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The Wire - Special - Speciale

Inviato il 02/09/2011 da SpookyMulder
Precedentemente noi di SerialEye vi abbiamo proposto la recensione della seconda stagione di The Wire, oramai datata 2003, e visto che la quinta ed ultima stagione è stata trasmessa in Italia a partire dal gennaio di quest'anno(mentre la serie è finita nel 2008 in America), abbiamo deciso di velocizzare i tempi, proponendovi un unico super speciale incentrato sulle ultime tre stagioni. Questo speciale quindi recensisce la terza, la quarta e la quinta stagione del capolavoro telefilmico della HBO ed al tempo stesso funge anche da “scuse ufficiali”, per il trattamento riservato involontariamente nei confronti della serie che ancora oggi, in America, detiene il titolo di “telefilm con le migliori recensioni di sempre”; questo perchè noi redattori di SerialEye siamo grandi redattori e sappiamo riconoscere i nostri errori.
“I'M JUST A GANGSTA...I SUPPOSE.” - Avon Barksdale
The Wire - Special - speciale - Serial TV “I ain't no suit-wearin' businessman like you. You know, I'm just a gangsta...I suppose. And I want my corners.”
Con l'inizio della terza stagione si chiudono le vicende del plot principale della seconda, ovvero quello relativo al porto, al sindacato, alla famiglia Sobotka e al “Greco”. Con la terza stagione, The Wire torna un po' alle origini, ossia al plot di inizio serie relativo ai personaggi protagonisti del traffico di droga, ovvero Stringer Bell ed Avon Barksdale, due personaggi straordinari che nella stagione precedente sono stati messi un po' da parte. Particolare attenzione è posta sulla relazione “fraterna” tra Stringer ed Avon, il primo dei quali è riuscito non solo a salvare l'impero Barksdale, ma anche a farlo evolvere in modo esponenziale, mentre il secondo è finalmente uscito di prigione e vuole ricominciare a gestire i suoi affari alla vecchia maniera, cosa che porta i due a qualche “scontro”. E' sicuramente straordinario come David Simon e gli altri sceneggiatori siano riusciti a rendere così epica e ben dettagliata un'amicizia nonché collaborazione criminale tra due personaggi così diversi tra loro.
“WE AIN'T GOTTA DREAM NO MORE, MAN”. - Stringer Bell
The Wire - Special - speciale - Serial TV “We ain't gotta dream no more, man. We got tangible stuff, material stuff. Properties..”.
Uno degli elementi sicuramente migliori della terza stagione è il viaggio molto più approfondito ed esplorativo nel personaggio di Stringer, non nel suo personaggio in quanto “individuo quotidiano” ma nel suo personaggio in quanto uomo d'affari e “speculatore”, visto che si allontana molto dalla figura del semplice trafficante di droga, abbandonando quelle “stron*ate da gangster”. Stringer è certamente il personaggio più intelligente ed affascinante che sia mai apparso nella serie e questo lo avevamo già appreso vedendolo frequentare corsi di macroeconomia all'università nella prima stagione, e vedendolo anche impartire lezioni di economia ai suoi uomini, ai suoi ragazzi, sul come migliorare le vendite del loro “prodotto”. Impossibile non amare un personaggio del genere, anche quando ci viene mostrato che è tutt'altro che perfetto ed anche quando comincia ad innervosirsi perchè gli sbirri iniziano a ficcanasare nelle sue attività e nei suoi affari(McNulty può essere estremamente fastidioso e lo sappiamo bene).
“...WHILE YOU'RE WAITING FOR MOMENTS THAT NEVER COME.” - Freamon
The Wire - Special - speciale - Serial TV “Hey, hey, hey, a life. A life, Jimmy. You know what that is? It's the shit that happens while you're waiting for moments that never come.”
Come al solito, oltre che esplorare le sfaccettature dei diversi personaggi del lato “criminale”, la serie poggia una lente d'ingrandimento anche sugli altri personaggi, quelli del lato opposto, come Jimmy McNulty, il Tenente Daniels, Rhonda Pearlman e “Kima” Greggs. McNulty infatti, oltre a proseguire la sua personale crociata votata alla cattura di Stringer Bell ed Avon Barksdale, deve anche fare i conti con la propria vita, quella al di fuori del lavoro, sostanzialmente vuota escludendo le sbronze con il suo amico e collega Bunk e qualche rapporto sessuale occasionale (tra i tanti avuti da McNulty nelle prime tre stagioni). Risolvere un caso può offrire solo un senso di appagamento parziale e temporaneo che dura fino all'inizio del prossimo caso, un circolo che porterà il detective più “bastardo” di tutti a riconsiderare le proprie priorità, sul piano esistenziale e quindi su quello lavorativo.
