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Breaking Bad - Stagione 5 > Recensione
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Breaking Bad - Stagione 5 - Recensione

Inviato il da Nunzio Gaeta
E' difficile pensare ad una stagione senza Breaking Bad. Uno show che non delude mai, ma anzi riesce a suscitare numerosi stati d'animo sempre diversi nello spettatore, che spesso resta attonito e immobile trasportato da una storia sempre più cupa e surreale.
Ora, il momento che i fan aspettavano da anni è finalmente arrivato: la resa dei conti per il nostro professore di chimica preferito è ormai giunta. Il cerchio si sta chiudendo e con esso sta risalendo a galla la scomoda verità, mentre gli indizi su ciò che avverrà sono stati lanciati ed è ora di giungere alle battute finali. Si stringono rapporti, si sciolgono legami, si creano nuove possibilità, ma l'equilibrio è stato definitivamente rotto. La prima parte dell’ultima stagione di Breaking Bad giunge al termine, tra sorprese e risvolti epocali, e non poteva di certo mancare il nostro resoconto dettagliato su ciò che si è visto in queste ultime settimane.
I'm the one who knocks.
Breaking Bad - Stagione 5 - recensione - Serial TV Diciamocela tutta: ognuno di noi, dopo la rapida ascesa del caro Walter White da professore “fragile - insicuro- malato di cancro” a genio del crimine freddo e spietato, si aspettava un'altrettanto rapida discesa, che di certo non sarebbe stata “benevola” nei suoi riguardi. Così come la presenza del Sig. White non è stata proprio benaugurante verso tutti quelli che hanno avuto a che fare con lui negli anni. Tutti, chi più e chi meno, hanno goduto dei notevoli influssi negativi emanati dal nostro, facendosi trascinare in un vortice fatto di disgrazie e tragedie. Alcuni magari involontariamente (come il povero Hank, che da intere stagioni insegue il fugace Heisenberg e che per colpa di quest’ultimo ha rischiato cose come il lavoro o una violenta paralisi), altri invece decisamente consenzienti (e qui citiamo gran parte del cast, partendo dalla cara moglie Skyler fino ad arrivare a Jessie e Mike). Paragonando le due versioni del personaggio, ossia quella dei primi episodi contro quella di questa prima parte di stagione, non si può non rimanere basiti di fronte al drastico cambiamento avuto da Walter.
Ed è in questa quinta stagione che emerge definitivamente il suo lato più oscuro e malvagio, l’Heisenberg che fin dai tempi dell’università restava rinchiuso dentro di lui e si nutriva dei sogni perduti e delle speranze svanite, per poi scoppiare d’un tratto in tutta la sua cattiveria. Cattiveria che non risparmia omicidi a sangue freddo o commissionati senza pietà, laddove il vecchio professore tentava disperatamente di scegliere la strada meno violenta. Una mutazione “inversa” rispetta a quella che possiamo cogliere in prodotti come Dexter, ad esempio, e che allo stesso tempo può portare da una tenerezza e stima incondizionata verso il personaggio ad un sentimento di odio e rancore verso ciò che malauguratamente è diventato. Effetto ulteriormente amplificato dall’eccellente performance di Bryan Cranston, che mantiene picchi d’altissima maestria recitativa.
Eccellenza, tra l’altro, che si espande per la quasi totalità del cast, e che contribuisce a rendere l’intera esperienza ancor più indimenticabile, caratterizzando i vari personaggi che insieme formano un ingranaggio semplice e funzionale.
La resa dei conti è imminente.
