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Wizorb - Recensione

Inviato il da Lorenzo "Kobe" Fazio
Come nella commedia dell’arte, anche il mondo dei videogiochi ha i suoi canovacci. Tetris, solo per citare un facile esempio, ha generato una lunghissima serie di cloni o variazioni sul tema, tanto da poter essere quasi considerato un genere e sé. Pac-Man, in maniera del tutto simile, è stato spesso fonte d’ispirazione, quando non di veri e propri plagi poco interessati a nascondere le reali origini.
Sempre restando nel passato, c’è un altro titolo che ogni tanto si ripresenta sotto nuove forme e vesti: Breakout, titolo sviluppato da Atari nel lontanissimo 1976 e genitore spirituale del più famoso Arkanoid di Taito. La mania di distruggere blocchi di materiale ignoto con una pallina ripetutamente rimbalzata da un’asticella posta a fondo dello schermo non perde mai il suo fascino e team più o meno esperti ogni tanto cedono alla tentazione di proporne una personalissima rivisitazione.
L’idea deve essere nata anche nelle menti dei ragazzi che compongono Beatshapers Ltd. che dopo averlo proposto su iOS, presentano anche su PSN il loro Wizorb. Venduto all’interno della collana Minis, questo titolo arcade dal gusto retrò potrebbe fare la felicità di nostalgici e non.
Il mago dei blocchi
Wizorb - recensione - PS Vita Il concept di Wizorb è facilmente riassumibile in poche parole: fondere le meccaniche di Arkanoid con evanescenti elementi RPG, amalgamando il tutto con una fragile trama in pieno stile fantasy.
Il gameplay si divide in due parti ben distinte. Inizierete la vostra avventura nei panni di un mago che, giunto in un borgo medievaleggiante, si troverà di fronte a case distrutte e cittadini minacciati da un’oscura presenza che attanaglia il regno. La trama, inutile girarci intorno, è quanto di più scontato si possa trovare in giro e non è sorretta da una sceneggiatura credibile, né condotta da personaggi degni di nota. Si tratta di un semplice orpello estetico, un sottilissimo legame che giustifica, non senza qualche traballamento, l’alternarsi di un livello con l’altro. Ciò che è più, in queste fasi di gioco, vissute all’interno dei villaggi che progressivamente esplorerete nei panni del mago, permettono un grado di interazione a dir poco superficiale: potrete parlare con i cittadini, riparare le loro case con i soldi raccolti nei livelli, fare qualche acquisto nei negozi e poco altro.
Il cuore di Wizorb è infatti rappresentato dall’altra faccia del gameplay: quella dei livelli veri e propri che ripropone, con le modifiche che vedremo a breve, le meccaniche di Arkanoid.

