 13 è un po' spuntato e stereotipato, in un periodo in cui moltissime produzioni hanno dimostrato che ci può essere una forte artisticità anche nelle rappresentazioni della guerra moderna.
Più che sufficiente il comparto sonoro, con le solite riserve. Gli effetti delle armi sono nella media, l'intero ambiente acustico non brilla per originalità e carattere, e le musiche di sottofondo, ancorchè opportune, tendono a ripetersi. Valore aggiunto è il doppiaggio in italiano, solitamente ben espressivo e intonato (salvo pochissimi scivoloni), che si accompagna ad alcune battute in lingua pronunciate dai nemici durante le missioni, che possono essere origliate per carpire informazioni extra (sono tutte sottotitolate).
Unit 13 è un titolo nesto. Uno sparatutto in terza persona che di sicuro non brilla, ma che può rappresentare una buona proposta per gli appassionati e un adeguato titolo d'accompagnamento dopo la sicura scorpacciata di Uncharted Golden Abyss. L'ultimo nato in casa Zipper decide di seguire una strada potenzialmente molto interessante, aderendo ad un canone classico ma non stantio, ed anzi capace di regalare soddisfazioni agli amanti di un approccio bellico non del tutto sconsiderato. Ci sono però evidenti difetti strutturali, ed alcuni inciampi tecnici (la gestione delle collisioni). Soprassedendo o accettando queste magagne, spinti magari dall'amore per il genere, si troverà un titolo ricchissimo di contenuti, che invoglia a giocare e rigiocare per un periodo di tempo sufficientemente lungo, magari centellinando le partite, perfette per una fruizione “mordi e fuggi”.
VOTOGLOBALE7.5
Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Unit 13

Disponibile per: PSVita
Genere: Sparatutto in Terza Persona
Sviluppatore: Zipper Interactive
Data di Pubblicazione: 07/03/2012
Unit 13
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