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Pikmin - Recensione

Inviato il 12/02/2009 da Andrea "Karsus" Gesti
Era l’anno 2002 quando su Nintendo GameCube vide la luce l’ennesimo titolo Nintendo partorito dalla sconfinata fantasia di Shigeru Miyamoto: Pikmin.
Con Pikmin si è assistito alla nascita di un nuovo, inaspettato brand, diventato fin da subito un vero e proprio "classico", grazie alla sua immediatezza e all'innovatività del gameplay. A tutt'oggi il titolo costituisce quindi uno dei picchi creativi della scorsa generazione di console; un prodotto che non può mancare nella ludoteca degli appassionati del settore. Peccato che ad un meritato successo di critica non sia corrisposto un adeguato successo commerciale (quanto meno in suolo americano ed europeo): il che ha relegato quindi l’opera di Miyamoto ad essere un prodotto semisconosciuto al grande pubblico.
La sorte non proprio gloriosa toccata in sorte al gioco in esame e ad altri suoi illustri colleghi pare legata a doppio filo allo scarso successo riscosso dalla piattaforma su cui ha visto la luce; per questo motivo, approfittando dell'enorme popolarità che la nuova home console Nintendo sta ottenendo, la casa di Kyoto ha deciso di dare visibilità ai prodotti "chiave" della line up GameCube (in attesa di capitoli successivi?), proponendo una serie di titoli denominata "New Play Control!", che raccoglie un quelle grandi produzioni che -come Pikmin- sono passati inosservate e che possono guadagnare nuova linfa vitale grazie all'accoppiata di Wiimote e Nunchuk.
Se da un lato questa raccolta permette a Nintendo di fare soldi facili, dall'altro è un'occasione ghiotta di recuperare ad un prezzo molto vantaggioso (29€) perle videoludiche ormai introvabili nei negozi, o nella più rosea delle situazioni, rintracciabili sulle piattaforme di E-Commerce ma a prezzi decisamente elevati.
Per tali motivi questo articolo è dedicato in particolar modo a chi non ha mai potuto giocare all'originale Pikmin, trattando (in ogni caso) con un occhio di riguardo anche chi è interessato a valutare la qualità del lavoro svolto da Nintendo nel riadattare il gioco alla nuova console, per evidenziare pregi ed eventuali difetti della nuova versione rispetto all'edizione GameCube.
Un mondo nascosto sotto i nostri occhi.
Pikmin - recensione - WII Viviamo in un era in cui il tempo è denaro. Ma siamo sicuri di essere sempre stati così "schiavi" del nostro orologio da polso e degli impegni da non poter dedicare che pochi attimi alle nostre fantasie o ai semplici piaceri della vita, come viaggiare con la mente durante la lettura delle pagine di quel libro che ora sta sulla nostra mensola, in camera, sotto due dita di polvere?
Torniamo sui nostri passi, indietro fino al punto in cui riuscivamo ancora a dare attenzione alle piccole cose che ci circondavano. Sediamoci in giardino in una giornata limpida, adagiamoci sul prato e prendiamoci lunghi attimi per osservare la vita minuscola che scorre sotto i nostri occhi, tra un filo di erba ed un fiore, all'ombra del nostro enorme corpo.
Tutto ha una sua armonia e tutto è avvolto dal mistero: dove sta andando così di fretta quella formica? Che fine ha fatto la margherita che fino a ieri sbocciava bella ed imponente qui intorno? Con un po' di fantasia saremo in grado di rispondere a tutte queste domande. Pikmin non fa altro che solleticare la nostra curiosità, ci racconta un'avventura fiabesca ambientata nel piccolo mondo che ognuno di noi può trovare nel giardino sotto la propria casa.
Miyamoto da quindi modo di iniziare l'esplorazione di un mondo incantato ponendoci nei panni del minuscolo Capitano Olimar (alto ben 4 cm), che a bordo della sua nave spaziale precipita dalle stelle sino al nostro pianeta. Il protagonista verrà suo malgrado coinvolto nella obbligata scoperta degli equilibri biologici che regolano questo corpo celeste così estraneo, ricco di quell'ossigeno per lui velenoso (tanto da costringerlo ad indossare perennemente la sua tutta spaziale). Da solo, sperduto in un mondo selvaggio, dovrà trovare tutti i pezzi dell'astronave Dolphin che si sono sparsi per il prato entro trenta giorni, così da poter tornare sano e salvo a casa prima che si esaurisca l'energia che alimenta il suo respiratore.
