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The Legend of Zelda: Skyward Sword > Recensione
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The Legend of Zelda: Skyward Sword - Recensione

Inviato il da Fabio "Il pazzo" Canonico
L'abbiamo visto ovunque, The Legend of Zelda Skyward Sword, negli ultimi due anni. L'abbiamo incontrato per la prima volta all'E3, dopo le classiche file interminabili; rigiocato, con più tranquillità, alla Gamescom, nella ormai storica demo, quella caotica, senza senso e realizzata alla bell'e meglio. Altre fiere poi, altre annate, altre built, con poche informazioni corollarie: nessuna notizia sulla trama, poche immagini promozionali, video completamente assenti. Un lungo percorso, durato quattro anni, dal momento in cui Shigeru Miyamoto annunciò che c'era un nuovo capitolo della saga in sviluppo (bell'affare: da quelle parti c'è sempre uno Zelda in sviluppo), e soprattutto affermò che Twilight Princess, ultimo episodio per console da salotto, sarebbe stato l'ultimo Zelda così come lo avevamo sempre giocato. Premesse, per un verso e per l'altro, di sicuro impatto: la diffidenza e la fiducia nelle parole del Maestro, le prove con strada mai del tutto convincenti, la sotterranea sicurezza che Nintendo uno Zelda non lo sbaglierà mai. Tutte condizioni che comunque c'avevano imposto un distacco, un tepore nell'attesa di quello che, volenti o nolenti, è sempre un appuntamento storico, perché di titoli della serie non ne esce sicuramente uno all'anno.
Peccato che poi il momento s'avvicini, l'ora stia nuovamente per scoccare, e tutta la schermatura precedentemente costruita si frantumi come vetro, sotto il peso del prestigio di una saga che conta 25 anni di pura passione, innumerevoli capolavori e pochi passi falsi (ovvero giochi "solo" bellissimi). La naturale, spasmodica, attesa di un nuovo episodio di una saga storica culmina così negli ultimi giorni di hype incontenibile, che solo il possesso del tanto agognato oggetto potrà spegnere. Al diavolo i malumori, i timori, le elucubrazioni mentali e i battibecchi da forum: c'è un tempo per confrontarsi, per diffidare, per sperare, e c'è un tempo per giocare.
Ed ora, è arrivato quello di giocare.
 
Tra cielo e terra
The Legend of Zelda: Skyward Sword - recensione - Wii Una lunga corsa e un salto nel vuoto, tuffandosi in un mare di nuvole sotto il quale era impossibile vedere alcunché. Così fu svelato uno degli elementi rilevanti di The Legend of Zelda: Skyward Sword: il volo. Oltrenuvola è un'isola, ma non sono le acque a bagnarne i confini, e non sono gabbiani gli uccelli che volteggiano sopra i suoi edifici: è un porto nei cieli, un piccolo villaggio così come possono esserli quelli di confine. Ma proprio lì dove confini non ce ne sono, nel bel mezzo di un cielo così sereno e terso da stordire.
Possono splendervi solo sole e luna (le nuvole non gli stan sopra, ma sotto), mentre sotto il manto bianco, sulla terra, vive un male che tra i cieli non può arrivare. Secoli dopo, forse in un'altra dimensione, l'acqua sommergerà tutti i continenti, per sigillare definitivamente questo cancro nero che li corrode. Ma in passato è invece accaduto l'opposto: è stata la terra a sollevarsi per proteggere i suoi abitanti dall'oscurità dilagante.
Sono, queste, leggende perse nel tempo, che ad una coppia di ragazzi -Link e Zelda- possono sembrare solo vecchie storie senza riscontro: eppure, sotto il candido manto qualcosa c'è davvero, ed è un mondo infinitamente più grande, dove sono all'opera poteri immensi.
Eccolo qui, l'incipit di una storia che non rivoluziona il modo in cui le vicende vengono narrate nella serie, ma presenta piacevoli novità, nel modo in cui vengono rappresentati i personaggi così come nelle tematiche trattate. C'è persino l'amore, in una serie che al più nobile dei sentimenti non si è mai accostata, nel turbinio di emozioni e situazioni che riempie fino all'orlo la storia del nuovo Zelda. Prevedibile certo, ad ampi tratti, colpevole di sfruttare schematizzazioni ormai consolidate nella tradizione della saga, ma mai noiosa, ben raccontata ed accogliente nei confronti di una sequela di personaggi che trovano facilmente il proprio ruolo: che siano tra i più importanti all'interno della trama, o presenti solo in maniera marginale, ognuno di essi riesce a lasciare la propria traccia, per merito di un plot di ampio respiro e di una caratterizzazione fatta a regola d'arte, in osservanza ai dettami di una tradizione parzialmente interrotta da Twilight Princess.
Skyward Sword non è un'opera corale, così come non lo sarà mai nessuno Zelda, ma il Link che vi osserviamo non è l'unico attore e motore della storia. Addirittura, seppur muto come sempre, è infinitamente più comunicativo, nei gesti, nelle espressioni, e per i personaggi secondari è un fidato compagno al quale rivolgersi o da aiutare nelle situazioni di estrema difficoltà.
A livello ludico il lavoro di caratterizzazione si traduce in un buon numero di quest secondarie, da soddisfare nelle maniere più disparate, sempre chiare nello svolgimento ma varie nelle situazioni (una in particolare è micidiale, semplicissima da eseguire ma folle per concezione, con conseguente ilarità). A livello empatico, l'attenzione per la sceneggiatura si risolve in una chiara e fiera affermazione d'identità, mostrando un titolo che sa avvicinarsi al giocatore, rassicuralo persino, quando inevitabilmente si trova smarrito di fronte ad un impianto di gioco che fa fatica a riconoscere, seppur appaia molto familiare.

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The Legend of Zelda: Skyward Sword

Disponibile per: Wii
Genere: Avventura
Sviluppatore: Nintendo
Data di Pubblicazione: 18/11/2011
The Legend of Zelda: Skyward Sword
9.5
9.5
9.5
9
74 voti
8.8
ND.
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Daeimos
Zelda Skyward Sword è il degno successore di una delle saghe nintendiane più famose e riesce incredibilmente a differenziarsi dal passato pur mantenen...[Continua a Leggere]
9
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