The House of the Dead: Overkill > Recensione
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The House of the Dead: Overkill - Recensione

Inviato il da Andrea Bedeschi
The House of The Dead:Overkill - recensione - WII “Lui viene dalla tomba, il corpo dimora di vermi e sporcizia. Non hanno vita i suoi occhi, né calore la sua pelle, né battiti il suo petto. L’anima, vuota e scura come il cielo notturno. Si fa beffe della spada e sdegno ha della freccia, poiché immune ne è la sua carne. Per l’eternità camminerà per la terra, fiutando il dolce sangue dei vivi, banchettando sulle ossa dei dannati. Stai in guardia, perché lui è il morto vivente”
Testo indù di origine sconosciuta, 1000 a.C. circa


Che cos’è uno zombi? Come nasce? Quali sono i punti di forza degli zombi e quali i puntideboli? Di che cosa hanno bisogno, che cosa vogliono? Perché sono ostili all’umanità? Prima di prendere in considerazione qualsiasi tecnica di sopravvivenza, è necessario sapere contro che cosa stiamo cercando di sopravvivere.

(entrambe le citazioni sono prese da “The Zombie Survival Guide”, Max Brooks, Three Rivers Press, 2003, edito in Italia da Giulio Einaudi Editore)



Chiamateli zombi. Chimateli morti-viventi. Chiamateli un po’ come diamine preferite. L’unica cosa che rimane costante a prescindere dal modo in cui decidiate di battezzare quelle nefandezze deambulanti e putrescenti è la cura da prescrivere per guarirli in maniera definitiva: piombo, tonnellate di piombo rovente distribuite con la stessa “soave dolcezza” del Charles Bronson de “Il Giustiziere della Notte” in compagnia della sua fedele Smith&Wesson.
Noi videogiocatori conosciamo bene queste aberrazioni della natura. Poniamo fine al loro vagabondare in cerca di carne umana fin dai tempi di Ghost’n’Goblins e sappiamo adeguatamente comportarci quando ne incontriamo uno. Se siamo di fretta, miriamo alla loro testa semi decomposta e BAM! la facciamo saltare in aria in un trionfo di materia grigia e ossa fracassate; altrimenti, se abbiamo tempo e voglia di prendercela comoda, li utilizziamo come “bersagli mobili”, spassandocela come dei bimbi al Kindergarten. Un colpo di fucile all’altezza del braccio destro, un altro sul ginocchio della gamba sinistraÂ... più rilassante di un bagno coi sali aromatici.
Nonostante il rassicurante candore dello chassis, l’attuale console domestica di Big N ha già elargito una discreta dose di frattaglie zombesche: due Resident Evil (il porting del quarto episodio e l’on-rail Umbrella Chronicles) e la compilation The House of The Dead 2&3 Return. Ora, quello che solitamente viene indicato come “il mese degli innamorati” sta per trasformarsi, almeno per gli utenti Wii, nel “mese degli impallinati”, con ben due giochi, House of the Dead Overkill e Dead Rising: Chop Till You Drop, nei quali trasferire tutta la nostra frustrazione di hardcore gamer abbandonati. E, almeno per un po’, scordiamoci la possibilità di utilizzare in-game i nostri Mii, allentando la tensione e lo stress col poetico suono dei fucili a pompa e delle interiora degli zombi che esplodono intorno a noi come stelle filanti.
It’s a gore-gore time!
Down in Louisiana.
The House of The Dead:Overkill - recensione - WII “Union, Justice and Confidence”
Motto dello Stato della Louisiana

