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Gods vs Humans - Recensione

Inviato il da Fabio "Il pazzo" Canonico
Sappiamo come il servizio WiiWare sia diventato uno dei punti di forza della console Nintendo: con una vasto catalogo di titoli a disposizione ed alcune vere e proprie perle c'è quasi più qualità all'interno del servizio di digital delivery che nella schiera dei titoli retail. Spesso ci siamo trovati a valutare prodotti che, da poche e semplici premesse, si sono rivelati essere vere e proprie killer application, prodotti da non perdere, al fine di gustarsi inusuali esperimenti videoludici.
Con Gods vs Humans, strategico sviluppato dai ragazzi di Artefact Studio, è accaduto, possiamo dirlo già da ora, il contrario. Soprattutto all'interno dei siti indipendenti e dei blog il passaparola aveva creato una discreta attesa per il titolo in questione, per la sua particolare formula di gioco, per il genere d'appartenenza e forse anche per qualche apparente somiglianza con uno dei migliori prodotti per WiiWare, quello Swords & Soldiers che abbiamo avuto già modo di recensire. Adesso che il titolo è disponibile per lo scaricamento anche sulle console PAL, possiamo pronunciarci al meglio su di esso.
Scherza con i fanti, ma lascia stare i santi
Gods vs Humans - recensione - Wii Gods vs Humans, lo abbiamo già detto, è uno strategico. Uno strategico atipico però, dato che non ci saranno unità da creare e gestire, come nella tradizione del genere: e non è un caso, dato che il giocatore sarà in controllo non di pavidi ed inetti umani, ma di ben più potenti divinità. Gli uomini infatti, accecati dai loro deliri d'onnipotenza, hanno pensato male di costruire delle altissime torri con le quali raggiungere le dimore degli dei, per impossessarsi dei loro poteri e soprattutto dei loro privilegi. Inutile dire come agli dei quest'idea vada ben poco giù, dato che non hanno nessuna intenzione di essere spodestati, ed ecco quindi che sarà necessario convogliare la loro ira sugli elevati edifici, col compito di tirarli giù e d'insegnare agli umani cosa significa l'umiltà.
Detta così, la situazione sembrerebbe di assai facile risoluzione, vista la sproporzione dei valori in campo, eppure c'è un piccolo, grande problema che gli dei non possono ignorare: i loro poteri derivano infatti dalla felicità dei credenti, e quindi scontentarli scatenando su di loro il giudizio divino rischierebbe di lasciarli ben presto a corto di energie, scarichi come una pila esausta.
Come questa situazione si ripercuota sul gioco è facile immaginarlo: non è possibile quindi prendere possesso dei poteri divini e scatenarli in maniera indiscriminata sulla torre, ma bisogna ponderare quali usare, in base al loro potenziale, ai loro effetti ed all'area coinvolta dallo scatenarsi degli elementi. Le torri sono infatti divise in piani, ed ogni piano ha quattro pilastri principali che lo reggono: eliminati i pilastri, eliminato il piano. Per distruggere gli edifici i metodi son due quindi: il primo prevede la distruzione di ogni singolo piano, ma è la soluzione più complicata e meno preferibile; il secondo la distruzione delle fondamenta della torre, ovviamente infinitamente più resistenti dei singoli piani. Ma ecco che ci viene in soccorso la fisica: facendo crollare un piano infatti, il peso dei piano soprastanti danneggerà gravemente le strutture inferiori, fondamenta comprese, e addirittura scatenando reazioni a catena che prevedano la distruzione consecutiva di tre o quattro piani sarà possibile distruggerle completamente, in un sol colpo. Ovviamente per far questo è richiesta una notevole dose di strategia: i piani infatti brulicano di umani, tutti dediti al loro compito di costruzione, e colpirli con i propri poteri li irriterà assai; d'altro canto è praticamente impossibile evitarli del tutto. Ed ecco allora che tutta la struttura di gioco si regge su questo precario utilizzo, perché gli umani scontenti ed arrabbiati lavoreranno più alacremente alla costruzione della torre, e ci forniranno ben poco potere rispetto a quello di cui abbiamo bisogno; al contrario, utilizzando sapientemente gli incantesimi offensivi e, soprattutto, difensivi (quelli più adatti a variare i sentimenti dei lavoratori), si potrà arrivare a gestire una dose di potenza adatta al compito di demolizione. E' la solita regola del bastone e della carota, sostituiti qui da fulmini e belle donne discinte.
La struttura di gioco appena descritta è essenziale, seppure ornata da qualche orpello, come piani speciali, che magari nascondono templi dedicati al culto degli dei, in grado di potenziare la felicità (e quindi l'inettitudine) dei lavoratori (ma ce ne sono anche di maledetti, dagli effetti opposti), magazzini, negozi; così come sono presenti alcune unità speciali, in grado ovviamente di alterare lo stato d'animo degli uomini o addirittura di rendere vani alcuni incantesimi scatenati. Al di fuori di queste, le variazioni sul tema sono ben poche, e si riferiscono perlopiù ai cambiamenti estetici dovuti alle diverse civiltà presenti. Ma anche tra dei di diverse religioni le differenze sono poche: certo, qualcuno utilizzerà meglio un incantesimo rispetto ad un altro, o con un minor consumo di risorse, ma sostanzialmente i poteri divini saranno sempre gli stessi, ed ecco quindi che dopo un impatto comunque assai piacevole, vista la natura immediata e facilmente godibile della produzione, la sensazione di noia si farà piano piano strada, ed a furia di distrugger torri passerà la voglia. Un rischio che era previsto, visto il genere e l'impianto di gioco, ma che non è stato combattuto in maniera efficace, ed è un peccato, perché un tratto caratteristico Gods vs Humans ce l'ha eccome, e ciò viene fuori anche dal gradevolissimo comparto grafico, che può vantare una direzione artistica efficace e particolare nonché, in termini più tecnici, modelli ben caratterizzati, seppur nella loro piccolezza, una buona cura del dettaglio, nonostante le ambientazioni siano ovviamente ripetitive ed in generale un buon uso della palette cromatica; meno lusinghiero invece il giudizio per quanto riguarda la colonna sonora e gli effetti, appena sufficienti.
Gods vs Humans si è rivelato essere un titolo senza troppe pretese. Le meccaniche di gioco funzionano, e ci sono delle buone idee alla base, realizzate anche in maniera convincente. Purtroppo in determinati generi è difficile evitare la monotonia, e nemmeno questo puzzle-strategico ci riesce: dopo alcune partite la sensazione di noia è quasi inevitabile. In questi casi il titolo sarebbe quantomeno consigliabile, ma c'è un grosso ostacolo, rappresentato dal prezzo al quale viene proposto: 1500 Wii Points, un costo decisamente eccessivo.
VOTOGLOBALE6

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Gods vs Humans

Disponibile per: Wii
Genere: Strategico
Sviluppatore: Artefact Studio
Pegi: 3+
Lingua: Tutto in Italiano
Data di Pubblicazione: 09/10/2010
Gods vs Humans
7
6
5.5
6
24 voti
5.6
ND.
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