Manhunt 2 > Recensione
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Manhunt 2 - Recensione

Inviato il da Lorenzo "Kobe" Fazio
Riassumere tutte le controversie di cui il suddetto titolo è stato protagonista, necessiterebbe di un articolo a parte. Ricordare tutte le vicissitudini legate alla sua progettazione e pubblicazione nei vari mercati, richiederebbe una timeline intricata e piena di “date da ricordare”.
Se non altro Manhunt 2 è servito come ennesima conferma su quelle che sio le prerogative dell’opinione pubblica del nostro paese, sempre pronta a mobilitarsi nei confronti del medium videoludico solo quando è fonte di scandali o quando mostra il fianco per ricoprire il ruolo di capro espiatorio ideale per il fatto di cronaca nera di turno.
Si è parlato a lungo di libertà di espressione, del potere della censura, dell’efficacia del PEGI, del rapporto del videogioco in relazione alle altre forme d’arte e di tantissimi altri argomenti simili. Fortunatamente, quindi, Manhunt 2 ha lanciato un altro chiaro segnale: il medium sta crescendo e con esso i problemi che dovrà affrontare prima della finale accettazione sociale. Prima che un videogame il titolo Rockstar è dunque una sorta di rito di passaggio, un discriminante sociale che insieme a tanti altri sta trasformando il medium da passatempo a oggetto culturale.
Ma, tirando le somme, Manhunt 2 come funziona Wiimote alla mano? E’ anche un valido videogames, uno di quelli da sventolare compiaciuti sono i nasi degli scandalizzati benpensanti, o è bene ricordarlo per altri fattori, non certo quelli legati a gameplay e level design?
Amnesie e istituti medici: vince il cliché fatto in casa.
La vicenda narrativa prende il via in una notte tempestosa all’interno del Dixmor Hospital, vero e proprio manicomio per criminali. Un momentaneo black-out getta la casa di cura nel caos più totale: le celle contenenti i “pazienti” si aprono dando così il via a un’incontrollata e violenta evasione di massa. Tra i tanti fuggiaschi Danny Lamb e Leo Kasper, protagonisti del gioco. Sebbene si tratti di un seguito, dovrete dimenticarvi completamente di James Earl Cash e il folle reality ideato dal regista psicopatico Starkweather. In questa seconda iterazione della saga, infatti, la tematica che fa da sfondo a questo action/stelth, tenta di distaccarsi dal tono al limite del parodistico del primo Manhunt. Ecco allora una trama che cerca di essere più matura e interessante, cadendo, tuttavia, nel duplice cliché dell’esperimento scientifico e dell’amnesia. Danny, infatti, non ricorda nulla del suo passato. Sa solo che deve scappare dal manicomio e capire, in qualche modo, cosa gli è accaduto. Ciò non solo gli servirà a titolo personale per riappropriarsi della propria identità, ma anche per comprendere perché Il Progetto lo vuole morto. Per buona parte dell’avventura, sentirete spesso questo nome senza sapere di cosa si tratti esattamente, ma grazie a un paio di flash back, dove tra l’altro prenderete il controllo di Leo, e una serie di indagini sul campo, dissolverete ogni dubbio. Tuttavia, prima di giungere alla conclusione, attraverserete una quindicina di livelli capaci di restituire l’idea di trovarsi in una città completamente posseduta dalla corruzione, dalla violenza e dalla perversione.
Qualitativamente la sceneggiatura di Manhunt 2 raggiunge un buon livello. Sebbene i colpi di scena non siano molti e spesso sia facilmente intuibile dove la vicenda voglia andare a parare, i dialoghi sono efficaci, taglienti e con la giusta dose di volgarità. Plausibile anche la regia delle cut-scene dove si è optato per una camera nervosa capace di rendere con efficacia le sensazioni di panico, urgenza e precarietà. I costanti zoom e i repentini cambi di campo strizzano anche l’occhio alle produzioni trash e più in generale a quelle amatoriali, cosa tutt’altro che disprezzabile, visto che potenzia ulteriormente l’atmosfera che si respira nel titolo.
Un Danny docile come un agnellino.
