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Monster Hunter Tri - Recensione

Inviato il da Fabio "Fabioilpazzo" Canonico
L’arrivo della serie Monster Hunter su Nintendo Wii è stato uno di quegli annunci che hanno segnato la storia, ancora in fieri, della bianca e piccola console. La scommessa di Capcom non era di certo di quelle da poter fare a cuor leggero: la serie infatti, assai di successo in Giappone, più di nicchia in occidente, basa la propria sostanza su un gameplay assolutamente indirizzato verso la fascia dei giocatori incalliti, disposti ad affondare le loro mordaci fauci in una struttura di gioco non eccessivamente complessa ma di certo profonda. La base infatti del successo di Monster Hunter risiede infatti senz’altro negli scontri con enormi mostri, ai quali però è necessario prepararsi di tutto punto, tramite la raccolta indiscriminata di risorse di vario tipo: una ricetta intrigante, ma forse troppo particolare per un’utenza più classica. Ma finalmente la produzione Capcom è arrivata in Europa, e si può giudicare se la scommessa è stata vinta.
Raccogliere, forgiare, combattere
Monster Hunter 3 - recensione - WII Iniziando a parlare di Monster Hunter 3 non si corre il rischio di scivolare nel tradizionale racconto delle vicende che ne compongono la trama. Il gioco è infatti supportato sì da una storia di fondo, ma talmente scarna e priva di attrattiva che molti giocatori non vi faranno nemmeno caso. Salvare un villaggio ed i luoghi circostanti dalle feroci incursioni di un enorme mostro marino, il Lagiacrus, è la piena descrizione del canovaccio che regge la modalità single player.
Una volta creato il proprio cacciatore, le cui possibilità di personalizzazione fisica son soddisfacenti ma non di certo complete ne numerose, verremo iniziati alla selvaggia pratica della caccia al mostro. A dir il vero i compiti iniziali, che compongono un tutorial lungo alcune ore, ma così ben dilatato da quasi non accorgersi della sua presenza, hanno poco a che fare con la caccia di per sé, e più con l’esplorazione e lo sfruttamento della natura nella quale muoveremo i primi passi. Ciò è indizio assai importante di come sarà effettivamente costruita l’esperienza di gioco, perché Monster Hunter, si capirà presto, non è un semplicemente un titolo nel quale ammazzare uno dopo l’altro bestioni di ogni taglia, ma una costruzione progressiva, coerente ed articolata composta da innumerevoli elementi, piccoli se presi singolarmente ma enormi se connessi gli uni con gli altri.
Le fasi iniziali infatti vedranno il giocatore impegnato nella raccolta di erbe, funghi ed altri frutti della natura, con l’occasionale uccisione di animali di poca pericolosità, il tutto allo scopo di prendere confidenza con un sistema di controllo un po’ lento ed un’interfaccia di gioco tendenzialmente macchinosa, composta così com’è da innumerevoli menù. Ma iniziare a conoscere il territorio, le sue risorse, la loro importanza nel supporto alla caccia, è fondamentale per entrare nell’ottica che il gioco ha il merito di non imporre fin da subito, ma piuttosto instilla piano piano proponendo gradualmente nuovi elementi del gameplay. L’espediente narrativo del terremoto che ha colpito il villaggio di Moga, base centrale delle operazioni, permette infatti, con la ripopolazione del piccolo borgo, l’ampliamento graduale dell’offerta di servizi e quindi, in maniera transitiva, di quella ludica.
Dare la giusta importanza ad ognuno di questi elementi è cosa fondamentale in Monster Hunter. Il negozio offrirà naturalmente beni di ogni tipo, arricchendo man mano che si procede la propria offerta, ma rimanendo sempre sui prodotti di base, o su materiali ancora tutti da lavorare; niente di particolare quindi. La fattoria a disposizione, nella quale coltivare alcune delle materie prime più comuni, ma successivamente anche di più rare, al fine di poterle combinare con risorse trovare in giro o acquistate, creando oggetti potenti e fondamentali nelle fasi di gioco più avanzate, e successivamente il suo corrispettivo marino, la flotta da pesca, danno ulteriore segno dei numerosi elementi a disposizione del giocatore. Forse il primo momento in cui la profondità della struttura di gioco inizierà a farsi sentire sulle spalle del giocatore sarà l’acquisto della prima armatura: i parametri da controllare sono molti, perché se è vero che mancano gli attributi che influenzano le statistiche fisiche del personaggio, che possono contraddistinguere un gioco di ruolo di stampo orientale, lo è altrettanto che ciò non implica una scarsa attenzione alla fase di crescita del proprio avatar, dal momento che sono sostituiti da indicatori riguardanti abilità di ogni tipo, in maniera quindi assai più vicina alla tradizione ruolistica occidentale. Ogni pezzo d’armatura, perché i set sono composti da varie componenti, apporta infatti delle migliorie che vanno oltre quelle legate alla sola difesa del cacciatore, ma ne influenzano invece le possibilità d’azione sul campo, negli elementi più sostanziosi, donandogli magari migliori capacità di raccolto o una maggiore tenacia contro i nemici, come in quelli più marginali, rendendo ad esempio il proprio cacciatore il re del girarrosto.
L’acquisto di armi e armature è però anch’esso limitato a pezzi iniziali di poco valore: l’abbondanza prima accennata scende addosso come un martello sulla nuca del giocatore quando s’inizia a trafficare con il fabbro. Migliorare armi ed armature è un attimo, con i componenti a disposizione: ma ovviamente la raccolta non è ugualmente facile, dato che i materiali richiesti saranno spesso numerosi, di vario tipo e, soprattutto, ottenibili solo dallo scotennamento di una preda faticosamente abbattuta. Ed in una struttura di gioco che prevede il miglioramento del proprio personaggio solo attraverso il proprio equipaggiamento, trascendendo da punti esperienza ed altre amenità di tradizione ruolistica, è evidente il percorso circolare nel quale si viene indirizzati, con nuove armi che permettono di uccidere nuovi mostri, al fine di ottenere ulteriori materiali necessari alla forgiatura. La consequenzialità di ogni azione compiuta è il primo elemento quindi che denota fortemente il gameplay; ma per assurgere al grado massimo, indicato dalla trasmissione del moto dell’anima noto come “assuefazione” ne manca un altro.

Monster Hunter 3

Disponibile per: WII
Genere: Action RPG
Sviluppatore: Capcom
Distributore: Nintendo
Pegi: 16+
Pegi Descrittore: Violenza
Lingua: Tutto in Italiano
M. Online: Multiplayer online fino a 4 Giocatori
M. Cooperativa: Multiplayer Cooperativa Online
Data di Pubblicazione:
WII: 23/04/2010   
Monster Hunter 3
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ND.
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