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Rune Factory: Frontier > Recensione
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Rune Factory: Frontier - Recensione

Inviato il da Fabio "Il pazzo" Canonico
Ed infine arrivò anche Rune Factory: Frontier. Gli appassionati della serie di Harvest Moon e, più in generale, coloro che attendono con ansia qualunque prodotto nel quale è coinvolta Marvelous Entertainment, hanno fatto della pazienza la loro virtù più forte. Perché è vero che, alla fine, i titoli più importanti arrivano sempre anche nel territorio PAL (e di questo non finiremo mai di ringraziare Rising Star Games), ma lo è altrettanto che la maggior parte delle volte i tempi di pubblicazione sono estremamente dilatati. Attese di anni anche, che di solito vengono giustificate con i tempi necessari alla localizzazione del prodotto: purtroppo in questo caso l'anno e mezzo passato dalla pubblicazione del gioco in Giappone, uscito successivamente in versione USA a marzo dell'anno scorso, è passato senza che il titolo venisse tradotto nell'italico idioma. Caso strano, visto che la maggior parte dei prodotti Marvelous viene tradotta, gli Harvest Moon in primis, ed è proprio della saga creata da Yasuhiro Wada che Rune Factory: Frontier costituisce il secondo spin-off, dopo il primo episodio per Nintendo DS.
 
Memorie scomparse ed isole nel cielo
Rune Factory: Frontier prende il via dopo le vicende sviluppatesi nel primo episodio. Raguna è un giovane ragazzo che, a causa di un'amnesia, ha perso la memoria; soccorso dalla bella Mist, dopo avventure passate insieme, ha finito con l'affezionarvisi, e quindi quando questa scompare dalla città lui parte alla sua ricerca.
I due non rimangono separati per molto, ed a causa di alcuni sogni particolari della ragazza finiscono per stabilirsi nel villaggio dove sono arrivati. Qui Raguna viene a sapere che un grande pericolo incombe sulla cittadina: un'enorme isola a forma di balena fluttua nel cielo al di sopra, ma i poteri magici che la tengono in aria stanno lentamente dissolvendosi...
La fattoria della fantasia
Rune Factory Frontier - recensione - Wii L'incipit della trama è appena più elaborato del canovaccio classico della serie Harvest Moon, anche se comprende comunque gli elementi classici del giovane che decide di prendere in mano una fattoria abbandonata e deve salvare la situazione. Questo è il primo segnale di una diversa attenzione posta nello sviluppo della trama, in maniera funzionale ad un impianto di gioco rivoluzionato rispetto a quello tradizionale della serie. Rune Factory: Frontier ha infatti una doppia natura: quella di gestionale, con tutte le componenti che hanno reso famosa la serie; ed una, altrettanto importante, di action-RPG. Sì, perché accanto ad attività tradizionali come zappare la terra, innaffiare le sementa, raccogliere i frutti del proprio duro lavoro, ci saranno combattimenti con mostri di ogni tipo e grandezza. Le caverne, che da sempre costituiscono il luogo dove andar a scavare ed a rompere pietre per trarne materiali preziosi, adesso sono invece abitate da creature ostili, scappate dalla Foresta Primordiale a causa dell'indebolimento dei poteri che tengono sospesa l'Isola Balena, pertanto nell'attività giornaliera del proprio eroe, che come al solito comunque dovrà essere pianificata nelle varie fasi, rientrerà anche lo scorrazzare per i dungeon, sconfiggendo nemici ed innalzando il proprio livello, in maniera da poter affrontare scontri mano a mano sempre più impegnativi.
La componente ruolistica non è particolarmente elaborata: il proprio personaggio potrà essere equipaggiato di armi così come di armature, in maniera estremamente tradizionale, per scendere sempre più a fondo in dungeon mai eccessivamente lunghi ma, va detto, assolutamente validi dal punto di vista del level design, e rivisitabili quante volte vorremo. Il sistema di combattimento è di stampo squisitamente action, pertanto il focus dell'azione consisterà nell'affrontare con il giusto tempismo i nemici, colpendoli magari dopo aver schivato un loro attacco; i mostri sono generati di continuo da luminose sfere d'energia, che vanno distrutte (ma riappariranno alla successiva esplorazione) per interrompere il flusso. L'esplorazione è resa meno monotona da semplici puzzle e da aree che si sbloccano tramite requisiti particolari, e non è mai fine al solo livellamento: oltre ai già citati minerali, si troveranno monili particolari (lasciati dai nemici sconfitti) o oggetti di valore, chiusi in scrigni. Non solo: anche all'interno delle caverne è possibile coltivare i prodotti della terra, in maniera indipendente dalla stagione, visto che ogni dungeon è legato ad un periodo dell'anno particolare. Alla fine dell'esplorazione ci sarà il più classico degli scontri con i boss, da affrontare muniti di numerosi oggetti per il recupero e da armi adeguate dato che, nonostante le apparenze, riescono a fornire un livello di sfida adeguato, con battaglie mai semplici, da affrontare con strategia e prudenza.
Questa grande ed importante componente della struttura di gioco rischierebbe di risultare straniante e addirittura fuori luogo qualora eccessivamente separata da quella gestionale: per fortuna ci sono dei punti di raccordo fondamentali, che rendono l'una il completamento dell'altra, in maniera del tutto naturale ed incredibilmente efficace.
Il primo è la possibilità di addomesticare i mostri delle caverne, al fine di popolare la propria stalla con creature dalle possibilità più disparate: ve ne sono alcune in grado di aiutare nei lavori nei campi, rimuovendo erbacce, tagliando legna o tirando su il raccolto; altre che offrono i propri frutti, come uova e latte, versioni meno tenere ma altrettanto produttive di galline e mucche; altre ancora possono fungere da cavalcatura, e tutte invece possono accompagnare il giocatore nell'esplorazione e nei combattimenti. L'attaccamento delle creature va migliorato tenendole ben nutrite, spazzolandole ogni giorno e portandole fuori, ma nonostante questa gamma d'azioni disponibili non si riesce ad instaurare con gli animali, tranne che con i propri mostri preferiti, il rapporto emotivo ben presente negli altri episodi della serie. Più che una stalla con animali da accudire sembra di essere di fronte ad un capannone nel quale dare ordini e prendere ciò che ci spetta, in maniera meccanica e poco sentita, ma dal punto di vista squisitamente ludico è un punto di raccordo perfetto.

Continua

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Rune Factory Frontier

Disponibile per: Wii
Genere: Action RPG
Sviluppatore: Neverland
Pegi: 12+
Lingua: Tutto in Inglese
Data di Pubblicazione: 01/04/2010
Rune Factory Frontier
8.5
8.5
9
8
42 voti
7.3
ND.
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