Manhunt 2 - recensione - WII I primi livelli del gioco saranno legati a un gameplay di stampo fortemente stealth. Fronteggiare due nemici contemporaneamente a viso scoperto, nella stragrande maggioranza dei casi, si tramuterà in un prematuro game over. Per eliminare le varie guardie, dunque, dovrete fare unicamente affidamento sulle vostre capacità nell’assassinio silenzioso e furtivo. Innanzi tutto dovrete imparare a conoscere ciò che il vostro personaggio può e non può fare. Come ormai in tutti i giochi di questo genere, potrete strisciare lungo le pareti, produrre rumori con il solo intento di attrarre le guardie, camminare senza fare rumore e arrampicarvi su alcuni elementi dello scenario. Secondariamente sarà fondamentale imparare a conoscere il luogo d’azione e il pattern dei nemici: solo così potrete capire dove e quando sferrare l'attacco mortale. Altra cosa importantissima sarà individuare le zone buie. All’interno di questi spazi, infatti, sarete invisibili per la maggior parte dei vostri avversari. Di tanto in tanto, tuttavia, una guardia particolarmente scaltra, avvicinandosi a voi, potrebbe essere in grado di individuarvi ugualmente. Per evitare di essere scoperti, vi sarà sufficiente tenere il più immobile possibile il Wiimote durante il breve QTE che si avvierà di volta in volta. Infine, una volta tenuto conto di tutti questi fattori, non vi rimarrà altro da fare che uccidere l’avversario.
Nella parte inferiore dello schermo, sarà sempre visibile un radar. Questo sarà in grado di mostrarci i nemici solo quando produrranno un qualche genere di rumore. Ciò si traduce, spesso, in misteriose sparizioni delle icone dallo strumento e in momenti di panico per l’impossibilità di comprendere se stiamo per essere scoperti o meno. Capiterà, infatti, di ritrovarsi improvvisamente nel campo visivo di un nemico rendendo così una sana scazzottata l’unico modo per togliersi dai guai. In questi frangenti l’agitare il duo Wiimote e Nunchaku sarà necessario per parare e menare fendenti all’oppositore. Nonostante non sia richiesto un alto grado di precisione, nei corpo a corpo il sistema di controllo convince e riesce a rendere l’idea di un furioso scontro.
Tuttavia saremo molto più gratificati e facilitati nel nostro compito se uccideremo le guardie utilizzando le esecuzioni. Muovendoci senza far rumore alle loro spalle e premendo il pulsante A nel momento in cui Danny cambia postura, daremo il via a una sequenza animata dove noi saremo richiamati a riprodurre via Wiimote e Nunchaku una serie di movimenti che mimano quelli compiuti dall’avatar digitale durante l’assassinio. Più a lungo terremo premuto il tasto A, maggiore sarà il livello di violenza dell’esecuzione. Ed è proprio in questo frangente che la censura ha colpito più duramente Manhunt 2. Piatto forte di questa iterazione, Rockstar ha dovuto inserire un filtro rosso durante le esecuzioni, rendendo quasi impossibile capire esattamente cosa stia accadendo sullo schermo. Come facilmente ipotizzabile, diversa sarà l’arma che teniamo in mano, diversa sarà l’esecuzione, ma in ogni caso non avremo mai possibilità di scelta: i comandi su schermo ci ordineranno come muoverci non lasciandoci alcuna liberta circa i colpi da inferire.
Kasper il fantasma del gioco.
Ogni volta che controlleremo Danny, Leo continuerà a fornirci consigli e a commentare le nostre azioni, tramite una voce fuori campo. Fantasma in-game di queste sezioni (e pensando al nome è possibile accostarlo a un altro Casper del grande schermo e dei fumetti), egli diventerà protagonista di alcuni livelli, che segneranno un netto cambiamento nel gameplay.
Costretto dagli eventi, Leo dovrà abbandonare l’approccio silenzioso e ragionato del “collega”, per impugnare armi da fuoco e aprirsi la strada a suon di piombo. Nascondersi nell’ombra sarà tuttavia sempre consigliato. Prendere di sorpresa un gruppo di nemici facendone fuori velocemente uno e trovandosi in una posizione di vantaggio rispetto agli altri è sempre consigliabile, vista l’immutata fragilità del nostro alter ego. Escluso poi il fucile da cecchino, da controllare inclinando nella direzione scelta il Wiimote e non tramite puntamento, le altre armi da fuoco hanno una scarsa gittata. Uccidere un nemico molto distante non sarà possibile se non svuotando diversi caricatori, dettaglio da non sottovalutare nel caso in cui si giochi ai livelli di difficoltà superiori. E’ quindi anche importante muoversi sul campo di battaglia, spostandosi sempre alla ricerca di un miglior riparo che consenta facili headshot.
Insomma con l’introduzione di pistole e fucili, l’approccio a Manhunt 2 cambia sensibilmente, trasformando il titolo in un action game abbastanza profondo. E se gli amanti dello steath puro storceranno sicuramente il naso, è indubbio che queste sezioni siano utili per ravvivare un titolo che avrebbe rischiato, dopo appena qualche livello, di annoiare.

Manhunt 2

Disponibile per: WII | PS2 | PSP
Manhunt 2 - WII
Genere: Azione/Avventura
Sviluppatore: Rockstar Toronto
Distributore: DDE
Pegi: 18+
Pegi Descrittore: Violenza
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PS2: 10/07/2007   
WII: 31/10/2008   
Manhunt 2
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ND.
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