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Metroid Prime Trilogy > Recensione
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Metroid Prime Trilogy - Recensione

Inviato il da Andrea Bedeschi
Un'eroina solitaria che attraversa la fredda desolazione dello spazio. Dal 1986 in poi, Metroid è questo: esplorazione non lineare, ricerca, avventura e terribili scontri con gli spietati Pirati Spaziali.
L'intuizione più grande avuta 23 anni fa da Gunpei Yokoi e Yoshio Sakamoto, fu quella d'infrangere le regole della sterile successione di livelli a difficoltà progressiva, creando un unico mondo accessibile dal giocatore mano a mano che i power up venivano acquisiti.
In una parola: backtracking.
Non è un caso che la serie di Metroid sia stata sempre snobbata nella patria natia, il Giappone, divenendo assoluto masscult negli States. Gli Stati Uniti sono nati dalla conquista graduale di un territorio ostile e sconosciuto (e il tutto è costato il sangue di molti innocenti, ma considerazioni approfondite della cosa esulano dal contesto di questa nostra analisi): era quindi inevitabile che gli americani trovassero fin da subito interesse nell'avventura di una cacciatrice di taglie intergalattica intenta ad ottenere la conoscenza e il dominio di un territorio come se fosse uno space ranger.
Ai tempi di Gamecube, console fortemente rimpianta da certa utenza Nintendo che, seguendo sterilmente il Motto del "si stava meglio quando si stava peggio", non riesce ad apprezzare pienamente il successo attuale, il passaggio dal 2D al 3D della saga era visto con un certo sospetto. Se a ciò aggiungiamo che il testimone passò dalle mani del team di Nintendo Research and Develompment 1 a quello della neonata softco. texana Retro Studios, interamente posseduta da Nintendo, le fosche tinte del quadro diventano pienamente comprensibili.
Molti poi, vedevano in quella che si sarebbe inevitabilmente trasformata nella battaglia Halo Vs Metroid, una scaramuccia fra due giganti dell'entertainment elettronico destinati a rimanere degli eterni sconfitti alle spalle del gigante Sony. In realtà, i due seminali giochi di Bungie e Retro, seppur accomunati dall'impostazione FPS, non erano, e non sono tutt'ora, minimamente assimilabili sul piano prettamente ludico e strutturale: il combat evolved di Microsoft andava a dettare nuovi standard di fruizione nell'ambito dei firts person shooter su console, diventando poi l'autentico cavallo di Troia dell'on line gaming su home device. Il gioco Nintendo era, ed è, l'estroflessione tridimensionale del seme videoludico piantato negli anni ottanta dai pionieri di Kyoto, e Retro Studio riuscì a spiazzare critica e pubblico con uno dei migliori giochi per gamecube.
A quel fortunato primo capitolo se ne aggiunsero poi altri due, il dark Metroid Prime Echoes, uscito sempre su GC e Corruption per Wii. Quest'ultimo ha avuto il non invidiabile e semplice compito di rappresentare la prima esperienza di hardcore gaming sulla bianca console Nintendo regina del marketplace globale, diventando, al contempo, banco di prova e punto di riferimento per l'applicazione del free hand gaming a giochi dalla struttura complessa e ricca. Wiimote e Nunchuck sono diventati gli strumenti tramite il quale agire direttamente nel mondo di gioco.
Furono in molti, ai tempi dell'uscita di Corruption a domandarsi "come sarebbe giocare i primi due con i controlli di Wii?".
Nintendo, a due anni dall'uscita del capitolo finale della saga, ci da la possibilità di avere una risposta al quesito con un irresistibile offerta "tre al prezzo di uno".
The Prime Saga like you have never played before.
Metroid Prime Trilogy - recensione - Wii Alcuni potranno non gradire l'abitudine di Nintendo di riproporre spesso e volentieri in tutte le salse possibili ed immaginabili le sue glorie, vecchie o meno. Ma se nel 2009 c'è ancora chi è disposto a spendere 5 euro per acquistare un gioco universalmente noto come Super Mario Bros dal Wii Shop, evidentemente il mercato c'è e le brillanti performance commerciali dell'edizioni New Play Control non fanno altro che sancire l'apparentemente insesauribile attrattiva che i brand Nintendo esercitano sull'utenza.
Metroid Prime Trilogy estende tutte quelle qualità che hanno permesso a Corruption di diventare la pietra angolare del free hand gaming applicato ad impianti ludici che non prevedono esclusivamente l'utilizzo di una racchetta.
Quando recensimmo Corruption scrivemmo che:
"Il lavoro di cesellatura e rifinitura portato avanti da Retro Studios durante questi mesi in cui Samus si è fatta attendere come una prima donna è davvero encomiabile, ed è la dimostrazione che Wii non è solo la console del casual gaming, delle compilation di minigiochi, e che Wiimote è perfetto anche per i generi videoludici più hardcore."
Ebbene, quanto affermato due anni fa, può essere naturalmente esteso a questa Trilogy. Assaporare le prime due avventure di Samus Aran con la possibilità di immergersi nel mondo di gioco (in quel modo così permeante) garantita dall'accoppiata Wiimote e Nunchuck è impagabile. Non importa quanto abbiate giocato coi minidisc del Gamecube: il lavoro d'adattamento dei controlli da una nuova linfa ai due capolavori di Retro Studio.
Gli step necessari all'evoluzione esplorativa di Metroid Prime sono stati fin da principio incredibilmente immersivi, attraverso l'implementazione del visore della tutta energia. Quello che appare come un passaggio diegetico abbastanza banale nei first person shooter o adventure che siano (ci riferiamo all'aderenza totale fra giocatore e personaggio), acquisiva in Prime uno status ancora più radicale, alla luce del fatto che gli indicatori di status del character apparivano come un'interfaccia integrata al campo visivo dello stesso avatar. Le necessità del giocatore di sapere le condizioni di Samus infrangevano il concetto stesso di sospensione dell'incredulità, dato che il visore diventava un doppio strumento senza soluzione di continuità: informativo e ludico.
L'uscita di Corruption, ben prima che la concorrenza di Sony e Microsoft andasse a correre ai ripari con i progetti mostrati allo scorso E3, ha mostrato per la prima volta alle platee videoludiche cosa potesse significare "toccare con mano" un universo di bit, senza dover necessariamente ricorrere ai costosi sistemi di virtual reality, piuttosto lontani dal fruitore medio di videogiochi: compiere il gesto di aprire una porta inserendo e ruotendo il wiimote, lanciare il grapple beam adoperando il nunchuck a mo' di frusta.
Ora, Prime e Echoes, ci arrivano direttamente con lo stesso, sublime sistema di controllo di Corruption, sistema che, lo ricordiamo, ha trovato un giudizio praticamente unanime tutto il mondo videoludico. Un giudizio d'eccellenza. Impensabile rimettere mano al pad del cubo dopo questa brillante reiterazione.
Certo, dei passi in avanti si sono avuto grazie a Medal of Honor Heroes 2 di EA, a The Conduit di High Voltage e, presumibilmente, un nuovo standard verrà settato da Ubisoft con Red Steel 2. Ma è una questione secondaria e marginale in questo caso.

