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de Blob 2 - Recensione

Inviato il da Fabio "Il pazzo" Canonico
Il primo de Blob, uscito su Nintendo Wii e DS e sviluppato dai ragazzi di Blue Tongue, fu una piccola rivelazione. Un gameplay fresco ed immediato, una direzione artistica sapiente ed un feeling tutto particolare gli donarono un buon riscontro di pubblico e critica, al punto che in molti arrivarono a considerarlo uno dei migliori titoli third party su Wii. Effettivamente il gioco rispondeva egregiamente alla descrizione appena fatta, fedele ma non del tutto esauriente.
A suo discapito infatti c'erano infatti un gameplay da più parti tacciato di essere ripetitivo all'estremo, ed alcune piccole magagne nel sistema di controllo. A distanza di due anni è ora disponibile il seguito diretto, de Blob 2, dagli stessi sviluppatori dell'episodio originale, che promette di essere fedele alla formula del predecessore, con qualche innovazione. Vediamo quale.
 
Rivoluzione cromatica
De Blob 2: Underground - recensione - Wii La storia non è di certo il punto forte della produzione Blue Tongue. In maniera simile all'episodio precedente, ruota attorno alla rivoluzione cromatica di un gruppo di ribelli assai particolari (inizialmente Blob appunto, l'eroe, ed il robot rosa Pinky, ai quali si uniranno altri comprimari) contro il monocratico e monocromatico governo del misterioso Papa Blanc; e di rimandi alla tradizione della lotta rivoluzionaria è pieno il titolo, tra elezioni da salvare (sabotandole, paradossalmente), regimi da rovesciare e una classe popolare da sollevare. Temi trattati di certo in maniera leggera e conditi da un gustosissimo umorismo, ma che danno almeno una parvenza di serietà alla trama imbastita, che di fatto è solo un pretesto per imbrattare a tutto spiano ogni singolo mattone di Prisma City.
Recuperando infatti totalmente l'impostazione di gioco del primo de Blob, il suo seguito propone un gameplay estremamente semplice, di derivazione platform (anche se di platform ha ben poco, come vedremo successivamente), nel quale la componente principale è legata alla colorazione degli edifici e degli elementi architettonici, tramite il semplice contatto con l'eroe (preventivamente immerso nella vernice), con alcune piccole variazioni sul tema rappresentate da scontri con i nemici, attivazione di particolari marchingegni e delle sessioni di gioco interamente bidimensionali. Quest'ultime rappresentano la vera innovazione rispetto al primo capitolo: in molte occasioni infatti, per liberare un edificio, sarà necessario penetrare al suo interno, superando la sorveglianza e permettendo al colore di fluire ancora una volta libero e allegro.
La parte della struttura di gioco affidata a queste fasi è sostanziosa, e queste si presentano come riusciti ibridi tra il platform ed il puzzle, essendo maggiormente necessario il raziocinio che l'abilità salterina. Brevi intermezzi che si risolvono nel giro di una manciata di minuti, ma che di certo contribuiscono ad arricchire e variare l'esperienza di gioco, che all'esterno dopo un approccio iniziale di certo successo accusa i colpi della ripetitività. Questo avviene per due ordini di fattori: il primo, forse il più impattante, è che de Blob ha pretese da platform, senza riuscire ad esserlo a pieno. Come ultimo epigono di una tradizione fatta di balzi e capriole infatti, non riesce assolutamente ad esprimere il proprio valore, a causa di un level design sostanzialmente piatto, nel quale manca l'elemento che spinge il giocatore più in là, la sfida particolare (sia un balzo o una locazione segreta), il motore di un'esperienza di gioco che dovrebbe essere ritmata e cadenzata, scandita da ostacoli, in una progressione di complessità di struttura e di gioco. E forse è anche meglio così, perché le piccole imprecisioni del sistema di controllo dell'originale si registrano anche qui, con una fisica dei salti migliorabile ed alcune azioni performabili da rivedere (il salto a muro, per esempio).
Questo sarebbe di per sé un problema facilmente trascurabile allorquando de Blob proponesse qualcosa in più dal lato più squisitamente action, con nemici particolari da sconfiggere, una maggiore versatilità nel campionario di mosse a disposizione dell'eroe, una maggiore varietà nella gamma di obiettivi da raggiungere all'interno del livello. Ma anche questi elementi mancano clamorosamente, e di fatto guidare Blob all'interno di livelli non particolarmente ispirati, senza nuove sfide che incalzino un giocatore condannato a perseguire sempre gli stessi obiettivi nelle stesse modalità è qualcosa che rischia di diventare tedioso al terzo o quarto livello. Nemmeno la struttura aperta dei livelli, coniugata ad un sistema di missioni secondarie, riesce a salvare la situazione, nel momento in cui anche queste sono tutte uguali (pulire la città rompendo le casse INKT, liberare tutti gli abitanti, dipingere ogni singolo albero). Similmente a quanto avviene in Super Mario Galaxy, un secondo giocatore può offrire il proprio aiuto a Blob, muovendo unicamente il puntatore quindi, totalmente fuori dall'azione di gioco. Una piccola e trascurabile aggiunta, che poco aggiunge e nulla toglie alla struttura di gioco.

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De Blob 2: Underground

Disponibile per: NDS | Wii | PS3 | XBOX 360 | 3DS
Genere: Platform
Sviluppatore: THQ
Lingua: Tutto in Italiano
Data di Pubblicazione: 25/02/2011
De Blob 2: Underground
7
6.5
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7.5
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6.5
ND.
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