Accettata la quest di turno infatti, il mago si trasforma nella più classica delle asticelle, pronta a rimbalzare la sfera che dovrà abbattere ogni quadrato presente nell’ambientazione di turno. Le regole basilari sono rimaste identiche: bisogna evitare che la pallina venga inghiottita dal bordo inferiore dello schermo, stando sempre attenti a indirizzarla là dove ci sono ancora dei blocchi da distruggere, tenendo conto dei possibili rimbalzi con i muri laterali.
Il tocco personale di Wizorb alla formula si palesa in una breve lista di feature, capaci di apportare qualche piccola novità. Innanzitutto ogni livello è funestato dalla presenza di alcuni mostriciattoli che impersonano varianti mobili dei normali blocchetti. Come da tradizione RPG inoltre, non mancheranno i boss di fine livello che, contando anche su alcuni attacchi, vi renderanno le cose ancora più difficili. Inoltre sarà possibile esibirsi in alcuni incantesimi, utilissimi nella vostra opera di pulizia, al prezzo di un certo quantitativo di mana. La palla di fuoco è ideale per eliminare gli ostacoli posti di fronte alla barra, mentre il potere del vento da modo di sfoggiare alcuni colpi ad effetto che permetteranno alla pallina rimbalzi altrimenti impossibili. Come detto, questi incantesimi vi costeranno del mana che potrete recuperare raccogliendo le pozioni che di tanto in tanto si libereranno in seguito all’eliminazione di una casella.
Non solo: nelle ambientazioni vi capiterà di trovare alcuni scrigni. Alcuni di essi conterranno semplicemente delle monete. Queste saranno necessarie per ricostruire le case degli abitanti o per fare degli acquisti nei vari negozi: nuove vite o specifici power-up attivabili una volta sul campo di gioco, come quello che aumenterà le dimensioni della sbarra. Alternativamente, dentro gli scrigni potreste trovare una chiave che aprirà una porta posta sul fondo dell’arena. Facendo in modo che la sfera ci cada dentro, sarete introdotti nei livelli bonus generosi di oggetti, monete o pieni zeppi di nemici da abbattere.
Il gameplay è sulla carta piuttosto classico, ma al tempo stesso rinfrescato da queste lontanissime derive RPG. Purtroppo la scarsità di bottiglie di mana elargite in ogni livello, rendono l’utilizzo delle magie un lusso che vi potrete permettere poche volte. Ciò non fa altro che mortificare un’idea teoricamente vincente che avrebbe avuto ripercussioni positive sul ritmo di gioco, alleggerito dagli aiuti derivanti dalle magie che avrebbero accorciato sensibilmente il tempo speso in ogni schema. Così facendo Wizorb si dimostra fin troppo classico. Nonostante le inevitabili simpatie che attirerà su di sé da parte dei nostalgici, spreca la possibilità di caratterizzarsi e distinguersi in maniera netta rispetto alla concorrenza o all’illustre genitore.
Ciononostante il gameplay funziona ed è capace di offrire tutto ciò che un appassionato di Arkanoid va cercando.

Graficamente siamo nei pressi del retrogaming. Beatshapers Ltd. ha giustamente optato per uno stile 16-bit caratterizzato da colori sgargianti e un design volutamente simile alla maggior parte degli RPG di quel tempo. Il tutto, e ci mancherebbe anche altro, si muove senza la minima incertezza del frame-rate, andando a comporre un impianto grafico assolutamente sopra la sufficienza. Discorso analogo per il sonoro: retrò per volontà, vanta pochi temi ben realizzati ed effetti sonori squillanti come quelli di una volta.
Parlando di longevità infine, il titolo è capace di assicurare almeno una decina di ore di intrattenimento. A causa della struttura del gioco il replay value non è elevato, né tantomeno incentivato vista la secondarietà assoluta del punteggio ottenuto in ciascun livello. Tuttavia, il rapporto quantità-prezzo resta comunque a vantaggio dell’utente visto che per scaricare Wizorb vi basteranno poco meno di tre euro.
Wizorb è un buon emulo di Arkanoid, che tuttavia non ha avuto fino in fondo il coraggio di proporre con forza la propria visione. L’introduzione delle magie avrebbe potuto donare un gusto atipico e un ritmo azzeccatissimo alla produzione, ma la perenne scarsità di mana rendono gli incantesimi un raro vezzo, piuttosto che un elemento di gameplay dominante capace di modificare sensibilmente l’andamento delle partite.
Ciononostante il titolo, forte di un prezzo assolutamente vantaggioso, resta ampiamente consigliato a tutti gli amanti del genere o a chi è alla ricerca di un arcade di facile lettura con cui ingannare brevi tempi morti. Solo non aspettatevi nulla di così originale.
VOTOGLOBALE7
Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Wizorb

Disponibile per: PS Vita | PS3
Genere: Arcade
Sviluppatore: Beatshapers Ltd.
Distributore: Distribuzione digitale
Costo Digidelivery: 2,99 €
Pegi: 3+
Lingua: Tutto in Inglese
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 25/07/2012
Wizorb
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ND.
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