Breaking Bad - Stagione 5 - recensione - Serial TV Questa prima parte di stagione fa da prologo al gran finale in maniera ben riconoscibile: partiamo da un piccolo flashforward che ci mostra quello che inevitabilmente succederà in un futuro non troppo lontano (e le scene che vediamo a schermo non sono per nulla rassicuranti) per poi ritornare alle vicende successive alla morte di Gustavo Fring. Lo stesso Walter sembra cambiato e segnato dai repentini avvenimenti che lo hanno portato a compiere scelte assolutamente discutibili e negative. Egli resta saldamente intenzionato a prendere il posto del defunto Fring, creando un proprio impero fatto di droga e denaro, ma capiremo ben presto che non sono i soldi il suo traguardo, nonostante la problematica economica sia stata la scintilla che ha scaturito il tutto. A fronte di tanto potere, il prezzo da pagare sarà composto da sangue, violenza e tragedie, che pioveranno come pioggia in queste 8 puntate. Cose che Walter reputerà “necessarie”, d’innanzi agli occhi sempre più attoniti di Jessie, che tenterà fino allo stremo di fan rinsavire il suo vecchio partner.
La bramosia di potere diverrà smisurata, e frasi come “Say my name” non faranno altro che dimostrare l’ego smisurato e incontenibile di Heisenberg, capace di uccidere a sangue freddo un uomo in preda all’ira del momento, definire “necessaria” la morte di un bambino o di mentire spudoratamente ad un membro della sua famiglia nascondendosi dietro sorrisi e false promesse. Ed ecco che l’Heisenberg raffigurato in modo quasi caricaturale con tanto di cappello e occhiali diventa alla fine quello definitivo, come se stesse a dimostrare anche esteriormente il suo mutamento. A casa troviamo una Skyler spacciata quasi per matta agli occhi del figlio, della sorella e del cognato (e le sue crisi caratterizzate da sonori SHUT UP non facilitano le cose), mentre il caro vecchio Hank, che recupera rapidamente sia in saluto che in lavoro, è deciso più che mai a scoprire la verità sulla questione Fring, in barba a tutto e tutti (in primis agli ordini dei suoi superiori).
Atteggiamento che da i suoi frutti, permettendo al detective di ottenere risultati quantomeno inaspettati, seppur con qualche forzatura di troppo. Forzature che, al di là del finale, restano presenti (seppur equamente distribuite) in tutti gli episodi di questa stagione. Come non citare, ad esempio, la gara fatta a suon di motori tra Walter e Walter Jr. (apprezziamo l’idea degli autori di voler far capire l’eccessiva sfrontatezza del protagonista ma a tutto vi è un limite, indubbiamente). Si tratta comunque di voler trovare difetti in una produzione spaventosamente perfetta e ineccepibile, che alza di volta in volta il punto massimo di qualità raggiunto dai serial televisivi, e che non sfigurerebbe d’innanzi a produzioni altisonanti come quelle hollywoodiane, né per attori, né per la maestria registica e né per nessun altro aspetto. Fattori che rendono Breaking Bad un prodotto indimenticabile nonché pietra miliare della televisione statunitense. Come già detto in passato, l’intero exploit narrativo di questo serial rappresenta uno dei più comuni processi chimici: ossia come un qualcosa, opportunamente trattato e influenzato anche da agenti esterni, può radicalmente mutare fino a rendersi irriconoscibile.
Resta impossibile rimanere immobili d'innanzi alla bellezza e al fascino di questo serial, che con i suoi personaggi, la sua regia e le sue situazioni pone continuamente nuovi standard qualitativi, riuscendo a scioccare e ad appassionare lo spettatore in un crescendo sempre più maestoso. Ci si attende un gran finale che sarà sicuramente all'altezza delle aspettative riposte, e che probabilmente non dimenticheremo mai. Consigliato a tutti, indistintamente.
Nunzio Gaeta ama scrivere e parlare in maniera trasversale di cinema, serie tv e videogames, nonché di tutto ciò che ruota intorno alla cultura giapponese. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.
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Breaking Bad - Stagione 5

Regia: Vince Gilligan
Interpreti: Bryan Cranston, Aaron Paul, Anna Gunn, Dean Norris, Betsy Brandt
Nazione: USA
Durata: 47''
Anno di uscita: 2012
Stagione: Cinque
Numero Episodi: 8 (2012) + 8 (2013)
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