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Haunted House - Recensione

Inviato il da Lorenzo "Kobe" Fazio
La riesumazione di antiche glorie, magari appartenenti alla preistoria del videogaming, è una moda che nemmeno in questa generazione di console ha conosciuto incertezze. Che si tratti di riprendere un vecchissimo brand, di un remake o degli ormai famosissimi reboot, software house di mezzo mondo hanno utilizzato questo espediente per fare leva sull’effetto nostalgia e assicurarsi un minimo di vendite.
Lo ha fatto recentemente Namco-Bandai con Splatterhouse, titolo poco più che discreto come l’originale, e in tempi ancor più recenti Atari con Haunted House. Pubblicato nel lontanissimo 1982 su Atari 2600 il titolo in questione vi trasportava all’interno di una magione infestata da fantasmi e altre terrificanti creature.
Riuscirà questo remake a riproporre lo stesso spirito di allora, aggiornandolo ai moderni standard?
Di Ghostbusters, questa volta, nemmeno l’ombra
Diciamolo subito: se vi aspettate un emulo di Luigi’s Mansion siete lontani svariati anni luce. Sfortunatamente lo siete anche nel caso in cui stiate cercando un survival horror o un gioco capace di creare un certo quantitativo di tensione.
Hauntedo House è infatti un gioco pensato prevalentemente per bambini che, magari, amano giocare insieme ai loro genitori. Al di là delle tematiche apparentemente terrificanti, e di un PEGI eccessivamente severo, non c’è nulla di così terrificante, né sconveniente per dei bambini di una decina di anni. Il prodotto Atari va dunque considerato come un titolo senza troppe pretese, che intende intrattenere un pubblico giovane, magari lo stesso figlio di coloro che si divertirono con il capitolo originale.
Del resto la trama, quanto l’impostazione generale del gameplay, è di una semplicità quasi disarmante. Il nonno dei due protagonisti del gioco è sparito in una misteriosa e buia magione, luogo, tra l’altro, di un mistero e di un tesoro da ritrovare. Un paio di righe di testo e altrettante schermate fisse, sono più che sufficienti per introdurre all’azione vera e propria.
A partire da una telecamera isometrica, dovrete controllare il vostro avatar al fine di esplorare stanza dopo stanza la magione sopracitata.
Due gli elementi principali del gameplay. Il primo è il buio. L’intera abitazione è infatti immersa nell’oscurità. Sarete sempre capaci di individuare il vostro avatar, grazie al luminoso paio d’occhi del personaggio, ma spesso faticherete a vedere i contorni delle stanze, i nemici e i vari elementi dello scenario. Per ovviare a questa situazione, sparsi per i livelli troverete diverse fonti di luce da utilizzare parsimoniosamente. Si tratterà di candele, fiammiferi e telefoni cellulari che potranno aiutarvi nell’esplorazione grazie al temporaneo fascio di luce che sprigioneranno. Non solo, ma grazie a questi oggetti potrete far fuori fantasmi, ratti e pipistrelli che infestano la magione e bramano la vostra carne.
L’altro elemento del gameplay riguarda il ritrovamento delle chiavi che vi permetteranno di aprire le porte che vi dividono dalla fine del livello. Qui non solo dovrete aguzzare la vista in cerca di armadi, cassonetti e quant’altro in cui rovistare, ma spesso sarete chiamati a risolvere semplici enigmi. Anche in questo caso, la loro semplicità, vi suggerirà il target di riferimento del titolo, visto che si tratterà solo di premere qualche pulsante, fare luce nel luogo giusto o ritornare sui propri passi, dopo essere entrati in possesso di un particolare strumento.
Il gameplay insomma, si può dividere in due grandi sezioni. La principale è relativa all’esplorazione e risoluzione dei semplici enigmi, la secondaria al combattimento con i mostri e i pochi boss di fine livello, che comunque si consumano velocemente e sfruttano le fonti di luce come unica arma d’offesa. A conti fatti dunque, la varietà verrà meno molto in fretta. Anche se i più giovani sono meno pretenziosi dei videogiocatori ultra navigati, dopo un po’ le sale cominceranno ad assomigliarsi tutte tra loro e correre da un punto all’altro con l’unico obbiettivo di raccogliere oggetti, annoierà anche il videogiocatore più entusiasta.
Fortunatamente il co-op migliora leggermente la situazione. Volendolo infatti, tutta l’avventura potrà essere affrontata da due giocatori contemporaneamente armati di altrettanti Wiimote e Nunchuk. Purtroppo qui ci si deve scontrare con la necessità di muoversi nella stessa schermata, cosa che sarà lievemente difficile da farsi quando si vorrà sfuggire dalle grinfie del fantasma di turno. Tuttavia è innegabile che con un compagno le cose si facciano più interessanti e divertenti.
Il comparto grafico-sonoro dal canto suo, denota una certa svogliatezza degli sviluppatori. Sì, perché se va bene il voler richiamare il passato, ciò non giustifica un motore grafico che avrebbe sfigurato persino su Nintendo 64. Se infatti la definizione delle texture è sufficiente, i modelli poligonali, le loro animazioni e la complessità di alcuni ambienti, lasciano assolutamente esterrefatti per la loro assoluta povertà e dozzinalità. Discorso simile anche per il sonoro: a un doppiaggio quasi dilettantesco, si aggiungono musiche ed effetti che solo per un soffio evitano di diventare in breve fastidiosi.
Infine una nota sulla longevità. Per completare l’avventura vi saranno sufficienti cinque, sei ore al massimo. Se ciò può apparire come un difetto, pensando al pubblico di riferimento, la cosa diventa meno grave: meglio un prodotto dalla breve durata, ma che li invogli ad arrivare fino in fondo, che uno talmente lungo che li annoi a metà strada.
Haunted House è un più che discreto titolo pensato per bambini. Purtroppo il gameplay è un po’ troppo ripetitivo e limitato per puntare in alto, ma giocato in compagnia di un altro utente, il tutto diventa sufficientemente stimolante per giungere ai titoli di coda.
Sicuramente si sarebbe potuto fare di più, ma dopo la scorpacciata natalizia potrebbe servire un gioco quanto meno interessante per premiare i buoni voti scolastici dei vostri figlioletti.
Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Haunted House

Disponibile per: XBOX 360 | PC | Wii
Genere: Avventura
Sviluppatore: Imaginengine
Distributore: Atari
Pegi: 12+
Lingua: Tutto in Inglese
M. Offline: Multiplayer offline fino a 2 Giocatori - SplitScreen
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 10/03/2011
Haunted House
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