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Alice in Wonderland > Recensione
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Alice in Wonderland - Recensione

Inviato il da Pietro "Pit" Spina
Il paese delle meraviglie è sempre stato identificato come vero e proprio “luogo dei sogni”, dove ogni fantasia e desiderio può prendere forma: quello che però non si è riusciti a cogliere pienamente dalla prima interpretazione Disney è che l’universo creato da Lewis Carroll è costruito su angoscia e inquietudine piuttosto che sulle gag di qualche buffo personaggio.
Dunque la mano di Tim Burton sembra l’ideale per portare sugli schermi dei cinema e sulle console questo bizzarro mondo, seppur tenendo sempre in considerazione un target ben definito di spettatori e videogiocatori, come testimoniato dalla presenza delle solo versioni per Wii, Pc e DS in ambito videoludico. È lecita dunque la curiosità su quale approccio abbia usato Etranges Libellules, software house già autrice del discreto “Spyro: L’alba del Drago”, per portare sulla console Nintendo le avventure di Alice e dei suoi strampalati compagni, seguendo l’onda del successo dei botteghini.
 
La maledizione del botteghino
Impossibile negare il nefasto background che i tie-in cinematografici hanno generato nel corso degli anni, fin dai tempi più insospettabili: un susseguirsi di titoli mediocri, banali, ripetitivi o addirittura offensivi per l’intelletto anche dei più giovani, che venivano giustificati dalla necessità di massimizzare gli incassi dei progetti destinati al grande schermo, creando manufatti leggendari come ET per Atari 2600 (parliamo di 1982) e perle del trash come il mai dimenticato Terminator 2 per Snes (1993) o, più di recente, il Catwoman di EA (2004). Tre titoli che rappresentano una piccola parte dei tie-in a livello puramente numerico, ma che sono sufficienti a capire il “pericolo” che nascondo certi giochi.
C’è da dire però che con il passare del tempo, grazie alle nuove tecnologie ed ai numerosi team di sviluppo di talento pronti a mettersi a disposizione dei giganti del settore (in questo caso Disney Interactive), la qualità media del genere si è elevata a livelli quantomeno accettabili ed è possibile, seppur con un discreto impegno, trovare un prodotto che rappresenti un regalo apprezzato dai più piccoli, ma che al tempo stesso non faccia pentire della spesa sostenuta dopo pochi minuti.
Questo Alice in Wonderland (da qui AIW) parte in sordina, presentando un’area di gioco limitata e tediosa (un labirinto) e poche abilità a disposizione, non tradendo in alcun modo la sua natura di titolo mutuato dal grande schermo, che non ha avuto la necessaria genesi step-by-step che caratterizza i titoli di spessore. Con il passare del tempo, però, Alice prova a stupire il giocatore grazie a nuove idee e possibilità di gioco. Alcune di queste sono inevitabilmente ispirate da altri titoli presenti sulla console, ma quello che il team è ruscito a fare è stato integrare in una struttura lineare un soddisfacente senso di scoperta e di appagamento, recuperando la lezione dei grandi classici delle avventure, con aree di gioco inizialmente bloccate, segreti, collezionabili e abilità da sbloccare.
Che AIW sia la luce in fondo al tunnel per un genere che per anni è stato senza identità né carisma?
Viaggio meraviglioso - parte seconda.
Alice in Wonderland - recensione - Wii Riprendendo la trama del film, seppur non in maniera totalmente fedele per palesi obblighi di gameplay, veniamo condotti nella nostra avventura dal Bianconiglio, ripercorrendo una sorta di flashback del viaggio originario, ovviamente non privo di sorprese: questo sviluppo è necessario per conoscere e riscoprire i personaggi già presenti nel nostro immaginario ma reinterpretati in chiave burtoniana.
Li incontreremo tutti, a cominciare da McTwisp (il bianconiglio, appunto) e Mallymkun (la piccola ghiro compagna di viaggio del coniglio), incontrando poi successivamente il Leprotto Marzolino (nell’originale adattamento “leprotto bisestile”), il Cappellaio Matto e lo Stregatto: un cast che accompagnerà Alice nel suo viaggio alla scoperta di sé stessa, difendendola dai nemici e superando, grazie alle proprie speciali abilità, ogni ostacolo che le si ponga dinanzi, al fine di condurla con successo al giorno “gioiglorioso”, ovvero quello in cui sconfiggerà il Ciciarampa e libererà il regno dalla tirannia della regina Rossa.
Ma fino ad allora Alice si comporta da spettatrice e, soprattutto, da prezioso bene da difendere, in quanto per tutta la durata dell’avventura il giocatore non la controllerà mai. Dovrà invece controlalre i suoi compagni di viaggio, sfruttandone le diverse peculiarità: ognuno di questi possiede un attacco fisico da fermo e uno in corsa (associati al grilletto B), mentre a distinguerli in maniera netta vi sono le specializzazioni (o poteri) con le quali superare e sbloccare gradualmente le diverse aree di gioco.