La bandiera della Loiusiana mostra un pellicano con le ali aperte intento a nutrire i suoi pargoletti. Non per niente è noto negli U.S.A. come il “pelican state”. Ma è anche lo stato di New Orleans, della lingua creola, del voodoo della Louisiana (nato dall’incrocio delle credenze africane con la religione cattolica) e delle sue regine come Marie Laveau (così celebre che ancora oggi il suo nome viene invocato dai giocatori d’azzardo a mo’ di buon auspicio). Terreno che scotta. Ed è proprio in una piccola città di questo stato, Bayou City, che viene spedito l’agente speciale G. Il suo compito: investigare su una serie di persone scomparse e assicurare alla giustizia il signore del crimine della zona, noto come Papa Caesar. La situazione della città, infestata da non-morti, impone allo special agent di fare squadra col Detective Isaac Washington, desideroso di prendere a calci in culo il mob king, dopo che questi ha messo suo padre a dormire con i pesci.
Il loro primo compito è di penetrare all’interno del Papa’s Palace of Pain, dove i due agenti scopriranno i risultati degli esperimenti genetici condotti dal fetido Caesar e dal Dotor Jasper, mutato in un orrenda creatura dopo essersi iniettato una sostanza geneticamente alterata.
G e Washington faranno poi conoscena con la sexy-spogliarellista Varla Guns, sorella di Jasper e desiderosa anche lei di veder scorrere il sangue di Caesar.
Armi, spogliarelliste con le tette al vento e zombie. Tanti zombie.
E’ questo l’hardcore che cercavate?
From Sega with love.
The House of The Dead:Overkill - recensione - WII Se qualcuno dieci anni fa ci avesse predetto che, in un futuro neanche troppo lontano, sarebbe stata Se(rvice) Ga(mes) a placare i bollenti spiriti degli scontenti hardcore gamer di casa Nintendo, saremmo esplosi in una fragorosa e grassa risata, ribaltandoci dalla poltrona. Tuttavia, le vicende che han portato Sega a diventare esclusivamente una produttrice di software sono note a tutti ed è ormai dai tempi di Gamecube che il suo logo fa bella mostra sugli schermi dopo che un game disc viene inserito nello slot di una console Nintendo. Tuttavia, se ai tempi del Gamecube, l’insuccesso di vendita della console veniva ampiamente ripagato da notevoli sforzi produttivi di Nintendo e delle sue first e second party con titoli capaci di mantenere saldamente ancorata l’utenza hardcore (che, insieme alla sterminata platea dei pokémon user, ha di fatto garantito la sopravvivenza di Big N come produttrice hardware), ora che la ditta guidata da Satoru Iwata regna indiscussa tanto nel settore degli handheld tanto in quello domestico dedicandosi a progetti indiscutibilmente remunerativi, ma scarsamente apprezzati da quella fetta di clientela che le è stata fedele negli anni, tocca alle terze parti cercare di sfruttare il momento e riempire il gap. Come abbiamo sottolineato nello speciale sul Mercato Pal Nintendo (a cura di Simone Penati), questa mancanza endemica di giochi capaci di esulare dall’ambito del party game, dell’exergaming o, peggio, dello shovelware nudo e crudo, colpisce soprattutto noi nella Vecchia Europa, che ci vediamo costretti ad aspettare con un carico d’ansia ancor maggiore degli altri marketplace quei videogame non appartenenti alle categorie di cui sopra.
Sega, nel corso del 2008, ha promesso agli “angry Nintendo user”, ben due produzioni di serie A nuove di zecca, House of the Dead: Overkill e Mad World, più la distribuzione del promettentissimo Fps The Conduit della software house Indy High Voltage. Niente wiimake, niente porting downgradati. Venghino siori, venghino a vedere! Tutta roba originale al 100%, con somma gioia dello zoccolo duro.
Il primo di questi a raggiungere gli scaffali è stato proprio House of the Dead: Overkill, sviluppato dagli inglesi Headstrong Games, filiale londinese di Kuju Enetrtainment. Tale softco è ben abituata a lavorare con le console Nintendo, sulle quali ha portato lavori come Geometry Wars: Galaxies e Battalion Wars 1 & 2.
Dopo i più che buoni risultati commerciali ottenuti coi porting per Wii di Ghost Squad e The House of The Dead 2&3 Return, Sega ha quindi deciso di rilanciare in grande stile la celebre saga di on rail shooter con un titolo fatto su misura per Wii, il primo non sviluppato in Giappone dal team AM1 (ora WoW Entertainment). Scelta, questa, che ha avuto delle conseguenze non indifferenti sul marketing e sull’art direction di Overkill.

The House of The Dead:Overkill

Disponibile per: WII
The House of The Dead:Overkill - WII
Genere: FPS Sparatutto in prima persona
Tipo: ND.
Sviluppatore: Headstrong Games
Distributore: Halifax
Pegi: 18+
Sito Ufficiale: Link
The House of The Dead:Overkill
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7.5
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7,8
ND.
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