“THERE'S NEVER BEEN A PAPER BAG” - Bunny Colvin
The Wire - Special - speciale - Serial TV “There was a moment of goddamn genius by some nameless smokehound who comes out the Cut-Rate one day and on his way to the corner he slips that just bought pint of elderberry into a paper bag. A great moment of civic compromise. That small wrinkled ass paper bag allowed the corner boys to have their drink in peace and gave us permission to go and do police work. The kind of police work that's actually worth the effort, that's actually worth taking a bullet for. Dozerman got shot last night buying three vials. Three. There has never been a paper bag for drugs. Until now.”.
Il terzo anno di The Wire non può essere definito in altro modo, se non che con il termine di “capolavoro”. “Capolavoro”, una definizione che già apparteneva alla serie ma che è addirittura aumentata con il concepimento della terza stagione, che diventa anche un “capolavoro a sè”. Ovviamente, come di consueto, anche questa volta si esplora un diverso aspetto di Baltimora; nella prima stagione è toccato al traffico di droga, nella seconda al porto ed ora tocca alla burocrazia e all'amministrazione cittadina. Questo aspetto ci permette di vedere la città di Baltimora non solo come un grande parco giochi del crimine, ma anche come una “comunità”; una comunità che può essere completamente sfaldata ma che invece potrebbe essere più unita, come lo era stata molti anni prima. Al centro di questo, che potremmo definire il plot co-principale della situazione, ci sono il maggiore Bunny Colvin(Robert Wisdom)ed i suoi uomini, tra i quali ci sono Hank e Carver, che devono dare battaglia alla parte Ovest di Baltimora, la parte peggiore in assoluto. Alla polizia della città vengono fatte molte pressioni per ridurre le sempre più preoccupanti percentuali annuali dei crimini e di conseguenza queste pressioni hanno un effetto diretto sui distretti delle varie zone e sugli uomini che ne sono a capo. Bunny Colvin è un buon poliziotto a cui mancano pochi mesi prima di andare in pensione, e di conseguenza non decide di pensare a cosa si potrebbe fare per la città, non si mette a pensare a cosa potrebbe funzionare e cosa no, semplicemente si limita ad agire, prendendo una decisione estremamente drastica e rivoluzionaria al tempo stesso, che tira fuori molte perplessità di natura morale e naturalmente anche di natura politica. Questa drastica decisione, che qualcuno potrebbe definire “geniale idea”, oltre a regalarci la strepitosa quote: “Hey, we in America!”. “Nuh-uh, West Baltimore!”, coinvolge anche qualche nuovo personaggio, come l'ex galeotto, nonché conoscente di Barksdale, Dennis “Cutty” Wise(Chad Coleman), personaggio introdotto all'inizio della stagione e che da allora è alla ricerca di una redenzione personale o ancor meglio di un radicale cambio di vita. Un altro nuovo personaggio che diventa poi molto importante per il prosieguo della serie è il Consigliere Tommy Carcetti(Aidan Gillen), che inizialmente è presentato solo come un personaggio secondario che appartiene all'aspetto più fortemente politico della serie, aspetto che diviene poi molto più presente nella quarta stagione.

The Wire - Special

Regia: Joe Chappelle, Ernerst R. Dickerson, Clark Johnson, Ed Bianchi, Steve Shill, Daniel Attias
Interpreti: Dominic West, John Doman, Wendell Pierce, Clarke Peters, Lance Reddick, Deirdre Lovejoy, Sonja Sohn, Andre Royo, Michael Kenneth Williams, Idris Elba, Wood Harris, Aidan Gillen, Jim True-Frost, Seth Gilliam, Jamie Hector
Sceneggiatura: David Simon, Ed Burns, Chris Collins, George Pelecanos
Nazione: USA
Durata: 60x35
Stagione: Da TRE a CINQUE
Numero Episodi: 35
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