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Harvest Moon: L'albero della Tranquillità > Recensione
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Harvest Moon: L'albero della Tranquillità - Recensione

Inviato il da Fabio "Il pazzo" Canonico
Nell'ambito della celebrazione dei dieci anni in Europa della serie Harvest Moon, simulazione di vita bucolica, arriva in Europa anche il primo titolo sviluppato appositamente per Nintendo Wii, quell'Harvest Moon: L'albero della tranquillità, che fin dalle sue prime immagini aveva assai colpito gli appassionati della produzione Natsume. Per la prima volta infatti il character design non era affidato al designer storico della serie, Igusa Matsuyama, e pertanto tale radicale svolta aveva fatto presagire un sostanziale reboot della serie ed un cambiamento parziale delle sue dinamiche. Analizziamo quindi se davvero il gameplay classico della serie è stato modificato e di quanto, e se la serie ideata da Yasuhiro Wada si trova di fronte ad un nuovo inizio.
Sbarchi tempestosi
La nuova tendenza di ambientare le vicende del protagonista su di un'isola o in un arcipelago ha provocato incipit della trama assai simili tra loro nei più recenti episodi, ed anche in questo caso non si fa eccezione. Un ragazzo pieno di sogni e speranze s'imbarca su di una nave passeggeri alla volta di una terra nuova dove trovare nuove possibilità, e sebbene non ci sia nessun naufragio di mezzo il suo arrivo non è comunque dei migliori, a causa di una tempesta dovuta a particolari condizioni ambientali che più in là nel gioco scopriremo essere dovute ad elementi fondamentali nello sviluppo della trama (e del gameplay). Quello che è certo è che come ogni volta, dopo un tutorial che si esplica tramite lavoretti part time che illustrano gli elementi base del gioco, ci ritroveremo fieri possessori di una fattoria (della quale sceglieremo la collocazione) e di un campo che dovremo ripulire da massi, erbacce ed arbusti prima di poter coltivare i primi raccolti.
Inizia la beata vita del contadino.
Come snellire la struttura di gioco
Harvest Moon: L'albero della Tranquillità - recensione - Wii Le prime fasi di gioco, ed in genere il primo mese (o meglio stagione, visto che l'anno è diviso in quattro stagioni di ventotto giorni ognuna), scorrono abbastanza difficoltose rispetto a quanto eravamo stati abituati negli ultimi episodi. I soldi con i quali inizieremo l'attività saranno veramente pochi, gli attrezzi non saranno tutti immediatamente disponibili e quelli che avremo saranno dispendiosi da usare in termini di energia, ed anche il margine di guadagno sui primi raccolti sarà basso. Non di meno difficoltoso sarà l'ambientamento sull'isola Cialda, ma per un motivo di sicuro apprezzabile: in L'albero della tranquillità è presente l'area di gioco più estesa mai vista in un qualsiasi episodio della serie, e sebbene all'inizio sovente bisognerà ricorrere alla mappa per vedere la propria posizione (anche a causa di una camera troppo zoomata e con poco orizzonte) una volta imparati strade e sentieri tutto sarà assai più semplice.
A parte queste prime e piccole avversità chi è già familiare alle dinamiche della serie noterà immediatamente un elemento che è necessario menzionare perché fondamentale nell'analisi e testimone che una sorta di reboot della serie, anticipiamolo, c'è stata. Ogni componente del gameplay è stata eccezionalmente semplificata. E per eccezionalmente non intendiamo in maniera poco attenta, riducendo tutto alla banalità, ma tramite un lavoro talmente curato che ci si arriva a chiedere come mai finora Harvest Moon non è mai stato cosi.
La semina dei campi è il primo indizio: le sementa comprate non si spargeranno sulla classica zolla 3x3, che rende la raccolta dei prodotti piantati in serie ardua e da pianificare con largo anticipo, ma su un'area 6x1, assai più comoda. Semplificare la dinamica non significa semplificare la ricchezza del gameplay, e seminare il raccolto sul terreno adatto sarà importante, con zolle che a gradazioni dell'intensità del loro colore legano la loro fertilità: inutile piantare cipolle, veloci nel crescere ma di scarso valore, su un terreno produttivo, dove sarà di certo meglio piantare redditizie melanzane, da raccogliere più volte al mese.
Semplificato ma allo stesso tempo arricchito l'utilizzo degli strumenti, dato che in L'albero della tranquillità il potenziamento avviene su due livelli: su quello dell'efficacia, che aumenterà l'area dell'innaffiatoio o la potenza del martello, e basterà usare il più possibile lo strumento, e su quello del dispendio in termini di fatica, e bisognerà potenziarlo tramite i metalli, da cercare come al solito all'interno delle miniere. Anche l'esplorazione delle miniere è stata semplificata: non sarà più necessario portare il martello per rompere le pietre e la zappa per trovare le scale con le quali accedere ai livelli successivi, che saranno infatti visibili o nascoste sotto una pietra. Però stavolta non si troveranno i metalli pronti all'uso, ma pietre da raffinare, e bisognerà avere occhio per distinguere quelle buone, dal quale ottenere argento o oro, da quelle vuote, che conterranno solo scarti. Gli strumenti serviranno ovviamente anche per raccogliere pietra e legname funzionali alla costruzione di nuovi edifici, e anche qui lo snellimento della struttura di gioco è da plauso: a parte la riduzione delle quantità richieste, mancano del tutto i capannini dove riporre manualmente i materiali da costruzione, immagazzinati invece in automatico senza patemi.

Continua

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Harvest Moon: L'albero della Tranquillità

Disponibile per: Wii
Genere: Gestionale
Sviluppatore: Marvelous Entertainment
Distributore: Nintendo
Pegi: 3+
Lingua: Tutto in Italiano
Data di Pubblicazione: 09/10/09
Harvest Moon: L'albero della Tranquillità
7.5
8.5
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6.5
27 voti
7,2
ND.
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