Inviato il da Fabio "Il pazzo" Canonico Punch-Out. Magari qualche giocatore di primo pelo non conoscerà cosa si cela dietro questo nome, visto che i suoi esordi risalgono addirittura alle prime macchine arcade, poi al NES ed a una successiva incarnazione su Super Nintendo. Eppure, per chi è cresciuto a pane e console Nintendo, il nome Punch-Out significa molto. Dici Punch-Out e pensi a pomeriggi passati con un pad in mano, ad un pugile esile esile, Little Mac, buttato nel centro del ring, di fronte ad un avversario grosso il doppio di lui, e ad uno strano arbitro coi baffi a gestire il fluire dell'incontro (si', Mario). E pensi soprattutto ad un gameplay di una semplicità disarmante, ma curato in maniera talmente sopraffina da averne fatto negli anni un gioco di culto tra gli appassionati. E tra le fantasie che hanno percorso le menti dei giocatori di fronte all'innovazione del Wiimote, sicuramente ci sarà stata quella di tornare a vestire i guantoni di Little Mac in un altro episodio della serie a base di cazzottoni e schivate. Nintendo li ha accontentati, portando su Wii quella storica esperienza ludica, in maniera incredibilmente fedele. Forse fin troppo.
Little Mac: un soldo di cacio, alto nemmeno un metro e settanta, cinquanta chili, guantoni compresi. Doc Louis, ex pugile in pensione. La classica storia del ragazzo di belle speranze e del vecchio atleta che gli vuol far ripercorrere le sue gesta. E come da copione i primi incontri si svolgeranno in capannoni adibiti a ring, per poi salire i gradini di una scala che porta alla gloria: pubblico acclamante, palazzetti pieni, luci abbaglianti. E la cintura di campione. La carriera di Little Mac si snoda attraverso le competizioni previste in tre circuiti: Minor, Major, World. In ognuno di questi sarà necessario sconfiggere quattro agguerriti avversari, i primi tre per guadagnarsi il posto di sfidante e l'ultimo per entrare in possesso della cintura di campione. I pugili che ci troveremo ad affrontare saranno quelli storici della saga: il fragile Glass Joe, il fascinoso Don Flamenco, il militaresco Von Kaiser, e tantissimi altri che vi lasciamo la sorpresa di scoprire. Si può però affermare, senza paura di svelar troppo, che già dalla scelta del roster Punch-Out tradisce le sue intenzioni nostalgiche: la stragrande maggioranza dei pugili proviene dal primo Punch-Out, e le new entry di Super Punch-Out non sono state riproposte (con la sola eccezione del rissoso irlandese Aran Ryan). Tali intenzioni verranno ulteriormente confermate la prima volta che, indossati i guantoni ed infilato il paradenti, salirete sul ring. Sembrerà di fare un tuffo nel passato perché, di fatto, Punch-Out è lo stesso gioco di vent'anni fa. Il sistema di controllo è quello collaudatissimo su NES, con l'aggiunta dei sensori di movimento, in maniera però assai dissimile da quanto avviene nella simulazione pugilistica di Wii Sports: affondare un colpo con il Wiimote o il Nunchaku produrrà l'alternanza tra destro-sinistro, ma la tipologia del colpo sferrato sarà modificabile solo tramite pressione di un pulsante o di una direzione. Ciò potrebbe intimorire al pensiero di astruse combinazioni, ma di fatto le tipologie di colpo normali sono due: diretto al volto e gancio allo stomaco. Nient'altro. Agitando i controller in maniera normale Little Mac si produrrà in un gancio, inclinando il control stick in avanti (o premendo, in maniera assai più macchinosa, B sul Wiimote e Z sul Nunchaku) in un diretto. Le direzioni laterali del control stick gestiranno le schivate, inclinandolo all'indietro Little Mac s'abbasserà, ma questa posizione sarà solo di difesa e non punto di partenza per ulteriori tipologie di colpi. A questo schema cosi basilare s'aggiunge un altro elemento: una volta colpito l'avversario in una particolare situazione o in particolare punto sarà possibile, tenendo premuto il tasto A, sferrare il cosiddetto Pugno Stella, ideale per mandarlo al tappetto, assicurandosi che ci rimanga. Per chi volesse far a meno dei sensori di movimento c'è la possibilità di usare il solo Wiimote (tenuto orizzontalmente a mo' di pad NES), e per chi avesse la Balance Board è presente un sistema di controllo che ne sfrutta (in maniera imprecisa, a dire il vero) la tecnologia per le schivate e per abbassarsi.
Genere: Simulazione Sportiva Sviluppatore: Next Level Games Distributore: Nintendo Pegi: 12+ Lingua: Tutto in Italiano M. Offline: Multiplayer offline fino a 2 Giocatori - SplitScreen