I primi due titoli, hanno subito poi un improvement grafico: entrambi sono ora proposti in widescreen e tutti quegli orpelli grafici che hanno fatto la gloria tecnica di Corruption, bloom lighting su tutti, rispondono ora all'appello in Prime, ma non in Echoes, che già all'epoca della sua uscita su Cubo utilizzava una tecnolgia di rendering che rendeva inapplicabili certe soluzioni visive. Come segnalato in una news anche dal nostro Adriano Della Corte, spiace piuttosto constatare la rimozione di alcuni effetti grafici dai porting delle versioni Wii. Particolare irritante, ma del tutto ininfluente nella valutazione globale del prodotto. Siamo, invece, rimasti piacevolmente sorpresi dai ridotti tempi di caricamento del "nuovo" Corruption.
Il sistema dei Tagliandi Amico da scambiare fra i contatti della propria rubrica Wii per mezzo del Wii Connect viene esteso a tutti e tre i giochi.

Il packaging italiano del videogame è sprovvisto del metal box statunitense, ma si lascia comunque apprezzare per la sua eleganza e sobrietà. Il case è contenuto all'interno di una sovracopertina dal quale può essere sfilato. La cover, con effetto metallico, presenta sul fronte un dettaglio del beam cannon di Samus Aran con il titolo in sovraimpressione, mentre sul retro potremo trovare una Bounty Hunter a tutta pagina.
All'interno della confezione, possiamo trovare un piccolo libricino all'interno del quale viene ripercorsa la storia della saga di Metroid, arricchito dalla presenza di ispirati artwork.
E'inutile negarlo: la collection di Metroid è di quelle da avere a tutti i costi. Se avete già spolpato a dovere i primi due capitoli sul cubo, potrete provare il piacere di ripercorrere le avventure di Samus con l'implementazione di quei conrtolli free hand che già conoscete. E sappiamo che questa tentazione farebbe tentennare la volontà anche del più "risparmioso" degli utenti Nintendo di vecchia data. Al contrario, se non avete mai avuto l'opportunità di conoscere l'universo architettato dai creativi di Retro Studios la risposta al quesito "ma sarà saggio spendere 49 euro e 90 centesimi per tre capolavori capaci di garantire un comparto tecnico ancora di tutto rispetto, una giocabilità eccellente e 80 ore circa di gioco totale garantito?" appare quantomeno scontata.
Andate dal vostro pusher videoludico di fiducia, nel vostro grande magazzino preferito o utilizzate il vostro conto paypal sul sito di e-commerce che frequentate più spesso per i vostri acquisti videoludici: l'importante è che non vi facciate scappare l'opportunità di avere tre gemme dell'action adventure in prima persona al prezzo di una.
VOTOGLOBALE9

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Metroid Prime Trilogy

Disponibile per: Wii
Genere: FPS - Sparatutto in Prima Persona
Sviluppatore: Retro Studios
Distributore: Nintendo
Pegi: 12+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Offline: Multiplayer offline fino a 4 Giocatori - SplitScreen
Data di Pubblicazione: 04/09/09
Metroid Prime Trilogy
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100 voti
8.5
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