Osservando ciò che ci circonda da un punto di vista come quello del Capitano Olimar tutto sarà diverso, ed anche una graziosa e docile coccinella può in realtà apparire come un terrificante mostro da cui stare alla larga. Abbiamo l'opportunità di entrare in contatto con tanti piccoli dettagli che il nostro occhio non può vedere o che la nostra mente sminuisce, dimostrando che in realtà noi stessi siamo metaforicamente dei piccoli alieni davanti a questo universo nascosto.
L'esplorazione, spinta dalla curiosità di questa prospettiva tutta particolare, gioca quindi un ruolo molto importante sia a livello di gameplay che a livello emotivo: saremo costantemente in corsa verso l'orizzonte per superare la cresta dell'ennesima collina o in immersione sul fondo di una pozza d'acqua, per vedere cosa si nasconde sull'altra riva del lago che si estende poco più in là dal punto di atterraggio della nostra navicella.
La speranza giace nei Pikmin.
Pikmin - recensione - WII Solo un eroe mitologico riuscirebbe a sopravvivere completamente da solo, sperduto su un pianeta lontano da casa, cercando di ritrovare tutti i pezzi che si sono staccati dall'astronave al momento dell'atterraggio. Ed Olimar non lo è di certo.
Olimar è un semplice ed orgoglioso ricercatore del pacifico pianeta Hocotate, in viaggio per l'universo per recuperare le sostanze più misteriose del cosmo. Non ha dalla sua parte alcun tipo di forza fisica, ma solo tanta curiosità e tanta intraprendenza, e saranno proprio queste due doti che gli permetteranno di cavarsela e di fare conoscenza con una curiosa forma di vita aliena, a metà fra una pianta ed un animale, e dalla forma vagamente simile alle carote che la moglie aggiungeva al minestrone di cui Olimar va pazzo: i Pikmin.
I Pikmin, per ragioni che il capitano non riesce a comprendere, sono estremamente docili e cooperativi, e lo vogliono aiutare a ricostruire la Dolphin.
Attorno ai Pikmin, al loro rapporto con Olimar e alla loro interazione con l'ambiente si sviluppa l'intero gioco. Gli esserini si dimostrano molto versatili, possono essere raggruppati in formazioni da cento unità (fra attivi, inattivi ed in crescita, piantati al suolo). Possono poi essere lanciati da Olimar verso mostri spaventosi al fine di farli combattere, verso risorse naturali come fiori, erba o nemici sconfitti per raccogliere nutrimento necessario a moltiplicare la specie, o ancora verso ostacoli, mura o mucchietti di legno per costruire passaggi, spostare o abbattere ostacoli.
I Pikmin possono essere rossi, blu o gialli. Ogni tipo presenta particolari caratteristiche di adattamento ambientale che lo rende unico rispetto agli altri colori, permettendo ad esempio solo ai Pikmin blu di nuotare o ai Pikmin rossi di ignorare il calore di una fiamma. Come tutte le creature anche i Pikmin hanno una casa, una specie di fiore/cipolla in grado di librarsi nel vento, similmente all'astronave di Olimar.
La loro forza apparente sta nel numero, poiché più Pikmin verranno adoperati per svolgere un determinato compito e minore sarà il tempo che impiegheranno per portarlo a termine.
Quando però il gioco si fa duro, quando si lanciano dozzine di Pikmin contro un mostro decine di volte più grande di loro, ci si rende conto che a rendere i Pikmin veramente speciali è il loro coraggio e la loro estrema fedeltà al capitano Olimar: durante l'avventura dovremo essere forti, e consapevoli che molti dei nostri piccoli amici dovranno inevitabilmente morire, seguendo l'ineluttabile ciclo della natura, per permetterci di tornare sani e salvi a casa.
Avremo modo di coltivare una quantità inenumerabile di Pikmin, ciò nonostante sarà difficile accettare a cuor leggero l'idea di dover sacrificare anche uno solo dei nostri compagni di viaggio, così generosi da aiutare a costo della propria vita un perfetto sconosciuto.
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Pikmin

Disponibile per: NGC | WII
Pikmin - WII
Genere: Puzzle Game
Pegi: 3+
Lingua: Tutto in Italiano
Data di Pubblicazione:
NGC: 14/06/02   
Pikmin
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ND.
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