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Sengoku Basara > Recensione
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Sengoku Basara - Recensione

Inviato il da Fabio "Il pazzo" Canonico
C'erano una volta, tanto tempo fa, i picchiaduro a scorrimento. C'è stato un tempo della nostra vita in cui, a furia di gettoni da 500 lire, ci piantavamo di fronte ad un cabinato menar mazzate, eroi indomiti contro orde di nemici dei tipi più disparati. E anche a sceglierlo a caso il cabinato, le probabilità che ci si trovasse di fronte ad un picchiapicchia erano assai alte, per un motivo molto semplice: a quei tempi, che sembrano lontanissimi, una buona parte della produzione arcade era composta titoli di questo tipo. E, di conseguenza, tale successo era replicato anche sulle home console, sulle quali proliferavano. Questo fino al momento in cui, dopo un breve ma abissale declino, i picchiaduro a scorrimento sono praticamente usciti dal mercato. Frutto del passaggio al 3D, impianto sul quale tale genere è difficilmente trasponibile, e frutto di un netto cambiamento di gusto da parte dei giocatori.
Ad ogni modo, previo adattamento al mondo delle tre dimensioni, alcune serie sono riuscite a ritagliarsi una piccola nicchia di mercato, e di appassionati, che ne ha consentito il perdurare. La prima che ci viene in mente è senza dubbio quella di Dynasy Warriors di Koei, arrivata ormai al settimo episodio; un'altra è Samurai Warriors, dello stesso sviluppatore; ed un'altra, assai meno nota, è quella di Sengoku Basara, mai arrivata in Europa (sebbene il primo episodio sia uscito negli Stati Uniti con il nome di Devil Kings). Tocca a Playstation 3 e Nintendo Wii il compito di accogliere l'esordio della produzione Capcom nel vecchio continente, con il titolo che risponde al nome di Sengoku Basara: Samurai Heroes.
 
Picchia e affetta, affetta e picchia
Sengoku Basara Samurai Heroes - recensione - Wii Come si può facilmente evincere dal titolo, è ambientato durante l'epoca Sengoku in Giappone. Per chi fosse a digiuno di storia giapponese, materia non propriamente di larga diffusione, le vicende che interessarono la terra del sol levante sono così facilmente riassumibili: svariati clan con a capo discendenti di centenarie dinastie si massacravano l'un l'altro per il controllo del paese. Magari dietro c'erano chissà quali ragioni e chissà quali intrighi politici, ma su questo Sengoku Basara, prevedibilmente, glissa sapientemente, dando in pasto al giocatore solo la parte più succosa, quella relativa e battaglie, assedi e affini.
Per farlo Capcom ci mette a disposizione fin dall'inizio un vasto roster di combattenti, gustosamente differenti tra loro. Si passa da combattenti più o meno classici, come l'iracondo Masamune Date, ad altri più peculiari, come la voluttuosa Magoichi Saika ed il massiccio Kanbe Kuroda. Ognuno di loro utilizza un'arma diversa, dettaglio che ne rende differente lo stile di gioco rispetto agli altri, e contribuisce in maniera efficace a variare l'esperienza di gioco; pertanto, a seconda che si utilizzi una palla di ferro, un'asta, due enormi tirapugni d'oro, sei dicasi sei spade contemporaneamente, o persino un revolver abbinato ad un fucile a pompa, l'approccio verso l'annientamento del nemico è assai diverso. Una tale varietà e singolarità dell'arsenale di morte è testimone di un approccio volutamente votato all'eccesso, presente in ogni singolo aspetto del gioco; essendo l'aspetto fondamentale il gameplay, è di conseguenza facilmente prevedibile che, se l'obiettivo di un picchiaduro è quello di tirar giù più nemici possibile, con il fine di arrivare al boss del livello, ci si trova di fronte non a numerosi gruppi di nemici, ma a vere e proprie orde, di vastità proporzionale al livello di difficoltà.
Il giocatore nostalgico, che ha sfondato cabinati per la frustrazione di nemici bastardi come pochi, avrà già intuito dove questa scelta va a parare: se l'orda fosse qualitativamente, nonché quantitativamente, temibile, chi tiene il pad in mano avrebbe vita assai difficile, praticamente una passeggiata all'inferno; ma siccome tale scelta sarebbe quasi inpraticabile, nonché controproducente, visto l'abbassamento del livello di sfida imposto dai canoni del videogioco moderno, quella che ne vien fuori è, semplicemente, una passeggiata. Per quanti numerosi siano i nemici, l'impedimento che provocano al prosieguo sul nostro cammino di devastazione è praticamente nullo: cadono con pochi colpi, e fin qui sostanzialmente niente di male, ma non fanno poi molto per evitare di essere affettati, e quindi a furia di button mashing ci si ritrova di fronte al boss di fine livello. Già, proprio button mashing: perché se non si avverte il bisogno di avvitarcisi in chissà quali acrobazie con i polpastrelli, allora anche un comparto vario e vasto di mosse diventa superfluo, ed ecco allora che, una volta imparata una efficace e rapida combo, si finisce col privilegiare quella.

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Sengoku Basara Samurai Heroes

Disponibile per: PS3 | Wii
Genere: Azione
Sviluppatore: Capcom
Pegi: 16+
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
M. Offline: Multiplayer offline fino a 2 Giocatori - SplitScreen
Data di Pubblicazione: 15/10/2010
Sengoku Basara Samurai Heroes
8
7
7.5
7
29 voti
7
ND.
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