Si comincia in maniera classica con il ghiro, specializzato nel combattimento e armata di spillo, per passare subito alle abilità speciali: McTwisp è in grado di fermare per un determinato lasso di tempo alcuni elementi di gioco (oggetti, piante e successivamente anche i nemici), il Leprotto Marzolino è in grado di usare la telecinesi per rimuovere ostacoli, nemici o semplicemente costruire/ripristinare elementi del fondale. Interessante il potere del Cappellaio Matto, che può sfruttare la sua originale visione del mondo per rivoluzionarlo grazie al potere della "prospettiva”: questo gli permette di sovrapporre diversi elementi a schermo per crearne di nuovi, come due parti di un ponte rotto che viste da una certa posizione possono combaciare e dunque creare effettivamente una struttura completa. Conclude l’elenco lo Stregatto, dotato del potere dell’invisibilità, capace di far apparire o sparire gli oggetti con cui può interagire, svelando stanze nascoste o permettendo di scalare di muri... dall’interno, smontandoli pezzo per pezzo.
Queste diverse abilità si attivano passando il puntatore su un oggetto “sensibile” e premendo il dorsale “Z” per confermare la selezione, sfruttando poi gli elementi caratteristici del Wiimote per svolgere direttamente l’azione: ruotando il controller in senso antiorario si usa il potere di fermare gli oggetti nel tempo, dando degli scossoni nelle direzioni indicate si sfrutta la telecinesi, mentre con il puntatore si controlla l’inquadratura-grandangolo necessaria per la prospettiva.
Al giocatore viene dato il compito di individuare il personaggio ideale per la situazione che ha davanti, scorrendo i protagonisti sequenzialmente alla pressione del tasto “C”. Ovviamente l'utente è aiutato dai generosi "hint video", che non mancheranno mai di indicare senza fallo quale sia il potere da utilizzare su determinati oggetti, lasciando al giocatore il compito di concatenarli nelle sezioni che richiedono l’uso di più poteri.
Nel complesso le capacità della console Nintendo sono sviluppate ampiamente e realizzate in maniera adeguata, in maniera più precisa e approfondita rispetto a gran parte del software presente sul mercato: il controllo totale sulle meccaniche di gioco si ottiene, però, a patto di dedicare un po’ di tempo a imparare i movimenti giusti e non lasciarsi prendere dalle fretta, che influisce sulla mancanza di rettività soprattutto nell’uso della telecinesi (forse il potere più usato/abusato).
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Alice in Wonderland

Disponibile per: NDS | PC | Wii
Genere: Avventura
Sviluppatore: Disney Interactive Studios
Pegi: 12+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Cooperativa: Multiplayer Cooperativa Offline
Data di Pubblicazione: 26/02/2010
Alice in Wonderland
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